E’ morto a 51 anni l’ex portiere Andrea Pazzagli, per due anni difese la porta del Prato

Il mondo del calcio piange Andrea Pazzagli, morto improvvisamente oggi, stroncato da un infarto mentre si trovata in vacanza a Punta Ala. L’ex portiere campione d’Europa e del mondo con la maglia del Milan aveva appena 51 anni. Una scomparsa che colpisce dritti al cuore anche i tifosi del Prato, squadra dove Andrea aveva concluso la sua gloriosa carriera nel 1996. Due stagioni a difesa della porta biancazzurra. La prima, nel 94-95, conclusa con 18 presenze all’attivo, la seconda nel 95-96, quando giocò soltanto due volte facendo da chioccia ad un giovane Cudicini.
Un giocatore di grande carisma, dall’alto di quel metro e novantatre centimetri che negli anni ottanta erano quasi una rarità per un portiere. Chiusa la carriera calcistica si distingue come cantautore, con due album pubblicati, entrambi con testi e musiche di sua creazione, molti dei quali trattano di esperienze calcistiche vissute. Il suo ultimo album “Spero che esistano gli angeli” è stato premiato con un diploma ad Honorem per i suoi contenuti dal grande Mogol. Pazzagli aveva trasmesso passione e qualità al figlio Edoardo, che nell’ultima stagione ha difeso la porta del Prato. Lui, Andrea, era sempre in tribuna la domenica, con l’immancabile macchina fotografica con cui immortalava le prodezze del suo erede.
Nato a Firenze il 18 gennaio 1960 in carriera aveva giocato con Imola, Bologna, Udinese, Catania, Rondinella e Perugia, prima di passare all’Ascoli dove si consacra come uno dei migliori portieri del campionato italiano, venendo acquistato dal grande Milan di Sacchi. Con i rossoneri due stagioni in competizione prima con l’altro fiorentino Giovanni Galli e poi con Sebastiano Rossi, altro gigante della porta. Arrivano una coppa Campioni, due Intercontinentali, con il posto da titolare in quella del ’90 vinta contro l’Olimpia Asuncion, e due supercoppe europee. Dopo il Milan il ritorno a Bologna, un anno alla Roma e poi la chiusura a Prato, nella sua Toscana. Ci mancherà Andrea.
Nicola Giannattasio

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