Dati shock sull’evasione fiscale: le imprese cinesi hanno evaso 6 milioni di euro tra Tia e Irpef in un solo anno

Fra addizionale Irpef e Tia l’evasione fiscale cinese raggiunge i 6 milioni di euro. Il nuovo monitoraggio dell’assessore alla sicurezza Aldo Milone – in collaborazione con Sori – ha dato questo esito seguendo le analisi di 381 dichiarazioni dei redditi nel 2010 per l’anno di imposta 2009.
Sulla Tia, la tassa sui rifiuti, solo 9 sono stati i confezionisti cinesi disposti a pagare. In tutto 10.447 euro su un totale dovuto di 380.167 euro. Mentre il costo del servizio è stato persino maggiore, ben un milione di euro. “Facendo una proiezione sul totale degli imprenditori cinesi attivi – prevede il sindaco Roberto Cenni – l’evasione fiscale raggiunge la cifra di 4 milioni di euro solo per questa tassa”. Già, perché poi si apre la pagina ancora più amara dell’addizionale Irpef. In questo caso i cinesi generalmente rifiutano pure di calcolare l’imposta. Solo in 8 si sono scomodati, pagando in tutto 887 euro per il biennio d’imposta 2009-2010. Facendo un’altra stima l’imposta evasa fra tutti gli imprenditori cinesi dovrebbe ammontare a 2 milioni di euro.
Durissima l’analisi che trae da questi dati Cenni. “Non risponde al vero parlare dei cinesi come di una opportunità, solo per falso buonismo, per accusare l’avversario politico di razzismo o peggio per interessi di parte o di alcuni – dice -. Che la comunità cinese, stanti così i fatti, rappresenti una zavorra per la città di Prato lo dimostrano la straordinaria evasione della Tia, i dati che emergono dalle dichiarazioni dei redditi, spesso ai minimi e comunque non seguite dal regolare pagamento dei tributi. Mentre l’amministrazione fornisce servizi indistintamente a tutti, e quindi la comunità si sobbarca di costi insostenibili. È dunque giusto che il pensionato, il lavoratore dipendente, il commerciante e la massaia paghino di tasca loro per chi non si vuole integrare affatto”. Il sindaco promette ora nuovi strumenti di riscossione da far emergere in sinergia con Asm e riserva una frecciata al Partito Democratico. “Mi stupisco – dice – di un partito politico che mentre i suoi vertici tuonano contro l’evasione fiscale qui a Prato i suoi rappresentanti fingono di non vedere un fenomeno di portata nazionale, per incomprensibili interessi politici o di parte”.
Da parte di Cenni è un crescendo di strali verso l’opposizione quanto verso i cinesi: “La strategia dell’opposizione è chiara: asserire che le scelte della giunta Cenni sul fronte del ripristino della legalità sono inefficaci. Ma proprio la sinistra è stata ad affermare, per anni e fino a oggi, che gli extracomunitari, in modo particolare i cittadini cinesi, devono essere integrati, perché sono da loro definiti una risorsa. Ma non lo sono affatto, anzi sono un costo per la società pratese e i dati lo dimostrano senza mezzi termini”. L’amministrazione dovrà comunque affrontare un avversario ancora più potente dell’evasione. Milone lo chiama il “nuovo nomadismo”, vale a dire il fenomeno tutto cinese di cambiare periodicamente oltre al proprietario e al nome della propria azienda anche residenza. Sfuggendo così ai controlli fiscali più rigorosi da parte dei Comuni.

Carlandrea Adam Poli

15 pensieri su “Dati shock sull’evasione fiscale: le imprese cinesi hanno evaso 6 milioni di euro tra Tia e Irpef in un solo anno

  1. Bhe noi siamo uno dei paesi con uno dei maggiori tassi d’evasione fiscale, si potrebbe dire che hanno imparato dai migliori. Purtroppo.

  2. Dati shock?!? ma come shock?!? lo shock avviene per qualcosa di inaspettato, il fatto che le ditte cinesi non paghino un cazzo è una cosa risaputa da tempo…

    Per il fatto che qui in italia è pieno di evasori fiscali è vero, ma guarda un po’ tutti questi evasori o sono politici (dx e sx non fa differenza), piccoli imprenditori affiliati o imparentati a politici, e sportivi iperidolatrati per non fare niente.

    Riflettiamo? o aspettiamo?

  3. Una “Nazione” dove il “Ministro delle Finanze” paga un affitto a nero in contanti…è da prendere come esempio!

  4. non so dire se schifo di più chi ha permesso ai cinesi di venire a prato o i pratesi che hanno delocalizzato le aziende tessili in cina

  5. Sono anni che si sente parlare, con presunta serietà e presunta cognizione di causa, di obiezione fiscale.
    In molti casi l’appello all’obiezione è arrivato direttamente dalle più alte cariche del vostro “paese”.
    Recentemente, e mi si corregga se sbaglio, il tea party ne aveva fatto una specie di refrain.
    Strano che proprio adesso che qualcuno obietta come e più di loro, traducendo gli slogan in realtà, la cosa non piaccia più così tanto…!

  6. I cinesi…..andate la mattina alle poste in via filzi, tre italiani in fila contro i 50 cinesi, di cui 40 per inviare montagne di soldi in cina…..grazie sinistroidi, questo avviene tutti i giorni.

  7. per quale motivo ci si meraviglia del permissivismo che regna in italia???
    non mi sembra una novità…. mi sembra una amara realta da molti anni… non capisco…. fino ad ora non si erano mai controllati i conti???
    ma se una confezione che è vicino a casa mia ha cambiato nome 4 volte da gennaio ad ora… e le facce non sono mai cambiate….
    questi sono solo i conti per le tasse locali…. mi piacerebbe che si riuscisse a fare il conto di quelle nazionali….

    PAURA!!!!!

  8. Io mi domando, per l’ennesima volta, come si faccia dopo circa vent’anni dai primi insediamenti di cittadini cinesi nella nostra città a permettere tutto questo, a far finta di niente e andare avanti!! Dove sono le Istituzioni?Dov’è lo Stato?Sono assolutamente d’accordo che la maggiorparte dei pratesi abbia “sottovalutato” l’immigrazione cinese,ritenendola all’inizio come una possibilità di fare i soldi in modo veloce e indolore e traslocare altrove(vedi Via Pistoiese e dintorni).Ora,secondo me,bisognerebbe tutti Noi(Stato e Comune di Prato,in primis)usare il “bastone” con chi agisce e fa affari,fregandosene di tutto e tutti,ma usare anche la “carota” e cercare di “formare” o meglio “disciplinare” tutti questi immigrati, che non ci dimentichiamo,arrivano prettamente da zone rurali e molto povere,in questo caso,della Cina.Abbiamo dei bellissimi modelli di integrazione da parte di altri stati europei (vedi Germania,Regno Unito,Olanda,etc..).Non vedo perchè non si debba cominciare un po’ a seguire il loro esempio cercando di avvicinarci il più possibile ai loro standard!Basta ignoranza!Basta rimanere indietro!Basta essere sempre il fanalino di coda dell’Europa che conta!Svegliamoci!

  9. Mareamma! Noi invece qui a pgare tasse! Sempre! Per esempio tutti gli immobili che si homprano hun è mai successo negli urtimi sessant’anni che si è dichiarato un valore inferiore al reale, con il notaio che al momento clou “esco un attimino così vu parlae con comodo”. Noi mai dico MAI negli ultimi cinquant’anni si è fallito per poi cambiare nome e ragione sociale e riprincipiare a lavorare negli stessi stanzoni, stessi dipendenti, stessi telai! Nelle nostre aziende, negozi, officine, studi medici, etc. si fanno fatture a go-go! I dpendenti noartri si assumono tutti regolari, da SEMPRE, mai assunti a contratto part-time per poi fare il full-time! MAI ricorso a malattia, cassa integrazione, disoccupazione, maternità per avere sconticini sui hontributi!… E se quarche volta s’è fatto è perchè siamo stati costretti dai cinesi! Anche quando si faceva trent’anni fa si faceva perchè già si prevedeva (furbi noartri) che erano in arrivo i cinesi!
    Sihurezza! Hassa integrazione!

  10. i cinesi evadono tanto quanto gli imprenditori pratesi, criminali della stessa pasta