“Guerra” del gas, Bernocchi accusa Consiag: “Sta falsando la gara”. Intanto i sindaci di centrosinistra puntano sul ricorso al Consiglio di Stato

Il day-after della sentenza del Tar, la giunta comunale transita lentamente dal vocabolario del trionfo a quello della prudenza. Tanto più significativo se si pensa che ad incarnare la linea moderata stavolta è l’assessore anti-Consiag Filippo Bernocchi. Il compito primario della sua conferenza stampa mattutina da una parte è di confermare l’obiettivo dell’amministrazione Cenni di tirare dritto sulla gara per la distribuzione del gas, ma consapevole degli ostacoli frapposti da via Panziera nella comunicazione dei dati indispensabili per permettere alle imprese interessate al bando di presentare un’offerta.
“Andremo avanti senza intoppi, il 31 ottobre apriremo le buste ed entro tre mesi ci sarà l’assegnazione del servizio al vincitore – è l’annuncio perentorio, che nasconde però un timore –. Si rischia una gara falsata per colpa di Consiag. Per fortuna sta intervenendo l’Antitrust, ma è gravissimo che non ci vengano fornite le informazioni neppure sul numero e sulle mansioni dei dipendenti. Mettono in pericolo i loro stessi lavoratori”.
Il successo politico – di tutta la giunta e non semplicemente personale, sottolinea – spinge Bernocchi quasi ad essere apotropaico nei confronti della trattativa in corso con Consiag per il riscatto dell’area ex Banci e della dismissione parziale delle quote: “I due piani sono distinti e non si incontrano” sostiene nel desiderio di allontanare una minaccia. Questa minaccia fra l’altro ha un nome e cognome: Gianni Gianassi, sindaco di Sesto Fiorentino. È proprio lui a infrangere la separazione fra il mantenimento del bando sul gas e la trattativa: “Sia chiaro – afferma il secondo socio della partecipata cassaforte – se il sindaco persisterà nell’intento di fare la gara si porrà fuori da Consiag. L’autosufficienza non si confà alla possibilità di chiudere un accordo”. Indica un aut-aut Gianassi con chiarezza cristallina: “Se Cenni vuole la multiutility regionale allora deve trovare con gli uffici legali una strada per ritirare la gara. Se, invece, ritenesse di stare meglio da Consiag faccia pure ma non potrà pretendere di concludere un accordo”. Prendendo a prestito un lessico politico lievemente passé si potrebbe dire che Gianassi detta la linea. Dalla sua parte conta di avere senza tentennamenti Scandicci, Poggio a Caiano e Montemurlo. Con loro tenterà di muovere scacco in altri due round alla gara. L’appello al Consiglio di Stato è una mossa scontata, ma a raggelare gli spiriti vittoriosi di Bernocchi e di Roberto Cenni potrebbe essere una parola che già aveva fatto sudare freddo la giunta civica lo scorso luglio: la richiesta di sospensiva. Prima ancora della nuova pronuncia di merito. Nel complesso, un quadro ben diverso dall’atmosfera di unità descritta da Bernocchi. Ma potrebbe rivelarsi ben presto un vantaggio per le ricette economiche dell’assessore all’energia.
Nel 2012 il Comune sentirà l’effetto della botta secca da 18 milioni di euro derivante dalla gara. Non sarà più nella condizione di bisogno al tavolo on Consiag, ma nella posizione di vantaggio di chi potrà giocare al rialzo. I numeri di via Panziera sono floridi. Ben 54 milioni di euro di riserve, delle quali 29 immediatamente distribuibili sotto forma di dividendi. La strada dell’uscita completa da Consiag per quanto rafforzata dal Tar, in realtà si scontrerà con due ostacoli: la ferma opposizione dei soci e l’irresolutezza del sindaco, che da più parti nella maggioranza ha smesso di andare a genio.

Carlandrea Adam Poli

I commenti sono chiusi.