Alla richiesta (via mail) di un lavoro, l’azienda partecipata risponde di no usando carta, lettera e francobollo: il caso denunciato da un lettore

In tempi come questi, con tanti giovani e meno giovani alla ricerca di un posto di lavoro, le aziende vengono sommerse dai curriculum e dalle richieste di colloquio. Che arrivano sotto ogni forma, anche se le mail di posta elettronica restano sicuramente le più gettonate, vuoi per la rapidità vuoi per il costo pari a zero. Capita, però, che ci siano aziende che, alla faccia delle nuove tecnologie, usino ancora i vecchi metodi della busta spedita via Posta. E questo, si badi bene, non per invitare a un colloquio, ma anche solo per dirsi spiacenti di non poter accettare la candidatura dell’aspirante dipendente. E’ quanto ha scoperto un lettore di Notizie di Prato che ha scritto per segnalarci la cosa con un misto di apprezzamento per la gentilezza e la corrrettezza dell’azienda (pubblica, tra l’altro) e un po’ di stupore a pensare a come, in fondo, vengono spesi male soldi che sono di tutti noi.
Ma ecco la storia del nostro lettore. “Lavoro come impegato da vari anni per un’azienda privata – dice – ma a causa della crisi mi hanno messo a part time (4 ore la mattina) da febbraio di quest’anno. Sempre alla ricerca di nuove offerte di lavoro mi viene la bella idea di inviare il mio Curriculum Vitae alle aziende iscritte all’Unione Industriale Pratese. Vado sul sito sezione aziende in rete (che comprende 529 aziende), mi creo un modello di mail con C.V. allegato e inizio a mandarlo via posta elettronica. Nei giorni seguenti ricevo una decina di risposte negative, tutte via mail naturalmente, e niente più. Questa mattina, invece, mi trovo nella posta una lettera della Gida: sulle prime non capisco cosa vogliono da me, non avendo rapporti con loro. Fino a che non la apro: in pratica hanno riposto alla mia mail con una lettera nella quale mi danno conferma di aver ricevuto il mio Curriculum Vitae, dicendo che al momento non necessitano di assumere personale ma saranno lieti di contattarmi qualora si presentasse l’esigenza. Ecco, mi è sembrato strano vedere un’azienda partecipata che risponde via lettera ad una mail (con costo del personale per scriverla, carta, busta e bollo da 60 centesimi)”.

9 pensieri su “Alla richiesta (via mail) di un lavoro, l’azienda partecipata risponde di no usando carta, lettera e francobollo: il caso denunciato da un lettore

  1. La notizia è:

    L’arretratezza dei mezzi di comunicazione.

    Lo spreco di soldi dei contribuenti per rispondere ad una mail.

    Mettiamoci anche una procedura interna antiquata.

    Be non mi sembra poco.

  2. In questo momento di crisi economica un pò più di morigeratezza (per chi sà che significa) non sarebbe male specie da chi è retribuito con soldi pubblici.

  3. …anche a me hanno risposto, dopo una mail nello stesso modo….
    ed anche io ho pensato: che modo antico di comunicare con un candidato; e il messaggio che passa non è certo l’idea di dinamicità e modernità…

  4. Bravo pluto non puoi essere che un cane altrimenti avresti un cervello pensante.

    Forse non sono i problemi più importanti del mondo ma se non si comincia a far cambiare modo di pensare a tante persone forse possiamo stare un pò meglio tutti e non solo chi lavora per le istituzioni che nonostante la crisi continua a sprecare.

  5. Anche io lo reputo un modo un pò antiquato, ma più che altro direi fuori moda, nel senso che i più (quelle ditte che ricevono curriculum) tendono ad avere un rapporto quanto più possibile asettico.
    Mi sembra invece che abbiano cercato di far sentire in qualche modo personale il rapporto anche se costretti al diniego alla richiesta di lavoro, quindi per me vale la spesa (in questo caso) 60centesimi valgono la dimostrazione di educazione e partecipazione ad un dramma come quello della mancanza di lavoro.
    Per il resto delle polemiche tutta spazzatura, mi chiedo però se quando hanno fatto certe assunzioni “strane” lo abbiano fatto via mail, via posta normale, per telefono, incontrandosi al bar, in una sezione di partito o che altro….ecco questo mi interesa di più.

  6. Secondo me la ditta é stata corretta…in tempi come questi, il fatto che una ditta occupi parte del proprio tempo per rispondere, anche se in modo negativo, le fa onore…se poi pensiamo che sia un metodo ottocentesco….beh, credo che nell’ ottocento ci fosse molta piu’ seriétà e correttezza che ai giorni nostri dove, in particolare nelle grandi ditte, viene applicato un muro di gomma che impedisce i rapporti diretti…in fondo, tutte queste agenzie per il lavoro interinale a cosa servono ? Quelle si che sono uno spreco!!