Tornano a rivivere i suoni, gli odori e i sapori della cucina pratese: in libreria l’edizione aggiornata di “Bisenzio tradizioni e cucina”

Un tuffo nel nostro passato per riscoprire suoni, odori e colori della più genuina tradizione culinaria pratese. In occasione delle feste natalizie arriva in libreria la nuova edizione di “Bisenzio tradizioni e cucina” (Piano B edizioni, 15 euro) di Umberto Mannucci, una storia d’amore per la cucina di casa nostra raccontata attraverso le ricette, gli usi e i costumi delle migliori tavole pratesi.
Il libro viene riproposto da Piano B, aggiornato e riveduto dall’autore, e con un’inedita prefazione di Beppe Bigazzi.  Umberto Mannucci con passione e puntualità ci descrive feste, sagre e manifestazioni culinarie dei nostri borghi: dalla sagra della polenta a Vernio alla festa del cocomero della fontana del Bacchino, dall’assedio alla villa al Poggio a Caiano al Palio dei ciuchi di Carmignano. Uno scorcio sulle tradizioni che non tralascia i mercati e le voci dei venditori, fantasiosi imbonitori d’altri tempi con grida entrate a pieno titolo nel nostro Dna: dal “Ce l’ho con l’olio!” del venditore di pan di ramerino al “Di Bisenzio vivi!” del pescivendolo, per finire al “A chi lo sbuccio il gobbo?” dell’ortolano riferito ai cardi.
Dopo uno sguardo d’insieme alla genuinità e alla semplicità della cucina come della vita pratese si passa al ricettario che comprende più di 200 ricette della tradizione toscana, iniziando con i princìpi, poi con le minestre seguite dalle pietanze e finendo con i dolci. Sedani ripieni e tortino di carciofi, farinata con il cavolo nero e cofaccini, polenta unta e incaciata, pesche dolci e zuccherini: qui si svelano molti dei segreti dell’eccellenze gastronomiche della nostra terra.
”Spiega più una ricetta, scritta bene e filologicamente esatta – dice Bigazzi nella prefazione -, che le cose che si trovano sui libri di storia: il libro del Mannucci è un raro esempio di amore per la tradizione e rispetto della storia: una fresca e piacevole fonte di piatti creati dalla conoscenza collettiva, belli da vedere e buoni da mangiare, che rispondono alla filosofia di Ippocrate e sia la tua medicina il tuo cibo e il tuo cibo la tua medicina e che rispettano perciò stagioni e occasioni.” 
Il libro contiene anche una sezione di ricette storiche: quelle di un vecchio manoscritto di un anonimo pratese, e quelle del famoso erudito pratese Amadio Baldanzi (1705-1789), così lontane eppure così familiari rimaste inalterate nonostante i secoli.

I commenti sono chiusi.