In piazza Mercatale la festa di fine stagione per la Pro Fighting Prato che chiude una stagione di successi

La stagione agonistica si avvicina alla sua conclusione. Una stagione straordinariamente ricca di successi per la Pro Fighting Prato: due titoli intercontinentali Wako Pro vinti da Paola Cappucci, nelle specialità della Low Kick e nel K1; un titolo italiano Wako Pro con Emily Wahby. E poi un deciso aumento degli atleti che sono saliti sul ring per i match a contatto pieno, un numero infinito di esordienti nel contatto leggero.
Nel palmares stagionale dell’associazione ci sono poi 5 manifestazioni per dilettanti organizzate, 1 per i Pro che ha portato a Prato atleti internazionali di livello elevatissimo. “Ed ora è giunto il momento di festeggiare – spiegano dalla Pro Fighting Prato -. Ritrovarci tutti insieme – senza guantoni – e goderci un momento tutti insieme. Momento che speriamo di poter condividere con tutta la città. La festa della Pro Fighting è infatti aperta a tutti quanti vorranno partecipare. L’appuntamento è per domani, mercoledì 1 giugno, dalle 22.30 in piazza Mercatale con musica e tanti amici che verranno a trovarci da tutta Italia”.
“Un ringraziamento  – prosegue il comunicato – a tutte le persone che hanno dato e continuano a dare l’anima per questa associazione, per farla crescere sempre di più. Grazie a tutti gli sponsor che ci hanno consentito di realizzare quanto fatto finora. Un ringraziamento particolare all’assessore allo sport del Comune di Prato Matteo Grazzini e tutto il suo staff per il sostegno che ci ha dato in occasione della nostra manifestazione Pro, il Fight4Life VII. Un ringraziamento all’assessorato allo sport della Provincia, un grazie alla Misericordia di Prato per la perfetta assistenza medica ed in particolare alla sezione femminile con la quale speriamo di poter contribuire e collaborare sempre più spesso a sostegno dei loro progetti. Grazie a Domenico Catalano e Francesco Mazzoni – in rigoroso ordine alfabetico – perchè senza il loro ventennale impegno e la loro esperienza nessuno di noi sarebbe qui”.

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