Via libera del Comune al bilancio di previsione: servizi inalterati senza toccare le tariffe. La minoranza: “Mancano progetti e investimenti”

Maggioranza compatta sull’approvazione del bilancio preventivo 2011, ma Futuro e Libertà concede soltanto una fiducia “critica” a Cenni e preme per andare alla verifica di giunta. Della manovra economica l’assessore al bilancio Adriano Ballerini vuol difendere il principio di “spendere solo ciò che si ha” senza compiere salti mortali e spese prive di una reale copertura finanziaria. E, una volta neutralizzato l’effetto dei tagli nei trasferimenti statali e regionali per 5,8 milioni di euro grazie al surplus del consuntivo 2010, l’obiettivo è di garantire la qualità dei servizi mantenendo le tariffe per buona parte inalterate. A soffrire sono soprattutto gli investimenti. Nel bilancio, orfano del piano triennale delle opere pubbliche che ancora deve arrivare all’esame del consiglio comunale, ne sono previsti 78 milioni di euro, trentaquattro dei quali a dire il vero assorbiti dal progetto del tram-treno fermo al palo.
È il punto debole secondo l’opposizione, che scaglia contro la giunta l’accusa di assenza di progettualità. “Il bilancio è attestato sugli anni passati e mancano i segni di novità” dice Enrico Giardi del Pd, mentre il capogruppo Massimo Carlesi elenca le promesse finora non mantenute sulle opere pubbliche: lago degli Alcali, parco fluviale, parcheggio di via Arcivescovo Martini e bastione delle Forche. Almeno su quest’ultimo aspetto l’assessore all’urbanistica, Gianni Cenni prova a rassicurare: “Abbiamo già compiuto la ripulitura dalle piante e a breve con 200mila  euro partiranno i lavori per il consolidamento”. Se latitano grandi infrastrutture bisogna portare pazienza, almeno fino a quando – il sindaco garantisce entro la fine dell’estate – non ci sarà l’adozione del nuovo piano strutturale. I democratici, però, insistono sul refrain dell’assenza di progetti per Prato da parte dell’amministrazione sfociata nella perdita di finanziamenti per 41 milioni di euro fra i fondi destinati al polo espositivo ex Banci, alla sede della protezione civile in viale Marconi e al disegno originario della tramvia. “Quest’ultima venne bloccata nel maggio 2008 da Romagnoli – replica Cenni offrendo un suo refrain alle argomentazioni del Pd –, è stato giusto e intelligente il nostro ripensamento. Piuttosto il centrosinistra quale idea progettuale ha avuto in mente per Prato: dare consulenze a Fuksas per centinaia di migliaia di euro? Spendere 400 mila euro per piazza Mercatale senza cambiare nulla? Vogliamo parlare della cosiddetta progettualità giusta del Parco Prato e della strozzatura irrisolta al Soccorso?”. Uno sfogo vero e proprio, ma il sindaco deve guardarsi le spalle più che altro dalla crescente insofferenza di Futuro e Libertà. Per Riccardo Bini mancano “progettualità e risultati” e sarebbero molti i margini di miglioramento sulle opere pubbliche e sulle partecipate. “Da una parte il sindaco pensa ad uscire da Utilitas dall’altra entra in Publies, vorremmo capire sinceramente la strategia”. Gli intenti smantellatori delle partecipate, sostenuti a dire la verità in parte anche dall’assessore alle infrastrutture Filippo Bernocchi quando si scaglia contro il “socialismo municipale” di Consiag sconfitto a colpi di bandi di gara per l’affidamento dei servizi, vengono respinti con fermezza da Cenni, secondo cui quando c’è da controllare e da garantire la sicurezza della gestione dei rifiuti come della rete del gas è giusto tenere la competenza nell’ambito di società a conduzione pubblica.
Carlandrea Adam Poli

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