In 4mila in piazza Duomo per il concerto di Battiato, che ha entusiasmato gli spettatori con uno spettacolo unico

In una piazza Duomo gremita e entusiasta è andato in scena ieri sera il concerto di Franco Battiato, uno dei fiori all’occhiello del cartellone della Prato Estate. Oltre 4mila persone, mai la piazza principale della città aveva visto una così grande partecipazione per un evento, hanno assistito ad uno spettacolo unico, in cui il “maestro” ha regalato due ore di emozioni. Un Battiato estremamente generoso ha infiammato con i suoi più grandi successi, il pubblico presente in platea, e i tanti che hanno seguito dalle finestre affacciate sulla piazza e dalle vie vicine ballando e cantando in strada.
“E’ stata davvero una serata splendida – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Anna Beltrame – ricca di energie positive. Devo ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile questo successo, gli organizzatori della Prg, lo staff dell’assessorato, la Banca Popolare di Vicenza e certamente i cittadini che hanno partecipato con entusiamo”.
Le emozioni sono state tante, soprattutto durante l’esecuzione dei brani più famosi, come ”La cura” e ”E ti vengo a cercare”, cantate con lo splendido accompagnamento musicale di un quartetto d’archi e di un grande Carlo Guaitoli al pianoforte.
Un Battiato che non ti aspetti, informale e divertente, ha regalato molti brani del suo infinito repertorio, concludendo lo spettacolo con diversi bis e il pubblico entusiasta che in piedi cantava con lui ”Centro di gravità permanente” e ”Cucurucucu Paloma”. Alla fine tanti applausi, per Prato una serata davvero speciale.

4 pensieri su “In 4mila in piazza Duomo per il concerto di Battiato, che ha entusiasmato gli spettatori con uno spettacolo unico

  1. Ridi pure, Carlo: risus abundat!
    Bisogna pure che voi praési abbiate la vostra dose di divertimento: ridi pure!

    “Tra i governanti
    quanti perfetti e inutili buffoni!
    Questo paese è devastato dal dolore…
    ma non vi danno un po’ di dispiacere
    quei corpi in terra, senza più calore?”

    F.B., 1991.