Sanità, meno ombre sul nuovo ospedale e i conti dei posti letto adesso tornano (quasi)

La marcia di avvicinamento al nuovo ospedale di Galciana promette bene. L’edificio sta venendo su secondo le scadenze, mentre le criticità organizzative nel passaggio alla concezione del ricovero per intensità di cura si vanno riducendo. Questo discorso vale soprattutto per il numero dei posti letto. Secondo la relazione presentata ieri sera dal direttore del presidio ospedaliero, Josephi Polimeni – nel corso dell’incontro promosso dalla lista civica “La città per noi” – i conti tornano. Ci sarà soltanto una rimodulazione. Così, dai 497 posti attuali si passerà ai 472 di Galciana, ma verranno incrementati i letti per il day hospital da 54 a 78, mentre scenderanno di due unità da 76 a 74 i posti tecnici. Evitato l’allarme più importante, quindi, attraverso la disponibilità di Asl di mantenere la palazzina Ovest dell’attuale Misericordia e Dolce (come anticipato da Metropoli di venerdì scorso), adibita probabilmente per curare le malattie infettive e per la salute mentale.
“Per cambiare approccio esistono tanti motivi – ha spiegato Polimeni –. Una su tutte è la normativa regionale del 2005 che indica di andare nella direzione dell’ospedale per intensità di cura. Secondo le previsioni di alcuni studiosi fra qualche anno questo modello verrà adottato in tutto il mondo. Ma bisogna tener conto anche delle lacune del vecchio ospedale come buone ragioni per il trasferimento in un’altra struttura”. Il cardine del cambiamento è comunque il superamento della suddivisione per reparti in favore di un’organizzazione in base all’intensità di cura. Nell’ottica secondo Polimeni di mettere al centro della cura il paziente. Grandi punti interrogativi, invece, restano al momento sull’efficacia delle cure intermedie. Serviranno non tanto per andare a compensare il numero dei posti letto – mancanza a questo punto colmata –, ma ad accogliere i pazienti dimessi dopo un intervento. Ovvero i pazienti che non hanno più una patologia acuta da restare in ospedale, ma non sono neppure del tutto riabilitati. Per loro un modello di riferimento esiste già, è il programma “Dopo l’ospedale tutti a casa” della Società della Salute, che prevede la presa in carico da parte di un’equipe di medici del paziente dopo essere stato dimesso dal Misericordia e Dolce. Su questo, però, graverebbe il pericolo di un taglio del finanziamento della Regione. Chiederà conto anche di questo oltre ad un piano chiaro per la Società della Salute l’assessore comunale Dante Mondanelli al presidente della Regione, Enrico Rossi l’11 novembre, data fissata per un incontro chiarificatore sulla sanità.
Carlandrea Adam Poli

4 pensieri su “Sanità, meno ombre sul nuovo ospedale e i conti dei posti letto adesso tornano (quasi)

  1. Come sempre siamo in Italia e prima si fà e dopo si speriementa.

    Il nuovo ospedale ne è un esempio e vorrei capire dal direttore Polimeni perchè dobbiamo aspettare l’apertura del nuovo ospedale per sperimentare e incrementare quello che sarà il modello di cura futuro, la normativa è del 2005 ma stranamente (forse perchè non sono un addetto hai lavori) non ne ho mai sentito parlare o vista applicata.

    Non sarebbe il caso di iniziare ad usare il modello già adesso prima che apra l’ospedale e creare il minor disagio possibile hai pazienti.

    Grazie

  2. Caro Simone, come sempre in Italia prima si apre bocca, e poi ci si documenta su come stanno le cose.
    Tutta l’area chirurgica dell’attuale ospedale, è già organizzata per intensità di cura dal 2008. Esistono infatti 3 percorsi (chirurgia d’urgenza, chirurgia polispecialistica alta intensità di cura, week surgery) nei quali vengono ricoverati i pazienti che afferiscono alla chirurgia generale, alla urologia, alla ginecologia (esclusa ovviamente l’ostetricia)e alla otorinolaringoiatria. Sono fuori dal percorso ma ci rientreranno nel nuovo ospedale, la ortopedia e la oculistica.
    I risultati, qualche difficoltà iniziale a parte, sono stati decisamente buoni.
    Soddisfatto?

  3. Egregio francesco
    Un ospedale non è fatto di sola chirurgia..
    Le moltissime perplessità arrivano soprattutto dal fatto che non si prevede nulla per la cronicità per esempio,chi ha necessità di lunghi periodi di assistenza riabilitazione ecc.
    E conoscendo bene quello di cui parlo, ad oggi la così detta assistenza territoriale è del tutto se non completamente insufficente, molti pazzienti da assistere pochissimo personale, servizzi effettuati di mera routine,non c’è reperibilità ecc, insomma anche per le cose banali poi si deve afferire al pronto soccorso, se non si prevedono altre strutture alternatave, ospedale di giorno ecc. E come si puo ben leggere sul sito asl molti posti letto del nuovo ospedale saranno dedicati, a vario titolo, al day hospital tecnici ecc, quindi a percorsi diciamo programmati o di un certo tipo, ma e gli altri malati le altre patologie? Le mandiamo a casa tua???

  4. Stella, sono daccordo con te, infatti io ho solo risposto a Simone (su un argomento di cui sono molto più competente di te credo) e basta, non mi sono avventurato in discorsi sui malati cronici (dei quali asserisci di essere competente) che giustamente necessitano di cure appropriate, e sottolineo questa ultima parola.
    Comunque io credo che l’ospedale non debba essere un parcheggio per malati cronici o per nonni che a casa nessuno vuole tenere, ma il luogo in cui, gratuitamente si curano gli acuti e si eseguono servizi o interventi programmati. Credo che il nuovo ospedale esuli da questo argomento,peraltro decisivo. Dovrebbero esistere altre strutture in primis, capaci di accogliere questi pazienti(con una z sola)e medici di medicina generale capaci e volenterosi di gestire al domicilio malati di tal fatta, di modo da dare servizi giusti.
    Ma ritono all’inizio cara stella a 5 punte: stavamo parlando dell’intensità di cure, non dei malati cronici.