La Prato del lavoro in un filmato del 1961: sei minuti recuperati dalle vecchie pellicole che ora possiamo rivedere

E’ un vero  e proprio reperto della Prato che fu. Sei minuti e rotti girati nel 1961 e inseriti in un più ampio documentario realizzato dalla Rai sul mondo del lavoro. Sei minuti che ora possiamo rivedere (guarda il filmato) grazie all’intuizione e al lavoro del portavoce del sindaco che, dopo aver trovato le pellicole originarie nell’archivio del Comune, è riuscito a convertire il materiale in digitale per poi rimontarlo con un lavoro di editing che ora ci permette di fare questo tuffo nel passato. Nel documentario si vede il giornalista intervistare lo storico sindaco Giovannini, che anche allora, 50 anni fa, si poneva il problema di gestire il grande afflusso di immigrati, che allora venivano da altre regioni d’Italia e non dall’estero. E poi sentiamo la voce di alcuni degli industriali più importanti dell’epoca, come Biagioli, mentre le telecamere si avventurano all’interno dello stabilimento di Befani che fu anche presidente della Fiorentina del primo scudetto, e che sorgeva in via Valentini, dove ora c’è Prato City. Quello che emerge, poi, è uno spaccato della Prato industriale di mezzo secolo fa che ora possiamo rigustare.
Ma le sorprese non finiscono qui. Dagli archivi del Comune sono infatti saltati fuori altri due documentari, uno del 1968 e uno del 1978, sui quali in Comune stanno lavorando per compiere un’operazione analoga. Il tutto, da sottolineare, a costo zero.

11 pensieri su “La Prato del lavoro in un filmato del 1961: sei minuti recuperati dalle vecchie pellicole che ora possiamo rivedere

  1. Da qualche parte dovrebbe esistere un documentario straniero, “Viaje a Toscana”, del 1970, con delle scene girate anche a Prato. Chissà se qualcuno è in grado di ritrovarlo…

  2. Splendido ed emozionante lavoro! Complimenti al Comune che ha avuto la bella idea di rendere pubblici questi bellissimi filmati!!!

  3. Bellissimo, sono da recepire come bellissime le parole del sindaco di allora, quelle che da come risposta all’ultima domanda sulla composizione del consiglio comunale.
    Quelle del documentario sono immagini che ho fatto tempo anche io a vedere, sono venuto a Prato una decina di anni dopo, ma ricordo le cernite di stracci, lavoro che stava andando scomparendo già allora.
    Non riesco a capire l’ennesimo richiamo al “costo zero” non voglio fare polemiche perchè il filmato e la storia di Prato non se le meritano, attendiamo l’uscita degli altri filmati ritrovati.
    Comunque complimenti.

  4. Il riferimento al “costo zero” è un doveroso omaggio a chi ha lavorato al progetto, consentendo di recuperare questi importanti documenti, utilizzando il proprio tempo libero e senza spendere nemmeno un euro delle casse comunali (e quindi nostre). In questi tempi in cui spesso i dipendenti della pubblica amministrazione vengono additati in maniera negativa, ci sembrava giusto sottolineare questo aspetto.

    La direzione

  5. A dire la verità io qui cose negative ne leggo parecchie e contro l’amministrazione di questa città (in maniera più urbana di coloro che se la prendono con le precedenti amministrazioni), mai letto personalmente niente contro i lavoratori del settore pubblico, mentre se è vero che hanno svolto questo pregevole lavoro utilizzando il tempo libero i complimenti (fatti anche prima) se possibile diventano più incisivi, anzi le dirò di più, fa piacere sapere di persone che amano e si sacrificano per la loro passione.

  6. @Fidelio: le parole del Sindaco Giovannini fanno riflettere anche quando e soprattutto fa rimerimento pall’immigrazione come un problema da risolvere. E si parlava, appunto, di immigrazione dal sud e dal profondo nord. Anche nella sinistrissima Prato del dopoguerra il Sindaco non faceva chiacchiere demagogiche – degne della peggiore Idv o del più ipocrita Pd odierni – sugli immigrati visti solo come una risorsa e guai come un problema (e allora lo erano senza dubbio meno di oggi, visto che sono stati la forza motrice del distretto tessile e non hanno creato distretti paralleli fondati su sistemi organizzati di illegalità).

    Quanto al costo zero, bella risposta della direzione.

  7. Luca, allora non ci si capisce, va tutto bene fino a che si dice che esiste un problema cinese, quando si dice che il problema cinese è l’unico vero grande problema allora vuol dire che il politico mente e che si fomenta un quasi odio nei loro confronti, anzi, per alcuni è odio vero, che per fortuna, per ora, appare solo vigliaccamente in alcuni post.
    Perchè anche quelli che criticano, quelli che hanno votato a destra, hanno semplicemente deciso che a loro non stanno bene i cinesi, quelli di colore, gli albanesi, i rumeni e forse anche i meridionali, loro si sono limitati a votare qualcuno che gli toglie il problema, poi come e perchè e se hanno ragione o meno gli interessa poco, vanno al mare, in montagnae quando tornano vogliono trovare il loro orticello bello lindo e pulito.
    In poche parole è una vera e propria forma di menefreghismo, non è questione di voto o di volere cambiare qualche cosa è semplicemente la non accettazione degli altri, ovvio che esiste un problema cinese, o in generale un problema immigrati, ma dando solamente addosso a loro per ripristinare la legalità non significa niente, non si raggiungerà mai niente, si possono anche mandare via tutti, a parte che poi qualcuno di quelli che con loro fa affari sicuramente si lamenterebbe, ma una volta fatta pulizia rimerrebbe tutto il resto, perchè l’illegalità è molto diffusa anche tra noi pratesi, o forse non rimarrebbe più niente, perchè Prato verosimilmente morirebbe.
    A te è piaciuta la risposta della direzione..?? a me mica tanto, come ho scritto, se ne leggono talmente tante qui di cose assurde e vanno a puntualizzare su una cosa del genere..? comunque è vero che io qui sono in casa d’altri e quindi devo prendere quello che mi viene dato…….e d’altra parte avevo anche io ampiamente riconosciuto la bontà della cosa pubblicata, se poi sia a costo zero o meno è solo un dettaglio, importante, ma pur sempre un dettaglio.

  8. Fidelio tanti hanno votato il centrodestra (o comunque la candidatura di Cenni come sindaco civico sostenuto da una maggioranza che andava dai socialisti riformisti alla destra di Storace, con molte liste civiche) perché insoddisfatti del centrosinistra (litigioso, lassista e addormentato sulla certezza di vincere sempre). Non credo sia un problema di razzismo. Almeno non lo è per me e per tante delle persone che frequento. I razzisti ci sono, anche a sinistra e tre gli anarchici. Se posso, comunque li evito. Non mi piacciono i massimalismi, sono un razionale e relativista convinto.
    La risposta mi è piaciuta perché ringraziava in particolare il lavoro e la passione profusa nell’attività di alcuni dipendenti comunali che stimo.

  9. Mhh, relativista convinto..?? alla Gorgia scommetto, comunque sia la corrente di pensiero filosofico a cui ti rifai è la descrizione di quello che ho detto io, a chi ha votato centro destra poco importa di quello che succede, l’importante è che venga raggiunto in qualche modo l’obbiettivo, perchè se voi chiudete gli occhi e vi attaccate al relativismo (a parte che mi si deve dimostrare l’unione possibile tra socialisti riformisti e la destra di Storace), quello che salta fuori con questa visione distorta dei problemi o di chi può essere origine del problema, quello che salta fuori è voglia di epurazione ne più ne meno.
    Certo non mi permetto di dare dei giudizi sul voto degli altri, basterebbe pensare però prima a domandarsi quali siano le derive che ci possono poi essere, dicono tutti di non essere razzisti e io ci credo, ma allo stesso tempo si dà libero sfogo e ospitalità a persone, partiti o movimenti che fanno del razzismo una delle loro bandiere in maniera più o meno velata.
    Non è stato chiaramente dato un voto secondo coscienza, fermo restando i lassismi, gli errori delle precedenti amministrazioni, è stato scelto di dare il voto a chi urlava più forte le sue ragioni.
    Non ti piacciono i massimalismi..??”La corrente massimalista sosteneva di voler realizzare gli obiettivi “massimi” anticapitalistici e rivoluzionari del socialismo, pur continuando nei fatti a muoversi nell’ottica riformista e parlamentare” mi ricorda una parte del tuo post, ergo di nuovo salta fuori la grande confusione della maggior parte di chi ha votato questa giunta.
    Per quel che riguarda la risposta, siccome in me non alberga la predisposizione alla posizione prona, ho chiarito semplicemente il mio pensiero, che fin dal primo post faceva i complimenti al lavoro svolto, ma ripeto mi sembra strano rispondere a un mio post da parte dell’admin, mentre si lasciano passare tonnellate di altre cose che non dovrebbero trovar patria in pagine dove la gente non fà altro che scambiarsi le proprie opinioni.

  10. Non credo sia stato votato chi ha urlato più forte. E’ stato votato chi interpretava meglio il cambiamento, visto come necessario dalla maggioranza dei pratesi (alla luce dell’esito elettorale). Un cambiamento dall’incapacità di rispondere, per 20 anni (non per il semplice mandato di Romagnoli), ai problemi della città.
    Chi governa adesso Prato a mio avviso ha già fatto molto, considerato il tempo breve (2 anni nella pubblica amministrazione sono poco o niente per incidere veramente) e soprattutto le risorse a disposizione degli enti locali, regolarmente tagliate da tutti i governi (di destra o di di sinistra che fossero) dalla fine degli anni 90 in poi.
    Inoltre chi governa adesso ha ancora oltre due anni di tempo alla scadenza della legislatura e a quel punto toccherà a noi cittadini giudicare. Io mi ritengo soddisfatto per il momento, tu forse non lo sarai. Alla fine del mandato la città giudicherà e poi – più in là – il compito toccherà alla storia. Come noi adesso che riascoltiamo in questo filmato Roberto Giovannini e comprendiamo che, nonostante tutto il suo essere di sinistra, aveva la lucidità di riconoscere negli immigrati non solo una risorsa ma anche una fonte di problemi per la città. C’è però anche una sorta di ingenuità nella generica risposta che dà (la città dovrà cercare soluzioni) che fa capire come anche quella classe dirigente, che ha saputo far decollare il distretto, forse non avesse chiara la soluzione da individuare.
    Sulla tua visione filosofica non insisto, non ne verremmo a capo e francamente – proprio perché relativista – non solo non mi interessa il tema ma servirebbe ad allontanarci da quello che interessa a me: Giovannini e gli immigrati.