Massimo Castri torna al Metastasio portando in scena il capolavoro di Ionesco “La cantatrice calva”

Dopo il tutto esaurito de “La vita cronica” di Eugenio Barba, il Teatro Metastasio Stabile della Toscana avvia la sua stagione, all’insegna di grandi titoli, con una pièce straordinaria, in prima nazionale. Da stasera, mercoledì 26 ottobre, a domenica 30 ottobre (feriali ore 21, festivo ore 16) andrà in scena “La Cantatrice Calva”, capolavoro di Eugene Ionesco per la regia di Massimo Castri, con gli attori della Compagnia Stabile del Met.
Dopo aver ricevuto il premio UBU lo scorso anno, Castri si confronta per la prima volta con un  vero maestro del ’900, Eugene Ionesco, rappresentante più famoso della corrente del teatro dell’assurdo.
“La Cantatrice Calva” esce nel 1950 ed è una commedia in cui Ionesco si presenta come autore d’avanguardia , deciso a voltare le spalle al teatro canonico e realista. I protagonisti sono due anonime coppie inglesi, gli Smith e i Martin, tipici personaggi borghesi che penetrano la scena con tutta il loro grigiore e la loro mediocrità. Non comunicano realmente, parlano con brevi frasi banali, prigionieri del conformismo che loro stessi hanno scelto.
Il risultato di questi ingredienti assurdi è una mise en scene paradossale, grottesca, in cui i protagonisti parlano…di niente.
Una pièce che ha dell’impossibile, soprattutto se pensiamo alla genesi dello spettacolo stesso: il tutto nasce da un manuale di conversazione che Ionesco si mise a leggere per imparare l’inglese; sfogliandolo, si rese conto che poteva diventare il copione di uno spettacolo bizzarro e ironico. Per quel che riguarda il titolo, da sottolineare che non ha niente a che vedere con la rappresentazione: la sua stranezza nasce semplicemente da un lapsus di un attore durante le prove, anche se la “cantatrice calva”, disperatamente assente, è importante proprio per il suo essere una ulteriore manifestazione dell’incoerenza e dell’assurdità di tutto lo spettacolo.
“Questo testo si allinea con la quantità e l’età degli attori della Compagnia Stabile – ha detto il regista – e contemporaneamente si accoppia con il “Fin de Partie”, da me messo in scena poco tempo fa e scritto negli stessi anni da Samuel Beckett”.
Uno spettacolo unico, che ci fa assaporare uno degli sceneggiatori più capaci e più geniali del teatro del ventesimo secolo, riscoperto da un grande nome del Teatro italiano come Massimo Castri, direttore del Metastasio dal 1994 al 2000.

Elia Frosini

Un pensiero su “Massimo Castri torna al Metastasio portando in scena il capolavoro di Ionesco “La cantatrice calva”

  1. Andremo a vedere.
    Tuttavia ho letto che sono quasi tutti gli attori della Trilogia di Belgrado di Magelli. A parte la ragazza bruna che faceva il cane, due attori di quello spettacolo non erano all’altezza, almeno secondo il mio modesto parere: è questa la compagnia dello Stabile del Met?