Aiuti al distretto, Lorenzini (sindaco Montemurlo) alza la voce: “Non si pensi solo ai lanifici ma a tutta la filiera”

Il sindaco di Montemurlo Mauro Lorenzini

Il sindaco del Comune di Montemurlo, Mauro Lorenzini, interviene con forza nel dibattito suscitato in seguito all’ipotesi d’intesa raggiunta con il Governo per l’utilizzo dei 3 milioni di euro per il progetto del cardato rigenerato. “Come ho già avuto modo d’affermare al Tavolo di distretto – dice – credo che sia importante prendere questi soldi, ma è altrettanto opportuno chiarire come saranno spesi. Serviranno per la promozione del prodotto, saranno utilizzati per rafforzare la filiera tessile ed i contoterzisti, o andranno solo a vantaggio dei lanifici?” Per Lorenzini il ruolo del cardato a Prato, pur importante, non è più quello di un tempo e parallelamente ad una valorizzazione del prodotto, va prevista un’azione congiunta che promuova e sostenga le varie fasi della filiera:filature, ritorciture, rifinizioni che in questa fase di congiuntura economica sono quelle che hanno risentito maggiormente della crisi.

“È chiaro che questo risultato non ci basta – prosegue Lorenzini -. A settembre il Tavolo di distretto dovrà far sentire con la Regione e con il Governo, ancora e con più forza la propria voce, perché da questo progetto rischiano di rimaner tagliate fuori le piccole aziende che sono il cuore pulsante del distretto e più in generale della realtà italiana.” Per Lorenzini la battaglia per lo sviluppo del territorio è tutt’altro che terminata e continua “Quello ottenuto non ci può bastare. È chiaro che non può essere solo il cardato la ricetta per rilanciare il nostro distretto tessile, ci dobbiamo impegnare in un mix d’azioni che, innanzitutto non coinvolgano solo il Comune Prato, ma che vedano protagonisti anche gli altri Comuni che fanno parte del distretto e che riportino al centro il valore della ricerca a servizio dello sviluppo.” Per il primo cittadino di Montemurlo, infatti, pur con le dovute cautele, è necessario andare avanti con il Creaf e con il centro di ricerca sino-pratese, per favorire lo sviluppo tecnologico del distretto, in stretto contatto con il più grande mercato emergente mondiale, quello cinese, che può rappresentare una grande occasione di export per le nostre aziende. Infine, Lorenzini non nasconde la propria delusione per la mancata accoglienza di “Fabbriche d’energia” e ricorda come nel corso degli incontri avuti sia a Roma che a Prato con i funzionari del Governo, il progetto era stato giudicato uno dei migliori a livello nazionale in tema d’energie rinnovabili. “Il fotovoltaico per noi rappresentava e rappresenta un importante volano di sviluppo per il territorio. Nonostante questa bocciatura  (che non capisco) noi continuiamo a crederci e porteremo avanti il progetto con la Provincia, gli industriali e gli artigiani. Ce lo chiede l’ambiente e lo hanno dichiarato con forza anche gli italiani che all’ultimo referendum hanno detto un netto no al nucleare.” Per Mauro Lorenzini il ruolo della politica e delle istituzioni è quello d’immaginare come sarà distretto tra dieci anni “Dobbiamo creare prospettive di sviluppo e di lavoro per i nostri giovani, per questo vorrei che Prato ritrovasse il proprio orgoglio e quello spirito combattivo che ha sempre dimostrato d’avere nei momenti più difficili nell’interesse di un più alto bene comune, aldilà di sterili campanilismi.

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