A 18 anni arrestato mentre spaccia cocaina. Ai poliziotti confessa: “Solo facendo questo riesco a guadagnare qualcosa”

Appena maggiorenne e già coinvolto in pieno nello spaccio della droga. E’ poco più di un ragazzino il pusher arrestato la notte tra sabato e domenica da una pattuglia delle Volanti in piazza Mercatale. Il giovane, marocchino e clandestino in Italia, è stato notato dagli agenti intorno alle 3.30 mentre si aggirava intorno al chiosco, spesso luogo di ritrovo di tossici e spacciatori. Alla vista dell’auto della polizia, il 18enne ha cercato di nascondersi dietro il chiosco e questo ha insospettito gli agenti che sono scesi velocemente dall’auto e hanno raggiunto il ragazzo. Questi ha cercato in tutti i modi di evitare il controllo. Addirittura si è tolto maglietta e pantaloni, per sfuggire alla presa dei poliziotti, e in mutande ha provato a fuggire. Ma è stato bloccato e ammanettato. In una tasca dei pantaloni, poi, sono state trovate 5 dosi di cocaina, mentre in un’altra tasca c’erano 275 euro in contanti, probabilmente il frutto dello spaccio interrotto dall’arrivo della polizia. Portato in questura, il ragazzo è stato arrestato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e resistenza a pubblico ufficiale. Ai poliziotti ha detto che solo spacciando droga riesce a guadagnare il necessario per vivere.

11 pensieri su “A 18 anni arrestato mentre spaccia cocaina. Ai poliziotti confessa: “Solo facendo questo riesco a guadagnare qualcosa”

  1. Caro ‘marocchino’ se non sei in grado di garantire al tuo sostentamento con attività lecite, non è che puoi venire qui nel paese del bengodi a garantirtelo con attività illecite, quindi te ne puoi anche andare al tuo paesello. Hai capito ?

  2. Caro Cinico ti do pienamente ragione,ma sbagli una cosa….prima di tornare al paesello, dobbiamo tagliarli i “POLLICI”, cosi non stringe più le bustine……Meglio che a casa sua, dove tagliano subito la mano…….

  3. Marocchino non ti preoccupare tanto in Italia in galera non ci vai e presto potrai continuare la tua attività come tanti dei tuoi colleghi

  4. Caro Marocchino,
    forse quando sei scappato dalla tua terra piena di tristezze in cerca di fortuna verso Paesi più ricchi, come molti italiani fecero e fanno, credevi che l’Italia fosse uno Stato democratico e che offrisse opportunità di lavoro a chi voleva solo lavorare. E invece ti sei accorto che è fatta da persone che invitano a tagliare pollici, sottolineando però che è sempre più democratico che tagliare mani come nelle vostre dittature nord-africane.
    Forse davvero ti conviene tornare nel tuo Paese. Ma personalmente ti chiedo un favore: resta. Almeno noi italiani avremmo sempre qualcuno a cui dare la colpa della nostra totale incapacità di creare un futuro per tutti. Resta. Così, quando io me ne andrò in Svezia o in America per poter lavorare, potrò dire di essere andato via perchè tu mi hai fregato il lavoro e non perchè qui il lavoro non sappiamo crearlo.
    Resta, per favore. Almeno quando mi accorgerò che gente benestante si è spesa il mio futuro, io potrò dire che sei stato tu, con la tua microcriminalità, a fregarmelo.
    Ma mi raccomando: non restare per troppo tempo. Altrimenti la gente comincerà a dire che ti difendo più dei miei connazionali, che difendo i delinquenti costretti alla delinquenza…quindi, se poi parti, almeno loro si calmeranno un po’ e saranno più felici. Tanto, un altro marocchino da incolpare lo troviamo sempre.

  5. Grazie Cristian. Aggiungerei che magari chi è disposto a tagliare i pollici a chi spaccia mai si sognerebbe di tagliare le narici a chi alimenta il consumo di cocaina (che magari conoscono benissimo), perché chi “pippa” è italiano, ha i soldi, è “figo”, e fa girare l’economia. Cari italiani state tranquilli in carcere c’andrà sempre e solo il marocchino, l’ennesimo capro espiatorio per distogliere dai problemi enormi che abbiamo riguardo all’incapacità di creare occupazione e lavoro. Dai tempi di barabba la folla urla sempre e soloi in una sola direzione. (per quanto possa essere deprecabile l’azione del “marocchino” sia chiaro).

  6. Sono tutte chiacchiere. Non provo nessuna compassione per questo ragazzo che per sopravvivere “è costretto” a spacciare.
    Io so soltanto che se dovessi lasciare il mio paese per andare a cercare fortuna altrove, farei tutto il possibile in primo luogo per aver diritto di stare nel paese che mi ospita (e quindi non essere clandestino) e poi per guadagnarmi uno stipendio in modo onesto.
    Qua da noi ci sono tanti tipi di lavoro che noi italiani non vogliamo più fare. E’ un dato di fatto. Basta guardare le offerte di lavoro.
    Allora, perché preferire un’attività illegale? Semplice: perché porta più soldi e in maniera più facile e veloce.
    Invece se questo marocchino andasse a fare il tagliatore di pelli farebbe un lavoro di mer da per almeno 8 ore al giorno, in un ambiente probabilmente quasi invivibile, per uno stipendio di 1200 euro al mese (ma forse anche meno).
    L’onestà ha un prezzo. c’è poco da fare.

  7. non siamo in grado di creare lavoro? forse per i nostri figli laureati che sognano il posto fisso vicino a casa non sarà ovviamente così semplice, ma qualcuno che viene via dalla miseria lasciando il proprio paese, le opportunità le trova se -come lui- non è immigrato clandestinamente.

    prima tutti bravi a cianciare di lavori che gli italiani non vogliono più fare e poi si difende pure chi sceglie la strada dell’illegalità quando è pieno di stranieri che sgobbano impegnandosi giorno e notte? come si fa a dire che mancano opportunità di lavoro per chi è disposto a fare attività manuali? Capisco che spacciare stanchi di meno e faccia anche guadagnare di più che stare in qualche impresa di pulizia o in un cantiere, ma non credo che gli italiani che sono emigrati in passato li abbiano messi in ufficio con un ventilatore per l’estate.

    Si sono dati all’illegalità? ovviamente si, ma quelli onesti hanno saputo crearsi delle prospettive e i loro discendenti sono integrati in quei paesi

  8. @Cristian: quando i tuoi figli compreranno la droga dai marocchini voglio vedere se la penserai ancora così

  9. Sicuramente se lo spacciatore fosse stato italiano non sarebbero stati fatti tutti questi commenti… accusate il ragazzo per il “reato” che ha fatto, non perché è un marocchino (non è una colpa nascere in un paese piuttosto che un altro)… ci sono migliaia di italiani che compiono attività illecite! Ricordatelo…