Duplice omicidio via Ariosto, due parenti di Sara: “Il razzismo non c’entra, le porte di questa casa sono aperte per lo zio di Imad”

Sono trascorsi quattro giorni dalla scoperta dei corpi di Sara Baldi e Imad Marouane, i due fidanzatini trovati morti nell’appartamento in cui vivevano, e per la prima volta si apre la porta del numero 17 di via Ariosto e non per accogliere il via vai di parenti e amici oppure per far passare gli investigatori.
Si cercava una replica alle dichiarazioni rilasciate dallo zio del ragazzo, M’hamed Lekroune (vedi articolo), che dopo aver rivelato la possibile partenza dei due giovani per la Germania per sposarsi non aveva voluto parlare con i familiari di Sara, pur avendoli incrociati in due occasioni. A far discutere soprattutto le parole di Lekroune, che ha indicato nel razzismo e nella gelosia i possibili moventi della tragedia.
Ad aprire la porta del numero 17 sono due ragazze in visita alla famiglia, probabilmente parenti. All’inizio un po’ intimorite si lasciano andare ad alcune brevi dichiarazioni che rappresentano il pensiero della famiglia di Sara. “E’ sbagliato parlare di razzismo. Non capiamo queste parole. Per quanto ci riguarda le porte di questa casa sono aperte allo zio di Imad, quando vorrà incontrarci noi siamo qua”. Parole di apertura e distensione nei confronti dell’altra famiglia che ha sta vivendo la stessa tragedia. Sul fronte delle indagini, invece, la giornata non ha riservato particolari sorprese. probabilmente lunedì i carabinieri del Ris di Roma faranno un secondo sopralluogo all’interno dell’appartamento dove sono stati uccisi i due fidanzati. Gli inquirenti fanno molto affidamento sugli accertamenti tecnici per sbrogliare il bandolo di una matassa che al momento appare molto intricata. Qualcosa di più, sicuramente, si saprà quando arriveranno i risultati dello stub fatto sulle mani delle due vittime e del padre di Sara. Così come molta importanza viene data agli accertamenti tecnici su fucili da caccia e cartucce sequestrate a Roberto Baldi. C’è poi l’analisi delle impronte rilevate all’interno della casa, fondamentale per capire quante persone fossero presenti al momento della strage.

Nicola Giannattasio

Vetrate sfondate con un tombino: i ladri prendono di mira nella notte due centri estetici

La banda del tombino è tornata in azione ieri notte colpendo, nel giro di un’ora, due centri estetici nella zona di via Valentini. In entrambi i casi i malviventi hanno usato un tombino preso dalla strada per mandare in frantumi le vetrine degli esercizi commerciali. Su entrambi i furti stanno indagando le Volanti della questura. Il primo episodio è avvenuto intorno alle 23.35 in via Valentini. Qui i poliziotti, quando sono arrivati, hanno trovato infranta la porta a vetri. I ladri, dopo essere entrati, avevano portato via l’intero registratore di cassa, con dentro appena 20 euro e un assegno, e alcuni cosmetici di varia natura, il cui valore deve essere ancora quantificato dalla titolare del negozio, una pratese di 56 anni.
Un’ora dopo il secondo colpo, stavolta in via della Romita. Nel mirino sempre un centro estetico, stavolta di proprietà di una pratese di 66 anni. Anche in questo caso i ladri avevano sfondato la vetrina utilizzando un tombino. Poi avevano preso un televisore ed erano fuggiti via.

Accordo tra Estra e Unione Industriale contro il caro gas: forniture a prezzi speciali per le 57 aziende del consorzio Prato Gas

A poco più di una settimana dall’allarme costi energetici per le imprese del distretto lanciato dall’Unione industriale pratese, Estra ha risposto subito con un accordo – appena siglato con il consorzio Prato Gas promosso dalla stessa Unione  e di cui fanno parte 57 aziende  -  che permetterà alle imprese locali di contenere i costi del gas metano. Dal primo ottobre 2011 le industrie pratesi avranno infatti una fornitura innovativa (50 milioni di metri cubi di gas) a prezzi studiati su misura da  Estra Energie – la società commerciale del gruppo Estra.
In sostanza Estra energie acquisterà il metano per le aziende del distretto in parte in modo tradizionale su base annuale e in parte sul mercato energetico quotidiano, ovvero il Punto di Scambio Virtuale gestito da Snam Rete Gas, sostanzialmente la Borsa del Gas italiana. Gli industriali pratesi, attraverso il Consorzio Prato Gas ed Estra, potranno così accedere al mercato all’ingrosso dell’energia, cogliendo le stesse opportunità di prezzo dei maggiori operatori energetici nazionali.
“Siglare accordi fortemente innovativi con le associazioni di categoria è il  risultato tangibile della politica strategica che Estra ha messo in atto da tempo per l’innovazione e lo sviluppo economico locale – spiega Paolo Abati direttore generale di Estra -  accordi che hanno evidenti ricadute positive sulle imprese, i cui costi energetici pesano non poco sulla loro capacità di essere competitive. Un’ulteriore conferma, questa, dei vantaggi che un’azienda dinamica e in continua crescita come Estra  può offrire alle imprese locali dando subito risposte concrete”.

Zingarelle sorprese a rubare in un condominio: una ha appena 16 anni, l’altra non ne ha ancora compiuti 14

Due ragazzine rom, una poco più che una bambina, sono state sorprese ieri pomeriggio dai carabinieri mentre cercavano di mettere a segno un furto. Le due, una di 16 anni, l’altra che non ha ancora compiuto i 14, erano all’interno di un condominio e stavano cercando di forzare una porta, quando sono state notate da latri residenti del palazzo. Questi hanno chiamato subito il 112 e la pattuglia dei carabinieri è riuscita a cogliere sul fatto le due giovanissime nomadi. Con sé le ragazze avevano oggetti da scasso, a testimoniare in maniera inconfutabile quali erano le loro intenzioni. Le due sono state così portate in caserma e identificate. La più piccola, avendo meno di 14 anni, non è imputabile, mentre la 16enne, nata a MIlano e residente a Pisa, è stata denunciata per tentato furto. Le due ragazze sono poi state accompagnate in un centro d’accoglienza per minori.

Montemurlo, 30enne trovato a guidare con un tasso alcolemico di 1,3: via la patente e maxi multa in arrivo

Proseguono le attività della polizia municipale di Montemurlo per la prevenzione e la repressione della guida in stato di ebbrezza. La scorsa notte, nell’ambito di un controllo con precursore ed etilometro per accertare il tasso alcol emico dei guidatori, è stato fermato un trentenne con un tasso di alcolemia pari a 1,3, decisamente superiore al limite consentito di 0,5. Gli agenti della polizia municipale hanno provveduto al ritiro immediato della patente di guida e alla denuncia all’autorità giudiziaria. Il ragazzo rischia un ammenda fino a 3.200 euro e l’arresto fino a 6 mesi, nonché la sospensione della patente da 6 mesi ad 1 anno.
“I controlli stradali sono il necessario completamento dell’attività preventiva ed educativa che svolgiamo da diversi anni con la campagna la strada giusta- dice il sindaco Lorenzini – Anche quest’anno la giunta ha approvato un programma di iniziative che mettono al centro proprio la prevenzione di violazioni gravi e pericolose come la guida in stato di ebbrezza alcolica. I vigili erano presenti ad iniziative come A spasso con l’Oste ed alla Notte sotto le stelle con un loro stand per spiegare i rischi della guida sotto l’effetto dell’alcol”. Lo scorso anno sono stati 124 i conducenti sottoposti a controlli a seguito di incidente stradale e 146 i controlli a campione sui conducenti in circolazione, riscontrando un totale di 7 casi di guida in stato di ebrezza e come spiega il comandante della polizia municipale Federico Zampaoli “da quando abbiamo in dotazione l’etilometro i controlli sul tasso alcolemico sono di routine”.

Emergenza casa per una famiglia del Poggio con una bambina di 4 anni. Santini (Lega): “Prima che ai profughi pensiamo ai nostri concittadini”

«Iniziamo ad aiutare la nostra gente. Basta con il razzismo al rovescio». A dirlo è il capogruppo della Lega Nord Toscana in Provincia a Prato, Matteo Santini. «Una famiglia di Poggio a Caiano – fa sapere il leader del Carroccio in Provincia – vive una vera e propria emergenza casa. È sotto sfratto, il capofamiglia e la moglie non lavorano e hanno anche una bambina di soli 4 anni. Si sono rivolti al Comune, ma si sono visti sbattere la porta in faccia.
Mi domando se bisogna aspettare che vadano a finire sotto un ponte. La famiglia in questione non è l’unica. Infatti, nella provincia di Prato, ce ne sono diverse che versano nelle stesse condizioni, se non peggio. Si è trovato l’alloggio idoneo per i profughi libici, ma bisognerebbe cominciare a fare altrettanto per le nostre famiglie. Prima che di dare certi lussi agli extracomunitari – conclude Santini -, bisognerebbe pensare ai cittadini pratesi in estrema difficoltà».

Ad agosto vanno in ferie anche i parcometri: sosta gratuita ovunque con l’eccezione del Serraglio

Parcheggio libero in tutti i posti, ad eccezione del Serraglio e del San Marco, per l’intero mese di agosto. Anche quest’anno, in coincidenza con il mese delle ferie, il Comune ha deciso di rendere gratuita la sosta su tutto il territorio comunale  a partire da lunedì prossimo 1 agosto. L’Ufficio Traffico del Comune ed Essegiemme, gestore dei servizi di parcheggio a pagamento nel Comune di Prato, comunicano infatti che nel mese di agosto sono sospesi i pagamenti per la sosta nelle aree delimitate con strisce blu , eccetto il parcheggio del Serraglio e quello sotto piazza San Marco.

Pistola in pugno rapina il casellante di Prato Est: bandito con il turbante porta via 1.400 euro

Pistola in pugno ha affrontato il casellante di Prato Est e si è fatto consegnare i 1.400 euro dlel’incasso. E’ accaduto alle 4.20 di questa notte. Sul posto, per fare i primi rilievi, è intervenuta una pattuglia della polstrada di Firenze Nord, mentre le indagini sono seguite dalla sezione di Montecatini della Polizia stradale, che ha già acquisito i filmati delle telecamere di sicurezza di cui è dotato il casello.
Ad agire è stato un bandito che è sceso da una Fiat Uno bianca, probabilmente rubata anche se ancora non è stata trovata. L’uomo aveva un turbante in testa e portava, nonostante fosse notte, un grosso paio di occhiali da sole, che praticamente gli travisavano tutta la parte superiore del volto. Armato con una pistola ha minacciato l’addetto di una delle piste di uscita e gli ha intimato di consegnare tutti i soldi che aveva in cassa. In totale si tratta di circa 1.400 euro. Poi il malvivente è risalito sull’auto ed è uscito dall’autostrada, fuggendo in direzione di Prato. Il casellante, sotto shock, non è stato in grado di prendere la targa dell’auto, che dovrebbe comunque essere recuperata attraverso le immagini della videosorveglianza.

Malore mentre è alla guida della sua auto: in Rianimazione il dottor Alessandro Querci, responsabile del 118 di Prato

E’ ricoverato da ieri in Rianimazione il dottor Alessandro Querci, 56 anni, responsabile del servizio del 118 dell’ospedale di Prato. Il medico è rimasto coinvolto in un brutto incidente stradale in via Spano. Ma, a quanto pare, il suo stato critico, per il quale i suoi colleghi del pronto soccorso si sono riservati la prognosi, è dovuto non tanto al sinistro quanto ad un malore che l’avrebbe colpito mentre Querci stava guidando, verso le 19.30 di ieri, per tornare a casa dopo il lavoro.
Giunto all’altezza del civico 3 di via Spano, Querci sarebbe stato colpito da un ictus e ha perso il controllo della propria auto, sbandando e poi andando a urtare violentemente contro una seconda auto che era in sosta ai lati della strada. Sul posto è subito intervenuto il personale del 118 con l’automedica e un’ambulanza medicalizzata della Misericordia che ha soccorso il medico e lo ha portato in ospedale. Qui, come abbiamo già detto, i sanitari si sono riservati la prognosi e hanno ricoverato il loro collega nel reparto di Rianimazione. Fortunatamente con il passare delle ore la situazione è andata stabilizzandosi. Querci non è entrato in coma, anzi è cosciente e risponde alle terapie. Questo fa ben sperare per un esito favorevole della prognosi. Intanto in via Spano è intervenuta anche la polizia municipale per compiere i rilievi di legge. Fortunatamente non sono rimaste coinvolte altre persone nell’incidente.

Montemurlo, tiene banco il caso Sinti. Zecchi (Pdl): “La maggioranza abbandonando il Consiglio è fuggita alle proprie responsabilità”

Cresce la polemica a Montemurlo dopo la decisione della maggioranza di abbandonare l’aula e di non votare la richiesta delle opposizioni di creare una commissione d’inchiesta sul caso Sinti. La commissione, nelle intenzioni dei richiedenti, avrebbe dovuto accertare eventuali coperture od omissioni da parte di chi avrebbe dovuto vigilare sul rispetto dell’accordo da parte dei nomadi, che invece avrebbero occupato prima del tempo l’area di via Prato. A bacchettare il comportamento della maggioranza, è ora Cosimo Zecchi, capogruppo consiliare e coordinatore comunale del Pdl. “Capisco che il centrosinistra sia in stato confusionale – dice -, stretto tra l’incudine dei Sinti, verso i quali si prostrano ripetutamente, e il martello del proprio elettorato, probabilmente stufo di vedere continuamente chiudere occhi nei confronti dei soprusi dei nomadi. La questione però diventa morale e non più politica quando si ostacola  il tentativo di vederci chiaro e fa affiorare i dubbi più torbidi riguardo al silenzio e all’accettazione che questa amministrazione ha avuto nei confronti dell’ennesima grave infrazione dei Sinti”.
“Il consiglio dell’altra sera – incalza Zecchi – è emblematico: una maggioranza confusa che non ha il coraggio di assumersi fino in fondo le responsabilità di bocciare la nostra proposta di approfondire, fugge abbandonando l’aula e lasciando il sindaco col cerino in mano di dover far verificare il numero legale: un Comune cioè senza maggioranza, col sindaco che fa più il capo fazione, mentre i Sinti spadroneggiano. Ma chi ha veramente perso è la verità, sepolta con la commissione d’indagine per coprire i pasticci di una giunta incapace. A farne le spese i cittadini onesti, alla faccia del loro manifesto che chiedeva un voto per premiare l’onestà”.

Al Giardino Buonamici i neodiplomati pratesi stasera fanno festa insieme alla Provincia: previsti premi per i più bravi

E’ dedicato a tutti i neodiplomati pratesi l’appuntamento di questa sera, venerdì 29 luglio (ore 21), nel giardino Buonamici. Gli esami sono finiti e in attesa di godersi le meritate vacanze i ragazzi delle scuole superiori ‘neomaturi’ saranno i protagonisti di “Mi merito una festa”, una iniziativa promossa dall’assessorato alla Pubblica istruzione della Provincia.
Ci saranno gli interventi di personalità del mondo imprenditoriale e universitario che hanno ottenuto, grazie al loro impegno, importanti riconoscimenti e soddisfazioni; la serata sarà completata dalla musica di Radio insieme. Con la vicepresidente della Provincia, Ambra Giorgi, parteciperanno Maurizio Fioravanti, presidente del Pin, polo universitario pratese e gli imprenditori Andrea Cavicchi e Francesca Fani. L’appuntamento è a ingresso libero e aperto a tutti coloro che intendono festeggiare insieme questo importante traguardo. L’iniziativa rientra nel cartellone di appuntamenti “Oltre il giardino”, pensato dalla Provincia per trascorrere insieme le calde sere estive al fresco dello spazio verde del Buonamici.

Le vecchie glorie del ciclismo pratese riunite tutte insieme per celebrare i fasti delle due ruote: appuntamento alla Biblioteca di via Corridoni

Giovanni Corrieri

Ciclismo gloria nazionale, ma un po’ anche gloria pratese. Nell’ambito della quinta edizione del Prato Nord Festival, questa sera (venerdì 29 luglio) alle 21,30 (Biblioteca del quartiere Nord, via Corridoni) l’esperto Luciano Ancilotti incontrerà vecchie glorie e amici del mondo del ciclismo, in una serata dal titolo “I Pratesi al Giro” (ingresso libero). L’ evento è organizzato in collaborazione con l’Associazione ciclistica pratese e vedrà la partecipazione dell’assessore regionale Riccardo Nencini, in veste di presidente del comitato regionale toscano del Federciclismo.
Tra gli ospiti attesi, anche Alfredo Marchini, Fabbrizio Fabbri, Giovanni Corrieri, Renzo Soldani, Giovanni Falai, Enrico Galleschi, Maurizio Colligiani, Marco Boretti, Giancarlo Vannucchi, Carlo Iannelli e Valeria Coppini, figlia del campione Enzo Coppini. Enzo Coppini, ricordato dalle cronache come il “Morino di Prato” è l’unico ex corridore ancora in vita dei diciotto che nel 1946 parteciparono alla Corsa Rosa entrando a Trieste, allora in mano agli Alleati. Nella sua lunga carriera di corridore ottenne ben ventidue vittorie.
«Sarà una serata di ciclismo e memoria storica- commenta Luciano Ancillotti. Ripercorreremo le vicende che hanno visto protagonisti i ciclisti pratesi, la storia del Giro e di questo sport come gloria nazionale, fino a Prato e al Premio industria e commercio…».

Montemurlo, stasera Novello e Popolesco in campo per la finale del Torneo dei Rioni

La premiazione dello scorso anno

Si giocherà questa sera alle 21.30 allo stadio “A. Nelli” di Oste la finalissima di calcio del Torneo dei Rioni. In campo si affronteranno Novello e Popolesco che daranno il tutto per tutto per portare a casa il titolo di  campioni di questa 22esima edizione. “Sono molto soddisfatto del modo in cui si sono svolte le varie competizioni- sottolinea l’assessore allo sport del Comune di Montemurlo, Gianluca Giancaterino- Tutte le squadre dei rioni partecipanti  si sono affrontate in modo equilibrato e corretto. Ne è testimone la grande partecipazione di spettatori alle partite, un pubblico formato da tutti i nostri cittadini che si sono sfidati anche nel tifo nel pieno concetto del fair-play ,arricchendo inoltre gli spalti con variopinti e divertenti striscioni. Il torneo dei Rioni aspetta un vincitore e venerdì avremo il rione campione, che potrà per un anno intero fregiarsi della meritata vittoria per le sue strade.”

Intanto c’è già il vincitore del torneo di bocce dei rioni: è il rione Bagnolo, che ieri sera al bocciodromo di Fornacelle si è aggiudicato il titolo. Al secondo posto si è classificato Fornacelle, terzo Morecci. “L’inserimento di questa manifestazione ha reso più ricco il cartellone del Torneo de Rioni rimarcando sempre di più l’importanza di questo sport per i cittadini montemurlesi”conclude Giancaterino che ci tiene a ringraziare il Comitato dei Rioni montemurlesi e tutti i volontari per il grande lavoro portato a termine con impegno e dedizione.

Stop alle bottiglie d’acqua in Comune, è arrivato il naturizzatore. E presto un nuovo fontanello a San Paolo dopo quello in via Pomeria

Per ridurre la quantità di rifiuti e l’utilizzo di bottiglie di plastica, anche il Palazzo comunale è stato dotato di un naturizzatore di acqua potabile, posto davanti alla Sala del Consiglio comunale. Una scelta voluta dall’assessore all’Ambiente e vice sindaco Goffredo Borchi nell’ambito della politica di riduzione dei rifiuti avviata dall’amministrazione comunale: il naturizzatore del Palazzo si aggiunge infatti a quelli già collocati in dieci scuole sul territorio e al fontanello posto in via Pomeria nel parcheggio ad angolo con via del Romito, realizzato in collaborazione con Publiacqua, che distribuisce gratuitamente acqua naturale e gassata refrigerate 24 ore su 24. Un servizio molto apprezzato ed utilizzato dai cittadini, che hanno preso l’abitudine di andare ad approvvigionarsi con le bottiglie da riempire. «L’ultimo impianto in Palazzo comunale costituisce un’iniziativa in continuità con le azioni già messe in campo da questa amministrazione  - afferma il vice sindaco Goffredo Borchi, – che ha il duplice effetto positivo di ridurre i costi di acquisto delle bottiglie d’acqua e i rifiuti da smaltire».
Borchi annuncia che entro la fine dell’anno un altro fontanello analogo a quello di via Pomeria sarà posto, in collaborazione con Publiacqua, nei giardini di San Paolo.

Montemurlo: bagarre sul caso Sinti in consiglio comunale: il Pd lascia l’aula e non viene votata l’istituzione di una commissione d’inchiesta

Alla fine si è conclusa con un nulla di fatto la richiesta dei gruppi d’opposizione (Pdl, Lega, Rilanciare Montemurlo e La Destra) per l’istituzione di una commissione d’indagine sull’occupazione del “villaggio per la residenza dei Sinti” in via Prato a Montemurlo. Il consiglio comunale, infatti, non ha votato il punto motivando la decisione con la totale mancanza di motivazioni a corredo della proposta. Il gruppo del Pd ha lasciato la sala consiliare facendo venir meno il numero legale: “Non si può votare contro il nulla”, ha spiegato Antonio Russo, capogruppo del Pd, che più volte durante la discussione del punto ha invitato i colleghi dell’opposizione a motivare la richiesta dell’istituzione di una commissione d’indagine in modo tale da poter esprimere un voto.
Già alcune settimane fa il presidente del consiglio comunale, Giuseppe Forastiero, aveva scritto ai proponenti dell’ordine del giorno, facendo rilevar loro che nella richiesta mancava del tutto “la parte istruttoria e la proposta deliberativa”, una mancanza che di fatto impediva la sua votazione in consiglio. Elementi che, però, non sono stati forniti dal capogruppo della Destra, Roberto Ulivi che ha precisato: ”La richiesta ha lo scopo di far chiarezza- in maniera riservata- sull’eventuale responsabilità di dipendenti e politici sull’occupazione abusiva del campo di via Prato. In un primo momento pensavo che la responsabilità fosse da attribuire tutta ai Sinti, ma successivamente ho ritenuto opportuno accertare altre responsabilità. Da qui la richiesta di una commissione d’indagine.” Anche il sindaco nel suo intervento ha sottolineato che “la richiesta non possa essere accettata per la mancanza di motivazioni” ed ha poi ricordato come i Sinti si siano assunti pubblicamente e pienamente la responsabilità del gesto dell’occupazione del campo di via Prato.

Rugby, per i Cavalieri debutto in campionato in Sicilia contro il neopromosso San Gregorio Catania

Wakarua durante un calcio piazzato (foto Enrico Mari)

La Federugby ha presentato oggi il calendario del campionato di Eccellenza, che quest’anno prenderà il via ad ottobre per lasciare spazio ai Mondiali che si svolgeranno quest’estate in Nuova Zelanda. Per I Cavalieri esordio fuori casa l’8 o il 9 ottobre, contro il neo promosso San Gregorio Catania. Per la squadra di De Rossi e Frati si tratta anche della trasferta più lunga, dal punto di vista chilometrico, dell’intera stagione. Il primo impegno casalingo è previsto per la settimana successiva, quando al Chersoni di Iolo andrà in scena la classica sfida contro L’Aquila. La prima sfida “scudetto” alla terza giornata, quando i tuttineri andranno a far visita ai campioni d’Italia del Petrarca Padova. Sarà questo il primo test importante per capire se I Cavalieri potranno effettivamente puntare al tricolore.

Il girone di andata si concluderà il 28 e 29 gennaio con la formazione laniera impegnata in casa dei Crociati, ex squadra di Filippo Frati e di diversi nuovi acquisti. (ni.gi.)

Duplice omicidio di via Ariosto, nella casa i Ris hanno trovato tracce di altre persone. Il pm: “Tutte le ipotesi restano aperte”

A tre giorni dal terribile duplice delitto di via Ariosto, costato la vita a due giovani fidanzati, le tessere del puzzle si vanno lentamente componendo, pur restando ancora molto lontana la soluzione del giallo. Ci vorrà tempo per capire cosa è accaduto veramente nell’appartamento al primo piano del terratetto, dove l’aspirante infermiera Sara Baldi, 24 anni, conviveva con il fidanzato di origine marocchina Imad Merouane. Ieri l’autopsia eseguita dal medico legale Alberto Albertacci ha scardinato molte delle ipotesi fatte nell’immediato (vedi articolo). I due giovani, infatti, sembrano essere stati uccisi con un fucile da caccia: lei colpita al cuore, lui alla testa. E quando emerso oggi, alla luce del sopralluogo effettuato ieri dal Ris di Roma, non fa altro che avvalorare questa tesi: nell’appartamento sono state rilevate tracce che riconducono a persone diverse da Sara e Imad. Un terzo uomo, forse anche un quarto che sarebbero stati presenti al momento del delitto, intorno all’una della notte tra lunedì e martedì. Tra l’altro, la figlia di una vicina di casa, ha ricordato di aver sentito un colpo secco proprio in quel lasso di tempo. Lì per lì non aveva dato peso alla cosa, attribuendo il rumore ad una delle ditte presenti in zona, con quelle gestite da cinesi che lavorano tutta la notte. Adesso, però, il ricordo assume ben altra rilevanza.
Nella giornata di ieri i carabinieri hanno sequestrato due fucili da caccia al padre di Sara, che abita con la nonna al pianoterra della palazzina. E’ stata sequestrata anche l’auto. E stamani i carabinieri sono tornati al numero 17 di via Ariosto, uscendo poco dopo con una grossa busta di ulteriori oggetti sequestrati. Di sicuro nell’involucro c’erano alcune cartucce trovate nell’abitazione del padre, che è cacciatore. Probabile che si voglia verificare la compatibilità con i pallini da caccia repertati nell’appartamento di Sara e Imad. Sempre ieri Roberto Baldi, padre della ragazza, è stato sottoposto all’esame dello “stub” per vedere se di recente aveva sparato. Lo stesso esame è stato fatto anche sulle mani dei corpi dei due sfortunati ragazzi. E’ evidente l’intento degli inquirenti di non lasciare per strada nessun particolare, nessun elemento per un’indagine che al momento si rivela molto difficile. “Al momento tutte le ipotesi restano aperte e non si può parlare con sicurezza di duplice omicidio” si è lasciato sfuggire il pm Eligio Paolini, che insieme alla collega Roberta Pieri coordina le indagini.
Tornando ai risultati del sopralluogo dei Ris, pare confermato che oltre alle impronte nel sangue dei piedi nudi dei due giovani, che erano probabilmente già a letto o almeno vestiti pronti per andare a dormire, sono state trovati anche i segni lasciate da scarpe. Di sicuro tra queste ci sono quelle del padre, che poco prima di mezzogiorno di martedì è entrato in casa per fare la tragica scoperta. Bisognerà capire bene se ci sono altre impronte e quali siano i movimenti fatti nella casa. I due corpi erano infatti adagiati l’uno accanto all’altro su un materasso messo in salotto. Ma il sangue e i segni di lotta erano un po’ in tutta la casa.

Mazzoni strappa l’impegno del governo: a Prato più poliziotti ma anche rinforzi per Agenzia Entrate e Ispettorato del lavoro

Una promessa di ripianamento degli organici della questura di Prato e un rafforzamento della task force di Agenzia delle entrate e degli ispettori del lavoro. L’interpellanza sulla sicurezza presentata alla Camera dal deputato pratese del Pdl Riccardo Mazzoni riesce a strappare alcune concessioni al governo, rappresentato dal sottosegretario al ministero dell’interno Alfredo Mantovano.
“Vi è uno sforzo, compatibilmente con i tagli nell’ambito della spesa pubblica, per il  ripianamento delle lacune dell’organico ed è in corso un iter per l’assunzione a tempo indeterminato, per l’intero territorio nazionale, di 2.033 unità e di ulteriori 2.900 unità per il 2011 – annuncia all’aula l’esponente del governo che più conosce la realtà cittadina –. È chiaro che questi sono numeri complessivi che avranno, però, certamente, una ricaduta in quota parte per il territorio di Prato per il quale l’attenzione – afferma con forza –  è forte e una nuova seduta del tavolo nazionale dedicata esclusivamente a Prato è in programma per i primi di settembre”.
Un’attenzione senza altro simbolica, ma anche significativa della volontà del governo di fare sul serio. Tanto che Mantovano concede un frutto tangibile: “Grazie al lavoro sinergico svolto all’interno del tavolo per Prato è prossima l’assegnazione di ulteriori unità di tre ispettori del lavoro alla direzione provinciale, mentre l’Agenzia delle entrate verrà rafforzata con dodici nuove unità. Tutto ciò per rendere ancora più proficuo il lavoro svolto nell’ultimo biennio che ha visto sottoposte a controllo e a sanzione centinaia di aziende gestite da cittadini cinesi, in collaborazione anche con la polizia locale di Prato”. È un elogio all’azione dell’amministrazione comunale e alla linea dei blitz dell’assessore alla sicurezza Aldo Milone. “Anche l’attività specificamente riferita al contrasto dell’illegalità economica e finanziaria è stata di rilievo – snocciola i dati –. Nel 2010 sono state effettuati 150 verifiche e controlli fiscali con l’individuazione di 23 evasori. Nello stesso arco temporale risultano sequestrati quasi due milioni e 800 mila articoli e 12 milioni e seicentomila metri quadrati di tessuti”.
A Mazzoni non resta altro che incassare e prendere per buone le parole di Mantovano. “Spero che l’impegno a colmare le lacune di organico sia sollecito e tempestivo, anche perché vi è una discrasia tra Prato, che ha una situazione particolare, e tutte le altre questure della Toscana – dichiara nel corso della sua replica –. Non si capisce perché a Prato sono state tolte 8 unità, a fronte di una media di 2 o 3, con la questura di Firenze che è rimasta invariata come numeri in organico”. In linea col codice antimafia redatto dall’ormai ex ministro della giustizia Angelino Alfano il deputato del Pdl annuncia fin da ora una proposta di parere da mandare nelle commissioni per chiedere al governo di intensificare le norme sul sequestro e sulla confisca dei beni da applicare non solo verso la criminalità organizzata italiana, ma soprattutto verso i mafiosi cinesi e gli imprenditori con loro collusi.

Carlandrea Adam Poli

Controlli in una Erboristeria di via Filzi: insieme ai cosmetici venduti anche prodotti alimentari, sequestri e multe per 6mila euro

L’insegna del negozio recita “Erboristeria” ma nel locale, controllato stamani da agenti della polizia municipale e poliziotti della squadra operativa della divisione amministrativa della questura, si trovava di tutto: cosmetici, prodotti di erboristeria venduti sfusi, cerotti, oli per massaggi, assorbenti, prodotti alimentari di vario tipo. Insomma, un vero e proprio bazar quello gestito in via Filzi da una cittadina cinese di 35 anni, regolare in Italia. Con lei nel negozio, nel momento del controllo, c’era il marito e un altro cinese, entrambi in regola con il permesso di soggiorno. Quello che invece non era in regola era proprio l’attività commerciale, visto che vi venivano venduti prodotti alimentari in assenza di specifica licenza rilasciata dalla Regione. Non solo,  la titolare non è stata in grado di mostrare un regolare diploma di erborista e per questo non avrebbe potuto vendere prodotti sfusi, come invece sono stati trovati in grande quantità in 65 vasi di ceramica e in nove cassetti. Così gli agenti hanno sequestrato tutta la merce, molta della quale non riportava in etichetta le necessarie indicazioni sul produttore e sulla composizione. Nei confronti della titolare del negozio, invece, sono state elevate sanzioni per oltre 6mila euro.

Gestione rifiuti: Asm stringe un patto di alleanza con Cis per ottimizzare i servizi e lo smaltimento

Verificare la possibilità di un percorso compiuto e unitario nell’ottica di una sinergia di servizi sul territorio per la gestione dei rifiuti urbani e speciali, la valorizzazione delle filiere raccolte differenziate e del recupero di materia nonché l’utilizzo ottimale dal punto di vista ambientale ed energetico del Cdr/Css. Sono questi i punti principali  dell’accordo sottoscritto nei giorni scorsi da ASm Spa, l’azienda dei servizi di Igiene Urbana dei comuni della Provincia di Prato, e Cis Spa, la società pubblica che svolge lo stesso servizio nei comuni di Agliana, Montale, Quarrata e Buggiano. L’intesa nasce dalle diverse esigenze delle due società.
“Asm punta a raggiungere ruoli di eccellenza nel comparto del recupero dei rifiuti urbani e speciali – dice il presidente Alessandro Canovai – nella valorizzazione delle filiere di recupero a valle della raccolta differenziata e nella valorizzazione ottimale dal punto di vista ambientale ed energetico del Cdr/Css prodotto nello stabilimento di via Paronese”. “Cis – spiega il presidente Edoardo Franceschi – punta ad estendere, nella propria area di competenza, modelli di raccolta differenziata come quelli introdotti nell’area pratese per elaborare un piano industriale volto non solo al recupero di energia, ma anche al recupero di materia”.
Anello di congiunzione tra le due società è il Cdr/Css prodotto da Asm e il termovalorizzatore di Montale di cui dispone Cis. L’accordo va a vantaggio anche di Helios, la società costituita dalle società di igiene urbana presenti nell’Ato Toscana Centro che ha come scopo la gestione ottimale da un punto di vista industriale ed ambientale del ciclo integrato dei rifiuti all’interno dell’area di riferimento, attraverso un sistema autonomo di smaltimento che integri le risorse esistenti sul territorio con quelle di nuova realizzazione.
Asm e Cis si sono impegnate anche ad attivare sinergie nella gestione dei servizi sia per la raccolta differenziata e indifferenziata che per lo spazzamento stradale, a integrare l’utilizzo degli impianti e delle piattaforme per il trattamento della frazione inorganica e organica e delle frazioni secche (carta, plastica, metalli), a sviluppare servizi per la gestione dei rifiuti speciali destinati ad aumentare in futuro. Impegni, questi, propedeutici ad ulteriori accordi di carattere societario se le attività avviate daranno frutti o necessiteranno di ulteriori interazioni.

Vicenda direttore generale Provincia, Sel torna ad attaccare Gestri: “Grave continuare a fare finta di niente”

Sinistra Ecologia e Libertà di Prato torna a bacchettare il presidente della Provincia Lamberto Gestri per la vicenda del direttore generale, finita recentemente nel mirino della procura della Corte dei conti che ha chiesto la condanna per danno erariale dello stesso Gestri e degli altri assessori della giunta.
“Sel – spiega Nicoletta Anna De Angelis – si era già espressa in modo nettamente contrario alla decisione del presidente Lamberto Gestri e della sua giunta di assumere come direttore generale Giancarlo Cecchi. Alla osservazione che il costo del direttore generale ci era sembrato troppo elevato aggiungevamo che non ritenevamo opportuno l’individuazione di un manager che non aveva alcuna esperienza di gestione nella pubblica amministrazione. Come partito che ha contribuito all’elezione del presidente ci saremmo aspettati una convocazione da parte di Gestri che ci provasse a spiegare i motivi della sua decisione, ma questo non è mai accaduto. A questa osservazione la Corte dei conti ha aggiunto la constatazione che i titoli non sono congrui all’incarico attribuito a Cecchi e quindi, dichiarando la illegittimità della decisione, ha avviato la procedure per richiedere il rimborso del danno economico apportato all’Ente nei confronti della Giunta Provinciale. Noi riteniamo che fosse allora sbagliata la decisione e che sia ancora più grave continuare nella strada intrapresa facendo finta di niente”.
“Riteniamo – prosegue la De Angelis – e chiediamo  di revocare questa decisione e auspichiamo che, al fine di risolvere un caso che sta diventando ogni giorno più insopportabile, sia lo stesso dirigente a dover rimettere il mandato dando le dimissioni dall’incarico. Noi non riteniamo che la della difesa dei privilegi di pochi possa essere la politica dello schieramento nel quale ci riconosciamo”.

Rinnova il guardaroba da Globo e prova a passare le casse senza pagare, smascherata dalla vigilanza una rumena di 42 anni

Volendo rubare aveva deciso di fare le cose in grande e di rinnovare a fondo il guardaroba. Ma ha osato troppo, anche perché passare dalle casse senza pagare con quattro paia di scarpe, un giubbotto e 9 capi di biancheria intima, francamente è impresa davvero notevole. Così una donna rumena di 42 anni, verso le 20.30 di ieri sera, è stata fermata dal personale di vigilanza del grande magazzino Globo in via Berlinguer e poi affidata agli agenti di una Volante. La donna, forse, sperava di approfittare dell’orario di chiusura, per scivolare tra le casse senza essere vista, nascondendo addosso tutta la refurtiva. Ma è stata smascherata. Da un conteggio effettuato dai responsabili del negozio, risulta che il valore della merce che voleva rubare ammonta a 213 euro. La 42enne è stata quindi portata in questura e identificata, in attesa della denuncia per tentato furto aggravato una volta che i responsabili del negozio avranno presentato la necessaria querela.

Ciclabile “sporcata” dai cavalli. La protesta: “Ma i proprietari non dovrebbero fare come fanno quelli dei cani?”

Spesso nel mirino delle proteste finiscono i padroni di cani, accusati di inciviltà quando non provvedono a rimuovere i “regalini” lasciati qua e là in strada e sui marciapiedi dai loro amici a quattro zampe. Ma quando a farlo non è più un cane, per quanto di grossa taglia possa essere, bensì un cavallo, ecco allora che i problemi crescono in proporzione. Il problema è stato segnalato a Notizie di Prato da una nostra lettrice, che ha anche scattato una foto per documentare il misfatto: si tratta del pezzo di via Doberdò (zona Viaccia) della pista ciclabile che dalle Cascine di Tavola arriva al parco di Galceti. “Purtroppo la cosa accade spesso – si lamenta la nostra lettrice -. Ma i padroni dei cavalli non dovrebbero fare come quelli dei cani? La pulizia delle strade in questa zona, poi, è solo il primo venerdì del mese e per motivi a me ignoti l’ultima volta è stata fatta nel mese di aprile!”. Insomma, un po’ più di educazione e civiltà da parte del cavaliere o dell’amazzone di turno, non guasterebbe.

Dal prossimo anno tornerà la Palla Grossa. L’annuncio del sindaco che presenta tutte le novità del Corteggio 2011 che chiuderà con i “fuochi” omaggio ai 150 anni dell’Italia

“Stiamo lavorando al progetto per un ritorno nel centro storico, possibilmente in piazza Mercatale, del gioco della palla grossa per l’estate del prossimo anno”. E’ con questa affermazione che il sindaco Roberto Cenni ha aperto stamani la presentazione della 42ª edizione del Corteggio Storico, la quinta in notturna, e della Festa del Cocomero. “Ho apprezzato il gruppo nato su Facebook a sostegno della palla grossa così come il dibattito approdato sui media – ha continuato il sindaco - e confermo l’esistenza del progetto, relativamente al quale l’amministrazione sta valutando costi di realizzazione e fattibilità, ma che spero possa vedere finalmente la luce nell’estate del 2012″.
Sono state comunque molte le novità relative a Corteggio e Festa del Cocomero annunciate dal sindaco Cenni, accompagnato dal cerimoniere Giancarlo Calamai. I giochi pirotecnico-musicali dal Castello dell’Imperatore, che chiuderanno i festeggiamenti dell’8 settembre per celebrare la Madonna della Fiera, saranno dedicati quest’anno al 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Pertanto fuochi tricolore e Inno di Mameli in sottofondo.
Inoltre il gruppo “Falconeria Maestra” per la prima volta porterà un’esibizione di falchi da caccia e un’aquila reale sia nel pomeriggio dell’8 settembre, di fronte al Castello dell’Imperatore, sia nella sfilata della sera. Mentre 6 cavalli di razza Frisona, direttamente dalla Cavalcata di Bovino, si esibiranno durante il Corteggio. Saranno invece per la prima volta ospiti dell’evento storico-culturale per eccellenza della nostra città sia l’ambasciatore del Marocco, Hassan Abouyoub, sia l’ambasciatore d’Italia a Tunisi, Pietro Benassi.
Per quanto concerne piazza del Duomo arriveranno a 1.700 i posti a sedere disponibili per il pubblico, ad ingresso libero e fatte salve le autorità, sia per assistere al Corteggio dell’8 settembre sia per applaudire la Camerata Strumentale “Città di Prato”, che la sera di mercoledì 7 settembre terrà il concerto lirico-sinfonico, arrivato alla sua terza edizione, offerto dal Comune ai cittadini. Anche in questo caso programma tutto risorgimentale, dedicato al 150° anniversario dell’Unità d’Italia, dove oltre a Rossini e Bellini sarà Verdi a farla da padrone. La Camerata sarà diretta dal maestro Alessandro Pinzauti con la partecipazione della soprano Maria Billeri.
“Rinnovo il mio appello ai commercianti – ha sottolineato il sindaco – perché, sia nel pomeriggio di lunedì 15 agosto per la Festa del Cocomero sia nella serata di giovedì 8 settembre per il Corteggio, possano tenere per quanto possibile aperte le loro attività, negozi e locali pubblici. Sono due occasioni in cui il centro storico è particolarmente affollato e il loro contributo, anche in queste occasioni, è di straordinaria importanza per la buona riuscita degli eventi”.
Non di secondaria importanza per la città, sarà la riproposizione il 15 agosto, della Festa del Cocomero, tornata ad essere festa dei pratesi, che si fermeranno in Piazza del Comune, insieme al sindaco Cenni, ad onorare la tradizione, dopo l’ostensione della Cintola. La novità sta quest’anno nella collaborazione con l’Associazione Volontari del Centro di Scienze Naturali – Onlus. I cocomeri, circa 30 quintali quelli necessari per festa, saranno offerti da Esselunga.
Il Corteggio partirà come ormai consuetudine la sera alle 20,30. con la multicolore partecipazione di molti gruppi e rappresentanze di comuni provenienti da ogni parte della Toscana, con grande partecipazione di musici e sbandieratori che renderanno la manifestazione particolarmente ricca e festosa. Dopo l’arrivo del Corteggio in piazza Duomo, vi sarà l’Ostensione della Cintola. Il pubblico che dopo l’arrivo del Corteggio rimarrà in piazza ad attendere l’Ostensione della SS. Cintola e la benedizione dal Pulpito di Donatello, potrà seguire tutta la cerimonia che si svolge nella Cappella della Cintola, tramite un maxi schermo che anche quest’anno sarà collocato in piazza a cura del Comune.Lo spettacolo pirotecnico-musicale finale sarà visibile oltre che dalla piazza delle Carceri, anche dal lato via Frascati e dal viale Piave fino al Cassero medievale, in quanto lo sparo dei fuochi verrà effettuato dal centro del Castello e pertanto con ampia visibilità da ogni parte.
Il numero dei figuranti al Corteggio sarà complessivamente di circa 600 persone in costume. I comuni che parteciperanno alla sfilata senza gruppo storico, ma con i loro Gonfaloni, provenienti dalla Toscana e da altre regioni d’Italia sono circa 50. Saranno presenti, come consuetudine, molte delle città gemellate con Prato.

Parla pratese il maxi parco fotovoltaico realizzato da Estra e Coop Cellini Prato nell’area dell’ex miniera Santa Barbara ad Arezzo

Sorgerà nell’area dell’ex miniera di Santa Barbara, su una superficie di 30 ettari (equivalenti, più o meno, a 30 campi di calcio), di cui 21 destinati ad un impianto di generazione di energia elettrica. Si tratta del parco fotovoltaico da 10 Megawatt di Cavriglia (Arezzo), voluto dal Comune e appaltato all’associazione temporanea di imprese, composta da Consorzio cooperative costruzioni, Consorzio toscano cooperative, Estra spa, che nel novembre dello scorso anno si è aggiudicata il bando di gara.
La Coop Cellini Prato è capofila dei lavori dell’impianto di generazione di energia elettrica, alimentato unicamente da fonte solare, che svilupperà una produzione annua di 12.609 Mwh e una potenza complessiva di 9.969,90 kWp. Il costo complessivo dell’operazione è di 27.480.200 euro. La centrale, gestita nei prossimi 20 anni da un raggruppamento, di cui Estra srl detiene il 40% e Coop Cellini Prato il 30%, fornirà elettricità a circa 3.300 abitazioni e servirà 11/12 mila persone, con minori emissioni di anidride carbonica nell’ordine di 7.565.730,05 kg.
«Coop Cellini – afferma il presidente Stefano Ciacci – è capofila delle imprese che realizzano l’intervento e partecipa all’investimento, completamente privato. Contiamo di completare l’installazione dei moduli, per i quali impiegheremo circa 190 km di cavo, entro la fine di ottobre, per entrare in produzione a novembre dicembre». «Un’operazione – chiosa il presidente di Estra Paolo Brandi – che per caratteristiche e dimensioni si inserisce nella programmazione regionale, e nazionale, di produzione di energia da fonti rinnovabili. L’impianto è costruito su un’area sottratta al degrado, senza utilizzare nuovo suolo agricolo, in sintonia con gli orientamenti espressi dalla Regione Toscana».

Patto tra perfettura e banche per aumentare la sicurezza. Più vigilanza anche a protezione degli sportelli bancomat

La prefettura di Prato si muove per fermare l’emergenza rapine in banca, un fenomeno che negli ultimi mesi ha registrato una recrudescenza nel territorio pratese. Si è svolto oggi un incontro, organizzato dall’Abi (l’associazione che riunisce le banche) e dalla prefettura, per riflettere insieme sulle forme di collaborazione da mettere in campo per assicurare una sempre maggiore tutela agli Istituti di credito.
“L’iniziativa – viene spiegato in una nota della prefettura – prende le mosse dalla comune convinzione che la fondamentale azione di controllo del territorio – e quindi di protezione degli sportelli bancari – da parte delle forze dell’ordine debba accompagnarsi alla costante implementazione delle dotazioni di sicurezza degli istituti di credito, ed alla continua formazione, nella specifica materia, dei dipendenti che vi operano. L’obiettivo è quello di mettere a confronto banche e forze dell’ordine sugli aspetti tecnici della prevenzione e repressione della criminalità in banca e di rafforzare le modalità di collaborazione”.
Nell’ambito del seminario è stato sottoscritto, dal prefetto e da 22 banche operanti in provincia, un protocollo d’intesa per la prevenzione della criminalità in banca, che si muove in piena sintonia con la nuova filosofia che ispira l’attività delle forze dell’ordine: la cosiddetta sicurezza partecipata, ossia un più stretto rapporto di collaborazione tra lo Stato, in tutte le sue articolazioni, e i destinatari del suo agire. Il prefetto, Maria Guia Federico, nell’illustrare l’iniziativa, ha ricordato che il documento siglato sostituisce un precedente protocollo sottoscritto nel 2008, il quale è stato debitamente integrato, in particolar modo con riferimento alle misure di sicurezza che le banche si impegnano ad installare presso i rispettivi sportelli a protezione dei bancomat.

Podismo, due pratesi di corsa da Firenze a Roma per celebrare i 150 anni dell’Italia unita

Antonio Mammoli e Stefano Santarini della Croce d’Oro di Prato saranno i protagonisti della corsa storico-sportiva che partirà da Firenze e arriverà a Roma per i 150 dell’Unità d’Italia. Al seguito gli amici di sempre, Gaspare Livornese, Romeo Romiti e Renzo Chiaramonti con un mezzo della Croce d’Oro.
“Percorreranno 300 km  – spiega Renzo Chiaramonti – con start sabato mattina alle 7 da Palazzo Vecchio a Firenze e arrivo a Roma, in Campidoglio, la mattina di lunedi 1 agosto. Seguiremo la direttrice Val d’Arno anziché il percorso verso Siena perché è meno ondulato per poi proseguire verso la Val Tiberina fino a Viterbo ed entrare a Roma dalla Giustiniana  il mondo del podismo si sta muovendo e mi  hanno già contattato diversi amici podisti romani che termineranno insieme ai nostri corridori gli ultimi km per salire al Campidoglio dove verrà consegnata la bandiera italiana e verrà suonato l’inno di Mameli”. Dopo le esperienze della Nove Colli e della Spartathlon, Mammoli (campione italiano della 100 km su pista) e Santarini, saranno i protagonisti di questa nuova avventura che mette insieme lo sport e la storia italiana.

Delitto via Ariosto, il padre adottivo di Imad: “Era un bravo ragazzo e con Sara si amavano. Ma la famiglia di lei non approvava”. La madre in Marocco non sa che il figlio è morto

M'Hamed Lekroune in via Ariosto

Delitto di via Ariosto, il terzo giorno vede l’apparizione sulla scena dei parenti di Imad Merouane, il giovane imbianchino marocchino di 27 anni trucidato a fucilate e coltellate insieme alla sua convivente Sara Baldi, 24 anni da compiere, studentessa in Scienze infermieristiche. Arrivano in due, intorno alle 14.30, visibilmente provati. Chiedono informazioni su dove sia stato commesso il delitto, spiegando di essere stati indirizzati in via Ariosto dai carabinieri. “Mi chiamo M’Hamed Lekroune – spiega uno dei due – e sono il padre adottivo di Imad. Sono arrivato oggi da Genova, dopo che ieri sono stato convocato dai carabinieri di Sampierdarena che mi hanno informato dell’accaduto”. L’uomo racconta come Imad fosse felice della sua vita a Prato. “Lo avevo sentito dieci giorni fa, mi ha detto che stava bene e che aveva trovato la ragazza giusta. Ho parlato qualche volta anche con Sara, erano una bella coppia”.

M’Hamed Lakroune, giornalista e responsabile di Italia colorata per i diritti degli immigrati, racconta la storia di Imad: “Ha perso il padre quando aveva quaranta giorni e così me ne sono occupato io con mia sorella. Viveva da dieci anni in Italia, faceva l’elettricista e adorava giocare a calcio. A Genova giocava nella Polis, in Eccellenza”. M’Hamed, quasi con le lacrime agli occhi, spiega come la mamma naturale del ragazzo non sappia ancora nulla. “Lei è in Marocco e sa che il ragazzo è in coma dopo un incidente stradale”. Poi svela un particolare molto importante. “Imad era pronto a trasferirsi in Germania. Con Sara stava bene, ma aveva qualche fastidio con i familiari, per questo credo che la soluzione sia da ricercare in questa direzione”. Adesso i parenti di Imad entreranno in contatto con l’Imam di Prato per preparare il rientro della salma in Marocco e organizzare una fiaccolata in ricordo del ragazzo. “Perché – conclude l’uomo – il mio timore è che in questa tragedia c’entrino razzismo e gelosia e bisogna dare un segnale importante”.
Nicola Giannattasio

La patente gli è stata revocata nel 1992 ma continua a guidare, denunciato imprenditore. Nei guai anche 19enne che, senza patente, guida scooter privo di assicurazione

Doppio intervento della polizia stradale che ha sorpreso due persone a guidare pur senza avere la patente. Si tratta di un ragazzo di 19 anni, che ha provato a fuggire all’alt degli agenti dopo aver superato il limite di velocità, e di un imprenditore pistoiese. Quest’ultimo è stato fermato per un motivo banale, visto che non aveva allacciato le cinture di sicurezza, ma poi si è scoperto che la patente gli era stata revocata addirittura nel 1992 e da allora – si presume – aveva continuato a guidare indisturbato. Per questo motivo è stato dneunciato per guida senza patente, mentre l’auto su cui si trovava è stata sottoposta a fermo amministrativo.
Il 19enne, invece, era in sella ad uno scooter poi risultato privo di assicurazione obbligatoria. Una pattuglia della polstrada, impegnata nei rilievi con l’autovellox, lo ha beccato a superare di 27 km/h il limite, ma quando il capopattuglia gli ha intimato l’alt, il giovane lo ha schivato ed è fuggito. Inseguito, è stato preso dopo poche centinaia di metri e ai poliziotti ha detto di essere fuggito perché aveva dimenticato a casa tutti i documenti. E’ bastato un controllo in banca dati, però, per scoprire che il 19enne non aveva mai superato l’esame per la patente e il foglio rosa che aveva, era scaduto da oltre 9 mesi. Lo scooter, inoltre, era senza assicurazione e per questo è stato sottoposto a fermo amministrativo. Il giovane, invece, è stato denunciato.

PRATO SCOMPARSA/Quando dentro il Cassero lavoravano gli artigiani che producevano le funi

Nella mia esperienza come operatore museale, a Prato, ho potuto capire quanto ancora i pratesi stessi stiano scoprendo, angoli della città un tempo inaccessibili, o comunque luoghi non troppo visibili nella quotidianità. Uno di questi posti è senz’altro il nostro Cassero Medievale, un corridoio che univa le mura trecentesche al castello, e che ora, nella porzione rimanente, rimane ubicato tra il viale Piave e via Pomeria.
Una struttura nata a metà trecento, e che rappresenta come i pratesi, nella loro laboriosità, hanno spesso trasformato il senso dei luoghi storici rendendoli ad uso laboratorio. Ed ecco come si scorge che in un momento oramai remoto, all’interno della struttura dismessa, e già privata del suo collegamento con la fortezza Federiciana, vi si svolgessero attività artigianali, come quella testimoniata nella foto (tratta dal libro “Il corridore di Prato: Una fortezza medievale restaurata” di R. Dalla Negra e P. Ruschi).
Qual è stata l’ultima attività artigianale svolta nel Cassero? E’ presto detto, la fabbricazione delle funi, un attività che all’interno della città ha spesso avuto molteplici luoghi di svolgimento, tra cui anche, nei mesi estivi, la sommità delle mura su via San Fabiano, dove gli artigiani camminavano pericolosamente per stendere le corde.
Ma torniamo al Cassero, e sul perchè di questi utilizzi in un luogo un tempo militare. Alla fine del ’700, fu proprio il Genio Militare, titolare dei locali, a cederli per nuovi utilizzi, fu così che in una ventina d’anni fu stipulato un accordo che prevedeva il frazionamento interno della lunga struttura, per sezionarla e venderla a privati per questo scopo. E’ questo il momento in cui, per illuminare meglio i locali, si aprirono in breccia le finestre di tipo termale, che ancora oggi i visitatori della struttura possono vedere, aperture che affiancarono e in certi tratti sostituirono le piccole feritoie medievali.
Fu soprattutto a fine ’800 che la struttura fu modificata, la demolizione di venti metri di corridoio su via dell’Arco la scisse in due tratti, e molte aperture vennero aperte sui lati, ma chiaramente, la maggior ferita fu la demolizione che nel 1930 eliminò il lungo tratto che va dall’attuale ingresso al portale posteriore del castello, isolando per sempre il corridoio, che fino ai restauri degli anni ’90 rimase dimenticato. Il nuovo assetto post-restauri ha restituito alla struttura la funzione di passaggio pedonabile, e  quando è possibile trovarlo aperto, ci da un ulteriore risvolto di una città piena di storia.

Daniele Nuti
Prato Scomparsa