Ancora segnali positivi dal mercato del lavoro ma prevale la precarietà e la situazione resta difficile per gli under 25

La Provincia pubblica il report sul mercato del lavoro pratese che riguarda i primi 3 mesi del 2011 e che analizza il movimento di assunzioni e cessazioni, confermando il saldo positivo già registrato per tutto il 2010. Complessivamente gli avviamenti al lavoro risultano fra gennaio e marzo 2011 superare le cessazioni di 2.233 unità, cioè il 19% dei movimenti di assunzione. Un segnale positivo dunque, soprattutto al confronto con i numeri dello stesso periodo 2010, gli avviamenti infatti crescono del 25%.
Il report, elaborato dall’Osservatorio provinciale e dal servizio Lavoro della Provincia, è stato presentato ieri pomeriggio a nel salone delle feste di palazzo Vestri. Il report prende in esame i flussi (cioè il movimento dei contratti) mettendo a confronto i primi tre mesi del 2011 e del 2010 e consentendo una visione aggiornata del mercato del lavoro.
“Il trend mantiene la scia positiva dell’ultimo anno, anche se la sensazione è che il distretto si trovi ancora alle prese con gli effetti della crisi – commenta la vice presidente della Provincia Ambra Giorgi – E’ necessario lavorare per creare un nesso più stretto fra sviluppo e mercato del lavoro e affrontare, tutti insieme, il problema urgente della disoccupazione giovanile”.
Ancora una volta le assunzioni sono caratterizzate da una netta prevalenza di contratti a tempo determinato in senso ampio. I contratti a tempo indeterminato rappresentano solo il 34.7% del totale, in calo rispetto al trimestre precedente e al medesimo trimestre del 2010 (quando erano il 36,3%), dati che mettono in evidenza un calo strutturale oramai permanente nel sistema delle assunzioni. Oltretutto il dato medio è ‘inquinato’ dalla presenza dell’abbigliamento, che assume 1.315 unità a tempo indeterminato (l’84% dei contratti del settore, ma in calo rispetto allo stesso trimestre del 2010.)
Nel primo trimestre del 2011 i dati relativi alla composizione, tra donne e uomini, dei contratti di lavoro sono in sostanziale pareggio e migliori rispetto allo stesso periodo del 2010. Tuttavia restano le differenze nel tipo di contratto attivato, con un vantaggio del tempo indeterminato a favore degli uomini. Il miglioramento però non è equamente distribuito per età: i giovani under 25 vedono infatti un peggioramento con il 15% di assunzioni in meno rispetto al 2010. Insomma le cose vanno meglio per le età sopra i 25 anni, che all’inizio del 2011 hanno trovato più lavoro (soprattutto fra i 29 e i 39 anni).

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