Doppio appuntamento con Malaparte oggi alla biblioteca Lazzerini: si presentano due volumi dedicati al “maledetto toscano”

Curzio Malaparte

Si rinnova l’appuntamento dedicato alla critica malapartiana con un nuovo evento che intende mettere in luce aspetti significativi e spesso inediti dell’opera e della vita del nostro “maledetto toscano”, tra gli interpreti più singolari del Ventesimo secolo.

“Il Novecento di Malaparte”: questo il titolo dell’iniziativa promossa dall’assessorato alla Cultura del Comune di Prato e dalla Biblioteca comunale Lazzerini che si terrà oggi pomeriggio, sabato 29 ottobre, alle 17.30 nella Sala Conferenze “R. Berti” della Biblioteca (Via Puccetti, 3). Un’occasione speciale per esplorare nuovi orizzonti sul grande scrittore e intellettuale pratese con la presentazione delle ultime pubblicazioni a lui dedicate: “Malaparte scrittore di guerra”, il volume di Enzo R. Laforgia, e “Malaparte, vies et légendes”, l’ultimo libro di Maurizio Serra.
A dare avvio all’incontro sarà il giornalista Umberto Cecchi, che illustrerà il nuovo interessante contributo a firma di Enzo R. Laforgia, autore di un altro volume su Curzio Malaparte dal titolo “Viaggio in Etiopia e altri scritti africani”, pubblicato nel 2006. Nel suo nuovo saggio, edito da Vallecchi, Laforgia ricostruisce, alla luce di numerose fonti archivistiche, l’attività del Malaparte corrispondente di guerra tra il 1940 e il 1943 e gli esiti editoriali di questa sua esperienza che lo vide inseguire il dilagare del conflitto, nella duplice veste del combattente e del giornalista. Un libro fondamentale, da cui emerge il ritratto di un Malaparte scrittore-giornalista che seppe raccontare come pochissimi altri suoi contemporanei la tragedia della guerra totale, essendo attore e testimone d’eccezione.
Se il volume di Laforgia approfondisce l’aspetto del Malaparte scrittore di guerra, “Malaparte, vies et légendes” di Maurizio Serra accende i riflettori sull’intera avventura esistenziale di Malaparte, uomo, scrittore e personaggio. Sarà François Livi, uno dei massimi esperti dell’opera malapartiana e docente di Letteratura e Cultura Italiana all’Università La Sorbonne di Parigi, a presentare quest’opera che tanto successo ha riscosso in Francia aggiudicandosi il Premio Goncourt 2011. Si tratta della biografia più ampia e documentata che sia mai stata dedicata a Curzio Malaparte, e scritta espressamente per il pubblico francese da Serra, attualmente ambasciatore d’Italia all’Unesco. Pubblicato dalla casa editrice Grasset, il volume ripercorre la vita dell’autore di “Kaputt” e “La pelle”, partendo spesso da documenti inediti e sgombrando il campo dagli stereotipi che hanno a lungo ostacolato la comprensione della sua opera e della sua figura. Una biografia tutta nuova non ancora tradotta in Italia, un’operazione culturale fuori dal comune, che in quasi 650 pagine propone una visione dell’arcitaliano per eccellenza, come di un uomo di “respiro autenticamente internazionale”.

Alla Lazzerini inaugura oggi “Soglie”: Giovanni Nuti mescola pittura, scultura e poesia in un mix intrigante

L’assessorato alla Cultura del Comune di Prato, con la collaborazione della Associazione Terrena, propone, da oggi 28 ottobre al 11 dicembre, nella Galleria espositiva della Biblioteca Lazzerini, una mostra di opere di Giovanni Nuti dal titolo “Soglie”. Si tratta di lavori in cui pittura, scultura e poesia intrecciano i loro destini; emblematico è il riferimento alla poetica di Rilke. “Soglie” sono allusioni ad un altrove che l’artista pone a proprio fondamento. L’iniziativa è inserita nel progetto “Nuti a Prato”, che prevede la contemporanea esposizione di pittura del fratello Francesco, all’Opifico JM, ed altre iniziative a lui dedicate. La mostra sarà inaugurata oggi venerdì 28 ottobre, alle 18.
Giovanni Nuti vive e lavora a Prato. Alla professione di medico, specializzato in omeopatia, fino dagli anni settanta ha affiancato una ricerca artistica articolata tra arti figurative, musica e poesia. Ha realizzato colonne sonore per i film di Franco Colella, JanPierre Durier, Fabrizio Ugo Giordani, Francesco Nuti, Enrico Oldoini, Maurizio Ponzi e Giovanni Veronesi; commenti musicali per il teatro di Mario Rellini. Nel 1986 gli viene assegnato il “Ciak d’Oro” per la migliore canzone originale del film “Tutta colpa del paradiso”; nel 1987 il “Nastro d’Argento” per la migliore musica originale del film “Stregati”. Come pittore ha al suo attivo mostre personali e collettive. La mostra è visitabile negli orari di apertura della biblioteca: lun. 14-20,30; mar. mer. ven. sab. 9-20,30; giov. 9-23; dom. 9-13

Il concerto di Andrea Macinanti chiude stasera in Duomo la rassegna dedicata alla musica d’organo

Sarà il maestro Andrea Macinanti a concludere la rassegna musicale dedicata alla musica d’organo. Stasera, martedì 25 ottobre alle 21,15, in cattedrale il musicista, tra i più apprezzati esecutori di Marco Enrico Bossi, eseguirà sull’organo Ruffatti musiche di Tebaldini, Giarda e anche Bossi, del quale sta finendo di incidere l’opera omnia per l’etichetta Tactus. Si tratta di un concerto che vede come protagonista uno dei maggiori esecutori del panorama organistico mondiale. Macinanti si è esibito anche in Giappone, Russia e Stati Uniti e nel 2005 è stato insignito dall’ex Presidente della Repubblica Azelio Ciampi del titolo di Cavaliere al merito.

Un pratese ha scoperto i segreti della Cupola del Brunelleschi: svelato un segreto vecchio di secoli



I segreti della cupola di Santa Maria del Fiore, il duomo di Firenze, sono stati svelati in un una conferenza tenuta dal professor Massimo Ricci alla biblioteca Lazzerini di Prato che attribuisce il merito ad un pratese, contemporaneo di Brunelleschi. “Giovanni di Gherardo fu il primo scopritore della regola di costruzione” riconosce lo studioso. Tutti i particolari nel video del Tg di Tv Prato.

Vernio, domani la presentazione della ristampa anastatica della “Vita della Beata Berta”

E’ stata pubblicata in copia anastatica la “Vita della Beata Berta dei conti Alberti già Signori di Vernio”: un’opera agiografica che vide la luce nel 1685 dalla penna del sacerdote fiorentino Antonio Del Casto e che oggi ripropone ai bibliofili, agli studiosi e a tutta la gente di Vernio questa figura nobile per natali e per stile di vita, vissuta nel XII secolo. L’elegante ristampa è frutto della compartecipazione di Giampiero Guarducci, bibliofilo e storico pratese, e l’antica Compagnia dell’Aringa di Vernio, col patrocinio del comune valbisentino.
L’opera ripercorre la vita di Berta, badessa di Cavriglia nata agli inizi del 1100 e proclamata Beata per le grandi virtù dimostrate, un personaggio che, essendo nata nei territori che furono dei Cadolingi e poi degli Alberti, ha contribuito in maniera fondamentale a dar lustro alla storia del comune di Vernio.
“Con questa ristampa – si legge in una nota del Comune – si contribuisce a rispolverare un importante tassello della nostra storia locale, a tramandare le nostre tradizioni e le nostre radici. Il libro rappresenta infatti non solo uno spaccato ricco di significato relativo alle vicende storiche del territorio di Vernio, ma anche un documento importante sotto il profilo letterario e turistico”.
Diana Toccafondi, soprintendente archivistico per la Toscana, presenterà l’opera Sabato 22 ottobre alle ore 17 nella bella cornice dell’oratorio di S. Niccolò a S. Quirico di Vernio. Alla presentazione parteciperanno inoltre il sindaco del Comune di Vernio, Paolo Cecconi, il vicesindaco Paolo Lucarini, il Vescovo di Prato monsignor Gastone Simoni, l’Abate di Vallombrosa Dom Giuseppe Casetta, lo storico Giampiero Guarducci e il vice presidente della Compagnia dell’Aringa Chiara Calzolari.

A palazzo Vestri in mostra le opere di Antonio Natale: l’arte impressa sulle banconote fuori corso

Si inaugura questa sera (venerdì 21 ottobre) alle 21 a palazzo Vestri la mostra di Antonio Natale, “Fuori corso”. L’allestimento, promosso dalla Provincia e dal Centro Risorse – Formazione e Intervento in Psicologia, sarà visitabile fino al 4 novembre. La mostra sarà aperta sabato 22 e domenica 23 ottobre dalle 16 alle 19.30 e nei giorni seguenti secondo gli orari di apertura di palazzo Vestri.
Dopo aver lasciato Foggia e aver girato l’Europa per conoscere gli espressionisti nordici, Antonio Natale ha trovato la sua personale strada dipingendo sulle banconote. L’artista stravolge il significato della carta moneta, offrendole però una seconda vita come opera d’arte. Da dieci anni Antonio, in viaggio attraverso il mondo, ritrova banconote fuori corso nei mercatini o ne acquista presso collezionisti. La sua ultima banconota è dedicata agli emigranti del Belgio e la prima è un dollaro su cui Washington è travestito da Marilyn Monroe.

Inaugura oggi a palazzo Buonamici la mostra “L’intruso”, retrospettiva sull’opera dell’artista valbisentino Marco Zeloni



“Marco Zeloni ha la capacità di trasmettere nei suoi tratti decisi, che vincono i limiti della tela, una realtà che non è quella palese ma una più alta e profonda rivelazione dell’animo umano.” Così l’assessore provinciale alla Cultura Edoardo Nesi presenta l’opera dell’artista pratese, originario di Vernio, di cui si inaugura oggi, giovedì 20 ottobre alle 18 nella sala Ovale di palazzo Buonamici, la mostra “L’intruso”.
Una retrospettiva che si compone di una ventina di quadri realizzate nell’arco della quasi trentennale attività di un artista schivo, controcorrente, inquieto e sognatore che ha disseminato le sue opere di religiosità ma anche di inquietudini dolorose. Prematuramente scomparso nel 2005 Marco Zeloni realizzava le sue tele nello studio di Poggiole, un rifugio umano e artistico, dove hanno visto la luce tutti i suoi quadri, compreso “Incompiuto” – l’immagine simbolo scelta per il catalogo -, un’opera che mostra la svolta creativa e la sua riconoscibilità artistica ma che purtroppo è anche il suo ultimo lavoro.
La mostra, a ingresso libero, rimarrà aperta fino al 16 novembre con orario: feriali 9/19; festivi 10/13 e 16/19,30. Il catalogo, edito da Piano B, è curato dall’ufficio Cultura della Provincia. Nel video del Tg di Tv Prato l’inaugurazione della mostra.

Museo Civico, stabilite le linee guida che saranno da base per la gara di affidamento: sarà una struttura flessibile con molte applicazioni multimediali

L'assessore alla Cultura Anna Beltrame

Un museo flessibile, innovativo grazie alle nuove tecnologie, capace di valorizzare la straordinaria collezione del civico, ma anche di promuovere Prato, offrendo ai cittadini e ai turisti attraverso le applicazioni multimediali la possibilità di sguardo sull’intero patrimonio artistico del territorio.
Sono queste le linee guida per l’allestimento del nuovo museo civico, messe a punto su indirizzo dell’amministrazione comunale dalla speciale commissione tecnica formata da Marco Ciatti, Cristina Gnoni, Filippo Guarini, Maria Pia Mannini e Fabrizio Moretti, affiancati dai dirigenti del Comune Paolo Bartalini e Rosanna Tocco. Queste ‘prescrizioni’, approvate dalla giunta nella seduta di ieri, saranno la base per la gara che dovrà individuare il pool di professionisti chiamati a realizzare il progetto di allestimento complessivo. Si tratta di un bando di concorso di progettazione diviso in due fasi: la prima di tipo “esplorativo”, che scatterà nel giro di pochi giorni, finalizzata alla ricerca di professionisti con particolari caratteristiche che saranno selezionati per partecipare alla seconda fase, quella del concorso vero e proprio. L’obbiettivo del Comune è arrivare all’inaugurazione entro il 2013.
“Riaprire il Museo Civico, che è chiuso dal 1998, è una priorità di questa amministrazione – è il commento del vice sindaco Goffredo Borchi e degli assessori alla cultura e ai lavori pubblici, Anna Beltrame e Roberto Caverni. Sarà un punto di svolta per la capacità di attrazione turistica della città, ma anche una straordinaria occasione di arricchimento culturale per i pratesi e di rilancio del centro storico. Il nuovo allestimento punta sulla flessibilità nell’uso degli spazi e sull’innovazione tecnologica, per un museo che sappia raccontare al più vasto pubblico possibile la ricchezza del nostro patrimonio artistico. Ringraziamo la commissione che in questi mesi ha tradotto nelle linee di guida gli indirizzi dell’amministrazione, lavorando con professionalità, passione e senza compensi”.
L’ordinamento del nuovo Museo Civico segue il criterio cronologico e valorizza le opere più significative della collezione, selezionate dalla commissione. Il piano terra è destinato alla zona di accoglienza dei visitatori e alla storia della città, del palazzo e delle collezioni, che verrà raccontata attraverso supporti multimediali e l’esposizione di oggetti simbolici; le due grandi sale che si affacciano sulla piazza saranno invece dedicate alle mostre temporanee. Al primo piano saranno esposte le opere del Tre e Quattrocento, con particolare riguardo ai Lippi. Il secondo piano ospiterà le opere che vanno dal Cinquecento al Settecento, il terzo sarà dedicato all’Ottocento e al Novecento, con uno spazio per le sculture del Bartolini e per le opere di Lipchitz recentemente donate al Comune. Il recupero degli spazi del Monte dei Pegni, delle ex Carceri e di Palazzo Valentini permetterà in un secondo tempo l’ampliamento del percorso espositivo e delle funzioni museali, con uffici, aule didattiche, sale convegni. Il nuovo museo sarà dotato di inovativi apparati informativi e di comunicazione: in tutti i locali sarà realizzata una rete wi-fi e saranno disponibili, in vari punti della struttura, postazioni di tipo touch screen; ad ogni opera sarà apposto un QR code che ne consentirà la descrizione attraverso iPad da consegnare ai visitatori, in alternativa a telefonini o altri terminali multimediali.

Nella sala Ovale di Palazzo Buonamici la retrospettiva dedicata all’artista valbisentino Marco Zeloni

E’ dedicata all’artista toscano Marco Zeloni la retrospettiva “L’intruso” che la Provincia di Prato allestisce nella sala Ovale di Palazzo Buonamici e che sarà inaugurata il 20 ottobre. Hanno presentato questa mattina l’iniziativa il presidente della Provincia Lamberto Gestri, insieme all’assessore alla Cultura della Provincia Edoardo Nesi e l’assessore alla Cultura di Vernio Fabiano Falconi.
Un artista schivo, controcorrente, inquieto e sognatore che ha disseminato le sue opere di religiosità ma anche di inquietudini dolorose, rappresentando spesso una umanità dispersa e dolente. Di Marco Zeloni, originario di Vernio e prematuramente scomparso nel 2005, ora la Provincia promuove una retrospettiva che si compone di una ventina di quadri realizzate nell’arco della quasi trentennale attività. “Con questa nuovo allestimento Palazzo Buonamici torna ad aprirsi all’arte, ancora una volta la sede istituzionale della Provincia si conferma palazzo aperto ai cittadini e alla comunità, casa di tutti e luogo accogliente per l’espressione artistica e i suoi protagonisti” ha ricordato Gestri nel presentare la mostra. “I quadri di Marco Zeloni mostrano la straordinaria sensibilità di un artista importante e talentuoso che dovrebbe essere conosciuto anche al di fuori dell’ambito locale – ha sottolineato Nesi – La forza della sua arte è evidente e merita di sfuggire all’ingiustizia dell’oblio che spesso colpisce gli artisti.” I dipinti di Zeloni, realizzati nello studio di Poggiole a Vernio, un rifugio umano e artistico, proiettano la sua impronta di uomo moderno e irrequieto che è ben sintetizzata dall’immagine scelta per il catalogo: “Incompiuto”, una tela che mostra la svolta creativa dell’autore e la sua riconoscibilità artistica ma che purtroppo è anche la sua ultima opera. “C’è la volontà di dare continuità al suo lavoro e alla sua arte – ha detto Falconi – dopo l’allestimento della scorsa estate a Montepiano, e questa mostra, abbiamo già ricevuto richieste da parte di altre istituzioni, fuori dalla provincia, che sarebbero interessate a ospitare le sue tele.” Nel frattempo si sta già avviando a conclusione la realizzazione di un ‘film d’arte’ su Marco Zeloni, del quale, in occasione dell’allestimento, sarà proiettato il trailer.
La mostra sarà inaugura il prossimo 20 ottobre alle 18 e rimarrà aperta fino al 16 novembre con orario: feriali 9/19; festivi 10/13 e 16/19,30. L’ingresso è libero. Il catalogo, edito da Piano B, è curato dall’ufficio Cultura della Provincia.

I segreti di Brunelleschi svelati da un pratese già nel 1425: incontro sulla pergamena di Giovanni di Gherardo da Prato

Con la sua bellezza attira da secoli lo sguardo di visitatori da tutto il mondo. La Cupola del Duomo di Firenze affascina. Da sempre. Ma come fa a stare su così imponente e leggiadra? E’ un antico mistero quello che ruota intorno al capolavoro di Brunelleschi che ha sempre colpito sia per la sua particolare e innovativa tecnica costruttiva che per le sue incredibili dimensioni. Da decenni i maggiori studiosi di architettura ed équipe di esperti s’interrogano per capire come sia stata realizzata, e accesi sono i dibattiti sul “magico artificio” che ha permesso l’eccezionale risultato che è davanti agli occhi di tutti da secoli.
Eppure, non serve ricorrere alla più avanzata tecnologia. Perché il segreto in questione sarebbe custodito attraverso i secoli da un’antica pergamena, “la pergamena di Giovanni di Gherardo da Prato”. Una scoperta che giovedì 20 ottobre alle 21 sarà illustrata dal professor  Massimo Ricci nella Sala Conferenze “R. Berti” della Biblioteca Lazzerini (Via Puccetti, 3) in un incontro da non perdere, con l’occasione di scoprire un illustre pratese, forse per tanti ancora sconosciuto: Giovanni di Gherardo Gherardi, o più brevemente Giovanni da Prato come lo chiamavano i suoi contemporanei.
Questo illustre letterato e architetto collaborò alla costruzione della Cupola di Santa Maria del Fiore, rendendosi protagonista di importanti vicende che lo videro in competizione con Filippo Brunelleschi. La sua pergamena del 1425, conservata oggi presso l’Archivio di Stato di Firenze, è l’unica testimonianza grafica e tecnica della grande opera in fase di realizzazione arrivata fino a noi. Nota da circa due secoli, mai nessuno sinora è stato in grado di interpretarne disegni e contenuti. Nella sua trentennale ricerca sulla Cupola del Brunelleschi, Massimo Ricci, docente di materiali ed elementi costruttivi all’Università di Firenze ed esperto Unesco di Restauro di Monumenti, è riuscito per la prima volta nella storia a decifrare questo importante documento storico, pubblicando i risultati dei suoi studi. Studi che dimostrano come la pergamena sia la prova evidente che Giovanni da Prato avesse capito il sistema di costruzione della Cupola, che Brunelleschi circondò di un profondo segreto.
E proprio a Giovanni da Prato Massimo Ricci ha dedicato il libro dal titolo “Il fiore di Santa Maria del Fiore”, in cui la pergamena rappresenta la prova fondamentale della sua ipotesi sul misterioso sistema costruttivo di Brunelleschi.

Al Ridotto del Politeama Alberto Batisti ci guida nella terza tappa del viaggio nell’affascinante mondo della musica classica

E’ in programma stasera, giovedì 13 ottobre, il terzo appuntamento con “Chi ha paura della musica classica?”, il piccolo corso di guida all’ascolto con Alberto Batisti che sta registrando un grosso successo ed è promosso dall’assessorato alla Cultura del Comune in collaborazione con Rete Toscana Classica.
Al Ridotto del Politeama, a partire dalle 21.15, ci sarà quindi un’altra lezione da non perdere: il direttore artistico della Camerata con la sua cultura non solo musicale, la sua straordinaria capacità divulgativa e la sua ironia,  riesce a trasmettere grandi emozioni e a spiegare i codici elementari per poter gustare e capire il linguaggio della musica. Nelle sue formidabili lezioni Batisti si avvale di materiali sonori dell’archivio di Rete Toscana Classica, che conta oltre 20mila cd, e si esibisce al pianoforte.
Ogni incontro ha al centro uno dei generi principali della musica strumentale, dalla sinfonia al poema sinfonico, passando per il concerto e la sonata, con ascolti guidati e un’introduzione ai fondamentali del linguaggio musicale. Gli incontri sono indirizzati a un pubblico già interessato all’argomento, così come a persone totalmente digiune della materia: la conquista degli strumenti di comprensione per il grande repertorio della musica d’arte di ieri e di oggi è uno straordinario arricchimento, che permette di stabilire una consuetudine con l’opera formidabile di musicisti come Bach, Mozart, Beethoven, Schubert, Brahms, per non citare che alcuni dei più celebri.
Il prossimo e ultimo appuntamento è in calendario giovedì 20 ottobre ma, visto l’apprezzamento dell’iniziativa, altri cicli di lezioni saranno organizzati in futuro. Grazie alla guida di Batisti è possibile apprezzare ancora di più la bellezza della musica e avvicinarsi alla Camerata, per la cui stagione concertistica è in corso la campagna abbonamenti.

Ultimi giorni per visitare la mostra “Echi preziosi” sui capolavori dell’arte sacra a Prato: a fine settembre i visitatori erano stati 4mila

Chiude i battenti la mostra  “Prato, echi preziosi. Donatello, Lippi e capolavori del Sacro” allestita nel Museo dell’Opera del Duomo e nel Museo di Pittura Murale e organizzata da Comune, Diocesi e Fondazione Cassa di Risparmio. Tanti visitatori per questo evento espositivo che ha fatto registrare fino al mese di settembre più di 4mila presenze.
Domenica 16 ottobre, ultimo giorno della mostra, apertura straordinaria a ingresso gratuito dalle 16 alle 19 e visita guidata alle 16,30 (prenotazioni Servizio Cultura del Comune: 0574 1835028 -25). Sarà quindi l’ultima occasione per ammirare nel suggestivo allestimento del Museo di Pittura Murale gli stupendi 20 stendardi in seta dipinti da Gregorio Pagani, pittore allievo di Santi di Tito, custoditi per secoli dalle suore di clausura del convento di San Clemente e sottoposti ad un complesso restauro finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Prato. Insieme a questi sono esposte opere d’arte sacra di rara bellezza, come  l’imponente Polittico Serristori di Mariotto di Nardo e nel Museo dell’Opera del Duomo il bellissimo capitello in bronzo di Donatello e Michelozzo, fuso nel 1433 da Maso di Bartolomeo e dallo stesso Michelozzo, posto alla base dell’originale pulpito esterno della Cattedrale.
Dell’esposizione ha fatto parte anche il prezioso crocifisso di Filippino Lippi, che il Comune ha acquisito nel 2010 e che dal  4 ottobre è esposto nella mostra dedicata al pittore pratese alle Scuderie del Quirinale a Roma insieme alla predella dipinta con Fra Diamante e alla Pala dell’Udienza, tutte della collezione comunale. La mostra che si intitola appunto “Filippino Lippi e Sandro Botticelli nella Firenze del ‘400” resterà aperta fino al 15 gennaio 2012 e racconta il cammino artistico di Filippino, nato a Prato nel 1457 dalla relazione di Filippo Lippi, frate carmelitano e celeberrimo pittore, con la bellissima suora Lucrezia Buti, del convento pratese di Santa Margherita. Un percorso a tappe che, partendo dagli esordi di Filippino nella bottega del Botticelli, dopo la morte del padre a Spoleto, è scandito dalle opere che testimoniano la sua grandezza, in un intreccio di vita e arte segnato da committenze e incontri nella Firenze dominata da Lorenzo il Magnifico e dal Savonarola e nella Roma dei papi.
“La mostra Echi preziosi chiude con un bilancio senz’altro positivo – commenta l’assessore alla cultura Anna Beltrame -  grazie alla collaborazione fra Comune, Diocesi e Fondazione Cassa di Risparmio. E’ un esperienza che speriamo di ripetere in seguito con altre mostre per valorizzare il patrimonio pratese. Intanto, la ricchezza delle collezioni del Museo civico è testimoniata dalle molte opere che ci vengono richieste in prestito. Le opere di Filippino a Roma fanno veramente bella mostra di sé e invogliano a visitare Prato, la città dei Lippi.”

Il giovane pratese Tommaso Cocchi protagonista a Salonicco alla Biennale dei Giovani Artisti

E’ Tommaso Cocchi il giovane artista pratese che rappresenterà la città di Prato alla XV edizione della Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo che è stata appena inaugurata a Salonicco e resterà aperta fino al 6 novembre.
Il giovane artista è stato selezionato a seguito di un bando pubblicato  dall’assessorato alla Cultura del Comune e a Salonicco esporrà una propria composizione legata al tema della manifestazione – Symbiosis – dal titolo “Tela Totius Terrae”. L’opera presentata è costituita da 345 foto, scaricate da internet, che vanno a formare l’immagine di una nave, riconducibile ad un mosaico tutt’ora esistente nel Piazzale delle Corporazioni di Ostia. La selezione fotografica, realizzata tramite l’introduzione di parole chiave nella ricerca come “mediterraneo”, “rivolta”, “dittatura”, “vacanza”, offre uno spaccato di informazioni visive tra le più differenti e disparate. L’opera vuole così evidenziare come il web sia ormai diventato l’unico sincero spazio della libera condivisione, dello scambio di pensiero, di informazioni e valori che possano evocare una concreta “simbiosi”.
Tommaso Cocchi è nato a Prato nel 1987 e si è diplomato in pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna nel 2010. Nel 2008 ha partecipato all’esposizione di pittura “Maggio fiorito” alla Fortezza di Cento con il lavoro “Foto riverbero” e alla mostra “Sound art by sound artist” curata da John Duncan negli spazi espositivi dell’Accademia di Belle Arti di Bologna con il video “Twilight for a single ride”. Ha preso parte, nel 2009, alla mostra collettiva alla Monash University di Prato, curata da Dryphoto e da Lorenzo Bruni, con un’installazione dal titolo “Eredità”. Attualmente studia Comunicazione e Didattica dell’Arte all’Accademia di Belle Arti di Bologna.
La Biennale rappresenta la più importante vetrina della creatività giovanile europea e delle aree geografiche del Medio Oriente e del Nord Africa. Nell’edizione 2011 della manifestazione sono oltre 200 i giovani artisti che esporranno le loro creazioni nei suggestivi spazi dei docks del porto di Salonicco.

Il Pecci si fa in tre: inaugurano da oggi le mostre di Ongaro e Mariotti, oltre a “Superstudio/backstage”

Oggi, sabato 8 ottobre, il Centro per l’Arte contemporanea “Luigi Pecci” inaugura ben tre mostre, che daranno lustro alle sale del museo di Prato. Alle ore 18 di questo pomeriggio le porte del Centro Pecci si apriranno alla personale di Athos Ongaro, alla prima mostra di Mario Mariotti e all’esposizione “Superstudio/backstage”.
Athos Ongaro, nato a Venezia nel 1947, è un artista irregolare, che in oltre quarant’anni di attività ha evitato di lasciarsi incasellare nelle tendenze artistiche prevalenti; la sua volontà di tentare strade nuove, avventurandosi in territori mai frequentati prima, lo ha reso un artista che ha precorso i tempi e ha toccato con mano il futuro prima di molti altri.
La sua arte mantiene una quota di ambiguità che resiste a qualunque interpretazione: i suoi bassorilievi, le sue sculture, i suoi mosaici e le sue pitture danno vita a un universo stratificato, pieno di rimandi di grande impatto. Il percorso espositivo presente la Pecci comprende opere che vanno dagli esordi, nei primi anni Settanta, a produzioni posteriori al 2000, l’anno della svolta. Una mostra fantastica, vista quasi come tanti racconti personali che vanno a infrangere la percezione del visitatore, risucchiandolo nell’universo dell’artista.
La seconda mostra inaugurata, al Centro Pecci fino al 30 aprile 2012, è la personale di Mario Mariotti, curata da Stefano Pezzato. Il materiale, ritrovato nell’archivio dell’artista, ci aiuta a scoprire una personalità fra le più vivaci e straordinarie della nostra Toscana, aperta e fuori dagli schemi. L’intero percorso operativo di Mariotti, oltre che in mostra, sarà documentato in un ricco volume monografico pubblicato dal Centro Luigi Pecci, con testi del curatore.
L’ultima esposizione inaugurata questo pomeriggio, presente fino al 26 febbraio prossimo, è “Superstudio/backstage”, curata da Stefano Pezzato e Cristiano Toraldo di Francia. Documenta il percorso di Superstudio, corrente artistica e architettonica, dal 1966 al 1978; allestita nello spazio CID/arti visive, presenta una serie di immagini fotografiche con cui si documenta un’attività di ricerca che ha dilatato i confini dell’architettura per comprendere altre pratiche artistiche. Assieme alle foto, saranno esposti oggetti originali, litografie, pubblicazioni e film.
Un pomeriggio imperdibile all’insegna dell’arte contemporanea, con un museo che difende il suo primato e la sua eccellenza nazionale e internazionale con mostre di grandissima qualità, che potranno essere scoperte anche con visite guidate: già da domani, domenica 9 ottobre, alle ore 17 Athos Ongaro e Marco Senaldi accompagneranno il pubblico personalmente in uno speciale viaggio all’interno dell’esposizione.
Elia Frosini

La Prato della guerra e del boom rivive nelle pagine scritte da Dunia Sardi: oggi la presentazione alla Lazzerini

La biblioteca Lazzerini

“Mentre i pratesi tessevano la loro tela, il fumo delle ciminiere tingeva il cielo e l’acqua delle gore scorreva di tutti i colori”. E’ uno dei passi del libro “La bambina con la farfalla sulla testa” di Dunia Sardi, che verrà presentato oggi sabato 8 ottobre alle 17.30 nella Sala Conferenze “Riccardo Berti” della Biblioteca comunale Lazzerini (Via Puccetti, 3).

“La bambina con la farfalla sulla testa” è un viaggio a ritroso tra luoghi e personaggi pratesi che fanno parte di una memoria che è individuale e insieme collettiva. Un libro di ricordi-racconti, pubblicato dalle edizioni Attucci, in cui Dunia Sardi, aglianese di nascita e pratese d’azione, racconta di una provincia, di un mondo contadino ed operaio che non ci sono più, abbracciando un quarantennio di storia toscana, dagli inizi della seconda guerra mondiale.
Scandito in tre parti e in venti racconti, in ogni tappa di questa storia, partorita dentro la guerra, emergono angoli di mondi, sensazioni, emozioni e spaccati di vita della popolazione locale (pratese ma anche aglianese), visti attraverso gli occhi di Dunia, bambina e poi donna. Non solo narratrice, ma anche personaggio tra i personaggi, la Sardi attraversa con il suo libro gli orrori della guerra, la difficile realtà della fabbrica e la Prato degli anni Sessanta.
L’autrice è stata infatti un’ex operaia della “Fabbrichina”, il primo insediamento produttivo che il pratese Lorenzo Tempesti apri ad Agliana nei primi anni ’50, chiamata “Fabbrichina” come contraltare dimensionale del Fabbricone di Prato, e poi impiegata addetta all’esportazione in un lanificio pratese. Tutti gli episodi, compresi quelli dell’infanzia segnata dalla guerra e dalla povertà e quelli degli anni passati ai telai, sono intrisi di un tocco di straordinaria leggerezza. Quella leggerezza che contraddistingue lo stile letterario della Sardi, appassionata da sempre alla scrittura, a cui ha potuto dedicarsi dopo la pensione.
Alla presentazione, promossa dall’a ssessorato alla Cultura del Comune di Prato e dalla Lazzerini, sarà presente, oltre alla scrittrice Dunia Sardi, anche Gianni Cascone, autore della prefazione. L’evento sarà accompagnato da letture di alcuni brani significativi a cura di Paola Cipriani, responsabile della Biblioteca di Agliana. “La bambina con la farfalla sulla testa” è uno dei tanti appuntamenti inseriti nel ricco programma di eventi “ Un Autunno da sfogliare 2011” che proseguirà fino al 17 dicembre in tante biblioteche della provincia di Prato.

Seconda lezione di Alberto Batisti che ci guida all’ascolto della musica classica. Tutto esaurito al primo appuntamento

Stasera, giovedì 6 ottobre, secondo appuntamento con ‘Chi ha paura della musica classica?’, il piccolo corso di guida all’ascolto promosso dall’assessorato alla Cultura del Comune in collaborazione con Rete Toscana Classica, tenuto da Alberto Batisti, direttore artistico della Camerata e responsabile artistico dell’emittente. Al Ridotto del Politeama, a partire dalle 21.15, Batisti parlerà del concerto solistico e sarà una lezione da non perdere: il primo incontro sulla sonata, giovedì scorso, ha fatto registrare quasi 200 presenze, tanto che è stato necessario allestire una seconda sala per l’ascolto. “Alberto ci ha incantati con la sua cultura non solo musicale, la sua straordinaria capacità divulgativa e la sua ironia”,  commenta l’assessore alla Cultura Anna Beltrame.
Perché avere paura di ascoltare musica classica?  Probabilmente perché a molti mancano i codici elementari per poter gustare e capire il linguaggio della musica colta. In realtà basta poco: è necessaria una guida che accenda interesse, passione, e permetta di seguire l’articolazione di un brano. E chi meglio di Alberto Batisti può accompagnare tante persone in questo viaggio alla scoperta di un mondo così ricco e meraviglioso, ma ingiustamente considerato dai più inaccessibile o, peggio, noioso?
Il piccolo corso, che approfondisce un progetto avviato nei mesi scorsi dalla circoscrizione Est, si articola in quattro appuntamenti a ingresso libero che si terranno ogni giovedì sera, sempre al Ridotto del Politeama, fino al 20 ottobre (il 13 sarà protagonista la sinfonia, il 20 il  poema sinfonico). Nelle sue formidabili lezioni Batisti si avvale di materiali sonori dell’archivio di Rete Toscana Classica, che conta oltre 20mila cd, e si esibisce al pianoforte. Gli incontri sono indirizzati a un pubblico già interessato all’argomento così come a persone totalmente digiune della materia. Grazie alla guida di Batisti è così possibile apprezzare ancora di più la bellezza della musica e avvicinarsi alla Camerata, per la cui stagione concertistica è in corso la campagna abbonamenti.

I capolavori pratesi di Filippino Lippi in trasferta a Roma per la grande mostra alle Scuderie del Quirinale

Sarà inaugurata domani, martedì 4 ottobre alle 18 a Roma nella prestigiosa cornice delle Scuderie del Quirinale, la grande mostra “Filippino Lippi e Sandro Botticelli nella Firenze del ’400″, di cui sarà protagonista il Crocifisso di Filippino insieme ad altri due capolavori del maestro pratese conservati nella collezione del Museo Civico: la Madonna col Bambino e i Santi Stefano e Giovanni Battista, più noto come la Pala dell’Udienza, e la Predella con le scene dell’infanzia di Gesù.
All’inaugurazione parteciperanno l’assessore alla Cultura del Comune Anna Beltrame e la conservatrice del Museo Civico Maria Pia Mannini. Si tratta del secondo grande evento capitolino per il bellissimo “Cristo in croce” di Filippino, che martedì scorso 27 settembre ha incantato gli ospiti  dell’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede in occasione dell’incontro “La Chiesa, lo Stato, la Regioni e l’Unità d’Italia”. Il dipinto,  acquistato dal Comune di Prato l’anno scorso ad ad un’asta di Christie’s a New York grazie ad una intuizione del sindaco Roberto Cenni, era l’unica opera in mostra all’evento, a cui hanno partecipato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Gianni Letta, il cardinale Angelo Bagnasco, il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome Vasco Errani.
«Entrambi gli eventi romani rappresentano un’ottima occasione di promozione del nostro territorio e delle sue eccellenze – commenta l’assessore Beltrame -. L’affiancamento a Sandro Botticelli nella prestigiosa mostra alle Scuderie del Quirinale consacra il nostro Filippino, nato a Prato, nell’Olimpo del ricchissimo Quattrocento fiorentino, dando lustro anche alla nostra città e alla collezione del Museo Civico».
La mostra alle Scuderie del Quirinale sarà aperta al pubblico fino al 15 gennaio 2012.

Via alla campagna abbonamenti del Metastasio con offerte per giovani e famiglie. Cecchi e Magelli: “Purtroppo i pratesi investono poco in cultura”

Con la prossima settimana prenderà il via la stagione 2011/2012 del Teatro Metastasio Stabile della Toscana, che quest’anno ha da vantare titoli di primo livello e un numero di produzioni tra i più alti d’Italia. Per incentivare l’afflusso alle rappresentazioni, sono stati strutturati abbonamenti ad hoc di modo da venire incontro a tutte le esigenze: oltre ai soliti abbonamenti “Metastasio” e “Fabbricone”, rispettivamente di 10 e 8 spettacoli, ci sono gli abbonamenti a scelta, che permettono di decidere le pièce da vedere. Le grandi novità su questo fronte sono soprattutto gli “abbonamenti di gruppo”, che permettono a gruppi di almeno 15 persone di accedere ai prezzi più bassi, il “tagliando tre spettacoli” per gli studenti della scuola di Musica G. Verdi e del corso di laurea Pro.Ge.A.S.  e la “card Metastasio”, una scheda prepagata di 65 euro con la quale si possono acquistare 5 biglietti a 13 euro l’uno.
Oltre alle offerte, sono molti anche i servizi: se si acquista il biglietto presso la Biglietteria on line si ha diritto allo sconto del 10% e per tutti quelli che si recano al botteghino 5 minuti prima dell’inizio della rappresentazione c’è uno sconto del 50%. Un’ultima grande novità proviene dal “biglietto Famiglia”: le famiglie composte da due adulti e uno o due ragazzi fino ai 18 anni possono acquistare i biglietti per i genitori a 7 euro e per i figli a 2 euro.
Una serie di agevolazioni con la finalità principale di restituire il teatro alla città, anche se gli ostacoli non sono pochi, in parte anche perché i pratesi  non sono sempre ben disposti verso il Metastasio. “Prato ormai è un città che non esiste, che ha perso la sua identità; – commenta critico Umberto Cecchi, presidente del Metastasio – una città che ha dato i natali a due premi Strega ma che non riesce a far sopravvivere le sue librerie. I cittadini, molti dei quali arricchitisi con il tessile, non danno una lira per la cultura”.
Sfogo più che doveroso vista la situazione in cui versa lo spettacolo e la titubanza di molti pratesi, che non sembrano essere interessati alle attività proposte loro. Polemica condivisa anche da Paolo Magelli, direttore artistico del Met: “Quest’anno il cartellone è splendido, con la bellezza di sei produzioni o coproduzioni del teatro Metastasio; – ci dice Magelli – eppure, nonostante il Met abbia un numero di produzioni tra i più alti d’Italia e sia uno degli Stabili più produttivi e vivi a livello nazionale, è uno dei meno finanziati. La prossima settimana ospiteremo Eugenio Barba e a breve le nostre sale riuniranno 45 direttori degli Stabili europei: eventi che hanno rimesso il Metastasio al centro dell’attenzione a livello nazionale e internazionale. Eppure, nonostante questo, gli investimenti calano continuamente”.
Oltre a questo si rinnova anche la scuola dei Mestieri del Teatro, con Marcello Bartoli – come ha annunciato Massimo Luconi, il direttore organizzativo – che avvierà un percorso con attori professionisti e dei piccoli corsi con i non professionisti dei teatri amatoriali di quartiere. Un segnale forte dell’amore che questo Teatro prova per la sua città. Il Metastasio, con coraggio, ha fatto il suo passo. Adesso tocca ai cittadini.

Elia Frosini

Il tessile scommette sul futuro: al Museo del Tessuto la mostra internazionale dei tessuti innovativi e sperimentali

Un evento unico interesserà la nostra città fino al 13 novembre prossimo:  domani, 30 settembre, alle ore 18 verrà inaugurata al Museo del Tessuto di Prato la mostra “Futuro Textiles – Surprising Textiles design & art”, esposizione di tessuti innovativi e oggetti tessili sperimentali curata da “Lille 3000”, organo creato nell’omonima città del nord della Francia per la promozione del tessile. Proprio da Lille è partito questo progetto che, dopo il successo della prima apertura nel 2006 (che ha registrato più di 230 mila visitatori), ha girato il mondo, arrivando fino in America.
“La mostra è articolata in nove sezioni tematiche – spiega Andrea Cavicchi, presidente del Museo del Tessuto – e in sé ha anche un lato ludico. La possibilità di avere una mostra come questa a Prato rappresenta qualcosa di straordinario”. Con questa esposizione il tessile, che con gli anni è stato per la nostra città sinonimo di crisi e di tristezza a causa degli esuberi nel settore, ha finalmente la possibilità di mostrare la sua vera faccia, ossia quella di un campo in continua innovazione. “Ho conosciuto questa mostra quando era in America – ci dice Giorgio Silli in qualità di presidente per l’Italia di Acte, l’associazione città tessili europee -  e subito ho voluto che passasse anche per Prato. Spero che adesso inizi una politica di immagine positiva per il tessile, cosa che in questi anni si è perso. Questo settore può dare ancora grandi soddisfazioni, ma è necessario reinventarsi”.
Una mostra unica nel suo genere e molto interessante: nelle sale deputate all’evento sono stati accolti molti prodotti, provenienti da varie parti del mondo, che sono composti da materiali tessili di nuova generazione, dal filo di basalto al tessuto di barbabietola. E ancora tessuti sperimentali capaci di incentivare la maturazione dell’uva, di registrare i livelli cardiaci e di riparare da un urto fortissimo.
Tutti prodotti di nuova generazione, tra cui non mancano esempi di aziende pratesi, scovate da Patricia Kinsella, esperta del settore che ha lavorato intensamente far conoscere al grande pubblico queste realtà. Il tessuto antinfortunistico di Lenzi Egisto S.p.A. e la maglia tridimensionale antishock di Pointex sono solo alcuni degli esempi di industrie del nostro territorio che hanno incentivato la produzione grazie alla ricerca e allo sviluppo in questo campo.
“Tutte le opere mostrano le applicazioni del tessile; – spiega Caroline David, curatrice della mostra, arrivata direttamente da Lille – ci saranno oggetti divertenti e aree ludico-pedagogiche per tutti. Una testimonianza che il tessile continua a svilupparsi e a studiare applicazioni in campi diversi, dall’edilizia al biomedico”.
Prato sarà l’unica tappa italiana dell’esposizione prima di spostarsi all’estero: per l’occasione sono state organizzate attività specifiche e iniziative, la prima delle qualità è una visita guidata, questa domenica alle ore 16. Il biglietto d’ingresso costa solo 4 euro, con possibilità di riduzione. Per maggiori informazioni www.museodeltessuto.it.

Elia Frosini

Un ciclo di conferenze per imparare a conoscere i tesori del nostro Museo civico: il via sabato con il Trecento e il Polittico di Giovanni da Milano

Da sabato 1 ottobre prende avvio un ciclo di lezioni/conferenze curate da Maria Pia Mannini, conservatrice del Museo Civico, aperte ai curiosi e agli appassionati di arte, di storia e di antiquariato e destinate alla lettura di alcune opere del Museo Civico che meritano di essere approfondite, per scoprire ciò che gli occhi da soli non vedono. Gli incontri, a ingresso libero, si svolgeranno nelle Antiche Stanze di santa Caterina alle 16, ogni primo sabato del mese. Sarà un viaggio alla scoperta di storie e significati che si svelano attraverso l’analisi di particolari, simboli e allegorie, perché le opere, come cose vive, parlano e attraversano il tempo. Sarà un viaggio alla riscoperta dei capolavori del Museo Civico, in attesa che il museo riapra col nuovo allestimento. La temporanea chiusura del museo però non ne ha limitato l’attività, anzi ha permesso la realizzazione di mostre con i capolavori pratesi a Tokio, Barcellona, Parigi, Milano e ciò ha significato una rinnovata attenzione al patrimonio artistico della città e di conseguenza nuovi studi.
Alcune delle novità emerse recentemente saranno appunto oggetto di queste conferenze: si partirà  dal Trecento e dallo straordinario Polittico del pittore lombardo Giovanni da Milano, molto legato al potente Ordine degli Umiliati; per il Quattrocento si prenderà in considerazione il rapporto tra la Natività dipinta da Filippo Lippi e le Revelationes di santa Brigida di Svezia; l’indagine psicologica della collezione dei ritratti, il poco conosciuto Master Parrish, l’enigma intorno al misterioso Maestro dei Capricci e il tema della Bellezza come valore assoluto saranno gli argomenti dei secoli successivi fino all’Ottocento.
Leggere la parte nascosta di un’opera attraverso l’analisi dei particolari, mettendo in evidenza  i simboli e le allegorie che per la loro stessa natura travalicano il contesto per il quale sono stati creati, è un’operazione che aiuta la comprensione della storia dell’arte. Infine, le lezioni sui capolavori del Civico saranno anche un’occasione per rivedere e ammirare le opere di Lorenzo Bartolini, esposte nelle Antiche stanze di Santa Caterina, grazie alla mostra ‘Il bello e il vero’ che le ha finalmente riproposte al pubblico dopo anni di inaccessibilità.

L’arte pratese alla conquista di Roma: il Crocifisso di Filippino Lippi esposto all’Ambasciata d’Italia in Vaticano e poi alle Scuderie del Quirinale con altri capolavori dell’artista pratese

Il Crocifisso di Filippino Lippi protagonista a Roma di due grandi eventi culturali: il primo questa sera, martedì 27 settembre, quando alle ore 19 sarà esposto a Palazzo Borromeo, sede dell’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, in occasione dell’incontro “La Chiesa, lo Stato, la Regioni e l’Unità d’Italia”. Saranno presenti per l’occasione il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Gianni Letta, il cardinale Angelo Bagnasco e il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome Vasco Errani. Il Comune di Prato sarà rappresentato dall’assessore alla Cultura, Anna Beltrame.
L’evento è organizzato in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, dove l’esposizione del Crocifisso di Filippino Lippi, unica opera in mostra, rappresenta un’anteprima assoluta del secondo grande appuntamento capitolino per il capolavoro acquistato dal Comune di Prato, per volontà del sindaco Cenni, il 28 gennaio 2010 ad un’asta battuta da Christie’s a New York.
Si tratta infatti della mostra “Filippino Lippi e Sandro Botticelli nella Firenze del ’400″, che aprirà i battenti il prossimo 5 ottobre alle Scuderie del Quirinale. Insieme allo splendido Crocifisso, altri due capolavori di Filippino Lippi, conservati nella collezione del Museo Civico, andranno in prestito per l’esposizione: la Madonna col Bambino e i Santi Stefano e Giovanni Battista, dipinto più noto come la Pala dell’Udienza, e la Predella con le scene dell’infanzia di Gesù, opera di Fra Diamante e Filippino Lippi.
«E’ davvero un grande onore per il Comune di Prato che il Crocifisso di Filippino Lippi sia ospite di due eventi di questa portata nella Capitale – afferma con orgoglio l’assessore alla Cultura Anna Beltrame -. E’ stato solo merito del sindaco Roberto Cenni e di una sua intuizione, andata a buon fine grazie alla preziosa collaborazione dell’esperto d’arte e consigliere del sindaco Fabrizio Moretti, se Prato ha potuto arricchire la collezione del Museo Civico con questo straordinario dipinto, apprezzato a livello internazionale».
Riconosciuta come opera autografa di Filippino dai massimi esperti del settore, come Jonathan Katz Nelson e Everett Fahy, la tavola, che raffigura Cristo con gli occhi chiusi nell’attimo in cui cessa di soffrire, è uno splendido documento sulla maturità dell’artista negli anni in cui si avvicina al pensiero di Savonarola.
«Entrambi gli eventi romani rappresentano un’ottima occasione di promozione del nostro territorio e delle sue bellezze – continua l’assessore Beltrame -. L’affiancamento a Sandro Botticelli nella mostra alle Scuderie del Quirinale consacra il nostro Filippino, nato a Prato, nell’Olimpo del ricchissimo Quattrocento fiorentino, dando lustro anche alla nostra città e alla collezione del Museo Civico».
Una curiosità infine anche sulla Pala dell’Udienza: questa è stata così chiamata perché proveniente dalla sala dell’Udienza dei Priori dell’attuale Palazzo del Comune e Filippino fu così onorato della commissione ricevuta dalla sua città che realizzò l’opera per pochi soldi e si accollò anche il costo del trasporto dalla bottega fiorentina a Prato.
La grande mostra alle Scuderie del Quirinale sarà aperta al pubblico fino al 15 gennaio 2012.

Edoardo Nesi stasera legge alcune di pagine di “Storia della mia gente” al Conservatorio di San Niccolò

Un reading a cura del premio Strega Edoardo Nesi, nella cornice del Conservatorio di San Niccolò. La lettura di una selezione di brani di “Storia della mia gente”, ad opera dello stesso Nesi, sarà l’evento clou del party organizzato in occasione della presentazione dell’undicesimo numero di Pratoreview, il trimestrale di cultura, economia e moda edito da Gruppo Editoriale in collaborazione con la Camera di Commercio di Prato. Fra “Storia della mia gente” e le pagine di Pratoreview c’è tra l’altro uno speciale legame. Due anni fa Nesi aveva scelto infatti le pagine del primo numero della rivista per pubblicare in anteprima uno dei capitoli del suo libro: “Scuotere i cancelli”.
“Abbiamo pensato di organizzare questo evento per festeggiare il successo ottenuto da Edoardo Nesi – commenta Carlo Longo, presidente della Camera di Commercio di Prato – E’ un grazie che la città rivolge a Nesi, all’arricchimento che il suo libro ha dato alla cultura pratese e alla sua riconoscibilità”.
La presentazione di Pratoreview, in occasione della quale si terrà il reading di Nesi, si terrà oggi (martedì 27 settembre) a partire dalle 19:00, all’interno del Conservatorio di San Niccolò (Piazza Cardinale Niccolò, 6).
In questo numero autunnale, Pratoreview racconterà la vocazione internazionale della città. Fra le sue pagine ci sarà anche uno speciale servizio fotografico realizzato sul set cinematografico che negli ultimi mesi a Montepiano ha visto fra i protagonisti Gianni Morandi.

Alla Lazzerini una serata per fare il punto sulla scrittura al femminile: “Costruire letteratura con amni di donna”

“Costruire letteratura con mani di donna” questo è il titolo dell’ incontro che si terrà stasera, lunedì 26 settembre alle ore 21, presso la Biblioteca Lazzerini (ingresso da via Santa Chiara, 24). L’iniziativa fa parte della rassegna “Opportunità Letterarie” promossa dall’ assessore alle Pari Opportunità del Comune di Prato, Rita Pieri in collaborazione con il Tavolo Operativo per la parità delle donne e degli uomini nella vita locale.
La serata prevede una conversazione con l’assessore Rita Pieri, con Antonietta Volpe, presidente Soroptimist International Club di Prato e con Luciana Grillo, autrice del testo letterario “Costruire letteratura con mani di donna”. Il libro racconta il mondo delle scrittici che nel corso del Novecento hanno pubblicato i loro scritti superando numerose difficoltà, spesso facendo uso di pseudonimi. Inoltre saranno presenti le scrittrici Anna Maria Egidi ed Emilia Bersabea Cirillo, la prima autrice del saggio “Voci di Sardegna. Cultura e Società” e la seconda autrice del romanzo “Una terra spaccata”.
L’evento fa parte di “Un autunno da sfogliare 2011″, progetto di promozione del libro e diffusione della lettura a cura del Sistema bibliotecario provinciale pratese.

Edoardo Nesi incontra Manlio Cancogni al giardino Buonamici per la chiusura del Prato Nord Festival

La presenza di Manlio Cancogni al Prato Nord Festival ha il sapore dell’evento. Il “decano” delle nostre lettere (Cancogni è nato nel 1916), attivo dagli anni Cinquanta ad oggi, ha esordito nel 1955, pubblicando “La carriera di Pimlico” nella collana “I gettoni” diretta da Elio Vittorini e ha continuato a scrivere fino a pochi anni fa, mentre i suoi libri non cessano di essere ristampati e letti. Ha vissuto a lungo negli Stati Uniti – dove ha insegnato letteratura italiana all’Università- e si è poi stabilito definitivamente nell’amata Versilia, a Pietrasanta. Alle sue spalle, anche una lunga e ricchissima carriera giornalistica, con una particolare passione per lo sport: dal calcio (è tifoso del Bologna) all’ippica, dall’atletica al ciclismo. Il Prato Nord Festival – dopo un’edizione quasi interamente dedicato alla rievocazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, attraverso il ciclismo- chiude i battenti con un fuori programma settembrino, alla presenza di un grande uomo di sport e di lettere. L’incontro è in programma oggi pomeriggio (sabato, 24 settembre, dalle 17,30) nel Giardino Buonamici, location new entry dell’estate pratese. Per l’occasione l’assessore alla Cultura della Provincia, Edoardo Nesi- vincitore con “Storia della mia gente” ( Bompiani) dell’ultimo Premio Strega- omaggerà Cancogni con un premio alla carriera. L’incontro chiude la rassegna d’incontri letterari “L’Italia unita (anche dal Giro)” a cura di Giovanni Capecchi. L’Ingresso è libero.

La Camerata Strumentale cala il suo settebello di concerti

Questa mattina gli spazi del Ridotto del Teatro Politeama Pratese hanno accolto la presentazione della stagione 2011/2012 della Camerata Strumentale, eccellenza regionale riconosciuta a livello nazionale e internazionale.
Dal 10 novembre al 12 aprile saranno 7 i concerti che si susseguiranno sul palco del teatro di via Garibaldi: dopo il primo concerto, in cui la Camerata e l’orchestra pistoiese “Promusica” allieteranno la platea con brani di Piazzolla, Ravel  e Bizet, interpretati magistralmente dal pianista Alexandre Tharaud, venerdì 25 novembre la stessa compagine accompagnerà Mario Brunello, grande violoncellista, all’interno di un concerto che si aprirà con brani di Boccherini e si chiuderà con i richiami settecenteschi delle variazioni su un tema Rococò Op.33 di Ciajkovskij.
Il 12 gennaio la Camerata, condotta dalla bacchetta di Piero Bellugi, insieme al pianista Gregorio Nardi, offrirà Le Ebridi di Mendelssohn, seguite dal concerto in la minore di Schumann e dalla sinfonia n.6 in fa minore “Pastorale” di Beethoven.
Giovedì 2 febbraio il direttore Alessandro Pinzauti, con Monica Baccelli come mezzosoprano,dirigerà l’orchestra pratese su brani di Weber, Shubert e le Folk Songs di Britten, un tipo di ritmo speriementato per la prima volta dalla Camerata; ultimi due appuntamenti l’8 marzo, in cui il direttore Gunter Pichler ci delizierà con sinfonie di Haydn, Mozart e Brahams, e il 12 aprile, serata che avrà per protagonista Jin Ju, pianista cinese che si cimenterà nelle Creature di Prometeo di Beethoven, seguite dal Concerto in mi bemolle maggiore “Jeunehomme” di Mozart e dalla Sinfonia 101 “La pendola” di Haydn.
Una stagione strabiliante, che gli amanti del genere non si lasceranno scappare. L’assessore alla Cultura del Comune di Prato, Anna Beltrame, ha rinnovato il suo appello affinché la città si stringa intorno alla Camerata, che ogni anno porta al Politeama grandi nomi della musica classica. Della stessa opinione Edoardo Nesi, assessore della Provincia, che ha confermato il sostegno economico all’orchestra.
Fondamentale anche l’apporto finanziario della Banca popolare di Vicenza, che, con il presidente Franco Tonato, ha rimarcato il suo ruolo nel sostegno di iniziative culturali del territorio.
Nonostante il periodo di vacche magre per la Cultura, per fortuna anche quest’anno la nostra città ha la sua stagione concertistica, grazie all’impegno e al coraggio della Camerata Strumentale, che in questi anni si è distinta per la qualità artistica delle proposte e per il modo in cui ha saputo radicarsi sul territorio con progetti didattici per le scuole e attività di formazione del pubblico adulto. Anche per questi pregi questa orchestra è stata finalmente riconosciuta come “Associazione con personalità giuridica”, cosa che permetterà di accedere ai finanziamenti pubblici e di convogliare allo stesso tempo anche l’interesse di finanziatori privati.
A tale proposito la Camerata promuoverà un progetto dal titolo “Adotta un concerto”, aperto a tutti i  privati che vorranno finanziare un concerto della stagione.
Elia Frosini

Dal Museo dell’Accademia con Bartolini al Quirinale con Filippino Lippi: i capolavori dell’arte pratese vanno in trasferta

L'opera di Bartolini esposta a Firenze

Il bellissimo gesso della “Fiducia in Dio” di Bartolini da qualche giorno è esposto con altri pezzi del Comune di Prato alla Galleria del’Accademia di Firenze nella grande mostra dedicata allo scultore di origine pratese, prorogata fino all’8 gennaio 2012 (sostituisce il marmo originale conservato nel Museo Poldi Pezzoli di Milano). “La Fiducia in Dio” è considerata il capolavoro del Bartolini: ritrae una giovane modella nell’atto di riposarsi, in una posa di grande naturalezza a rappresentare il fiducioso abbandono nella fede. Bartolini  è considerato tra i maggiori artisti europei dell’Ottocento e Prato gli rende omaggio con la mostra permanente “Il Bello e il Vero”,  che si è inaugurata il dicembre scorso nelle Antiche Stanze di santa Caterina, dove è esposto il nucleo di gessi e di modelli della collezione del Museo Civico: in essi colpisce l’intensità e la forza dei volti, la verità scolpita dei lineamenti che li rende vivi e diventa bellezza. I busti di Napoleone, del granduca Leopoldo o di Gioacchino Rossini, ma anche quelli di personaggi meno conosciuti, svelano emozioni e sentimenti e consentono uno sguardo su anni cruciali per la storia italiana, dalle turbolenze del periodo napoleonico al Risorgimento. La mostra pratese è visitabile telefonando allo 0574 1835025 del Servizio Cultura del Comune.
Oltre ai pezzi del Bartolini sono numerose le opere che il Comune di Prato ha prestato ultimamente per grandi eventi espositivi: il “Ritratto di Pierfrancesco Riccio” del Poppi è temporaneamente esposto alla mostra “Vasari, gli Uffizi, il Duca”, alla Galleria degli Uffizi; i tre pannelli della predella di Zanobi Strozzi e Domenico di Michelino sono da qualche giorno a Parigi al Musée Jacquemart, dove il 17 settembre si inaugura la mostra dedicata al Beato Angelico; infine dal 30 settembre tre importanti opere di Filippino Lippi, la piccola e preziosa Crocifissione, la Pala dell’Udienza e la predella dipinta con Fra Diamante che rappresenta la “Presentazione al tempio, l’Adorazione dei Magi e la Strage degli Innocenti” saranno protagoniste della grande mostra che le Scuderie del Quirinale dedicano al pittore pratese.
“E’ una grande soddisfazione – commenta l’assessore alla cultura Anna Beltrame – vedere quante opere della nostra collezione vengano richieste da musei italiani e stranieri,  a testimoniare l’importanza del nostro patrimonio artistico. Pur con il Museo Civico in restauro, i prestiti fanno sì che le opere della collezione continuino a essere visibili  e soprattutto rappresentino la città, che attraverso di loro si fa conoscere e apprezzare anche a livello internazionale,  nell’attesa che il Museo della città torni a raccoglierle tutte.”

Prato rende omaggio ad Anna Sanesi: una mostra per ripercorrere 40 anni di carriera dell’artista pratese

Si aprirà oggi venerdì 16 settembre alle Antiche Stanze di Santa Caterina “Vedere cambiare le ombre”, la mostra che ripercorre i 40 anni di carriera di Anna Sanesi, scomparsa due anni fa: l’assessorato alla Cultura del Comune di Prato, che ha organizzato l’esposizione in collaborazione con l’associazione culturale Aquilata, ha voluto così rendere omaggio ad una grande pittrice di casa nostra e al suo percorso artistico, costellato di riconoscimenti in ambito nazionale ed internazionale. Sarà possibile ammirare le  pitture del primo periodo, quando era allieva di Ottone Rosai all’Accademia di belle Arti di Firenze, le famose “Paludi” degli anni ’60, che parteciparono alla IX Quadriennale d’Arte di Roma, con particolare attenzione ai suoi “alberi” che hanno vinto il Premio International di Dibuix Joan Mirò nel 1974 a Barcellona; dalle più recenti tele degli anni ’80 e ’90 fino ai bellissimi mazzi di fiori e alle originali acqueforti.
In dialogo continuo con le maggiori sperimentazioni novecentesche, Anna Sanesi non si è tuttavia mai allontanata dalla osservazione partecipe della natura, con una sensibilità capace di «veder cambiare le ombre», come lei stessa ha detto, e cogliere l’essenza segreta di un paesaggio, da artista di piena cultura europea e insieme fedele ai movimenti interiori della sua terra. Il suo nome è infatti legato alla pittura pratese del Novecento e alla Scuola d’Arte Leonardo di Prato, di cui è stata anche direttrice. E’ stata l’ideatrice della famosa pittura “a volo d’uccello” con prospettiva dall’alto. Famose sono le sue paludi, i suoi paesaggi, i suoi fiori.
“Personalità come quella di Anna Sanesi -  sottolinea l’assessore alla Cultura Anna Beltrame – mostrano ancora una volta la ricchezza del tessuto culturale ed artistico di Prato e con il prestigio della loro opera accrescono significativamente anche quello della città. Siamo quindi particolarmente lieti di questa occasione per apprezzare nuovamente la vibrante poesia della  sua pittura”.
In occasione della inaugurazione della mostra  sarà proiettato un filmato con una intervista rilasciata ad una emittente tv, nel corso della quale la pittrice ripercorre le tappe della propria vicenda artistica. E’ inoltre previsto un breve concerto del gruppo vocale Mulieris Voces di Firenzuola diretto dal M° Edoardo Materassi. La presentazione, con la proiezione ed il concerto, si svolgerà nello spazio delle Antiche Stanze che ospita le bellissime sculture di Lorenzo Bartolini, per poi proseguire con la visita nelle sale dove saranno esposte circa sessanta opere di Anna Sanesi. Un appuntamento quindi, venerdì 16 alle ore 19, con diversi modi, scultura, musica e pittura, distanti nel tempo e negli strumenti espressivi, di declinare l’esperienza artistica.
“Vedere cambiare le ombre” è in programma fino all’8 ottobre in questi orari: mer. gio. ven. 17-19 sab. 11-13/17-19 dom. 11-13. Ingresso libero.

“Le belle energie”: gli anni ruggenti del Metastasio rivivono in duecento scatti d’autore, stasera si inaugura la triplice mostra

Duecento immagini per ripercorrere quindici anni di spettacoli e successi: si aprirà  domani mercoledì 7 settembre e giovedì 8 la mostra fotografica “Le belle energie. Metastasio, 1968-1982. Passione e intelletto sul palcoscenico”, promossa dall’assessorato alla Cultura del Comune. L’evento si svolge in tre spazi distinti: il Cassero medievale, la Saletta Valentini (via Ricasoli) e il Foyer del Teatro Metastasio, con ingresso libero. Una mostra di grande respiro, curata da Stefano Franceschini e Oriana Goti, in collaborazione con il Circolo Cives, che ripercorre tre lustri di vita teatrale cittadina attraverso gli scatti con cui Alberto Filippi e Marcello Zella hanno ‘fermato’ la vita di decine di spettacoli, buoni, ottimi, spesso memorabili: Ronconi e Lindsay Kemp, il Living Theatre e Strehler, Dario Fo e Kantor, e Romolo Valli e Tino Buazzelli e Salvo Randone e Valentina Cortese e Paolo Poli  e Lina Volonghi, e Ave Ninchi e Squarzina, Enriquez, Aldo Trionfo, Carmelo Bene …
Tra il 1968 e il 1982, Prato è stata una delle capitali teatrali d’Italia, per la ricchezza delle stagioni e dei cartelloni, per la curiosità verso nuove forme di produzione teatrale e verso inediti linguaggi scenici. In quegli stessi anni la città era ancora quel cantiere aperto, ribollente e fascinoso, che si era andato formando negli anni del boom economico; Prato cresceva, si arricchiva di lavoro e di nuovi cittadini, cambiava pelle pur rimanendo ostinatamente fedele a se stessa. Ecco, il teatro a Prato è stato come uno specchio nel quale andava riflettendosi la metamorfosi della città e dei suoi abitanti.
«E allora, liberatele quelle belle energie», è l’incoraggiamento che il Comico rivolge al Poeta nel ‘Prologo in teatro’ del Faust di Goethe.  “Abbiamo scelto questo titolo non a caso – spiega l’assessore alla cultura Anna Beltrame -: le belle energie sono quelle che danno una forma alla fantasia, la trasformano in arte, in libertà; sono quelle che ci aiutano a vivere, a crescere e, perché no, a sognare. Siano allora energie di buon auspicio per la Prato di oggi e di domani, e per il Metastasio, il nostro teatro”.
La mostra si inaugura domani alle 17.30 alla Saletta Valentini, alle 18.30 al Cassero e l’8 settembre alle 16 al Foyer del Metastasio. Resterà aperta fino al 30 ottobre con i seguenti orari: Saletta Valentini e Cassero da mercoledì a sabato 16-19, domenica 10-13; Foyer Metastasio da lunedì a sabato 9.30-12.30 e 16-19.

Con “Live” l’arte incontra il rock al centro Pecci: la mostra resterà aperta fino al 16 settembre, stasera visita guidata gratuita

La mostra al Centro Pecci  ”Live!. L’arte incontra il rock”, che sta ottenendo un grande successo di pubblico e di critica, è stata prorogata fino al 16 settembre. Il ritorno dalle ferie diventa quindi il  momento perfetto non solo per i turisti, ma anche per tutti coloro che sono rientrati in città per visitare un’ esposizione particolarmente originale ed emozionante. Ogni mercoledì alle ore 21 si può usufruire della visita guidata gratuita. (Ingresso libero, ore 16-23. Chiuso il martedì)
“Live!” racconta l’incontro tra l’arte contemporanea e la musica rock, suggerendo come questi due linguaggi siano andati di pari passo nel contribuire alla definizione dell’universo culturale degli ultimi quarant’anni. Attraverso  dipinti, sculture, installazioni, video, LP, fotografie, riviste ecc. la mostra propone una lettura parallela di alcuni dei grandi appuntamenti dell’arte e del rock, partendo dal 1969 con l’ultima storica esibizione dei Beatles “Welcome to the Show” sul tetto della casa discografica Apple per arrivare al 2009 con Michael Jackson e il suo atto incompiuto: “This is it”, l’ultimo concerto, lo spettacolo che non c’è stato e che mai ci sarà.
E’ quindi un viaggio nel tempo che percorre quasi mezzo secolo di novità, sperimentazioni e ribellioni sia in campo musicale che artistico dove i protagonisti sono rockstar del calibro dei Rolling Stone, David Bowie, Sex Pistols, Bob Marley, Vasco Rossi, Nirvana, artisti come Andy Warhol, Robert Mapplethorpe, Sandro Chia, Jean-Michel Basquiat, Francesco Clemente e Keith Haring (tanto per citarne alcuni) e inoltre vari eventi di rilevanza internazionale come Woodstock (la madre di tutti i festival rock) oppure la mostra di Harald Szeemann “When Attitudes Become Form” che apre universalmente le nuove frontiere dell’arte contemporanea.

La scrittrice montemurlese Sara Cespoli ospite del meeting “Fanano tra Libri e Parole” con il suo romanzo d’esordio

Sara Cespoli

Una scrittrice montemurlese parteciperà alla Giornata dedicata al contributo delle donne nella cultura. L’autrice Sara Cespoli è stata invitata questa domenica (7 agosto) a partecipare a “Fanano tra Libri e Parole”, la seconda edizione della rassegna dedicata alla letteratura in rosa organizzata dal Comune di Fanano (Modena).
Nell’occasione, la “J. K. Rowling” di Montemurlo presenterà il suo romanzo d’esordio “Talesa”, uscito per i tipi della genovese Sogno Edizioni nella collana “Sulle ali del drago”, opera perfetta per le giovani lettrici grazie alle atmosfere magiche e misteriose e alle situazioni romantiche che racconta (vedi presentazione su Notizie di Prato).
Sara Cespoli è nata a Firenze il 17 gennaio 1973, e vive a Montemurlo con il suo compagno. Lavora da undici anni come capo reparto in una nota catena di negozi di elettronica. Appassionata di lettura, divoratrice di libri di ogni genere, ha da sempre amato molto anche la scrittura. Ha partecipato al concorso ‘Scommessa d’autore’ 2010 di Danae Libri arrivando seconda classificata con il racconto ‘Smarrimenti del cuore’, e un altro suo racconto, ‘Un vero gentiluomo’, è stato selezionato per il volume ‘Sentieri del cuore’ edito da Montag. Sempre con Montag, è stato pubblicato un secondo racconto, ‘Shopping a Firenze’, per il volume ‘Alchimie di viaggio’. Talesa è il suo primo romanzo.