Il cardato tira la ripresina del distretto: primo semestre soddisfacente per oltre metà degli imprenditori pratesi

Una giornata all’insegna del “punto” sulla situazione del distretto ed in particolare sui temi di interesse diretto dei lanifici: un programma denso quello che si è svolto ieri all’Unione Industriale Pratese, nell’imminenza della chiusura estiva. I dati dell’indagine “rapida” sull’andamento congiunturale svolta dall’Unione sui propri associati consentono di avere il polso della situazione praticamente in tempo reale.
“Il campione comprende produttori di tessuti, filati e tessili diversi, oltre a maglifici e confezioni – spiega Vincenzo Cangioli, vicepresidente dell’Unione Industriale Pratese – I dati sono stati raccolti la scorsa settimana e confermano un quadro che appare positivo relativamente ai mesi trascorsi. Il 14,5% del campione ha risposto ‘non bene’ o ‘male’ alla domanda sulla chiusura del 1° semestre 2011, contro un 56% di valutazioni positive. I più positivi sono i dati dei produttori di filati. Per la metà del campione le cose sono andate meglio del previsto.”
“Come sezione Produttori di tessuti abbiamo preso visione di questi dati nella nostra assemblea odierna. – commenta Sandro Ciardi che della sezione è presidente – Il settore laniero, in particolare, sta vivendo un momento di vivacità, con il cardato in particolare evidenza; ma anche altre fibre stanno riscuotendo una certa attenzione dal mercato. Tuttavia non mancano le preoccupazioni sia per il contesto dell’economia internazionale, sia per problemi specifici del settore. L’andamento delle valute e i prezzi delle materie prime sono fattori che rischiano di smentire, almeno parzialmente, i segnali positivi riscontrati nel recente passato, assottigliando i margini. A questi si aggiungono i crescenti costi che gravano sulla filiera e, non ultime, le condizioni di vendita, decisamente sempre più impegnative per le richieste della nostra clientela, unitamente a richieste di dilazioni nei pagamenti. Affrontiamo il futuro con spirito positivo, quindi, ma anche consapevoli che difficoltà e incognite non mancano e che siamo ancora lontani dal raggiungimento dei livelli pre-crisi.”

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