La mappa del degrado: Asm impiega quasi 2mila ore di lavoro all’anno per rimuovere 600 tonnellate di rifiuti abbandonati in strada

Le strade del Macrolotto sono spesso usate come discariche a cielo aperto

Rifiuti abbandonati, scaricati accanto ai cassonetti, in aree della periferia, nei pressi di fabbriche e abitazioni, perfino in strade non distanti dal centro. Un fenomeno con il quale Asm fa i conti quotidianamente, nonostante gli appelli a rispettare le regole, a conferire secondo i termini di legge, ad usufruire dei servizi – alcuni dei quali gratuiti – che sono a disposizione. Fatti due calcoli, lo scarico illegale di rifiuti comporta qualcosa come 1.900 ore di lavoro per la rimozione di 600 tonnellate di materiale vario.
Nelle discariche improvvisate finisce di tutto: scarti tessili, inerti, cartongesso, amianto, ingombranti. Rifiuti, come si può capire, provenienti sia da attività produttive che da utenze domestiche. Le conseguenze, in primis sul decoro urbano, sono pesantissime.
Asm ha mappato le zone più critiche, quelle cioè dove i rifiuti vengono scaricati ai bordi delle strade o in mezzo a terreni e che richiedono interventi di rimozione continui: via Chemnitz, via Moro, via Terrassa e via Lille al Macrolotto 2, via De Gasperi, via Gonfienti, viale Marconi , via Bifolchi, via Toscana, via di Bigoli, via di Pantanelle, via Argine del Calice, via del Beccarello, via di Bogaia, via Ghisleri, via delle Miccine, via Castruccio solo per citarne alcune.
A queste si aggiungono strade nelle quali gli interventi sono occasionali: via del Pantano, via Dogaia, via Salcetole, via delle Viottole, via Pasquinelli, via Vainella, via Le Sacca, via Kuliscioff, via dei Tessitori. La rimozione viene organizzata in base alla quantità e alla tipologia di rifiuto.

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