Il Pdl affonda il Creaf (“buttati via 22 milioni e mezzo di euro”) e boccia il bilancio della Provincia: “E’ campato in aria”

 

L'edificio che ospiterà il Creaf

“Leggo che Gestri apre all’arrivo dei profughi a Prato. Forse li vuole accogliere al Creaf, così almeno riempirebbe lo stabilimento”.
Parte da una stilettata ironica l’atto di accusa del capogruppo del Pdl Cristina Attucci contro il bilancio preventivo 2011 della Provincia. E volutamente l’abbrivio viene dato su quello che per il Pdl è il buco nero delle ultime due amministrazioni provinciali. “Il Creaf è diventato ormai un ritornello dello spreco – dice -: la spesa complessiva ha toccato quota 22,5 milioni di euro. Forse siamo agli sgoccioli, perché la legge dice che le società partecipate dagli enti pubblici non possono essere finanziate ulteriormente dopo tre anni di perdita consecutivi. Il Creaf è in passivo da 6 anni e dal 31 dicembre scorso sarebbe pure tenuto a restituire gli anticipi ricevuti dalla Provincia”. A poter salvare il centro di ricerca, almeno stando alla ricostruzione di Attucci, sarebbe soltanto la stesura di un idoneo piano industriale che detto per una società priva ancora di uno start-up sembra quasi una battuta. “Secondo Gestri, poi, tutto lo sviluppo dovrebbe passare attraverso il cineporto del quale non si conoscono ancora tempi e modalità di realizzazione – prosegue nella sua analisi la capogruppo dell’opposizione -. Vogliono investirci 195mila euro, di cui 95mila in conto capitale. Non vorrei che diventasse il secondo Creaf. Aggiungiamo anche i 200mila euro spesi per Gonfienti nel 2010 senza aver portato ad alcun risultato. Secondo loro è colpa della mancata concessione del comodato d’uso, ma di fatto per la giunta quando un investimento che sia il Creaf o che sia Gonfienti non va a buon fine la colpa va sempre data agli altri. Per Gonfienti complessivamente sono stati spesi 650mila euro. Potevano essere utilizzati meglio, magari dandoli a quelle imprese che dopo un periodo di delocalizzazione decidono di tornare a investire a Prato oppure a chi investe nel territorio ex novo e assume almeno 15 dipendenti”.
Le critiche politiche diventano materia tecnica quando si scopre che il bilancio verrà approvato domani dal consiglio provinciale senza la firma di un revisore contabile, Maurizio Falcone. La Provincia un mese fa ha infatti chieso alla Corte dei Conti di non essere obbligata anche quest’anno ad attenersi al vincolo di ridurre il rapporto fra spesa corrente e spesa del personale. La risposta con ogni probabilità non arriverà in tempo domani per sciogliere ogni dubbio né ai consiglieri né ai tecnici, tanto che oltre al sindaco revisore neppure il dirigente provinciale dell’area economico-finanziaria ha apposto la sua firma in attesa di ricevere tutti i dettagli sulla spesa del personale. In caso di parere contrario della Corte dei Conti il bilancio pur approvato sarebbe a rischio di illegittimità. Ma c’è di più. Secondo Giovanni Luchetti, consigliere del Pdl il preventivo 2011 è “campato in aria” laddove prevede una riduzione della spesa corrente da 44 a 34 milioni di euro per toccare il punto minimo di 24 milioni nel 2012. “Verranno tagliati i trasferimenti verso quasi tutte le partecipate, incluso il Patto per Prato sicura. Per assurdo questo farebbe addirittura aumentare il rapporto con la spesa del personale, costringendo probabilmente come conseguenza logica a ridurre il numero dei dipendenti”.

 

Carlandrea Adam Poli

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