La ricetta di Cenni contro le “parentopoli”: “Le assunzioni nelle partecipate scelte da persone che vivono e lavorano fuori Prato”

Nominare commissari d’esame non pratesi e slegati da qualsiasi partito per i concorsi nelle società partecipate. È questo il rimedio semplice ma valido quanto un uovo di Colombo del sindaco Roberto Cenni per stroncare la parentopoli in Estra e nelle altre società legate al Comune di Prato. “Ci deve essere trasparenza e l’assenza di ogni forma di favoritismo – spiega il principio –. Il cittadino non vuole più sentire dire che il figlio del professionista come il figlio del politico abbia più possibilità di un altro di fare carriera, ma chiede uguali opportunità per tutti. Bisogna pertanto trovare un metodo per consentire che questo valore sia realizzato effettivamente. Io ho in mente per esempio di affidare  la selezione delle nuove assunzioni a commissioni composte da esperti che vivono e operano fuori Prato. Loro sarebbero la migliore tutela contro il ripetersi di nuove parentopoli”.
Su quella esistente, però, nessuna volontà di consumare vendette assicura il sindaco e questo non dovrebbe essere l’intento della commissione d’indagine approvata giovedì scorso in consiglio comunale. “Ci sono indubbiamente delle assunzioni discutibili – ammette Cenni -, ma dobbiamo capire anzitutto quante sono per poter parlare di un fatto enorme. Sicuramente da parte mia non c’è nessun atteggiamento rivendicativo e rancoroso anche qualora emergessero dei contratti d’assunzione di dubbia liceità; l’importante è che non perduri questa ingiustizia”.
Cenni si concede anche per una valutazione sullo status della sua maggioranza con un occhio di riguardo verso la componente più instabile, Futuro e Libertà. “Ripeto che Prato è un’esperienza staccata dai giochi delle alleanze nazionali – dice -, da noi la coalizione andava da La Destra fino ai Socialisti Riformisti. Le turbolenze che possono venire fuori sono pertanto meno pesanti. A tutti gli alleati dico che ci sono 5 anni per partecipare. Non mi sembra di essere il tipo chiuso al suggerimento di progetti o di persone qualificate. Non escludo neppure a priori un rimpasto nel caso ve ne fosse bisogno per rilanciare l’azione amministrativa della giunta. Ma solo per questo e non per rispondere a spinte di natura politica. Io mi sento forte di un mandato elettorale e il maggior rendiconto lo devo dare agli elettori, compresi i partiti che mi hanno sostenuto dandomi un ampio mandato”. Risposta polemica anche al presidente della Camera di commercio a proposito dei dati sulle imprese cinesi in aumento nel territorio pratese. Cenni in linea con Milone sulla scarsa attendibilità delle statistiche per via delle mancate cancellazioni delle aziende sequestrate mette in guardia da interpretare ogni volta dei dati pro domo sua.

Carlandrea Adam Poli

8 pensieri su “La ricetta di Cenni contro le “parentopoli”: “Le assunzioni nelle partecipate scelte da persone che vivono e lavorano fuori Prato”

  1. solo per capire l’attendibilità di tutta sta manfrina: nemmeno dumila voti sono un “mandato ampio”?!? ampia sarà l’accozzaglia che ci sta dentro! e la direttrice del CSN, l’ultima nomina del sindaco per un ente partecipato è per caso di fuori Prato?!? è forse un tecnico di quell’ambito?!? parole parole paroleeeee

  2. E’ vero Tommaso , i fatti sono già stati ” fatti ” dalle precedenti amministrazioni, mettendo i propri parenti e amici dei parenti fino alla …..ennesima generazione.
    Tutto ciò che scombina i privilegi ottenuti con le passate ” reggenze ” , da fastidio ai disonesti , ma non alla gente comune e quindi alla faccia di chi ci ha mangiato fino ad ora ben vangano i cambiamenti.

  3. Totalmente contrario a questa discriminazione territoriale, penalizzare i pratesi nel concorrere a lavorare per un’azienda locale è sbagliato, basterebbe semplicemente fare concorsi vigilati da personale superparte. Anche se in Italia capisco che pensi a concorso e lo colleghi a truccato…

  4. Sig. Tommaso prima di giudicare si informi…il CSN non è una partecipata ma una fondazione del Comune di Prato non retribuita pertanto cè la sua differenza!
    Finalmente un Sindaco di ampie vedute!

  5. e perchè,non riportare e i servizi sotto la pubblica amministrazione???
    come era una volta,dove, di regola, non ci sono scopi di lucro???
    so di comuni che stanno tornando a rimettere i servizi pubblici,sotto la propria amministrazione,con guadagni per i cittadini,che non devono più pagare stipendi stratosferici a dirigenti e consigli di amministrazione delle partecipate…
    tutto pubblico e controllato e assunzioni con concorsi regolari e licenziamento a chi non merita.
    mi sembra facile facile….

  6. nel medioevo il capitano del popolo, colui che amministrava la città, veniva da fuori (da qui i vari stemmi scolpiti sulle facciate del pretorio, a ricordare i vari governatori)dando così garanzie circa la sua terzietà rispetto alle questioni da trattare
    mutatis mutandi più che ai cda bisognerebbe pensare alla carica di sindaco
    ;-)

  7. mi sento forte di un mandato elettorale e il maggior rendiconto lo devo dare agli elettori……..
    appunto inizia a dimostrare qualcosa….5 anni passano molto veloci

  8. giusto, fondazione e non partecipata, anche se il comune mette 100mila euro l’anno – pure pochi per campare bestie e tutto…- in ogni caso se non son parole, gli esempi pratici proprio non si vedono. la SoRi è abbastanza partecipata? presidente Lucchetti, consigliere provinciale PDL, nominato a capo della municipalizzata dopo la sua elezione come consigliere…