Mediazione obbligatoria, partenza cauta anche se i casi sono già raddoppiati rispetto allo stesso periodo del 2010

Una riforma importante che richiede innanzitutto un cambiamento culturale: l’introduzione della mediazione obbligatoria in una serie di materie individuate dalla normativa (vedi scheda sotto) si conferma come una piccola rivoluzione. Una partenza cauta, con la presentazione all’organismo della Camera di Commercio di Prato di 8 richieste di mediazione: due in materie facoltative e 6 nelle materie obbligatorie ricevute dal 21 marzo ad oggi (1 in materia di diritti reali, 1 in materia di divisione, 1 in materia di comodato, 2 riguardanti contratti assicurativi e 1 in materia bancaria). Complessivamente dall’inizio dell’anno sono 17 le mediazioni attivate (lo scorso anno nello stesso periodo erano 8). Esiste un interesse crescente verso questo strumento: sono circa 50 i contatti e le richieste di chiarimento ricevuti dall’ufficio nell’ultimo mese. 
Molto forte l’interesse mostrato dagli aspiranti mediatori: sono oltre 300 le richieste di informazioni ricevute dalla Camera di Commercio di Prato, che ad oggi ha 14 mediatori già operativi e ha trasmesso al ministero un ulteriore elenco di domande finalizzato all’autorizzazione di ulteriori mediatori. In generale è interessante anche la reattività del territorio pratese verso la mediazione: a Prato, oltre alla Camera di Commercio, operano altri due organismi accreditati dal ministero della Giustizia: uno presso l’Ordine degli Avvocati e uno di natura privata. 
“Le cose stanno andando per il verso giusto. – commenta il presidente del Tribunale Francesco Genovese – Non c’è un’esplosione perché un nuovo approccio culturale non si improvvisa. Ma c’è molto interesse, è un buon inizio”. “L’eccessiva durata dei processi nel nostro Paese compromette la capacità competitiva delle nostre imprese, perché una giustizia lenta ne ostacola la crescita. – commenta Carlo Longo, presidente della Camera di Commercio di Prato – Le controversie si traducono in costi che incidono, in media, sul fatturato annuo aziendale per lo 0,8%, con un valore medio per azienda di 3.832 euro all’anno. Una spesa per il sistema delle imprese pari a 23 miliardi di euro. Le Camere hanno da tempo creduto nei benefici che cittadini e imprese avrebbero ottenuto potendo ricorrere alle forme di giustizia alternativa, tutte incomparabilmente più brevi e meno onerose”.
Il presidente del Tribunale conclude lanciando una proposta: “Vorrei attivare a Prato un tavolo della giustizia, con Comune, Provincia, Prefettura e Camera di Commercio, per discutere di iniziative comuni. La sussidiarietà è importante”.

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