L’INTERVENTO/Beccaglia: “Il Pecci è testimone di Prato nel mondo ma le istituzioni cittadine politiche ed economiche fanno troppo poco”

Il Museo Pecci sta girando il mondo con la sua Collezione. Sabato ne viene presentata una parte in alcuni luoghi particolarmente significativi del Centro di Prato come il Palazzo Banci Buonamici e la Biblioteca Lazzerini.
Per la verità (come ben sapete) l’attività del raddoppio ci ha permesso di mappare parte della città con le opere della Collezione ad esempio  il bellissimo nucleo alla Biblioteca Lazzerini con le opere di Barni, Bassiri, Poirier, Della Vedova, Kopistiansky, Medical Hermeneutics, Araki, Moretti, Rousse, Kruger. Ma effettivamente questa volta su espressa richiesta della Provincia e la disponibilità dell’amministrazione comunale ci presentiamo ufficialmente nel Centro della nostra Città. L’importante è esserci sempre.
Una parte importante della città invece, purtroppo anche istituzionale,  sembra dimenticarsi di possedere il primo e più importante Centro di Arte Contemporanea d’Italia, nonché oggi anche   Museo Regionale d’Arte Contemporanea.
Il Pecci dal 1988 come primo Museo costruito (non riadattato) per l’arte contemporanea, dopo  problemi che ha avuto, oggi, dopo quasi 5 anni di lotta in emergenza, è il Museo italiano contemporaneo più conosciuto nel mondo – per mostre e presenze – con budget 5-10 volte inferiori ai nostri “diretti concorrenti” Rivoli e Rivara. Stiamo raddoppiando la struttura, anche qui, unici nel panorama italiano. La struttura architettonica che sarà creata è già una scommessa.
A questo punto io e il cda e tutta la  struttura hanno fatto tutto il possibile per essere pronta al grande salto. Poiché il Museo è l’unica struttura di Prato -  e non solo – che può rilanciare l’impegno del nostro territorio in Italia e nel Mondo. Non ci dimentichiamo poi della nostra presenza a Milano, con il Museo Pecci Milano sul Naviglio Grande, che sta appassionando il pubblico meneghino e che sta ricevendo una grande attenzione della stampa nazionale ed internazionale con l’esposizione di altri importanti opere della Collezione del Museo di Prato.
Le istituzioni pratesi politiche ed economiche (dal Comune alla Fondazione Cassa etc..) devono attivarsi per trovare soluzioni per portare avanti il sogno ma soprattutto la speranza concreta di dare un futuro alla nostra città. Il Pecci è pronto ma siamo al raddoppio e c’è bisogno di un piccolo sforzo finanziario di supporto (piccolo rispetto alle necessità di altri). Il Museo in questi anni è stato meta di importanti personaggi, da ambasciatori a politici ad iportanti artisti a Reali, musicisti, nomi estremamente noti dell’economia e della finanza che ne hanno apprezzato il lavoro e le mostre: sarebbe importante che questo succedesse un po’ di più anche con la nostra cittadinanza.
Vorrei che si ricreasse quello spirito collettivo che nell’88 portò a quell’evento di cui si parlò in tutto il mondo, con la creazione del primo Museo di arte contemporanea in Italia.
Abbiamo dimostrato di fare molto con poco e possiamo continuare a farlo, ma questa volta  non da soli. Chiedo un atto di responsabilità da Prato da parte di chi, Istituzioni politiche ed economiche, le quali si sono assunte (talvolta nessuno gliel’ha chiesto) il ruolo di guida della nostra comunità per riportare i nostri governi alla possibilità di confrontarsi nel mondo alla pari degli altri.
Credo che le mura della città siano servite come difesa e ricompattamento delle coscienze e culture indispensabili per affrontare il futuro. Senza passato non si va da nessuna parte. Ma oggi la partita si gioca fuori dalle mura e il Pecci è fuori dalle mura.

Valdemaro Beccaglia
Presidente Centro Pecci

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