Buzzi, via al programma per integrare l’indirizzo tessile con più formazione di confezione e maglieria

Sta per avere avvio il programma previsto dalla convenzione sottoscritta dall’Istituto Tecnico Industriale Buzzi e dall’Unione Industriale Pratese sulla “curvatura” dell’indirizzo tessile verso la confezione e maglieria. Si tratta in sostanza di integrare con elementi di tecnologia relativa a quest’ultimo comparto la formazione tessile già impartita, prevedendo un modulo di 20 ore per ognuno dei tre anni di specializzazione a partire da questo anno scolastico, e precisamente dall’imminente mese di aprile. Il progetto include anche stage e visite presso aziende del comparto e testimonianze di imprenditori.
La scelta di arricchire le competenze degli studenti con conoscenze relative alla produzione industriale di abbigliamento nasce dalla constatazione della crescente rilevanza del comparto nell’ambito del distretto pratese. Forte di oltre 4.400 aziende e di un fatturato di 1,2 miliardi di euro, la confezione e maglieria di Prato fa della nostra provincia la decima in Italia per export di abbigliamento in valori (520 milioni nel 2010 in forte aumento rispetto all’anno precedente). Rilevante anche l’apporto dato all’occupazione, che nel 2010, al netto delle peculiari e spesso non virtuose dinamiche delle imprese cinesi, ha visto un saldo positivo di 48 unità (735 avviamenti contro 687 cessazioni: dati della Provincia di Prato).
Una realtà di tutto rispetto, quindi, che per crescere e qualificarsi ulteriormente richiede di poter disporre di competenze adeguate. “Crediamo molto in questo progetto, che vediamo come un riconoscimento del ruolo del nostro comparto oltre che come un’occasione di crescita per le nostre aziende – commenta Stefano Ferrari, Presidente della sezione Confezioni e maglifici dell’Unione Industriale Pratese – Per questo ci stiamo impegnando attivamente con la Commissione Formazione dell’Unione e con Francesca Fani che la coordina per fornire al Buzzi ogni collaborazione possibile. Accanto al supporto istituzionale ed economico fornito dall’Unione, la sezione in quanto tale sta mettendo a disposizione le proprie competenze ed esperienze ed aprendo le aziende a stage ed occasioni di contatto con i ragazzi. Quello che stiamo costruendo assieme al Buzzi è un primo passo certo non sufficiente a soddisfare le esigenze del nostro comparto, ma senz’altro utile per cominciare a rimuovere il primo dei problemi che abbiamo: l’insufficiente conoscenza delle nostre aziende, alla base di quel senso di “ignoto” che allontana i giovani. Almeno per il momento non ci aspettiamo, realisticamente, che sia la scuola a dare competenze specifiche di questo genere e siamo consapevoli del ruolo primario delle imprese stesse nel formare figure di tecnico della confezione coordinatore del ciclo produttivo: è tuttavia importante che i giovani escano dall’istituto tecnico avendo già delle conoscenze di base e un minimo di familiarità con la nostra attività. Un grazie al Buzzi per la sensibilità che sta dimostrando”.

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