PRATO SCOMPARSA/La “nuova” Stazione Centrale, all’epoca l’edificio era addirittura sovradimensionato per Prato

Dopo aver trattato la Stazione del Serraglio, mi sembra giusto e conseguente parlare della Stazione Centrale, anche perché sono stati due elementi fortemente conseguenti l’uno all’altro.
All’inizio del ventesimo secolo, la Stazione del Serraglio fu leggermente potenziata, ma il fine ultimo della strutturazione dell’asse ferroviario era una via alternativa verso Bologna, dopo che l’originario progetto del pratese Carlo Martelli era stato accantonato da sessant’anni per realizzare la Porrettana. Dopo il 1910 già si pensava a localizzare la nuova stazione, scegliendo la zona antistante via Firenze, e nel 1915 fu presentata la prima planimetria del progetto originario, realizzato dall’architetto Fioretti, che si sviluppava in una sorta di castelletto merlato, con torre centrale, in un gusto finto antico tipicamente in voga in quegli anni: parallelamente a Prato, infatti, venivano costruiti edifici finto-medievali, come l’attuale sede della Pubblica Assistenza o la chiesetta di Sant’Anna (qualche anno dopo, 1926).
Nel 1916 già si era pronti per l’esproprio di alcuni terreni e fabbricati in piazza San Marco e antistanti Porta Fiorentina, che determineranno il massiccio e discutibile piccone demolitore che di lì a dieci anni avrebbe distrutto non solo una vasta porzione di mura e la porta stessa, ma anche come si sa, gran parte del Cassero Medievale, il tutto per creare il moderno viale che dal cuore del centro raggiungesse la futura stazione. Gli eventi bellici della prima guerra mondiale ritardarono il progetto, e la cerimonia della posa della prima pietra fu eseguita solo nel 1921, pensando al progetto Fioretti.
In realtà, ciò che si andò a costruire, e che tutt’oggi fa bella mostra di sé, e un secondario progetto che era stato congeniato dal professor De Margheriti, opera sicuramente magistrale, e considerata all’epoca molto moderna e funzionale, sebbene esteticamente risulti in ritardo su gusti e modi ottocenteschi, di massicce proporzioni, dunque all’epoca anche sovradimensionata rispetto alle esigenze, e fu infatti commentata giornalisticamente come “la nuova, sovradimensionata e retorica porta della città”.
La costruzione avvenne tra il 1929 ed il 1934, all’inaugurazione erano presenti il ministro Di Crollalanza ed il Re Vittorio Emanuele III, il tutto era inserito nel progetto di quella che divenne La Direttissima verso Bologna, dovre di lì a poco avrebbero sfrecciato i modernissimi ETR 200, la primissima alta velocità delle nostre ferrovie. Dell’inaugurazione di stazione e Direttissima sono presenti anche interessanti immagini filmate nell’archivio dell’Istituto Luce.
Sovradimensionata ma molto bella, la stazione centrale si distingueva per il grande fronte coronato nel timpano dal classico orologio, frontoni e cornicioni imponenti, che essendo stati costruiti dopo il 1922 furono anche caricati con gli “abbellimenti” imposti dal regime fascista. L’interno originale è documentato da rare foto d’epoca, ma degli arredi e allestimenti di allora non è rimasto niente. Interessante la pavimentazione a mosaico, tolta recentemente nel corridoio del sottopassaggio, ma presente nel salone centrale, dove salta subito all’occhio un grande disegno, sotto il quale si leggono date di costruzione (1934) e ricostruzione (1947). Infatti, durante la seconda guerra mondiale, l’edificio fu parzialmente distrutto dai bombardamenti, ma fu prontamente ricostruito mantenedo il progetto fedele all’originale di De Margheriti.
La foto che riporto (proprietà di Fiorello e Carlo Innocenti, che ringrazio) testimonia una rara immagine della stazione appena costruita. Recentemente restaurata in alcune parti, la stazione centrale non ha perso la sua imponenza, tuttavia gli interni sono oramai invasi da attività commerciali, insegne elettroniche e tanti, troppi, schermi e banner pubblicitari, a cui forse sarebbe il caso di dare un’immagine meno invasiva e più rispettosa della storicità dell’edificio.

Daniele Nuti
Prato Scomparsa

5 pensieri su “PRATO SCOMPARSA/La “nuova” Stazione Centrale, all’epoca l’edificio era addirittura sovradimensionato per Prato

  1. Questo scritto , mi fa tornare alla memoria(ero ragazzino!) quando ”Gambine’alias Re Vittorio Emanuele, venne a inaugurare la nuova Stazione, C’era, allora di fronte uno splendido giardino,con la fontsna che lanciava alto i getti d’acqua che la sera
    cambiavano continuamente di colore. Oggi, la fontana c’e’ ancora,
    dei giardini meglio non parlarne, il piazzale antistante e’ una specie di suk, vicino a una pensilina vetrata dove,spesso sostano dubbi personaggi a ore intere…
    L’opera di stravolgimento del grande giardino e’ completata da un
    ridicolo ‘cocuzzolo’ dove figurano piantine,una cascatella d’acqua
    un insieme ibrido che fa tanto giardino d’infanzia, il tutto
    proprio messo di fronte alla prospettiva giardini-stazione, per chi viene dal centro citta’,cio’ dimostra il raro senso del bello della passata Giunta:ma cosa aspetta l’Assessorato competente a far rimuovere questo ‘arredo urbano’ forse che qualcuno ci aggiunga anche i nanetti di Biancaneve ???

  2. Penso che la rotonda a montagnola con piante e cascatella subito dopo il Ponte alla Vittoria sia l’unica decente della zona, non mi sembra che alla Stazione ci sia tanto di meglio.

  3. in effetti, abitando a 2 passi dalla Stazione, concordo nel dire che quella ‘rotonda zen’ è un gioiello nello squallore generale della piazza…poteva essere una delle tante anonime ma invadenti rotonde di cui le giunte del passato hanno deliziato non solo le strade cittadine ma anche le piste ciclabili sul Bisenzio, non lamentiamoci!

  4. Sono molto attaccato alla mia città. Mi piace guardare vecchie foto, per vedere com’erano diversi e quanto sono cambiati molti scorci di Prato.
    Trovo quindi molto interessante questa iniziativa “Prato scomparsa”.
    Però sarebbe utile renderla accessibile anche per chi, come me, non ha e non vuole assolutamente crearsi un account su facebook.
    Possibile che chi non ha facebook sia tagliato fuori dal mondo?