Cantagallo, interventi sull’alto corso del Bisenzio per salvare dall’estinzione il “brocciolo”

“Gli investimenti per la salvaguardia della biodiversità e la conservazione della natura danno i loro frutti nel lungo periodo,  saranno le prossime generazioni a beneficiarne ed è per loro che dobbiamo preservare il nostro ambiente.” Così Alessio Beltrame, assessore provinciale alla valorizzazione delle risorse naturali e aree protette, accompagna la conclusione dei lavori di ripristino della continuità fluviale lungo il Bisenzio in localita’ “Molino della sega” a Cantagallo. Interventi promossi dalla Provincia di Prato, realizzati nell’ambito del progetto comunitario Life “SCI d’acqua” e finanziati con circa 30 mila euro.
Sono due le opere di recupero, realizzate sulle briglie in prossimità del Molino della Sega, che consentono di ricostituire il continuum fluviale interrotto da barriere artificiali (come lo sono le briglie in questione) e permettere la risalita della fauna ittica, in particolare della specie di interesse comunitario “Cottus gobio”, meglio conosciuto come brocciolo o scazzone che abita i tratti fluviali interessati dai lavori.
In Italia la riduzione delle popolazioni di Cottus gobio, in particolar modo nelle acque di risorgiva, ha portato l’attenzione su questo piccolo pesce che, per le rigide esigenze di temperatura e purezza dell’acqua necessarie alla sua sopravvivenza, è divenuto un importante indicatore della qualità delle acque fluviali. Per favorirne la conservazione e migliorare la funzionalità ecologiche dei corsi d’acqua individuati, sono state progettate due rampe di risalita che favoriscono lo spostamento dei pesci, nei tratti a valle e a monte delle barriere, offrendo maggiori possibilità nella ricerca di habitat favorevoli alla riproduzione e per sfuggire più facilmente alla predazione da parte dei competitori.
Il progetto ha tenuto conto sia delle esigenze biologiche della fauna ittica (non a caso i lavori sono stati effettuati nel periodo di massima magra dei torrenti), sia delle imprescindibili necessità di sicurezza idraulica e stabilità delle opere in alveo. I lavori, costati circa 30 mila, hanno tenuto conto anche del contesto ambientale, per il rivestimento delle strutture portanti sono state infatti utilizzate pietre reperite in loco che ne mitigano l’impatto visivo. La realizzazione di opere come quella appena completata è un obbligo normativo vigente in tutti i paesi europei e in ambito regionale è sancito da un apposita legge (LR 7/2005).
L’intervento è stato cofinanziato al 50% dall’Unione Europea ed è stato realizzato all’interno del progetto comunitario Life Natura “SCI d’acqua” che si pone come obiettivo il miglioramento dello stato di conservazione delle specie di interesse comunitario non adeguatamente rappresentate o esposte a rischi nell’area alto-appenninica e nella piana intorno a Prato. L’acronimo “SCI d’acqua” fa riferimento sia alle Specie di interesse comunitario (Species of Community Interest) sia al loro legame con ambienti acquatici.

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