Abolizione del Coni provinciale, Taiti sulle barricate: “Così si penalizza il sostegno all’attività nelle scuole e agli sport minori”

Il presidente del Coni di Prato Massimo Taiti interviene sull’alterco tra la scelta del presidente del Coni nazionale Petrucci di voler eliminare i 102 Comitati provinciali nel territorio e le stesse organizzazioni.  «Petrucci continua a non ascoltarci – dice Massimo Taiti – e continuo a dire che la sua è una scelta sbagliata perchè non è tagliando i comitati provinciali che si risolve il problema legato ai costi. I comitati provinciali sono solo il 3% del bilancio del Coni. Venerdi scorso il consiglio provinciale del Coni di Prato ha sottoscritto un documento che è contrario all’autoriforma presidenziale e il giorno successivo a Bologna erano presenti tutti i presidenti provinciali del centro nord Italia per mettere in atto degli interventi concreti. Li stabiliremo venerdi 4 novembre con la riunione di Roma».
Il motivo quindi non è solo economico. «Non credo e non lo penso solo io tra l’altro in altre Provincie hanno paralizzato l’attività specialmente l’impiantistica sportiva e a Prato potremo fare lo stesso – continua Taiti – oltre a non supportare tutta l’attività nelle scuole. Noi pensiamo che senza i comitati provinciali vengano penalizzate le piccole federazioni come la scherma, l’arco e il taekwondoo per esempio che scompariranno dalla scena e lo sport giovanile che verrà delegato agli enti di promozione. Atleti come Pagnini, Chechi, Tempesti che sono arrivati a traguardi prestigiosi con percorsi che partono dalle scuole non li vedremo più ed a oggi il cittadino non se ne rende conto del lavoro svolto con i campus a servizio di molte famiglie».
«Venerdi 11 novembre abbiamo chiesto un incontro ai parlamentari pratesi: Lulli, Mazzoni e Giacomelli per chiedere un’interrogazione parlamentare verso il ministro Tremonti – conclude Taiti –  oltre al problema che verrà a crearsi con i dipendenti del Coni che verranno messi molti in mobilità».

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