Ultimi giorni per visitare la mostra “Echi preziosi” sui capolavori dell’arte sacra a Prato: a fine settembre i visitatori erano stati 4mila

Chiude i battenti la mostra  “Prato, echi preziosi. Donatello, Lippi e capolavori del Sacro” allestita nel Museo dell’Opera del Duomo e nel Museo di Pittura Murale e organizzata da Comune, Diocesi e Fondazione Cassa di Risparmio. Tanti visitatori per questo evento espositivo che ha fatto registrare fino al mese di settembre più di 4mila presenze.
Domenica 16 ottobre, ultimo giorno della mostra, apertura straordinaria a ingresso gratuito dalle 16 alle 19 e visita guidata alle 16,30 (prenotazioni Servizio Cultura del Comune: 0574 1835028 -25). Sarà quindi l’ultima occasione per ammirare nel suggestivo allestimento del Museo di Pittura Murale gli stupendi 20 stendardi in seta dipinti da Gregorio Pagani, pittore allievo di Santi di Tito, custoditi per secoli dalle suore di clausura del convento di San Clemente e sottoposti ad un complesso restauro finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Prato. Insieme a questi sono esposte opere d’arte sacra di rara bellezza, come  l’imponente Polittico Serristori di Mariotto di Nardo e nel Museo dell’Opera del Duomo il bellissimo capitello in bronzo di Donatello e Michelozzo, fuso nel 1433 da Maso di Bartolomeo e dallo stesso Michelozzo, posto alla base dell’originale pulpito esterno della Cattedrale.
Dell’esposizione ha fatto parte anche il prezioso crocifisso di Filippino Lippi, che il Comune ha acquisito nel 2010 e che dal  4 ottobre è esposto nella mostra dedicata al pittore pratese alle Scuderie del Quirinale a Roma insieme alla predella dipinta con Fra Diamante e alla Pala dell’Udienza, tutte della collezione comunale. La mostra che si intitola appunto “Filippino Lippi e Sandro Botticelli nella Firenze del ‘400” resterà aperta fino al 15 gennaio 2012 e racconta il cammino artistico di Filippino, nato a Prato nel 1457 dalla relazione di Filippo Lippi, frate carmelitano e celeberrimo pittore, con la bellissima suora Lucrezia Buti, del convento pratese di Santa Margherita. Un percorso a tappe che, partendo dagli esordi di Filippino nella bottega del Botticelli, dopo la morte del padre a Spoleto, è scandito dalle opere che testimoniano la sua grandezza, in un intreccio di vita e arte segnato da committenze e incontri nella Firenze dominata da Lorenzo il Magnifico e dal Savonarola e nella Roma dei papi.
“La mostra Echi preziosi chiude con un bilancio senz’altro positivo – commenta l’assessore alla cultura Anna Beltrame -  grazie alla collaborazione fra Comune, Diocesi e Fondazione Cassa di Risparmio. E’ un esperienza che speriamo di ripetere in seguito con altre mostre per valorizzare il patrimonio pratese. Intanto, la ricchezza delle collezioni del Museo civico è testimoniata dalle molte opere che ci vengono richieste in prestito. Le opere di Filippino a Roma fanno veramente bella mostra di sé e invogliano a visitare Prato, la città dei Lippi.”

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