La Vigna esce da Futuro e Libertà: “Non ne potevo più dei diktat contro il Pdl”. I finiani rischiano l’emarginazione nella maggioranza

Strappo in Futuro e Libertà. Carlo La Vigna abbandona il partito dei finiani e va nel gruppo misto. “Non è né una rottura né uno sbattere la porta – spiega in consiglio comunale. – Sono costretto ad ammettere che questo progetto ha assunto altri connotati nei quali non mi riconosco. Sarei infatti molto imbarazzato a sostenere le posizioni assunte da Fli in politica nazionale ed estera, sulla riforma della giustizia, sull’emergenza immigrazione, sul federalismo regionale e sull’intervento in Libia. Questa politica di opposizione a tutti i costi anche su temi che erano stati condivisi in campagna elettorale, mi interroga sull’opportunità di proseguire questo percorso. L’entusiasmo iniziale che mi ha portato a differenziarmi dal Pdl, insieme ai colleghi Lorusso e Bini, è stato quello di poter costituire una risorsa, uno sprone, magari anche una spina nel fianco all’interno della maggioranza per ottenere un’azione politica di maggiore prossimità all’elettorato”. Per i due consiglieri comunali di Futuro e Libertà adesso sarà vita dura. Il riconoscimento politico dal sindaco sotto forma di maggiore peso sulle decisioni in merito alle partecipate e di un assessorato diventa quasi un miraggio. D’altronde gli equilibri consiliari fino ad ieri garantivano agli uomini di Fli gli stessi numeri della Lega Nord e con essi la legittimazione, almeno nella matematica, di pretendere la nomina di un loro rappresentante in giunta . Adesso vengono meno sia il parallelo che la speranza per i due superstiti di entrare nella stanza dei bottoni. Che il colpo faccia particolarmente male alla causa futurista lo lascia intendere un passaggio al veleno del commento a caldo del capogruppo Federico Lorusso. “A La Vigna dico che chiunque crede di entrare nel nostro partito per ricevere più che per dare si è fatto un’idea politica totalmente sbagliata su come funzionano le cose da noi. La nostra coerenza verrà premiata, Futuro e Libertà a Prato conta ormai più di 100 iscritti e la crescita si verifica ogni giorno anche a Carmignano”. Già, uno dei dissidi maggiori fra La Vigna ed il resto della dirigenza finiana si è consumato proprio sulle elezioni amministrative di maggio nel comune mediceo. Secondo l’ex futurista sarebbe “suicida” la mossa di candidare in solitaria Manuel Carlesi in alternativa non solo al sindaco uscente Doriano Cirri, ma anche a Vito Tarantini, un centrista dell’Udc alleato di Pdl e Lega Nord. “La politica territoriale del partito secondo il diktat <<mai con il Pdl>> mi imporrebbe di farmi parte attiva di una scelta, che avrà il prevedibile, anzi certo risultato di regalare la vittoria alla sinistra”.

Carlandrea Adam Poli

2 pensieri su “La Vigna esce da Futuro e Libertà: “Non ne potevo più dei diktat contro il Pdl”. I finiani rischiano l’emarginazione nella maggioranza

  1. Lucarelli direbbe… “Paura, eh?”.
    Paura di perdere il treno per le prossime elezioni?
    Le motivazioni dell’uscita fanno sorridere e la risposta di questo Lorusso, condivisibili o meno, sono semplici e chiare.

  2. Meglio saltare sul carro di quelli che gli promettono più poltrone, eh?