PRATO SCOMPARSA/Via Dante negli anni ’30, quando era una delle arterie di scorrimento del (poco) traffico cittadino

VIA DANTE, LA CITTA’ CHE CRESCEVA

Lo sviluppo urbanistico della Prato dell’inizio del ventesimo secolo è stato non solo determinato da nuove costruzioni, ancora prevalentemente ai margini interni delle mura urbane, ma sicuramente anche dall’inaugurazione di nuove arterie, dove di certo non si presentavano ancora i problemi di traffico che portarono dagli anni ’30 ai ’50, a costituire addirittura nuove aperture nelle mura (la porta Frascati) e fornici pedonali ai lati delle porte storiche (Porta Pistoiese).
Tuttavia, sebbene il Viale Piave sarebbe arrivato solo all’inizio degli anni ’30, il panorama nei pressi del Castello dell’Imperatore stava mutando. Sul profilo delle vestigia della seconda cerchia muraria, dove si poggiano gli edifici annessi alla chiesa di san Francesco, e dietro al relativo abside, nel 1912 fu aperta l’attuale via Dante, dove in poco tempo sorsero svariati edifici di grande eleganza, alcuni con deliziose finiture liberty, in un profilo abbastanza anomalo per una strada del centro pratese, tuttora intatto nella sua fila di case da un lato ed il lungo muro di cinta sull’altro, dal lato della chiesa, dove a parte qualche piccola modifica ai due soli edifici presenti, è cambiato ben poco.
Guardando la foto in oggetto, risalente agli anni ’30, si nota subito che dopo il villino, che ancora è affacciato sulla Piazza delle Carceri, c’era una piccola porzione di giardino, che si trovava in angolo con la scomparsa stazione del tramway, che era molto sporgente rispetto all’attuale profilo del Viale Piave, indicativamente dove ora c’è il parcheggio dei motorini.
Affacciandosi da quell’angolo avremmo visto il Castello già in fase di restauro, quindi con le attuali merlature, ma al posto dell’inizio del viale, la sopracitata stazione e tanti olivi nella più larga fascia intorno alla fortezza. Una fase in realtà molto poco documentata sebbene le foto della facciata del castello abbondino.
Nella foto (della quale ringrazio Carlo e Fiorello Innocenti) si scorge anche l’ampia piazza in tutta la sua estensione, con il fondo del palazzo dell’attuale Caffé Bacchino ancora privo degli sporti squadrati, modifiche arrivate molto tempo dopo.

Daniele Nuti
Prato scomparsa

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