Il Metastasio con Contemporanea Festival pronto a scagliare 78 frecce con il proprio arco: “La nostra risposta ai tagli alla cultura”

Il Contemporanea Festival, organizzato dal Metastasio Stabile della Toscana, non sente il peso degli oltre 10 anni di attività e offre anche in questa edizione un’ottima scelta di grandi rappresentazioni; una sorta di cartina tornasole dell’andamento del teatro e della cultura contemporanea, che si batte con le armi della creatività e della fantasia contro mostri spesso pericolosi come i tagli ai finanziamenti, la crisi economica e l’ignoranza di una classe politica troppo spesso superficiale.
Quest’anno, con le sue 78 performance, “Contemporanea” dà il via in maniera ufficiale ai lavori del Met, che si confronta con una stagione molto saporita.
“Lo spostamento da maggio a settembre del festival – commenta Edoardo Donatini, direttore del progetto – serve proprio a dare un rapporto di continuità con tutta la progettualità del teatro. Il cartellone degli eventi è assai ricco anche grazie alla miriade di gruppi e compagnie che producono spettacoli e fanno attività, nonostante il periodo poco fortunato”.

Paolo Magelli

I luoghi deputati allo svolgimento delle rappresentazioni abbracciano tutta la città e non solo: dal Fabbricone e dal Fabbrichino a Officina Giovani, alla Corte di via Genova, alla Monash University e alla Gualchiera di Montemurlo, “Contemporanea” si dirama per tutto il territorio della nostra città. Degni di nota tutti i protagonisti, tra questi O.G. Mata, figura in grande ascesa nel panorama teatrale che sarà presente in prima nazionale con “Suis a la messe, reviens de suite” e la danzatrice Lisbeth Gruwez, geniale e conosciuta a livello internazionale che ci proporrà “Are you talking to me?”; e ancora il tunisino El Meddeb, con il suo “Je danse et je vous en donne a bouffer” danzerà e preparerà un cous cous nello stesso momento e Katia Giuliani creerà uno spettacolo interattivo con “ishow”, anch’esso in prima  nazionale. Grande nome del Festival sarà Eugenio Barba e il suo Odyn teatret, che chiuderanno dal 4 ottobre all’8 ottobre con “La vita Cronica”. Un parterre di eventi straordinari, per la soddisfazione di tutti gli amanti dell’happening contemporaneo.
“Vogliamo cominciare la stagione con questo bombardamento positivo – chiosa Paolo Magelli, direttore artistico del Met, usando una metafora molto efficace – fatto di amore e passione. Contro i continui tagli che ci avviliscono, noi rispondiamo bombardando la nostra città con 78 rappresentazioni, 24 spettacoli e 22 compagnie”. Un attacco “culturale” alla città, con la speranza che la battaglia, alla lunga, possa essere vinta.
Da parte della Regione, della Provincia e del Comune è stato riconfermato l’aiuto economico al teatro, anche se, dal punto di vista dei finanziamenti, le acque sono abbastanza agitate: “ Il Comune è stato più che contento di partecipare – dichiara Anna Beltrame – perché aprire il teatro alla città vuol dire dare la possibilità alle persone di ricevere stimoli forti”; ma il rischio che il teatro soccomba di fronte alle difficoltà è sempre ben presente: “ La provincia sostiene e sosterrà questa iniziativa, – fa eco Edoardo Nesi – come sostiene tutto il programma dello Stabile. Se Prato perdesse una realtà come il Met, diventerebbe davvero una città da cui fuggire”.

Elia Frosini

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