Terremoto all’Unione industriale: lasciano quattro big tra cui la Santo Stefano. Da inizio anno le defezioni sono già sei

La Santo Stefano di Renato Cecchi, Francesco Grassi (ex presidente della sezione Filatori). E poi la Fidias di Marino Gramigni e la Eurotintoria di Carlo Mencaroni.  Il prossimo primo gennaio non sarà solo la Confindustria nazionale a vedere assottigliato il suo parco soci, con l’addio annunciato proprio ieri dalla Fiat di Marchionne. Anche l’Unione Industriale Pratese perde quattro pezzi pregiati, quattro aziende che hanno già fatto partire le lettere di dimissioni. La clamorosa notizia è stata anticipata stamani dall’edizione di Prato del Tirreno e sicuramente rappresenta un piccolo terremoto per l’associazione di via Valentini. Anche perché le quattro aziende appartengono tutte al settore dei terzisti e almeno per qualcuna di loro le motivazioni della scelta sono essenzialmente politiche: in altre parole non si riconoscono nella linea di condotta seguita dall’Unione sotto la presidenza di Riccardo Marini. In particolare sia Renato Cecchi sia Francesco Grassi avrebbero spiegato la loro decisione proprio con il fatto di “non sentirsi rappresentati”.
Queste quattro defezioni si aggiungono a quelle della Tessiltoschi, che già da qualche tempo aveva abbandonato l’Unione, e a quelle di una filatura che aveva annunciato il proprio addio all’indomani dell’Assemblea annuale, anche in questo caso in dissenso con l’operato del presidente Marini e della sua giunta. Adesso resta da vedere se la “fronda” si fermerà a queste quattro aziende o se altre seguiranno la stessa strada. In ogni caso dal primo gennaio l’Unione, oltre che più magra e più povera, sarà anche meno potente.

2 pensieri su “Terremoto all’Unione industriale: lasciano quattro big tra cui la Santo Stefano. Da inizio anno le defezioni sono già sei

  1. Oh d’imprenditori Associazioni
    che forse non avete più gli antichi blasoni?
    Se la doglianza
    è la mancanza di rappresentanza
    allora dovete star meno nella vostra stanza.
    Del cerchio la quadratura
    è invero cosa dura.
    Se gli industriali
    vi lanciano i loro strali
    cosa dovrebbero fare i soggetti artigianali?
    Forse dovete fare molti passi avanti
    altrimenti s’arrabbiano pure i commercianti!
    Prato è alla deriva
    e mi pare che tutti s’azzuffano nella stiva.
    Il ponte di comando
    è lasciato allo sbando
    e questo già da ieri
    per la gioia degli imprenditor forestieri!

  2. Haa la Poesia…
    Sintesi illuminante di un paese al buio,
    Finestra sul mondo.
    Oasi nel deserto.
    Brezza gentile in una giornata afosa.
    Occhi che fendono la nebbia…..ecc ecc
    Ma purtroppo in questo caso, trattandosi di Prato e di dette situazioni, direi anche
    Carta igenica in un mare di Merda…..