Al Soccorso scatta la campagna “Terrazzi indignati”: striscioni sui balconi per dire di no al viadotto

“Terrazzi Indignati” è la nuova campagna che il Comitato per la Riqualificazione del Soccorso sta portando avanti contro la realizzazione del viadotto per il raddoppio della declassata nel tratto compreso tra via Marx e via Nenni. In questi giorno stanno spuntando i primi striscioni sui balconi delle case del Soccorso. “Il nostro scopo – spiegano dal Comitato – è quello di sistemare striscioni su quanti più terrazzi possibili nella zona del Soccorso e non solo, con slogan simpatici e mai beceri con lo scopo di comunicare all’amministrazione comunale tutto il nostro disappunto. Per facilitare l’operazione ci siamo attrezzati per preparare noi gli striscioni e regalarli a chi ce li chiede”. Gli striscioni possono essere richiesti nei seguenti modi: usare lo strumento “Crea il tuo striscione” presente sul sito www.comitatosokkorso.it cliccando sul link “Terrazzi Indignati”; scrivere all’indirizzo email sito@comitatosokkorso.it; lasciare un messaggio sulla pagina facebook www.facebook.com/comitato.soccorso; oppure telefonare ai numeri 348/600.43.62 o 334/333.16.41.
Questi alcuni degli slogan suggeriti dal Comitato: La declassata è bella interrata; Declassata: via dotto non è strada saggia; Al viadotto dico no! Sotto un ponte non ci sto; Se mi vuoi un po’ di bene, passa sotto il mio quartiere; Col viadotto sai che fò? Dal Soccorso me ne vò!; Con la decla interrata “ma che splendida giornata”.

11 pensieri su “Al Soccorso scatta la campagna “Terrazzi indignati”: striscioni sui balconi per dire di no al viadotto

  1. Penso, che se hanno deciso di fare il viadotto, invece che l’ interrata, sia per validi motivi, ad esempio un costo minore, e un minore rischio di andare a toccare le fondamenta delle case… poi non penso che la strada passi proprio davanti alle finestre… ma perchè date importanza a quei 4 gatti che vogliono farsi notare a tutti i costi?!?

  2. Penso che il viadotto sia molto più brutto rispetto all’interramento.Poi un esempio lo abbiamo già nella zona di Narnali vero “porcaio” alla vista del popolo.

  3. E’ evidente che c’e’ lo zampino del PD e dell’ IDV, anch’io abito al soccorso proprio davanti dove dovrebbe passare il viadotto e a me sta bene, e parlando con il vicinato nessuno si lamenta, quelli del comitato sono i soliti noti che pur di dar contro ne fanno di tutte. Sono argomenti discussi già 30 anni fa, quando volevano fare il raddoppio a raso e poi non se ne fece di niente. Il discorso viadotto e interramento è stato discusso mille volte e se è stato optato per il viadotto ci sono le sue buone ragioni pratiche ed economiche. Sono sicuro che se fosse stato approvato l’ interramento questa gente voleva il viadotto. Sono dei buffoni e basta

  4. I sinistri sono da urlo, purtroppo in italia dobbiamo fare i conti con questi…..basta andare contro, bisognerebbe mettergli qualche pilone…. :-)

  5. E dire che 23 anni fa, quando c’era già il progetto per farla a quattro corsie raso terra, ci fu una raccolta di firme (firmai anche io al bar accanto alla chiesa del soccorso) perchè non venisse fatta a raso ma lasciata sopraelevata. Tutto fu sospeso. Oggi si protesta e si firma per non farla più sopraelevata….ma interrata!
    Come si suol dire….le cose cambiano.
    Spero però che non passeranno altri 23 anni e poi torneremo a protestare e firmare perchè la interrano e non la vogliamo più neppure interrata perchè la gente muore quando si allaga con la pioggia: ci sono dei precedenti abbastanza vicini nel tempo!
    Contenti (o scontenti) noi….

  6. I costi sono pressoché identici e non lo diciamo noi, ma le stime del comune.

    Il Consiglio Comunale il 23/06/2011 nella delibera 43 approvava definitivamente la variante al Regolamento Urbanistico, adottata con D.C.C. n. 35 del 07.04.2009 che prevedeva l’interramento in trincea e la rendeva immediatamente eseguibile.
    Questo significa che l’ufficio mobilità e grandi opere dell’assessore Bernocchi avrebbe dovuto portare avanti il progetto dell’interramento.
    Si parla di un progetto inserito nel Regolamento Urbanistico, nel Piano Strutturale e nel Piano di Coordinamento Territoriale su cui sono già stati fatti studi geomorgologici di fattibilità (allegati alle delibere 35/2009 e 43/2011).

    A quel tempo le stime dei costi erano:
    1. Rilevato ampliato € 17.000.000.=
    2. Rilevato ampliato con 3 passaggi € 20.600.000.=
    3. Realizzazione in piloti – 1 fase € 24.650.000.=
    4. Realizzazione in piloti – 3 fasi € 26.520.000.=
    5. Trincea in parte coperta – Piano Strutturale € 25.000.000.=
    6. Trincea tutta coperta: Tunnel € 33.050.000.=
    7. Sottopasso Roma, Purgatorio interrotto € 13.116.000.=
    1. Rilevato ampliato € 17.000.000.=
    2. Rilevato ampliato con 3 passaggi € 20.600.000.=
    3. Realizzazione in piloti – 1 fase € 24.650.000.=
    4. Realizzazione in piloti – 3 fasi € 26.520.000.=
    5. Trincea in parte coperta – Piano Strutturale € 25.000.000.=
    6. Trincea tutta coperta: Tunnel € 33.050.000.=
    7. Sottopasso Roma, Purgatorio interrotto € 13.116.000.=

    La soluzione approvata è quella prevista dal Piano Strutturale che prevede l’interramento in trincea, cioè con una soletta di copertura solo nel tratto compreso tra via Roma e via del Purgatorio; la restante parte sarà realizzata con un interramento a “cielo aperto”. Non scordiamo che l’assessore alle Grandi Opere Bernocchi, si era addirittura espresso a favore del tunnel, cioè con un interramento che prevedeva la copertura dell’intero tratto compreso tra via Marx e via Nenni (Virgolettato in un articolo del Tirreno del 5 maggio 2011).

    Purtroppo e inspiegabilmente la situazione cambia improvvisamente il 3 agosto perché con la delibera 63/2011 viene approvato un progetto preliminare per la costruzione di un Viadotto.

    Le motivazioni sono tante e sono tutte riportate nella relazione tecnica allegata alla delibera 63/2011:

    Motivazini Tecniche
    1. In via Roma passa il collettore delle acque nere del Gorone, difficile da spostare.
    Lo stesso collettore è stato “tranquillamente” spostato quando è stato fatto il sottopasso tra via Roma e via Paronese.
    2. I costi sociali derivanti dalla chiusura del sottopasso di via del Purgatorio.
    Già a Maggio l’ordine degli ingegneri, nel presentare la soluzione a tunnel, col conseguente blocco della declassata, aveva spiegato come i bypass oggi si fanno analiticamente, mettendosi davanti ad un computer e simulando, partendo dai dati di traffico, tutte le ipotesi fino a trovare quella più idonea che minimizzi il disagio che è comunque temporaneo.
    Nell’ipotesi dell’interramento gli ingegneri avevano mostrato come era possibile lasciare aperta via Roma e creare un’ampia rete di bypass nelle aree circostanti.

    Motivazioni non catalogabili
    L’impatto visivo del rilevato , ormai consolidato da oltre 75 anni di presenza nella zona ( peraltro circondata da edilizia popolare di scarso rilievo architettonico ) non può ne deve costituire motivo di procrastinare l’intervento di potenziamento della strada.
    Qui i tecnici dicono che siccome il Soccorso è brutto, allora ci si può fare anche un viadotto.
    A questo aggiungiamo che nella medesima relazione tecnica viene riportato:
    <>
    L’attuale Piano Strutturale e quello di prossima adozione per il quale il comune sta facendo i seminari, prevedono esplicitamente il ricongiungimento dei borghi. Nei rapporti preliminari redatti in base ai pareri espressi dai cittadini ai tavoli di confronto (disponibili sul sito del comune), tutti i tavoli di tutti i seminari (Urban Center, Cric. Centro, Sud, Est per ora) concordano nell’affermare che l’unica soluzione accettabile per il raddoppio della declassata sia l’interramento.

    Motivazioni probabilmente politiche
    1. occorre risolvere in tempi brevi il problema, senza rinviarlo a momenti che siano oltre l’orizzonte temporale del mandato amministrativo
    2. Le indicazioni dell’Amministrazione sono di , privilegiare la soluzione n° 4 : raddoppio in piloti come punto precedente da eseguirsi in tre fasi per poter mantenere la circolazione durante il cantiere
    Va eseguito il progetto che garantirà il suo completamento entro la data di termine dell’attuale mandato elettorale e che crei minori disagi in fase di cantierizzazione per garantire il maggior consenso politico nel breve termine.

    Un’altra motivazione è che il 16/8 scadevano i termini di presentazione del progetto preliminare al ministero delle Infrastrutture e che il progetto del viadotto era l’unico disponibile, quindi quello è stato presentato. Questa motivazione è stata peraltro ribadita giusto lunedi 17/10 dal Presidente della Circoscrizione Centro nel Consiglio di Circoscrizione Aperto.
    Se però guardiamo le date dei progetti si scopre che il progetto del viadotto è datato Giugno 2011, mentre quello dell’interramento in trincea Marzo 2011!

    Tornando sui costi, il viadotto (soluzione 4) nella delibera 63/2011 viene ridotto da € 26.520.000 a € 24.000.000, l’interramento in trincea (soluzione 5) è a € 25.000.000.
    Se però confrontiamo i 2 conti economici (viadotto ed interramento in trincea) emergono delle discrepanze:
    1.Per il viadotto la voce acquisizione aree è di € 200.000 mentre per l’interramento è di € 820.000 quando le planimetrie e le sezioni dei 2 progetti coincidono perfettamente.
    2.Per l’interramento è presente la voce “assicurazione dei dipendenti, direzione dei lavori, assistenza giornaliera e contabilità” valutata in € 560.000 e completamente assente per il viadotto.

    L’accordo stato-comune prevede che il ministero delle infrastrutture dia € 16.000.000; questo è su per giù il valore dell’opera che si intende realizzare perché negli ultimi tempi i ribassi d’asta nelle gare d’appalto sono stati del 30% (relazione tecnica allegata alla delibera 63/2011). Aggiungiamo che il sindaco ha sempre promesso che gli oneri di urbanizzazione provenienti dal progetto di Esselugna al Pratilia (cira € 7.000.000 se non ricordo male) sarebbero stati destinati al raddoppio della declassata e si può concludere che ci sono soldi per fare entrambe le opere.

    Per concludere i numeri del viadotto:
    Totale Piloni: 36 disposti in 9 file di 4
    Altezza Piloni: 5,5 metri
    Altezza Impalcato (struttura che sostiene la strada e la strada stessa): 2,5 metri
    Barriere Antirumore: circa 3 metri
    Lunghezza Viadotto: 600 metri di cui 400 su piloni
    Larghezza Viadotto: 22 metri
    Altezza Viadotto: nel tratto su piloni fino ad 11 metri

    Il tratto aereo quindi vedrà un muro alto 5 metri e largo 22, sospeso a 5 metri di altezza e lungo 400 metri.

    Sul nostro sito http://www.comitatosokkorso.it nell’area news, trovate tutto il materiale compresi i progetti del viadotto e dell’interramento.

  7. Nelle motivazioni non catalogabili, non è apparso una parte del discorso; al suo posto ci sono i caratteri <>.
    Lo riporto qui sotto:

    Questa ipotesi progettuale (il viadotto n.d.r.), ad oggi, non ha avuto esito favorevole, anche se non vi sono stati pronunciamenti ufficiali dell’Amministrazione, in quanto , in occasione di seminari e convegni ,questa ipotesi è stata censurata per l’”impatto ambientale “ (? – in realtà solo visivo !) che avrebbe il mantenimento del rilevato : una “ cesura “ tra due parti della città.

  8. Luca buongiorno,
    riguardo agli allagamenti, se si riferisce alle morti nel sottopasso di via Ciulli, quello non è dotato di impianti di pompaggio delle acque meteoriche, così come non lo è quello di Pratilia.
    Ne sono invece provvisti Questura, Nenni e Paronese.

  9. guardate che per l’interrato c’era bisogno di spostare *tutte* le fognature della zona che *fortemente* urbanizzata (il fatto che si dia fatto una fesseria una volta non vuol dire rifarla), e poi c’era da considerare il problema tecnico delle fondazioni dei palazzi al limite del ponte (che un conto è dirlo un conto è riuscire davvero a non far smottare nulla e non fare danni strutturali…)

    per altro i tempi di realizzazione sarebbero stati infinitamente più lunghi e quindi i disagi. infine con l’interramento, il progetto prevedeva di chiudere pure il passaggio di via del purgatorio.
    ora non so se ci passate voi da via roma / via del purgatorio, ma con una delle due chiuse altro che inferno e colonne infinite…

    quello che non capisco è perchè il viadotto quando potevano palancolare tutto e semplicemente rifare il ponte attuale con le pareti verticali. sicuri che non facciano questa di soluzioni?

    comunque scusate: ma che vi cambia rispetto alla situazione attuale? quelli che hanno preso casa lì l’hanno presa che il ponte c’era già non è che li ha costretti il dottore a sorbirsi inquinamento atmosferico e acustico…
    e l’impatto di cantierizzazione non sarebbe stato certo una scherzo per chi viveva lì: ruspe dalla mattina alla sera a scavare… dovevate farvi un giro al cantiere del nuovo ospedale per capire cosa vuol dire…
    un conto sono le trivelle per le fondazioni/pali un conto la movimentazione terra… bah.

  10. Matteo buonasera,
    ha posto molte questioni interessanti, di alcune le chiederò maggiori dettagli.

    1. Spostamento di tutte le fongature
    Abbiamo posto l’accento solo sul Gorone perché solo di quello ne veniva fatto menzione nella relazione tecnica come problema quindi abbiamo dato per scontato che le altre non lo fossero.
    Perché reputa una fesseria aver spostato le fognature per il sottopasso via roma-via paronese?

    2. Fondazioni dei palazzi.
    Non sono un tecnico, ci siamo basati su quanto dettoci da diversi ingegneri e sul fatto che anche questo non viene annoverato tra i problemi. Potrebbe argomentare un po’ questa problematica così da farci capire meglio questi rischi?

    3. I tempi
    Le tempistiche che ci hanno riportato sono:
    Viadotto: 2-2,5 anni
    Interramento in trincea: 2,5-3 anni
    Nel progetto dell’ordine degli ingegneri il traffico su via Roma sarebbe stato mantenuto fino all’ultimo (cioè fino al momento in cui si doveva bucare) e successivamente sarebbe stato riaperto il prima possibile (qualcuno ha ipotizzato addirittura 15-20 giorni).

    4. soluzione terrapieno allargato
    il terrapieno in terra armata, implica come il viadotto un allargamento della carreggiata a 22 metri. Tale allargamento avvicina paurosamente la sede stradale agli edifici adiacenti, soprattutto su via Tasso e via Panziera. A questo aggiunga la crescita esponenziale del transito che si avrà sul tratto una volta tolto il tappo e una volta che ci sarà anche il supemercato Esselunga nell’area di Pratilia (punte di 16.000 veicoli al giorni stimate nel progetto di Esselunga + il traffico pesante per i rifornimenti).
    L’inquinamento da gas ed acustico che c’è oggi sarà un felice ricordo.
    Già oggi con le finestre aperte nei periodi estivi, ci sono momenti in cui tocca chiuderle per avere un po’ di quiete, parlarsi senza urlare, ascoltare un cd senza dover tenere un volume da concerto rock.
    Certo il problema dei gas di scarico rimane in tutte le soluzioni, ma l’interramento in trincea può essere convertito, una volta trovati altri soldi, in un interramento in tunnel (sempre ipotizzato dagli ingegneri addirittura per tutto il tratto urbano della declassata), ma un viadotto o un terrapieno (i cui costi come vede dal mio post precedente non sono comunque tanto irrisori) “è per sempre”.

    A questo aggiunga che non è una frivolezza di qualcuno chiedere l’interramento ma il frutto di un attento studio iniziato nella precedente amministrazione, inserito nel Piano di Coordinamento Territoriale, nel Piano Strutturale vigente, nell’attuale regolamento urbanistico e ratificato con approvazione definitiva da questa amministrazione il 23 giugno.

    Noi abbiamo chiesto a più riprese che ci venissero fornite le motivazioni tecniche per preferire il viadotto e le uniche che abbiamo ottenuto sono quelle che ho riportato nel post precedente.

    5. cosa cambia ai residenti rispetto all’attuale
    A quelli che hanno comprato negli ultimi anni tanto perché quando hanno comprato sapevano che c’era in corso di approvazione il progetto dell’interramento.
    A quelli che ci sono da una vita (come me) cambia che già pregustavano l’idea di avere nel tratto tra via roma e via del purgatorio un’area verde pari a circa 2/3 di un campo da calcio ed invece probabilmente saranno costretti a convivere con la sporcizia ed il degrado che fioriranno sotto il “tetto” del viadotto.
    Spero vivamente che mi risponda.
    Saluti.