Tre ragazzini si accaniscono contro auto e scooter in sosta in piazza San Domenico. Vandali scatenati anche in via San Giorgio

Vandali scatenati la sera di sabato in città. In via San Giorgio sei veicoli sono stati oggetto di atti vandalici, con specchietti e tergicristalli divelti. Sulla vicenda indaga la polizia municipale. Nella notte tra sabato e domenica, invece, numerose auto e scooter sono stati danneggiati in piazza San Domenico con calci e pugni. In questo caso la polizia è riuscita a trovare i responsabili: si tratta di tre minorenni, bloccati dalla Volante nella vicina via Muzzi. Gli agenti hanno fermato un 17enne pratese, già noto alle forze dell’ordine, un ragazzo di 16 anni nato in provincia di Siracusa e residente a Prato e una ragazzina di 14 anni, originaria di Napoli e anche lei residente a Prato. I tre erano stati visti da alcuni testimoni mentre si accanivano sui veicoli in sosta nella piazza. Ai poliziotti i tre ragazzini non sono stati in grado di fornire spiegazioni per il loro comportamento. Sono stati quindi tutti e tre denunciati per danneggiamento aggravato e poi riaffidati ai genitori, nel frattempo convocati in questura.

A 90 anni spara vicino alle case per allontanare gli uccelli: denunciato un 90enne che teneva 5 fucili nella sua casa

A 90 anni, malfermo sulle gambe al punto da dover usare i bastoni per muoversi, ma ancora in grado di imbracciare un fucile e sparare. Si tratta dell’anziano che nel primo pomeriggio di sabato ha creato non poca preoccupazione tra chi abita a Canneto. Intorno alle 14, infatti, sono arrivate alcune telefonate al 113 dove si segnalavano colpi d’arma da fuoco esplosi vicino alle case. Una pattuglia è subito andata a controllare e ha notato nell’aia di una colonica l’anziano che stava riponendo un fucile da caccia in un magazzino attiguo alla casa. I poliziotti lo hanno quindi identificato come il 90enne proprietario dell’abitazione. E’ poi intervenuta una nipote dell’uomo che ha detto come l’anziano, di cui si prende cura, ha l’abitudine di sparare all’indirizzo degli uccelli che si posano sugli alberi vicini alla casa. A quel punto i poliziotti hanno deciso di controllare e hanno trovato complessivamente cinque fucili da caccia: uno conservato nel magazzino, due nel sottoscala, uno vicino al letto e l’ultimo dietro l’armadio. Fucili di vario calibro e modello che l’anziano aveva in quanto possessore di un porto d’armi a uso caccia. Le armi, però, erano conservate senza alcuna adeguata forma di custodia e nella più assoluta insicurezza e incuria. Per questo sono state sequestrate dai poliziotti che hanno anche denunciato il 90enne per omessa custodia di armi.

Esce di casa e va alla stazione per uccidersi sotto un treno, donna di 50 anni salvata dagli agenti della Volante

Aveva deciso di togliersi la vita, buttandosi sotto un treno in transito, ma per fortuna la figlia ha capito quali potevano essere le intenzioni della madre e ha subito chiamato il 113. A quel punto è stata la bravura e la tenacia di un poliziotto in servizio alla sala operativa a evitare il peggio. E’ accaduto nel primo pomeriggio di sabato, protagonista una donna di 50 anni, che già in passato aveva manifestato intenzioni suicide, tentando di buttarsi da una finestra. Alle 15.30 di sabato la figlia, scoprendo che la madre si era allontanata da casa, e intuendo quello che poteva avere in mente, ha subito chiamato il 113, fornendo tra le altre cose anche il numero di cellulare della congiunta. A quel punto, mentre le Volanti cercavano in tutta la città la scomparsa, uno dei poliziotti a forza di insistere è riuscito a farsi rispondere dalla 50enne. Quest’ultima si trovava nei pressi della stazione centrale e all’agente ha detto di volersi uccidere per questioni legate alle attuali difficoltà nella relazione con il marito. Il poliziotto del 113 è riuscito a tranquillizzare la donna e l’ha tenuta al telefono, parlandole di continuo. Intanto veniva allertata la Polfer che ha imposto a  tutti i treni di passaggio da Prato la cosiddetta “marcia a vista”, per prevenire un possibile gesto inconsulto da parte della donna. Tutto questo mentre le pattuglie della Volante si recavano alla stazione. Qui, dopo aver individuato la donna al binario 6, alcuni agenti sono riusciti ad avvicinarla senza che lei se ne accorgesse, per poi bloccarla e metterla definitivamente in sicurezza. A quel punto è proseguita da parte dei poliziotti l’opera di convincimento nei confronti della 50enne, che alla fine ha accettato le cure del personale del 118 e il successivo ricovero in ospedale.

Bisca in una stanza del Golf Hotel: denunciati in sei per gioco d’azzardo dopo il blitz della polizia

Una bisca clandestina  è stata scoperta dalla polizia. Ma stavolta il gioco d’azzardo non veniva svolto in qualche anonimo appartamento o in un circolino, bensì in una delle stanze del Golf Hotel di via Traversa il Crocifisso. Il blitz delle Volanti è scattato sabato sera poco dopo le 23, dopo che gli agenti avevano raccolto informazioni sulla probabile pratica del gioco d’azzardo tra i clienti dell’albergo, che è gestito da cittadini cinesi. Così i poliziotti hanno fatto ingresso nella struttura effettuando, accompagnati dal personale dell’hotel, un controllo stanza per stanza. E in una delle camere dal secondo piano, effettivamente, hanno sorpreso sei cittadini cinesi intenti a giocare d’azzardo intorno ad un tavolo sul quale erano depositate le loro puntate, complessivamente oltre 7mila euro in contanti, poi sequestrati insieme a un mazzo di carte da gioco. I sei, con età che vanno dai 33 ai 41 anni, tutti regolari in Italia, sono stati quindi denunciati per il reato di partecipazione al gioco d’azzardo. Nei guai anche la direzione dell’hotel, visto che solo uno dei sei era stato registrato nell’elenco clienti dell’albergo.

Senza patente guida un’auto sottoposta a sequestro e priva di assicurazione: preso dopo l’inseguimento

Tenta di sfuggire a due agenti motociclisti della polizia municipale di Prato, ma viene riconosciuto e denunciato. E’ accaduto in via Cavour, dove un giovane albanese di 23 anni residente a Prato, alla guida di un’auto, scorti i due agenti tramite lo specchietto retrovisore, ha tentato di far perdere le sue tracce deviando improvvisamente la marcia in direzione di un garage a più livelli.
Gli agenti, insospettiti dalla manovra così repentina e riconosciuti l’auto ed il suo conducente, in quanto quest’ultimo era già stato fermato per guida senza patente e senza assicurazione, lo hanno seguito e poco dopo hanno rinvenuto l’auto abbandonata con la portiera ancora aperta. Il conducente non aveva fatto in tempo ad allontanarsi molto, dato che è stato individuato mentre tentava di nascondersi dietro alla porta di un’uscita di emergenza del garage. Vistosi braccato, al giovane albanese non è rimasto altro che ammettere che stava nuovamente guidando senza patente a bordo di un veicolo già sottoposto a sequestro perché circolava senza assicurazione.
Gli agenti della polizia municipale hanno pertanto proceduto a denunciarlo per guida senza patente e per violazione di sigilli e violazione degli obblighi di custodia, in quanto il veicolo sequestrato era stato affidato proprio al giovane albanese e lui stesso era incaricato di impedirne la circolazione.

Emergenza incidenti stradali: week end da dimenticare anche se per fortuna nessuno è rimasto ferito in maniera grave

E’ stato un fine settimana di superlavoro per gli agenti della polizia municipale che sono intervenuti in numerosi incidenti stradali, per fortuna nessuno con conseguenze gravi per le persone coinvolte, anche se in molti sono finiti al pronto soccorso.
Si comincia alle 19 circa di sabato, in zona Pratilia, quando un ciclista di cittadinanza nigeriana, con regolare permesso di soggiorno, è stato colpito alla rotonda di via Fiorentina in direzione via Valentini da un’auto, condotta da un cittadino italiano, che si stava immettendo sulla stessa rotatoria. Entrambi i conducenti sono risultati negativi agli accertamenti preliminari per stabilire lo stato d’ebbrezza alcolica, ma il cittadino nigeriano ha dovuto avvalersi delle cure sanitarie del pronto soccorso.
Alle 20 circa altro sinistro in zona Piazza Europa/via Tiziano dove un’auto, condotta da un cittadino italiano di 49 anni, è stata colpita mentre usciva dal parcheggio da un motociclo, condotto da un italiano diciottenne. Il motociclista, caduto a terra, è stato sottoposto a cure presso il pronto soccorso. Un’ora dopo circa, in viale Montegrappa, un diciassettenne italiano di Calenzano alla guida di un ciclomotore è caduto a terra ed è stato soccorso dal 118. Non è ancora chiara la dinamica e sono ancora in corso gli accertamenti di rito, tuttavia sembrerebbe che il ragazzo abbia urtato il cordolo posto a dividere le carreggiate, cadendo poi a terra.
Alle 23, sempre in viale Montegrappa, un’auto condotta da un italiano di 33 anni, uscita da un parcheggio, si è scontrata con l’auto condotta da un 28enne, che a seguito dell’impatto ha urtato un cassonetto Asm dell’immondizia finendo poi contro un’isola spartitraffico di via Fra Bartolomeo.
Nella notte fra sabato e domenica inoltre incidente spettacolare in viale Nam Dinh dove un’auto, condotta dau n pratese di 22 anni, con a bordo due passeggeri di 22 e 23 anni, si è ribaltata presumibilmente giunta all’altezza di viale della Pace. Nonostante gli ingenti danni al veicolo, praticamente distrutto, i coinvolti se la sono cavata con pochi graffi. Sul posto è dovuta intervenire la Sicurezza Ambiente al fine di ripulire la carreggiata dai liquidi oleosi dispersi dal veicolo.
Nella mattina di domenica altro sinistro in via Galcianese/via Colombo dove un’auto, condotta da un italiano di 64 anni ha urtato uscendo da un’area privata una bicicletta condotta da un cittadino algerino di 44 anni che percorreva la pista ciclabile. A seguito dell’impatto, il conducente della bicicletta ha riportato lesioni. Entrambi sono risultati negativi agli accertamenti volti a stabilire l’eventuale guida in stato d’ebbrezza alcolica.

Fiamme nel deposito della Cap a Poggio a Caiano: andati completamente distrutti due autobus

Un violento incendio è divampato alle prime ore di oggi in un deposito della Cap a Poggio a Caiano. Il rogo ha distrutto completamente due autobus e rischiava di propagarsi anche agli altri mezzi in sosta se non fosse stato per l’intervento dei vigili del fuoco, intervenuti con mezzi sia dal comando provinciale di via Paronese sia dal distaccamento di Montemurlo.
L’allarme è scattato alle 5 di stamani, quando alte lingue di fuoco si sono levate dal deposito, che si trova in via Lombarda. Sul posto, insieme ai vigili del fuoco, sono intervenuti anche i carabinieri. Le indagini, comunque, sono state affidate alla sezione di polizia giudiziaria dei vigili del fuoco che stamani hanno fatto tutti i rilievi del caso. Al momento le cause sono ancora da accertare, ma non è escluso che possa trattarsi di un rogo doloso. Resta il fatto che le fiamme potevano distruggere tutti i mezzi parcheggiati nel deposito e solo il pronto intervento dei soccorritori ha impedito che il bilancio finale fosse ancora più grave dei due autobus andati persi.

In fin di vita invalido di 64 anni, avvolto dalle fiamme scaturite dalla bombola d’ossigeno cui era attaccato

Un invalido di 64 anni è rimasto gravemente ustionato nel pomeriggio di oggi in un incendio che ha avuto origine dalla bombola dell’ossigeno a cui l’uomo era attaccato. Probabilmente lo scoppio e il conseguente rogo sono stati innescati da una sigaretta che l’invalido stava fumando. E’ accaduto intorno alle 15.30 di oggi in un’appartamento in via Attilio Spano 37. La vittima si chiama Paolo Marcello Marcelli e ha 64 anni. Adesso si trova ricoverato al Centro grandi ustionati di Pisa con ustioni di secondo e terzo grado sul 60% del corpo. Le sue condizioni sono molto gravi. A dare l’allarme è stato un vicino di casa, richiamato dalle urla della badante dello sfortunato anziano. Le fiamme avevano avvolto completamente il letto e la poltrona nella camera dell’uomo, che è stato investito in pieno. Sul posto è subito intervenuta una squadra dei vigili del fuoco del sistaccamento di Montemurlo, subito seguito da un mezzo del 118. I sanitari, viste le condizioni del ferito, hanno deciso di portarlo subito in ambulanza a Pisa. Ancora presto per dire con precisione cosa abbia innescato le fiamme. La stessa vittima, che nonostante le gravi ferite era cosciente, avrebbe comunque ammeso che stava fumando quando all’improvviso c’è stato lo scoppio e la fiammata. Fondamentale l’intervento dei vicini di casa che, prima ancora dell’arrivo dei soccorsi, sono riusciti a spegnere il fuoco addosso al malcapitato 64enne, le sui condizioni restano comunque molto gravi.

Oltre cento posti dietro la stazione saranno riservati alla sosta dei residenti: rimozione dell’auto per chi sgarra

In totale i posti lasciati all’esclusivo uso di chi abita sul retro della stazione centrale dovrebbero essere circa 110. La prima strada interessata dal provvedimento sarà via Benini, una strada senza sfondo ad angolo con viale Borgovalsugana, che sarà riservata per intero alla sosta dei residenti. I parcheggi di via Giannone e via La Pira saranno invece misti: da un lato parcheggi per gli abitanti del quartiere, dall’altro sosta libera per tutti coloro che frequentano l’area verde o che usufruiscono dei servizi della stazione centrale. Le novità comunque non finiscono qui. Nell’area è stata infatti prevista la rimozione forzata dei veicoli che sostano nei posteggi riservati ai residenti senza avere l’apposito permesso, categoria numero 16. Una scelta che dovrebbe rappresentare un deterrente per chi non vuole rispettare le nuove regole. In più in piazzale della Direttissima verrà vietata la sosta e il transito ai camper, che potrebbero trovare una nuova area adibita al parcheggio, anche notturno, in piazzale Landini, proprio accanto alla Questura. Il provvedimento è stato fortemente voluto dall’assessore Caverni, che esprime soddisfazione per “avere dato una risposta alle richieste dei residenti che lamentavano difficoltà di parcheggio”. E in più per “essere riuscito a dare ordine al piazzale della Direttissima”. Resta da verificare invece il possibile impatto delle nuova regolamentazione su pendolari e studenti.

Rifiuti gettati nei boschi e lungo le strade in Val di Bisenzio: scoperte altre due discariche abusive

Ancora discariche abusive nei boschi della Val di Bisenzio. Le ultime sono state scoperte lungo la strada che da Usella porta a Migliana e nella piazzola vicino alla strada del Tiro a Schignano, nel comune di Vaiano. Nel primo caso sono stati abbandonati grossi sacchi neri pieni di calcinacci e residui di demolizioni edili. Nel secondo, invece, si tratta di resti di cartongesso, anche in questo caso probabilmente provenienti da demolizioni. Dovrebbero essere stati abbandonati nel corso della notte, visto che ieri nessuno li aveva notati. Proteste, logicamente, da parte dei residenti con la lista La Città per noi che chiede maggiore vigilanza da parte delle autorità.

Bar e circoli della provincia presi di mira dai ladri: nella notte furti e “spaccate”

Dopo quello effettuato qualche sera fa, ieri notte si è ripetuto un raid ai danni dei circoli e dei bar della provincia. In almeno due casi, probabilmente, i furti sono stati tentati dalle stesse persone, vista la vicinanza dei locali presi di mira. Si tratta di una pizzeria alla Tignamica, dove sono stati rubati i soldi dalla cassa, e del circolo Arci di Usella. In questo caso i ladri hanno provato a sfondare la vetrina, con un mattone o forse con un casco da motociclista, ma sono riusciti solo a intaccarla, senza sfondarla del tutto. Quindi hanno dovuto desistere, anche perché il rumore aveva richiamato attenzione.
A Poggio a Caiano, invece, i responsabili del circolo Ambra si sono addirittura trovati faccia a faccia con i ladri. Uscendo dal locale, dove si erano intrattenuti, hanno trovato fuori alcuni individui con spranghe di ferro, che stavano per sfondare la vetrina. I ladri sono poi fuggiti a bordo di un furgone, mentre i responsabili del circolo hanno chiamato i carabinieri.

Vengono derubati dell’I-Phone ma si improvvisano detective e con la ricerca satellitare Apple fanno arrestare il ladro

Hanno subito il furto di un I-Phone e si sono messi sulle tracce del ladro, localizzandolo via internet grazie al sito di ricerca satellitare della Apple. I cittadini-detective sono due giovani cinesi, che ieri sera attorno alle 20,30, sono stati avvicinati da un nomade questuante all’interno di uno studio commerciale di via Colombo. Dopo che l’uomo si è allontanato, la 25enne cinese si è accorta che le era sparito il cellulare, del valore di circa 650 euro. Assieme al conoscente, la ragazza ha accertato tramite Internet che il proprio I-Phone si trovava in via Caduti del Lavoro. Qui i due orientali hanno notato la presenza di due camper con numerosi nomadi, fra i quali l’uomo che aveva sottratto il cellulare. La polizia, intervenuta sul posto, ha recuperato nei vicini giardini di via Colombo la custodia del telefono, e ha sequestrato, fra gli effetti personali del ladro, altri 4 I-Phone rubati, tutti con software cinese. L’uomo, un 25enne rumeno pluripregiudicato per reati contro il patrimonio, è stato fermato per i reati di furto aggravato e ricettazione.

Sequestra una prostituta e poi la rapina dopo averla minacciata con un coltello: a distanza di un mese lei lo riconosce e lo fa bloccare dalla polizia

Ha fatto salire una prostituta in macchina e sotto la minaccia di un coltello, le ha sottratto 200 euro, per poi scaraventarla fuori dall’auto con un pugno nel fianco. L’autore della rapina, avvenuta a inizio ottobre, è stato denunciato ieri notte dalla polizia, intervenuta in viale Fratelli Cervi su segnalazione della vittima, una 23enne albanese, che aveva riconosciuto l’uomo mentre percorreva in macchina la tangenziale. Le Volanti hanno imposto l’alt alla vettura e hanno trovato, nascosto dietro il sedile anteriore, un coltello a serramanico di porto illegale, lo stesso usato un mese prima per compiere la rapina. L’uomo, un 44enne pratese finora incensurato, è stato denunciato per sequestro di persona a scopo di estorsione e porto illegale di coltello. La prostituta è stata trattenuta in Questura per le verifiche dell’Ufficio Immigrazione sulla sua presenza in Italia.

Anziano attaccato e ferito da un caprone mentre è nel bosco a tagliare la legna: portato in ospedale

Brutta avventura per un anziano agricoltore di Vaiano. L’uomo, che ha 81 anni, nel pomeriggio di oggi era in un bosco in via di Rupille e stava tagliando della legna, quando è stato attaccato da un caprone, che era scappato da un vicino recinto che fa parte di un maneggio. L’animale ha scavalcato la rete di recinzione e, senza un apparente motivo, ha caricato l’anziano, che è stato colpito più volte dalle cornate dell’animale. Soccorso, lo sfortunato pensionato è stato prima portato alla sede della Misericordia di Vaiano, dove gli sono state riscontrate numerose ecchimosi ed ematomi in varie parti del corpo. Poi il medico, anche in considerazione del fatto che l’uomo è cardiopatico, ha deciso di trasferirlo in codice giallo al pronto soccorso dell’ospedale di Prato.

Minaccia la ex di pubblicare su internet le sue foto osè: operaio arrestato dai carabinieri per stalking

Ha assillato per mesi la sua ex, una badante straniera di 59 anni. Telefonate e messaggi, sia via sms sia via mail, dove minacciava di pubblicare su internet alcune foto osè della donna, scattate quando ancora la relazione andava bene. Ma adesso l’incubo per la donna è finito: durante la  notte l’uomo, un operaio di 54 anni, residente a Prato,  è stato arrestato dai carabinieri per stalking, dopo essere stato sorpreso in strada mentre inveiva verso le finestre dell’abitazione dove la donna presta servizio, in provincia di Firenze. Secondo quanto riferito, ad avvisare i carabinieri  è stata la proprietaria dell’abitazione, un’anziana signora. Al momento del fermo l’uomo aveva con sé il computer portatile, all’interno del quale gli investigatori avrebbero rinvenuto i numerosi messaggi di minacce inviati alla ex.

Detenuto evade mentre si trova nel parcheggio del tribunale: catturato dopo poco mentre fugge con ancora le manette ai polsi

Rocambolesco tentativo di evasione di un giovane detenuto libanese di 19 anni che, stamani verso le 10.30, è riuscito a scappare mentre gli agenti di polizia penitenziaria lo stavano facendo salire sul furgone dopo  un interrogatorio in tribunale. La fuga è avvenuta all’interno dell’area del palazzo di giustizia e il giovane, dopo essersi divincolato dalla presa degli agenti e averli colpiti, è fuggito con ancora le manette ai polsi, scappando in direzione della ferrovia e del Bisenzio. L’allarme è scattato immediatamente e nel giro di poco alcune pattuglie delle Volanti si sono messi sulle tracce del fuggitivo. E nel giro di mezzora il ragazzo è stato localizzato: stava camminando lungo i binari della ferrovia all’altezza dell’Interporto. I poliziotti lo hanno raggiunto e lui, probabilmente stremato per la fuga, non ha opposto resistenza. Nei suoi confronti è scattato un nuovo arresto per i reati di evasione, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Il 19enne si trovava in carcere da tre giorni dopo essere stato arrestato dai carabinieri che avevano eseguito un’ordinanza di custodia cautelare.

Indossa un paio di jeans sotto i suoi e prova a non pagarli, scoperto spintona l’addetto alla vigilanza ma viene bloccato e arrestato

Ha provato a rubare un paio di Jeans da Globo, spintonando una guardia giurata per guadagnarsi la fuga una volta scoperto. Protagonista un 24enne cinese clandestino. Il giovane, intorno alle 15.30 di ieri, era stato bloccato dal vigilante alle casse, in quanto la placca antitaccheggio si era inaspettatamente attivata dopo che l’uomo aveva passato la cassa pagando regolarmente due paia di jeans. A quel punto l’addetto alla sicurezza ha controllato meglio e ha scoperto che il giovane straniero aveva indossato un terzo paio di jeans sotto i suoi pantaloni. Durante le fasi di identificazione, l’uomo ha però spintonato il vigilante, scappando, ma è stato arrestato dagli agenti delle Volanti, nel frattempo intervenuti sul posto dalla vicina questura. Prima di arrendersi, il giovane cinese ha provato a scappare tra le auto del parcheggio ma è stato inseguito e acciuffato. L’accusa nei suoi confronti è di rapina impropria.

Smantellato maxi giro di spaccio di cocaina ed eroina: eseguite 26 misure cautelari. Le indagini partite da un esposto degli abitanti di San Paolo

E’ partita un anno e mezzo fa da un semplice esposto dei cittadini di San Paolo, che denunciavano il giro di spaccio nel quartiere, l’operazione antidroga della Squadra mobile che si è conclusa con arresti e altre misure cautelari per 26 persone, e l’emissione di altri 6 provvedimenti a carico di altrettanti latitanti.
L’indagine ha consentito di fare luce su un vasto giro di spaccio di cocaina ed eroina, gestito da cittadini albanesi e marocchini, con il coinvolgimento di alcuni italiani, che da clienti erano divenuti spacciatori. Fra questi anche una pratese di 23 anni, che nonostante la gravidanza, smistava eroina assieme al compagno. La droga, proveniente dall’estero e smistata nel milanese, arrivava nella zona fra Prato e Pistoia, dove veniva venduta al dettaglio. La polizia, che fra ottobre e gennaio scorso ha arrestato in flagranza di reato 13 spacciatori, ha sequestrato complessivamente tre chili di cocaina e mezzo chilo di eroina. Le indagini, che si sono sviluppate attraverso pedinamenti, appostamenti, intercettazioni telefoniche e ambientali, hanno dovuto fare i conti con le contromosse degli spacciatori, abili a cambiare di frequente utenze e cellulari, a usare comunicazioni via Internet, e a organizzare i passaggi di droga nei dedali dei vivai pistoiesi. Delle 26 misure cautelari sono 10 le custodie in carcere, altrettanti gli arresti domiciliari, 4 gli obblighi di dimora, e 2 gli obblighi di presentazione di fronte all’autorità giudiziaria.
Durante la conferenza stampa in Procura, il questore Filippo Cerulo e il dirigente della squadra mobile Francesco Nannucci hanno voluto ringraziare pubblicamente il sostituto commissario Mario Salinardi, per 30 anni attivo nelle indagini antidroga, che tra pochi giorni andrà in pensione.

La cucina era in uno dei bagni, i materassi a terra accanto alle taglia e cuci: sequestrato immobile a Santa Maria a Colonica

A rendere l’idea della situazione di degrado e di precarietà igienico sanitaria scoperta dalla polizia municipale, basta il fatto che la cucina era allestita nel bagno, mentre 14 giacigli improvvisati si trovavano a due passi dalle taglia e cuci. La scena è stata trovata ieri mattina dal personale dell’Unità Polizia edilizia e Contrasto al degrado urbano in un immobile di Santa Maria a Colonica durante un controllo di routine sull’ottemperanza dell’ingiunzione a demolire emanata dal Servizio Edilizia del Comune di Prato a seguito di un precedente intervento. I vigili hanno constatato che effettivamente le opere oggetto del pregresso accertamento erano state demolite dal precedente affittuario, ma l’attuale, un cinese di 28 anni, titolare di una ditta di confezioni, ha insediato indebitamente la propria attività nell’immobile ad uso uffici occupandone una porzione con le taglia e cuci e destinando il resto completamente ad abitazione, in assenza dell’ agibilità. Sono così stati rinvenuti 14 materassi ed altrettante reti e viveri in grande quantità: 3 sacchi di riso da 20 kg l’uno e 120 uova, mentre la cucina è stata individuata all’interno di un bagno. I macchinari sono stati sottoposti a sequestro amministrativo mentre per l’immobile è scattato il sequestro penale.

Cacciatore uccide un falco e tre fringuelli nei boschi di Cantagallo: sorpreso dalla polizia provinciale

Aveva abbattuto un falco e tre fringuelli, ma ora un cacciatore pistoiese rischia gravi sanzioni. L’uomo è stato sorpreso durante un intervento della polizia provinciale a tutela della fauna selvatica che è stato portato a termine nei giorni scorsi in località Monte Scalette, nel comune di Cantagallo, in un’area interessata dal “passo” degli uccelli che in questo periodo migrano verso le zone di svernamento. Il servizio predisposto fin dalle prime luci dell’alba dal corpo provinciale ha permesso di sorprendere un cacciatore che abbatteva un falco (gheppio), specie particolarmente protetta, e tre fringuelli, specie vietate, con un fucile da caccia che risultava non regolare.
Il cacciatore, residente in provincia di Pistoia, è stato denunciato alla Procura per i reati di uccisione di fauna particolarmente protetta e con mezzi non consentiti, e sanzionato per alcune violazioni amministrative. Adesso, in base alla legge nazionale sulla caccia, rischia per il solo abbattimento del falco, l’arresto da due a otto mesi o un ammenda che può arrivare fino a 2.065 euro, nonché la sospensione della licenza di caccia da 1 a 3 anni.
La polizia provinciale nel far presente che intensificherà i controlli a tutela della fauna selvatica protetta, specialmente in questo periodo di attività venatoria, sia con proprio personale, sia coordinando la vigilanza volontaria, ricorda la propria disponibilità a fornire informazioni e ricevere richieste o segnalazioni attraverso il numero di telefono 337-317977 o il sito internet della Provincia di Prato.

Ubriaco fa un incidente e finisce fuori strada, poi picchia tre vigili urbani e li manda in ospedale: arrestato, condananto e scarcerato

Ha mandato in ospedale tre vigili urbani, dopo aver fatto un incidente causato dal suo evidente stato di ebbrezza. Protagonista della poco onorevole impresa è stato un pratese di 42 anni che ieri sera verso le 22.50, mentre percorreva viale Unione Europea, ha perso il controllo della propria auto alla rotatoria centrale ed è uscito di carreggiata finendo nel fossetto laterale.
All’arrivo di una pattuglia dell’Unità operativa sinistri l’uomo è risultato in evidente stato di ebbrezza e ha cercato inizialmente di allontanarsi ma, raggiunto dagli operatori, dopo averli offesi e colpiti ripetutamente, causando a tre di loro lesioni guaribili rispettivamente in 4, 5 e 8 giorni, oltre ad alcuni danni all’auto di servizio, è stato arrestato e condotto in cella di sicurezza della Questura. Quì è stato denunciato per violenza e minaccia a pubblico ufficiale, lesioni personali volontarie plurime e rifiuto di accertamento della guida in stato di ebbrezza alcolica, oltre ad incorrere nella sanzione amministrativa accessoria del ritiro della patente di guida.
 Al processo, celebrato con rito direttissimo, è stato condannato a nove mesi di reclusione, pena sospesa condizionalmente, oltre che al risarcimento dei danni al veicolo di servizio e ai tre agenti che avevano riportato lesioni.

“Furto” di olive lungo la pista ciclabile, due consiglieri Pdl fanno intervenire la polizia municipale: “Affidiamo la cura degli olivi agli anziani”

Raccolta abusiva di olive lungo la pista ciclabile che costeggia il parco GiocaGiò. A scoprirla sono stati, ieri, due consiglieri di quartiere del Pdl, che si trovavano ai giardini con figli e nipoti: si tratta di Andrea Priolo, capogruppo alla Ovest, ed Elena Ganugi, consigliere alla Nord. I due, dopo aver visto un cittadino cinese che, con tutta l’attrezzatura del caso, stava svuotando uno dopo l’altro gli olivi, si sono informarti se fosse stato autorizzato a farlo, senza ricevere risposte. A quel punto Priolo e Ganugi hanno telefonato all’assessore Aldo Milone che ha mandato una pattuglia della polizia municipale a controllare. “Eravamo ai giardini io con mia figlia ed Elena con i nipoti – dice Priolo – quando la nostra attenzione è stata attirata da questo cinese che, con scaleo, bastone e secchi, stava riempiendo uno dopo l’altro tre sacchi di olive. Ci siamo avvicinati e gli abbiamo chiesto se fosse stato autorizzato ma lui non parlava italiano, o almeno fingeva di non saperlo, e ha continuato imperterrito nel suo lavoro. Così ho telefonato a Milone per chiedere delucidazioni”.
La pattuglia della polizia municipale ha poi portato il cinese al comando, visto che era privo di documenti. I tre sacchi strapieni di olive sono stati invece sequestrati. L’episodio ha poi fornito lo spunto a Priolo per proporre anche in altre parti della città quanto già esistente nella circoscrizione Est, dove gli olivi sono dati in custodia ad anziani con il compito di curarli e poi di raccogliere le olive. L’olio, una volta franto, spetta all’anziano “affidatario” con una piccola quota che va al Comune e viene utilizzata nelle scuole e nelle strutture assistenziali. “In questo modo – chiude Priolo – possiamo dare ai nostri anziani l’occasione di fare qualcosa di utile e al tempo stesso impedire situazioni imbarazzanti”.

Furti e rapine in serie nel Nord Italia, uno dei componenti della banda era domiciliato a Prato

Era domiciliato a Prato, un 31enne albanese arrestato assieme ad un connazionale e ad una cittadina romena dai carabinieri di Bolzano, con l’accusa di aver messo a segno 55 tra furti e rapine, all’interno di appartamenti in Alto Adige e in tutto il nord Italia. La base sarebbe della banda era tra Milano e Lodi. L’operazione ha consentito di recuperare cinque auto rubate, 10 mila euro in contanti e gioielli per 20 mila euro, computer e capi d’abbigliamento per un valore di 15 mila euro. L’operazione, che è ancora in corso, vede altre tre stranieri denunciati.

Maxi spesa da Decathlon ma senza pagare: in manette uno straniero che nascondeva tra i vestiti merce per 329 euro

Aveva fatto la spesa a Decathlon, rinnovando tutto il proprio guardaroba sportivo, ma non aveva nessuna voglia di pagare. Un georgiano di 34 anni, ieri pomeriggio, ha provato a uscire dal negozio nascondendo sotto i vestiti merce per un valore di 329 euro. Un addetto alla sorveglianza, però, si è insospettito vedendo il suo strano modo d’agire e così ha seguito con discrezione lo straniero, trovando via via lungo il tragitto le placche antitaccheggio che il ladro aveva rimosso dalla merce rubata. Quando il georgiano ha provato a uscire dalle casse senza fermarsi a pagare, l’addetto è intervenuto e lo ha bloccato, chiamando poi il 113 che ha inviato una Volante. Addosso il georgiano, che è clandestino ma ha già dei precedenti, aveva occultato numerosi capi di vestiario, un paio di occhiali da sole, una torcia e prodotti alimentari specifici per lo sport. I poliziotti lo hanno quindi preso in consegna, portandolo in questura dove l’uomo è stato arrestato con l’accusa di furto aggravato. Sequestrata la tronchesina con la quale aveva tagliato le placche antitaccheggio.

Bisca clandestina in una casa di via Berruti: i carabinieri sorprendono sei persone a giocare d’azzardo

Il troppo accanimento messo nel gioco ha fatto scoprire una bisca clandestina, allestita all’interno di un’abitazione di via Berruti. Sono state proprio le grida e i rumori che provenivano, questa notte, dalla casa ad attirare l’attenzione di una pattuglia di carabinieri del Nucleo radiomobile. I militari i sono fermati a controllare e, da una finestra aperta, hanno notato sei cinesi che stavano inequivocabilmente giocando d’azzardo intorno ad un tavolo, sul quale erano posate carte, svariati giochi di poker, alcolici e denaro contante. I carabinieri sono allora entrati in azione, facendo irruzione nell’appartamento. Alla loro vista i sei giocatori hanno provato a far sparire soldi e carte, mentre alcuni cercavano di fuggire via. Ma sono stati tutti bloccati, identificati e denunciati per concorso in gioco d’azzardo. I carabinieri hanno poi sequestrato un mazzo di carte da poker e numerose tessere per il gioco cinese del Majong.

Scoperto a San Giusto maxi dormitorio con tre cucine a servizio di altrettante aziende: sequestrato tutto l’immobile

La scorsa notte a San Giusto è stato posto sotto sequestro preventivo penale un capannone di circa 2mila metri quadrati a causa delle numerose irregolarità contestate durante il controllo effettuato dalla Squadra Interforze composta da carabinieri, polizia municipale, Direzione territoriale del Llvoro e Asl.
All’interno dell’immobile c’erano due stirerie e una confezione gestite da imprenditori di nazionalità cinese che avevano trasformato larghe parti dell’immobile ad uso abitativo, con una quarantina di dormitori e tre cucine distinte all’interno delle quali complessivamente sono state trovate 10 bombole di gas gpl da 15 chili l’una. Il fabbricato in precedenza era la sede di una storica ditta pratese che, a causa della crisi, si è riservata uno spazio minore, affittando tre magazzini residui a cittadini cinesi.
In totale sono 72 i macchinari sequestrati, tra i quali 14 con parti pericolose non protette, come rilevato dal personale specializzato della Asl. Mentre la Direzione Territoriale del Lavoro ha sospeso l’attività delle due stirerie per la presenza di numerosi lavoratori non in regola con l’assunzione, tra i quali anche alcuni clandestini. L’immobile nel suo complesso è stato sottoposto dalla polizia municipale a sequestro preventivo penale. I controlli hanno interessato anche un capannone di Montemurlo dove sono state riscontrate analoghe irregolarità che hanno portato alal sospensione dell’attività dell’azienda.

Incendio devasta nella notte il negozio di fiori al cimitero di Coiano: danni ingenti, forse è doloso



Quello che resta del negozio dopo l'incendio (foto Leonardo Nuti)

Il chiosco di fiori che si trova all’esterno del cimitero di Coiano è andato completamente distrutto nell’incendio divampato questa notte. Ingenti i danni, nonostante gli sforzi dei vigili del fuoco che hanno impiegato circa tre ore per domare le fiamme e mettere in sicurezza la zona. Il proprietario del chiosco è stato svegliato nel cuore della notte e ora è disperato: da circa un anno aveva inaugurato il negozio mentre fino ad allora stava con il furgone a vendere i fiori di fronte al cimitero.
L’allarme è scattato intorno alle 2.45 di questa notte. E’ stato il cane dell’abitazione che sorge vicina al negozio a svegliare la proprietaria che, sentendo l’animale abbaiare, si è affacciata. A quel punto le fiamme erano già alte. Nel giro di poco sono arrivate a Coiano le squadre dei vigili del fuoco del comando di via Paronese e del distaccamento di Montemurlo, che hanno subito cercato di circoscrivere l’incendio per evitare che si propagasse alle case vicine. Sembra che al momento dell’arrivo dei soccorsi la porta dell’esercizio fosse aperta con un carrello di piante gettato in strada. La circostanza farebbe pensare dunque ad un rogo doloso, forse ad un atto vandalico. All’interno del negozio è bruciato praticamente tutto. Il proprietario ha detto di non aver ricevuto mai minacce. Annerite dal fumo anche le pareti del cimitero e alcune tombe.

Giovanni Luchetti e altri due professionisti pratesi coinvolti nell’inchiesta sui finanziamenti al Giornale della Toscana di Verdini

Giovanni Luchetti

Ci sono anche tre pratesi fra i 25 indagati dalla Procura di Firenze nell’ambito dell’inchiesta sui finanziamenti pubblici alle società editrici del Giornale della Toscana e di Metropoli. Si tratta di Giovanni Luchetti, consigliere provinciale del Pdl e presidente di Sori, dell’altro commercialista Stefano Conti e del ragioniere Gianluca Lucarelli, tutti e tre sindaci revisori della cooperativa Nuova Editoriale, che possiede il 51% della Società Toscana edizioni, editrice appunto dell’edizione fiorentina de Il Giornale.

Secondo la procura e gli investigatori del Ros di Firenze e del nucleo di polizia valutaria della guardia di finanza di Roma, gli indagati, fra cui il coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini, avrebbero creato una cooperativa ad hoc ma fittizia, la Nuova Editoriale, per farle acquistare il 51% della Società Toscana edizioni. Tutto ciò al solo scopo di avere i requisiti previsti dalla legge per ottenere i finanziamenti pubblici, calcolati in 27 milioni negli ultimi 10 anni, fra il quotidiano e il settimanale.
Secondo l’accusa, che procede per truffa aggravata ai danni dello Stato, ad eccezione di due persone – le quali erano già dipendenti della Società Toscana Edizioni – nessuno dei soci ha mai lavorato per la cooperativa. Di parere opposto l’avvocato Marco Rocchi, il legale di Verdini, che parla di un equivoco. Secondo la difesa la Nuova editoriale essendo una cooperativa editoriale, non avrebbe bisogno di avere soci lavoratori. Agli indagati sono stati sequestrati beni per oltre 10 milioni di euro. Giovanni Luchetti per il momento preferisce non commentare. Riccardo Mazzoni, storico direttore del Giornale e oggi a capo del settore editoriale, parla di una “persecuzione nei confronti di Denis Verdini, che rischia di far perdere il lavoro a 25 persone tra giornalisti e poligrafici”.

Bambi rischia di morire incastrato in una inferriata, arrivano i vigili del fuoco e lo liberano

Questa volta Bambi ce l’ha fatta, grazie all’aiuto dell’uomo. Un cerbiatto è stato infatti salvato nel pomeriggio di oggi dopo che era rimasto incastrato nell’inferriata della ringhiera di recinzione di una casa in via Bellosguardo a Popigliano, sopra La Briglia, nel comune di Vaiano. La povera bestiola era riuscita a passare con la testa e con le zampe anteriori ma poi si era incastrata con il corpo e non riusciva più a muoversi. Nel giro di poco rischiava di morire. Per fortuna proprio di lì è passata una persona che abita a Schignano e che stava facendo una passeggiata. L’uomo ha sentito i mugolii disperati dell’animale, è andato a vedere e ha subito dato l’allarme. Sul posto è così arrivata una squadra dei vigili del fuoco del distaccamento di Montemurlo, insieme alla guardia venatoria. E’ stata allargata l’inferriata in modo da consentire al cerbiatto di liberarsi. Poi l’animale, che tutto sommato è in buone condizioni, è stato preso in consegna dalla Venatoria per essere curato.

Blitz in una palazzina di via Zipoli: scoperti bisca, affittacamere e internet point abusivi. Nel parapiglia ferito un poliziotto

Una bisca clandestina, un affittacamere e un internet point abusivi. È quanto ha scoperto la polizia in una palazzina di via Zipoli, ispezionata nell’ambito dei controlli per contrastare il gioco d’azzardo. All’interno di un appartamento gli agenti hanno trovato una stanza adibita ad internet point e quattro sale per la bisca clandestina, con tavoli da gioco, carte da poker e mahjong, che sono state sequestrate assieme a 5500 euro di puntate. Ben 26 i cinesi trovati all’interno dei locali; gli agenti ne hanno denunciati sei per il reato di gioco d’azzardo aggravato dallo stato di clandestinità. L’appartamento è stato sequestrato.
I controlli si sono poi estesi agli altri piani dell’edificio, riscontrando la presenza di un’attività di affittacamere abusivo, per la quale è stato informato il comando della polizia municipale. Fra i sei cinesi presenti, di cui tre clandestini, c’era anche un 44enne colpito da ordine di carcerazione, che è stato fermato. Durante i controlli, in via Zipoli si è creato un assembramento di orientali, che ha richiesto l’intervento delle Volanti. Al momento del blitz nella bisca, alcuni cinesi hanno tentato la fuga spintonando gli agenti. Un poliziotto è stato portato al pronto soccorso e ha riportato contusioni guaribili in 10 giorni.