Switch off al digitale terrestre, la Provincia in campo per evitare disagi ma la Val Bisenzio è tra le zone a rischio

“La Provincia sta facendo ogni sforzo per evitare il più possibile i disagi che potrebbero essere causati dal passaggio al digitale terrestre, con interventi che vanno dagli accordi con le associazioni artigiane per l’assistenza ai cittadini, al monitoraggio dell’adeguamento delle infrastrutture a una capillare informazione”. Così l’assessore Alessio Beltrame ha risposto ieri pomeriggio in Consiglio provinciale ai consiglieri Pd Emanuele Pacini, Simone Barni e Roberto Marchi, firmatari di una interrogazione dove si chiedeva appunto quali azioni fossero state messe in campo in vista dello switch off, particolarmente riguardo ai tre Comuni della Val di Bisenzio, segnalati anche dal monitoraggio che la Regione Toscana sta concludendo come zona a rischio.
“In vista dell’arrivo del segnale digitale, previsto per la Val di Bisenzio il 9 novembre e per il resto della provincia il 17-18 novembre, abbiamo già fatto una serie di incontri per organizzare l’informazione ai cittadini e con Cna e Confartigianato per stabilire tariffe di riferimento su interventi per antenne e installazione decoder – ha proseguito Beltrame – Inoltre in val di Bisenzio grande attenzione la richiederà il complesso sistema infrastrutturale, che vede in funzione ripetitori comunali, privati e delle stesse tv locali. Sarà necessario stabilire se e quali di essi dovranno essere adeguati e le relative modalità. Ma è davvero difficile prevedere esattamente cosa succederà al momento dello spegnimento del segnale analogico, i problemi andranno affrontati via via”.
Il consigliere Pd Simone Barni ha replicato esprimendo apprezzamento per “il modo in cui la Provincia si sta muovendo, coordinando tutte le azioni per fronteggiare le varie problematiche. Chiediamo attenzione particolare al territorio della Val di Bisenzio, dove da un giorno all’altro migliaia di cittadini potrebbero trovarsi privati di un servizio pubblico che pagano con il canone” – ha concluso Barni.

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