Richiesta fallimento Sasch, Cenni: “Amarezza ma abbiamo agito per tutelare i creditori”. L’IdV: “Si dimetta” ma il Pd non affonda il coltello

Il segno distintivo della giornata della richiesta di fallimento di Sasch (vedi articolo) è la prudenza. Nella maggioranza per cominciare. Neppure l’agitato Futuro e Libertà rompe la consegna della solidarietà, ma preferisce rifugiarsi nel “no comment”. Mentre nell’opposizione spetta all’Italia dei Valori provare a fare da ariete e sfondare le difese del sindaco. In un comunicato ufficiale la richiesta a Cenni è di fare un passo indietro, offrendo un parallelo fra il governo della città e il governo Berlusconi: “Se l’Italia è bene che si prepari alle elezioni politiche a primavera, Prato farebbe bene a pensare a quelle amministrative” afferma la segreteria provinciale.  Le dinamiche del concordato rimangiato e trasformato in un fallimento non convincono anzitutto sul piano economico i dipietristi. Che si dedicano al piano a loro più congeniale, vale a dire fare le veci della procura della Repubblica. “Oggi scopriamo che la Sasch presenta una istanza di fallimento in proprio – si legge nella nota -. Domani cosa ci diranno i curatori fallimentari? La contabilità del gruppo è limpida o dovremo aspettarci qualcosa che dal fallimentare si passi al penale?”.
Frasi ad effetto, invece, vuole evitare di pronunciarle la leader del Pd, Ilaria Bugetti vicina ai lavoratori e desiderosa prima di esprimere un giudizio di leggere con attenzione le carte del fallimento. Con un Cenni azzoppato da questo ennesimo capovolgimento negativo della storia di Sasch, Bugetti preferisce stare ferma e assistere ai contraccolpi nella maggioranza: “Immagino che avranno qualche problemino al loro interno. L’immagine dell’imprenditore di successo adesso viene meno e con esso uno dei presupposti della sua vittoria politica”.
Sarà questa cautela probabilmente a dettare a tutto il centrodestra la necessità di tenere un basso profilo e di intervenire solo per bloccare “strumentalizzazioni”. Questo dicono il comunicato di Riccardo Mazzoni coordinatore del Pdl – vergato ancora prima di leggere l’affondo dell’Idv al sindaco –, l’intervento del presidente del consiglio comunale Maurizio Bettazzi e quello del segretario provinciale dell’Udc, Giovanni Bambagioni. Anche Roberto Cenni stigmatizza il pretesto di Sasch usato dall’opposizione per attaccare il suo operato di giunta, ma ancor prima vuole difendere la limpidezza dell’operato dell’azienda. “L’istanza di fallimento – dice il sindaco – rientra all’interno di provvedimenti scelti da un team di consulenti nel segno della massima trasparenza e nella garanzia di parità di trattamento di tutti i creditori. Speriamo ora che con la nomina del curatore si renda possibile aprire un esercizio provvisorio per scongiurare la perdita dell’avviamento”. Una semplice operazione tecnica, che lungi dal segnare un tracollo mantiene nel concordato – salvo diverso avviso dei commissari – aziende vitali del gruppo come Gommatex Poliuretani e Trt. Politicamente Cenni vorrebbe renderla ininfluente: “Manco dall’azienda da più di due anni e mezzo. Mi piacerebbe essere giudicato per quello che sto facendo da sindaco” sbotta. L’amarezza viene interamente riversata sull’aspetto economico del fallimento, che viene considerato inevitabile in seguito allo stallo delle trattative con le banche per la ristrutturazione del debito. Ammette Cenni: “Sono stati fatti degli errori da parte di chi aveva rilevato la società via Monteverdi. Provo rammarico, ma non è l’unica azienda ad essere finita in difficoltà a Prato in presenza di una crisi generalizzata”.
Carlandrea Adam Poli

7 pensieri su “Richiesta fallimento Sasch, Cenni: “Amarezza ma abbiamo agito per tutelare i creditori”. L’IdV: “Si dimetta” ma il Pd non affonda il coltello

  1. Dinstinguiamo pure
    il Sindaco dall’Imprenditore.
    Io son d’accordo con chi nel suo partito
    invoca tale concetto a menadito!
    Allora vorrei anche che tal signori
    ammettessero a priori
    siffatta distinzione:
    che anco un uomo di sinistra
    puote essere un Sindaco di buona amministrazione.
    Se così non fosse mi viene il sospetto
    d’un preconcetto!

  2. Non m’interessa il Nobel della letteratura
    ma stuzzicar qualche mente dura!

  3. Dividiamo il sindaco dall’imprenditore…se non si trattava di bancarotta fraudolenta con 4 milioni da pagare allo stato evasi…

  4. Anzi, “debiti” con lo stato per 5 milioni…come riportavano i giornali mesi fa…

  5. Certo Claudio, ho tanti Amici Sindaci di sx con i quali sono in ottimi rapporti, persone assolutamente perbene con le quali il reciproco rispetto viene innanzi a tutto !

  6. …….bene se il buongiorno si vede dal mattino non si arriva a sera!!!!
    Dopo la propria azienda non gli rimane altro che far fallire anche le partecipate di cui il Comune è azionista, complimenti caro Sindaco si metta d’impegno anche li che con l’aiuto di qualche assessore e dei media è sulla buona strada!!!!
    E i crediori che dovrebbero dire 200 mln di debiti e 5 mln di debiti verso lo stato, bell’esempio di capacità imprenditoriale.
    Se fosse per me non gli farei amministrare nemmeno la paghetta di mia figlia!!!!
    Cordialità