Vaiano, appello al sindaco dai titolari del carbonizzo Lavati: “Per almeno 5 anni dobbiamo restare qui a La Briglia”

A distanza di due mesi dall’incendio che ne danneggiò gravemente la fabbrica a la Briglia, i titolari del carbonizzo e stracciatura Lavati, lanciano un appello al sindaco di Vaiano, affinchè sia concessa loro la possibilità riprendere l’attività nello stessa struttura e di mantenere attiva la fabbrica per almeno 5 anni, in modo da ammortizzare gli investimenti necessari a ripartire, quantificati in alcune centinaia di migliaia di euro. In un incontro di alcuni giorni fa, il sindaco Annalisa Marchi ha invece chiesto ai Lavati di trasferire l’attività entro due anni: l’area in cui si trova il carbonizzo rientra infatti nel piano di recupero de la Briglia che prevede la demolizione della fabbrica e la costruzione di residenze da parte di alcune cooperative. Negli anni scorsi queste ultime, proprietarie della maggior parte dell’area, avevano trattato con i Lavati per acquistare l’immobile, ma poi si sono tirate indietro. Sullo sfondo, a penalizzare gli imprenditori tessili, c’è anche la possibilità prevista dalla legge di un esproprio.
Nella battaglia per la sopravvivenza della storica attività, giunta alla terza generazione e presente a Vaiano dal 1956, la famiglia Lavati ha come alleata l’Unione industriale Pratese. Con le sue 2.000 tonnellate annue di materiali tessili trattati la Lavati è infatti un pilastro del cardato rigenerato; metà della materia prima della produzione tipica di Prato passa dalle sue macchine. Sono rimasti in pochissimi infatti gli operatori tessili focalizzati sul segmento iniziale del ciclo del rigenerato, quello della stracciatura e carbonizzatura di materiali tessili di scarto: capi usati, ritagli di confezione o residui di lavorazioni tessili.

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