PRATO SCOMPARSA/Quando le vecchie Poste di piazza San Marco erano… nuove

Piazza San Marco è da sempre uno dei luoghi più discussi della città, e rappresenta una delle “ferite” nell’antico contesto delle mura trecentesche, che in questo preciso punto subirono quel “piccone demolitore” che fece scomparire la Porta Fiorentina, l’affaccio a sud della città.
Dagli anni ’30 in poi quella ferita nelle mura è stata in parte rimarginata grazie alla costituzione di una identità di tale luogo, prevalentemente utilizzato come fondamentale arteria del traffico in entrata e uscita dal centro, proprio com’era nelle intenzioni del Viale Piave, altra ferita nel tessuto storico realizzata nel ventennio.
In un momento di forte crescita demografica, ad inizio anni ’50, molte realtà del centro subirono modifiche, e sì pensò, tra le altre cose, al trasferimento degli uffici postali, ubicati in quel momento nei locali del Palazzo Novellucci, in via Cairoli, oramai insufficienti e poco pratici, sebbene restaurati in tempo record dopo i bombardamenti del conflitto bellico, che li rasero quasi al suolo.
Fu così che la scelta del luogo dove costruire il nuovo edificio delle Poste e Telecomunicazioni cadde sull’angolo tra piazza san Marco e via Pomeria, dove ancora erano ben visibili le mura ed il cassero, poiché l’unica costruzione, se così si può chiamare, che era presente in quel punto, era un piccolo distributore di benzina. Per il resto, fino alla villa Liberty su via Pomeria, era solo un grande giardino. I primi progetti presentati, non convinsero affatto, e furono criticati poiché somiglianti ad un casamento rurale o una caserma, così, nel 1952, arrivò il progetto dell’architetto Aldo Bartùli, subito approvato dalla Commissione Edilizia, ed in pochi anni l’edificio fu inaugurato (1957).
Costruito ad una certa distanza dalle Mura, con una zona a verde nel rispetto delle antiche preesistenze, e rialzato di un piano successivamente, era un edificio sicuramente non bello come estetica, ma molto particolare all’interno, con marmi pregiati e suppellettili in stile abbastanza severo ma molto funzionali. Tuttavia le Poste in questa sede non hanno avuto vita lunghissima, poiché già nei primi ’80,  si sono trasferite nei locali attuali di via Martini, e dopo qualche anno è iniziato l’abbandono. Ultimamente, durante i lavori di demolizione, avvenuti nel giugno 2011, ho potuto coglierne altri aspetti e immortalarli su foto, come ad esempio il delizioso murale che ornava la parte superiore del bancone, un disegno astratto con i vari simboli architettonici della nostra città.

Daniele Nuti
Prato Scomparsa

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