Allarme rosso per il credito: l’Unione Industriale denuncia tassi triplicati e difficoltà di accesso

La situazione del credito che si registra a Prato (e non solo) e che è ormai pienamente allarmante. Lo sostiene l’Unione Industriale che annuncia l’intenzone di convocare le banche locali. I fidi a breve termine hanno visto triplicare i loro tassi: oggi nei casi più virtuosi si è intorno al 4% e per la maggior parte delle operazioni sul 5%-6%, ma si registrano tassi anche del 7%; sono valori più che triplicati rispetto a pochi mesi fa.
“La massima preoccupazione è per i fidi a medio termine, particolarmente preziosi perché finalizzati solitamente ad investimenti di valore strategico per le imprese – osserva il Vicepresidente dell’Unione Industriale Pratese Vincenzo Cangioli – E’ sempre più difficile accedervi, perché le banche lamentano carenze gravi di liquidità da destinare a questo tipo di affidamenti e si trovano addirittura a rinegoziare linee di credito già in via di attivazione. Anche la meritoria attività del nostro Confidi riesce solo parzialmente, in un contesto così difficile, ad ovviare a problemi che sono in primo luogo legati alla disponibilità stessa di risorse finanziarie. I danni per il sistema produttivo rischiano di diventare incalcolabili: anche il recentissimo incontro con il Centro Studi Confindustria ha confermato i nostri timori. E’ evidente che le banche stesse sono vittime di questo vero e proprio ciclone finanziario; tuttavia siamo convinti che qualcosa si possa recuperare rimuovendo alcuni fattori critici legati alla loro operatività, prime fra tutti le rigidità e la spersonalizzazione del rapporto che ha deteriorato la dimensione qualitativa del rapporto banca-impresa. Anche di questo parleremo con le banche locali, che abbiamo invitato ad un confronto con l’Unione: inizieremo la prossima settimana, parallelamente ad una rilevazione sulle aziende socie che ci consenta di avere un quadro preciso di quanto sta accadendo. E’ necessario che le banche non si limitino a mettere in sicurezza i propri bilanci ma si sforzino anche di non venir meno alla propria funzione primaria di supporto alle attività economiche: per loro è un dovere morale ma è anche interesse diretto sostenere attività in grado di generare ricchezza e tenere viva l’economia locale.”

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