Il vescovo si complimenta con Nesi per lo Strega: “Ha portato alla ribalta nazionale il caso Prato”. Da Morganti complimenti con polemica

E’ un continuo susseguirsi di complimenti e felicitazioni per Edoardo Nesi, fresco vincitore del premio Strega con un romanzo dedicato alla città di Prato (vedi articolo). Anche il vescovo Simoni ha voluto far arrivare le sue congratulazioni allo scrittore pratese: «Mi ha colpito – dice il vescovo – che Edoardo Nesi abbia dedicato la sua bella vittoria di ieri sera al Premio Strega, il più importante riconoscimento letterario italiano, alla città di Prato e in particolare a quanti hanno perso il lavoro. Nel fargli i più sentiti complimenti per la vittoria, ringrazio Nesi a nome mio personale e di tutta la Diocesi perché con il suo libro “Storia della mia gente” ha portato alla ribalta nazionale il caso, a noi ben noto, della nostra città, con le angosce anche personali che la crisi del tessile porta con sé. L’augurio è che anche questo successo segni un ulteriore passo verso un riscatto per l’intera nostra comunità cittadina, sempre pronta a rialzarsi nei momenti difficili della sua storia. È questa la vera storia della nostra gente».
E anche la Lega Nord, con l’europarlamentare Claudio Morganti, ha rivolto parole di apprezzamento per Nesi, senza però rinunciare ad una nota polemica: «Faccio le mie personali congratulazioni a Edoardo Nesi – dice -. Per una volta tanto Prato finisce nelle cronache nazionali per un riconoscimento importante, nonostante la storia si ispiri alle tragedie che hanno investito tante famiglie pratesi e che hanno visto naufragare gli impegni di una vita a causa del distretto parallelo cinese. Leggo che tanti politici oggi, tra cui il presidente della Provincia Lamberto Gestri, si congratulano dimenticandosi, però, che lo tsunami Cina è stato appoggiato dalle amministrazioni di sinistra».

Lo Strega a Edoardo Nesi, allo scrittore il bravo dei sindaci Cenni e Lorenzini. Il Comitato Area pratese: “Non siamo solo cenciaioli”

Proseguono gli attestati di stima e le felicitazioni nei confronti di Edoardo Nesi, fresco vincitore del prestigioso premio letterario Strega con il suo romanzo “Storia della mia gente”, dedicato proprio alla città di Prato (vedi articolo). Dopo quelle del presidente della Provincia Lamberto Gestri e dell’assessore alla Cultura del Comune Anna Beltrame, ecco le parole dei primi cittadini di Prato e Montemurlo e quelle del Comitato provinciale Area pratese e dell’IdV.
“Una grande soddisfazione, complimenti e congratulazioni di cuore a Edoardo! E’ un bellissimo dono assolutamente meritato per lui e la nostra città tutta – esordisce il sindaco Roberto Cenni – Il libro racconta in maniera impeccabile il complesso di competizioni straordinarie che il nostro distretto ha dovuto affrontare a seguito della globalizzazione. Edoardo tratta un tema così difficile con competenza e passione, con una capacità di scrittura e uno stile che fanno leggere il libro con facilità. Per questo il merito di Edoardo è se possibile ancora più grande e di nuovo mi congratulo sentitamente con lui per questo enorme successo a nome dei cittadini di Prato, della giunta e mio personale”.
Parole cui si associa il sindaco di Montemurlo Mauro Lorenzini: “Con la vittoria di Edoardo Nesi alla 65esima edizione del Premio Strega – dice – vince tutto il distretto e la sua voglia di rialzare la testa di fronte alla crisi. Ho letto il libro e tra le pagine ho percorso e riassaporato la storia vissuta dal nostro distretto tessile. Pagine belle e significative che ci parlano di un mondo del lavoro che non c’è più. Mi auguro che, anche grazie a questo prestigioso riconoscimento letterario, Prato ritrovi quello spirito, quell’intraprendenza, quell’entusiasmo, quella voglia di fare che appartiene, purtroppo, a un tempo lontano, ma di cui abbiamo tanto bisogno anche oggi”.
Infine il Comitato Area pratese sottolinea come lo stesso Nesi abbia dedicato la vittoria a Prato, definendola “meravigliosa”. “In sei anni – spiega il Comitato – due pratesi doc, Sandro Veronesi ed Edoardo Nesi, hanno conquistato il Premio Strega. Non c’è male per una città di “cenciaioli” come in modo sarcastico, e talvolta dispregiativo, venivamo  definiti noi pratesi. Crediamo  che molti si debbano ricredere sui luoghi comuni con i quali è conosciuta la nostra città. A Prato si lavora con le mani e con il cervello”. Tocca invece a Pasquale Petrella, responsabile Cultura dell’IdV fare a Nesi le congratulazioni a nome di tutto il partito toscano: “Un riconoscimento per l’uomo scrittore Nesi – dice Petrella – ma anche per l’amministratore pubblico che si diffonde su Prato e su tutta la Toscana. Edoardo Nesi ha vinto raccontando una città immersa nel suo piccolo mondo fatto di lavoro, di emozioni e di successi. Una città che si culla nel mito di se stessa e che all’improvviso si trova immersa nella globalizzazione. Spariscono le certezze e la città si si ritrova un po’ più povera ma soprattutto colpita nell’orgoglio. Un libro che fa riflettere, un libro che deve invitare a riflettere e a capire che il mondo non si ferma alle mura della città medioevale. Nesi lancia un messaggio chiaro che il centrosinistra dovrebbe sempre tenere a mente, soprattutto nel fare politica: speranza, ottimismo e voglia di portare il cuore oltre l’ostacolo”.

Lo Strega ad Edoardo Nesi, i complimenti di Lamberto Gestri e di Anna Beltrame: “Un successo per tutta Prato e per i pratesi”

La vittoria del premio Strega da parte di Edoardo Nesi è stata salutata con favore dal mondo politico e culturale pratese. A partire dal Lamberto Gestri, presidente della Provincia che ha proprio Nesi come assessore in giunta.  “Sono felice per Edoardo Nesi, lo sono ancor più per Prato e per la sua gente” sono le prime parole di Gestri per commentare il successo allo Strega di Edoardo Nesi. “La dedica che Edoardo ha fatto a questa città meravigliosa mi ha commosso, diventa un incitamento per tutti a guardare al futuro con grande coraggio – prosegue il presidente -. Prato ricomincia dall’ultima frase del libro di Nesi: di sicuro non siamo fermi. Qui è già cominciata la riscossa contro la grande crisi. E’ la riscossa delle nostre aziende che sono riuscite a resistere, di chi fa innovazione. La vittoria di Nesi allo Strega porta alla ribalta una comunità attiva, che ha pagato salatissimo il conto della globalizzazione, ma che non si arrende. E Nesi assessore sta lavorando accanto a questa Prato”.
Soddisfazione anche da parte di Anna Beltrame, “collega” di Nesi sul fronte del Comune: “Sono felice per l’amico Edoardo – dice l’assessore alal Cultura -. Il suo libro è un omaggio a Prato, un grido di dolore, ma anche di speranza per la nostra città. La sua bellissima vittoria, che ripaga quella mancata de ‘L’età dell’oro’ nel 2005, è molto importante anche per far conoscere i problemi e la forza del nostro distretto. E allora è un doppio successo. Per Edoardo e per Prato, città meravigliosa, come lui stesso ha detto, appena ricevuto il premio. Bravo, Edoardo”.

Edoardo Nesi vince il Premio Strega con “Storia della mia gente” e porta Prato ai vertici della scena letteraria italiana

Edoardo Nesi

Lo scrittore pratese Edoardo Nesi ha trionfato ieri sera alla 65esima edizione del Premio Strega  con il suo libro “Storie della mia gente”, dove racconta in maniera autobiografica la sua vicenda di ex imprenditore tessile e le trasformazioni della nostra città e del distretto dopo l’avvento della globalizzazione che ha spazzato via in un colpo decenni di tradizione imprenditoriale pratese.
Con 138 voti, il romanzo, edito da Bompiani, ha quasi doppiato gli avversari più agguerriti, la Veladiano e Arpaia, e a metà dello spoglio aveva già la vittoria in tasca .
Fin dall’inizio si respirava un’aria serena al ninfeo di villa Giulia di Roma, teatro consueto della premiazione, con la sensazione però che la gara fosse del tutto aperta. I numeri invece hanno dato ragione allo scrittore pratese, che ha superato notevolmente tutti gli altri concorrenti con la sua opera, che parla delle problematiche sociali ed economiche di Prato e dell’illusione perduta del benessere diffuso in Italia. Una storia, in parte autobiografica, sul processo di progressiva distruzione del distretto industriale tessile pratese e italiano da parte dei cinesi, che sono approdati nella nostra terra instaurando una concorrenza non sempre leale.
Una vittoria, questa, che dà grande soddisfazione alla nostra città, con  la consapevolezza di poter vantare uno scrittore di grande pregio che crede che “sia compito della letteratura anche cercare di interpretare il reale”.
Già arrivato in finale nel 2005 con “L’età dell’oro”, Nesi – che è anche assessore provinciale – era arrivato a sorpresa primo della cinquina di questa edizione, seguito dal terzetto formato da Mariapia Veladiano con “La vita accanto”, Bruno Arpaia con “L’energia del vuoto” e Luciana Castellina con “La scoperta del mondo”. Il trionfo dello scrittore pratese ha decretato anche la fine del dominio della casa editrice Mondatori, che per quattro anni consecutivi si era aggiudicata il premio, con altrettanti autori molto validi: Niccolò Ammaniti, Paolo Giordano, Tiziano Scarpa e Antonio Pennacchi.

Elia Frosini

Esposta alla Lazzerini l’opera di Giacomo Costa donata al Centro Pecci dal presidente Beccaglia

E’ stata posta ieri alla Biblioteca Lazzerini di Prato l’opera che Valdemaro Beccaglia ha donato alla Collezione del Museo Pecci di Prato: “Atto n.9″ di Giacomo Costa, un imponente lavoro firmato dal giovane artista ormai consolidato sullo scenario artistico internazionale. “Sono stato assolutamente colpito da questo lavoro che mi ha riconfermato, nel caso che ce ne fosse ancora bisogno che l’arte contemporanea non è solo lo specchio dei nostri tempi ma che riesce addirittura a raccontarci il mondo che sarà nella maniera più lucida ma anche visionaria che possa esistere”, dichiara il presidente del centro per l’arte contemporanea luigi Pecci Valdemaro Beccaglia.
Marco Bazzini, direttore del Centro Pecci ha presentato il lavoro di Costa situato sulla parete delle postazioni internet della sala di consultazione della stampa. Il direttore della biblioteca Franco Neri si è detto entusiasta della continua collaborazione con il Centro Pecci che mette in contatto l’arte contemporanea con le miglia di visitatori che popolano normalmente la biblioteca pratese, ed ha ringraziato Beccaglia per il suo lavoro “carico di senso civico”.

“La Cina e i suoi paesaggi” a palazzo Buonamici: in mostra 30 opere dell’artista Cai Kequn

Arte come energia propulsiva per l’integrazione. “La pittura, l’arte, possono essere degli ottimi strumenti per consentirci di conoscere meglio culture diverse e lontane rispetto alla nostra.” Lo ha sottolineato il presidente della Provincia Lamberto Gestri inaugurando questa mattina a palazzo Buonamici “La Cina e i suoi paesaggi”, un allestimento che attraverso trenta pitture a olio dell’artista Cai Kequn racconta i paesaggi e le atmosfere della Cina. Ma non solo. Il progetto, frutto del protocollo Artista in Residenza, un’iniziativa collaborativa fra la Monash University, la Provincia di Prato, l’Università di Wenzhou e il Polo Universitario Città di Prato, è solo il primo passo di un percorso di approfondimento della cultura e della sensibilità cinese che inizia con questa mostra e che culminerà a settembre con un convegno internazionale organizzato dalla Monash dal titolo “La Cina nel mondo”.
E’ stata Loretta Baldassar, direttrice dell’università australiana, a lanciare l’iniziativa presentando questa mattina le opere di Cai Kequn, pittore e docente universitario al College of Arts and Design di Wenzhou, che fino al 1 agosto saranno in mostra nella sala Ovale del Buonamici. Kequn sarà L’Artista-in-Residenza 2011 della Monash e oltre a tenere corsi agli studenti realizzerà per settembre un nuovo allestimento – che sarà presentato all’interno del convegno – con pitture e fotografie ispirate alla nostra città e al rapporto con la comunità cinese.
La mostra è visitabile, a ingresso libero, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19. Sono previste anche aperture serali straordinarie in concomitanza con le iniziative che si terranno nel giardino Buonamici che rientrano nel cartellone “Oltre il giardino”.

Collettiva d’arte a Opera 22: da stasera in mostra le opere che sette artisti hanno dedicato al bianco

Opera 22 torna ad ospitare una collettiva d’arte. Il ristorante didattico di qualità che fa capo al Santa Rita sarà nuovamente teatro di una mostra grazie a sette opere, di altrettanti artisti pratesi, allestite nell’ampio giardino a ridosso delle mura storiche di Prato. Oggi (mercoledì 29 giugno) alle 19 si inaugura «Chiedimi il bianco», esposizione di arte contemporanea degli artisti Leonardo Bossio, Mario Artioli Tavani, Federica Gonnelli, Marco Bini, Cinzio Cavallarin, Stefania Puntaroli e Rudy Pulcinelli.
«Bianco è il colore dell’assenza – spiegano i curatori Franco Bertini e Alberto Gavazzeni – ma anche natura primaria, luce, acqua, punto interrogativo». Nell’invito alla mostra infatti c’è la foto del giardino del ristorante di via Pomeria con le sagome bianche delle opere in mostra. «Così si nasconde dietro le sette sagome? Materia trasformata destinata a stupirvi» dicono di due curatori. Alle 20 sarà servito un gustoso buffet al prezzo di 15 euro. La mostra sarà visitabile fino al 18 settembre, dal martedì al sabato dalle 17,30 alle 19,30 (chiusa dal 7 al 28 agosto compresi).

Donate al Museo Civico un lotto di opere dell’artista lituano Jacques Lipchitz: 19 gessi e 43 disegni che valgono 11 milioni di euro

La joie de vivre (1927)

"Modigliani"

Sarà il consiglio comunale straordinario, indetto per le 17,30 di domani mercoledì 29 giugno, a dire l’ultima parola sull’acquisizione da parte del Comune di Prato di una donazione di straordinario valore, circa 11 milioni di dollari, di alcune importantissime opere d’arte destinate ad arricchire la già vasta collezione del Museo Civico di Prato, che sarà riaperto nel 2013 al termine dei lavori in corso per il restauro di Palazzo Pretorio. L’operazione è stata approvata oggi con una delibera di giunta.
Si tratta di 19 opere in gesso e 43 disegni del famoso artista lituano Jacques Lipchitz, che saranno donate al Comune di Prato dalla Fondazione ”Jacques & Yulla Lipchitz” di New York, guidata dall’avvocato Hanno Matt, il quale ha espresso in prima persona la volontà di donare al Museo Civico la preziosa collezione. Entusiasta il commento del sindaco Roberto Cenni: “Ringrazio sentitamente la Fondazione Jacques & Yulla Lipchitz e l’avvocato Hanno Matt che ha voluto impreziosire in maniera così importante la collezione del Museo Civico di Prato, la cui riapertura è fra le priorità di questa amministrazione. Ringrazio anche il collezionista ed esperto d’arte Giuliano Gori e Claudia Cenni, coordinatrice della consulta dei consiglieri del sindaco, che per un anno e mezzo hanno lavorato alacremente, insieme agli uffici del Comune, per realizzare questa operazione. Un particolare ringraziamento anche al professor Kosme de Barañano, esperto d’arte di rilievo internazionale, che si è attivato come tramite fra Giuliano Gori, la Fondazione Lipchitz e l’avvocato Hanno Matt”.
“Di fatto il Museo Civico di Prato – spiegano dal Comune – possiede già una vasta e importante collezione di opere d’arte ma è interesse dell’amministrazione arricchire artisticamente e patrimonialmente la collezione del Civico nell’ottica di accrescerne l’attrattiva verso il pubblico con ricadute locali positive e durevoli. L’ampliamento della collezione può rappresentare sia un fattore di crescita culturale della città sia un mezzo di attrazione turistica, con un riflesso profondo sul senso di appartenenza della comunità, sul piano educativo, sul livello culturale e sulla stessa economia locale”.
Jacques Lipchitz, nato a Druskininkai (Lituania), il 22 agosto 1891 e morto a Capri il 16 maggio 1973 è stato uno dei maggiori esponenti della scultura cubista.

Il Prato Nord Festival apre con la scrittrice Simonetta Agnello Hornby: al Caffè delle Logge parlerà del suo “Storie di donne tra Risorgimento e presente”

Il Prato Nord Festival apre i battenti con il suo cartellone di incontri ed eventi. Questa sera, martedì 28 giugno (ore 21.30, ingresso gratuito), nella bellissima cornice del Caffè delle Logge in piazza del Comune, ci farà compagnia Simonetta Agnello Hornby. La scrittrice, ospitata da Giovanni Capecchi, curatore della rassegna “L’Italia unita (anche dal Giro)”, sarà la protagonista di questo primo incontro, dal titolo “Storie di donne tra Risorgimento e presente”.
Nata a Palermo ma residente a Londra, la Hornby lavora come avvocato dei minori ed è stata per otto anni presidente del Tribunale di Special Educational Needs and Disability; è stata scoperta come scrittrice nel 2002, anno della pubblicazione del suo romanzo “La Mennulara”, che è diventato un vero e proprio caso letterario. Da allora tutti i suoi libri sono stati incoronati come best seller e hanno contribuito ad accrescere la fama di questa donna, molto amata in Italia e all’estero.
L’ultima fatica è “Un filo d’olio”, pubblicato da Sellerio nel 2011, storia dedicata alla sua infanzia siciliana; un pout pourri di usanze, costumi, odori e sapori tipici. Un libro prettamente autobiografico che ci rapisce con la sua dovizia di particolari e il sapore unico di un gusto antico. La Sicilia degli anni ’50 e il suo paesaggio di campagna, fatto di luoghi quasi mitici, prendono vita e accompagnano con mano la giovinezza di questa scrittrice, che vive esperienza sempre nuove. Tutto questo unito all’attenzione per la tradizione culinaria di casa Agnello, che incornicia ogni capitolo con una ricetta speciale e ci fa conoscere le usanze gastronomiche tipiche di quella terra, dal caffè speziato alla tuma tiepida e croccante.
Una grande protagonista, che ha il compito di aprire l’edizione 2011 del Prato Nord Festival con un approfondimento sulle donne nella storia contemporanea, dagli anni movimentati del Risorgimento ai giorni nostri, argomento in cui è notoriamente molto ferrata.

Elia Frosini

Lo scrittore pratese Edoardo Nesi parte in pole position al Premio Strega: entra nella cinquina di finalisti come il più votato

Edoardo Nesi con il suo “Storia della mia gente” (Bompiani) ha raccolto il maggior numero di voti alla prima votazione del prestigioso Premio Strega. Lo scrittore pratese, nonché assessore provinciale, ha ottenuto 60 preferenze piazzandosi in testa alla classifica che doveva designare la cinquina di finalista. Al secondo, terzo e quarto posto con gli stessi voti (49) sono arrivati Desiati con “Ternitti” (Mondadori), Arpaia con “L’energia del vuoto” (Guanda) e Veladiano con “La vita accanto” (Einaudi). Quinto “La scoperta del mondo” (Nottetempo) di Luciana Castellina con 45 voti. Il primo dei non eletti è stato “Nel mare ci sono i coccodrilli” (Dalai) di Fabio Geda, con 37 voti.
Adesso l’attenzione di tutti si sposta al 7 luglio quando, durante una serata evento al Ninfeo di Villa Giulia a Roma, sarà proclamato il vincitore.
Edoardo Nesi non è nuovo alle candidature allo Strega, visto che già nel 2004 partecipò con “L’età dell’oro”. Nel suo nuovo libro “Storia della mia gente” lo scrittore racconta l’illusione perduta del benessere diffuso in Italia, prendendo ispirazione proprio dalla realtà pratese e dalla propria storia personale di imprenditore costretto a cedere l’attività di famiglia per evitare di essere travolto dalla crisi globale.

Per tre giorni studiosi ed esperti a confronto sulla figura del cardinale Niccolò da Prato

«Niccolò da Prato e frati predicatori tra Roma e Avignone» è il titolo del convegno in programma da oggi, giovedì 9, fino a sabato 11 giugno, presso il conservatorio di San Niccolò. A promuovere questo importante appuntamento di storia, arte e fede, dedicato a questo illustre pratese che fu vescovo e cardinale, è la rivista Memorie Domenicane insieme alle suore domenicane dell’Unione di San Tommaso d’Aquino. Niccolò Alberti visse tra il 1250 e il 1321, fu presule a Spoleto; legato ai guelfi bianchi di Firenze fu porporato nel periodo del papato ad Avignone.
Il convegno si apre oggi alle 14, nell’antico refettorio, dopo il saluto del vescovo Gastone Simoni e della altre autorità presenti, la prolusione di Grado Giovanni Merlo, docente di storia medievale che parla di «La cristianità latina tra XIII e XIV secolo»; a seguire «La vita del cardinale e l’Ordine dei frati predicatori», con Anna Benvenuti, che tratta «la vita religiosa e politica in Toscana», e Francesco Santi, «il vescovo e il cardinale». Venerdì 10 giugno, alle 9, relazioni su Niccolò da Prato, i frati predicatori e la vita religiosa femminile; nel pomeriggio, il convegno è dedicato alla «cultura e i libri», con interventi su la biblioteca di Niccolò, la letteratura ai tempi di Avignane, il rapporto con Dante. Sabato 11, ultimo giorno di convegno, «le arti e la trasmissione della memoria», con la descrizione del cardinale come mecenate ma anche la liturgia e la musica contenuta nei manoscritti domenicani del Trecento.

La Camerata Strumentale premia i professori che si sono distinti nel progetto “La musica nella cultura”

La Camerata Strumentale Città di Prato

E’ fissata per domani la seconda edizione del premio assegnato ai docenti delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado, che hanno partecipato con un gruppo di studenti o classe, al progetto “La musica nella cultura: per un ascolto consapevole”.
Al progetto didattico, promosso dalla Camerata strumentale «Città di Prato» in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Provinciale di Prato ha aderito la maggior parte della scuole secondarie di I e II grado della Provincia, con l’adesione di oltre 3.000 studenti e oltre 100 docenti partecipanti. Inoltre anche quest’anno c’è stata una significativa adesione da parte di alcune scuole primarie che già l’anno scorso avevano dimostrato entusiasmo e interesse nei confronti di questa iniziativa.
Il progetto offre agli studenti delle scuole della Provincia di Prato l’opportunità di allargare i loro orizzonti culturali attraverso un articolato progetto formativo che prevede una serie di incontri-guida con i docenti referenti, finalizzata a fornire spunti di lavoro e di integrazione con la musica, in particolare con le opere eseguite nel corso della Stagione Sinfonica. I docenti hanno così la possibilità di selezionare i vari concerti tenendo conto del loro programma scolastico; gli studenti hanno la possibilità di arricchire la loro formazione partecipando agli incontri preparatori tenuti da esperti musicologi direttamente nelle scuole, e ai concerti tenuti dall’Orchestra Camerata strumentale «Città di Prato» al Teatro Politeama Pratese. Tutto questo viene offerto a titolo interamente gratuito per le scuole.
La cerimonia di consegna dei premi di questa edizione è quindi domani, giovedì 9 giugno, alle 17,30 nella prestigiosa Galleria di Palazzo degli Alberti.
Ecco i docenti premiati: Mario Di Carlo, Andrea Mazzoni, Matilde Griffo, Filippo Coralli, Alessandro Cavicchi, Laura Ponzecchi, Alberto Cocci, Annagloria Risaliti, Sandra Martini, Letizia Querci, Luisa Berti, Paola Fossati, Anna Ieracitano. Il premio assegnato consiste in due abbonamenti alla Stagione concertistica 2011-2012 della Camerata strumentale «Città  di Prato».

Il Pecci rende omaggio all’artista pratese Andrea Martinelli con una grande personale allestita a Milano

Un'opera di Andrea Martinelli

Il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, in continuità con la serie di mostre personali dedicate agli artisti nati negli anni Sessanta, Loris Cecchini, Paolo Canevari e Michael Lin, propone, una mostra personale di Andrea Martinelli, forse il più discusso e singolare rappresentante della nuova pittura nata negli anni Novanta in Italia. La mostra presentata presso il Museo Pecci Milano è un’iniziativa promossa dal Padiglione Italia alla 54° Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia in occasione del 150° dell’Unità d’Italia, a cura di Vittorio Sgarbi.
Pittore originale nell’attuale panorama italiano, il pratese Andrea Martinelli ha un’idea inedita della contemporaneità che porta avanti nelle sue opere con una serie di tematiche che si reiterano con continuità: la figura umana e il volto, con cui crea un nuovo anonimo pantheon della modernità. Il titolo di questa prima mostra retrospettiva incentrata sugli ultimi dieci anni di lavoro, “Presente!” riprende una usuale formula di risposta ad un appello e vuole rimarcare, nella sua ambiguità, la partecipazione dell’artista alla scena artistica di oggi oltre a evocare la chiamata diretta delle figure ritratte nei suoi dipinti e riunite tutte insieme per quest’occasione.
La mostra, oltre a presentare una trentina di grandi lavori su tela tra cui alcuni realizzati per l’occasione, documenterà ampiamente anche l’aspetto del disegno, matrice di tutto il suo lavoro, oltre al materiale iconografico e di lavoro da cui l’artista inizia il suo processo creativo prima di giungere alla tele di grandi dimensioni. A testimoniare l’aspetto intimistico e l’atmosfera quasi monacale in cui Martinelli opera saranno presenti in mostra anche le fotografie recentemente scattate dal fotografo Gianni Berengo Gardin e un documentario girato per la regia di Elisabetta Sgarbi.
Dal 9 giugno al 7 luglio nello Spazio mostre Valentini ci sarà una vetrina anche nel cuore della città per la mostra che il Pecci dedica ad Andrea Martinelli negli spazi espositivi di Milano, in collaborazione con Comune, Regione, Provincia e Camera di commercio.  “Andrea Martinelli, Presente!” è la prima grande personale dell’artista pratese, in occasione della sua partecipazione al Padiglione Italia della 54a Biennale di Venezia a cura di Vittorio Sgarbi. L’evento è la consacrazione a livello nazionale di una doppia eccellenza pratese: quella del ‘maestro’ nato e cresciuto nella nostra città, alla cui gente ha dedicato i suoi numerosi ritratti, e quella del nostro museo. In saletta Valentini un’opera suggestiva dell’artista, i video sull’esposizione di Milano e tanto altro ancora. Inaugurazione spazio Valentini, via Ricasoli 6, giovedì 9 giugno ore 18.30. (apertura (mercoledì-giov-venerdì dalle 16.30 alle 19.30.

Biennale giovani artisti, c’è tempo fino al 10 giugno per presentare le domande di partecipazione

Prorogato al 10 giugno il termine di presentazione delle domande per partecipare all’edizione 2011 della Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo con una produzione artistica nelle discipline fotografia e letteratura (romanzo, poesia, racconto, storytelling) .
Considerata la più importante vetrina mediterranea della creatività giovanile, la XV edizione della Biennale sarà caratterizzata da una nuova formula: un lungo viaggio attraverso il Mediterraneo che nel corso del 2011 coinvolgerà diverse città. Gli artisti selezionati dalla città di Prato per fotografia e letteratura potranno presentare la loro opera rispettivamente, a Salonicco – che ospiterà dal 7 ottobre al 6 novembre prossimo le sezioni artistiche Arti Visive, Arti Applicate e Gastronomia – e a Roma che ospiterà il 18 e il 19 novembre le sezioni di Cinema e Letteratura. Le opere verranno inoltre presentate nel catalogo collettivo della manifestazione e ci sarà l’opportunità per i giovani artisti di partecipare a workshop ed incontri con operatori del settore e curatori.
All’ultima edizione della Biennale che si è svolta a Skopje nel 2009 la nostra città è stata egregiamente rappresentata nella sezione Arti Visive dai pratesi Vanni Bassetti e  Silvio Palladino. Dopo la Biennale, che ricordiamo rappresenta per i giovani artisti un’ottima occasione di visibilità,  Vanni Bassetti ha partecipato alle mostre collettive “Spot#01” “I’ll never give up smoking” e ha realizzato la recente personale “30 Sec Lovers”,  mentre Silvio Palladino ha preso parte alla rassegna internazionale  ZOOart 2010 di Cuneo ed ha realizzato la performance “The Composers”  alla prestigiosa Tate Britain di Londra, evento artistico questo che ben testimonia la caratteristica partecipativa e pubblica dei suoi progetti.
Un’occasione da non perdere, quindi, per i giovani creativi pratesi che avranno l’opportunità  di partecipare ad una manifestazione artistica di rilievo internazionale.
Le domande di partecipazione per la selezione dovranno quindi pervenire entro il 10 giugno 2011 alle ore 13: Comune di Prato – Servizio Cultura – Via S. Caterina, 17 – 59100 Prato, (non farà fede il timbro postale). Il bando e il regolamento del concorso sono scaricabili dal Portale Giovani del Comune di Prato: www.portalegiovani.prato.it (sezione artisti e creatività). Per info tel. 0574-1835022.

AParte ci guida alla scoperta dell’artista toscano Carlo Bertocci: l’appuntamento è al Pecci

L’Associazione Pecci arte, nell’ambito del ciclo di incontri mensili AParte LINKs, questo mese presenta “Guardar vedere” con Carlo Bertocci. L’appuntamento è per oggi, mercoledì 25 maggio, alle 18.30 nell’Auditorium del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci.
L’artista, nato a Castell’Azzara (Grosseto) nel 1946, vive e lavora a Firenze dove nel 1973 si è laureato in Architettura. Dal 1997 è membro dell’ Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, fondata da Michelangelo e Vasari. Agli inizi degli anni ’80 è protagonista tra i più lirici e sensibili della Pittura Colta di Italo Mussa e partecipa alle mostre nazionali e internazionali che riuniscono i pittori di questo gruppo con quelli dell’Anacronismo e Ipermanierismo. Ha partecipato a numerose mostre collettive in Italia e all’estero. Dal 1991 si dedica anche alla scultura realizzando terrecotte, ceramiche e bronzi. Nel 2006-2007 realizza un bronzo per la piazza di Castell’Azzara. Nel 2004 il Senato della Repubblica Italiana acquisisce un suo dipinto per la collezione permanente di Palazzo Madama, nello stesso anno
realizza il ritratto di Giovanni Spadolini per la galleria dei presidenti del Senato di Palazzo Madama. Per la stessa galleria nel 2008 ha realizzato il ritratto del Presidente del Senato Franco Marini.

L’Istituto di studi storici postali protagonista a Parigi di una conferenza nell’ambito dei 150 anni dall’Unità d’Italia

La biblioteca dell'Istituto

L’Istituto di studi storici postali di Prato chiamato a Strasburgo dall’Istituto italiano di cultura per una conferenza. Sarà il vicedirettore Issp, Bruno Crevato-Selvaggi, ad intervenire sul tema: “L’Italia, la Francia, la posta”. L’iniziativa si svolgerà domani, martedì 24 maggio, alle 18 a villa Schutzenberger, 76 allée de la Robertsau. Si inserisce nell’ambito del centocinquantesimo dell’Unità d’Italia e vede come relatore il coordinatore scientifico ed organizzativo della mostra tenutasi recentemente a Montecitorio intitolata “Quel magnifico biennio 1859-1861”.
“La posta ed i suoi servizi, all’epoca unico mezzo di comunicazione a distanza assieme al telegrafo, godeva -ricorda l’Istituto italiano di cultura- di una centralità sociale che ne faceva una protagonista degli eventi ed un mezzo privilegiato per raccontarli. Se dal punto di vista economico ci fosse stata una maggiore serenità, l’Istituto avrebbe voluto inserire in internet l’inedita corrispondenza di Cesare Correnti, che fu tra gli animatori delle “Cinque giornate di Milano” e poi deputato, senatore e ministro del Regno”.

“Live” al Centro Pecci: l’arte contemporanea e il rock scoprono di essere compagni di viaggio

L’arte e il rock vanno a braccetto al Pecci. Nella giornata di domani, sabato 21 maggio, il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato inaugurerà una mostra veramente interessante, che unisce due storie tanto diverse e allo stesso tempo tanto simili. “Live! – L’arte incontra il rock”, mostra curata da Luca Beatrice e Marco Bazzini, racconta attraverso un suggestivo punto di vista come l’arte contemporanea e la musica rock abbiano vissuto un percorso molto simile, contribuendo a costruire la cultura degli ultimi quarant’anni. Una sinergia silenziosa, quasi involontaria, che con questo evento vuole essere scoperta attraverso la storia di queste due manifestazioni artistiche, che hanno un grande punto in comune nella performance, che di volta in volta assume i contorni di una installazione o di un concerto.
Il percorso parte dal 1969, anno dell’ultima esibizione dei Beatles e del concerto di Woodstock, che è anche il periodo in cui Harald Szeemann cura “When the attitudes become form”, la prima mostra che apre le frontiere all’arte contemporanea. Da questa data parte un viaggio irresistibile e attraente che tocca le tappe fondamentali delle performance artistiche e musicali, ordinate cronologicamente: gli anni Settanta con i Pink Floyd, la morte di Ziggy Stardust e le mostre di Achille Bonito Oliva; i mitici Ottanta con le canzoni di Patti Smith e la Transavanguardia d’autore di Sandro Chia e Nicola De Maria; i Novanta di Vasco Rossi e del minimalismo di Stefano Arienti.
Un binario che, traguardo dopo traguardo, aiuta a capire la vita del rock e il progresso dell’arte contemporanea, ma che s’infrange con l’interrogativo degli anni Duemila, gran finale della mostra. Ha ancora senso parlare di rock star? E come  è considerato l’artista nel panorama coevo? Ogni visitatore darà una sua risposta a queste domande.
Appuntamento per tutti sabato 21 maggio alle ore 18, per l’apertura al pubblico di questo evento straordinario, che occuperà le sale del Pecci fino al 7 agosto prossimo e che è stata realizzato anche grazie al contributo di Mtv, la music television media partner della mostra che ha creato per l’occasione “100 Greatest Artists Of all The Time”, una classifica che presenta i cento più grandi artisti di tutti i tempi.
Elia Frosini

Poggio a Caiano, il viaggio di Soffici da Firenze al cuore della cultura europea: oggi si inaugura la mostra

Si inaugura oggi , sabato 14 maggio, alle 17.30 la mostra “Ardengo Soffici: la Toscana in Europa”, allestita al Museo Soffici di Poggio a Caiano. La mostra sarà visitabile fino al 2 ottobre e oggi, in occasione della Notte dei Musei, resterà aperta fino a mezzanotte.
L’esposizione, curata da Luigi Cavallo e organizzata dall’assessorato alla Cultura del Comune di Poggio a Caiano, presenta circa 45 opere in grado di analizzare l’excursus pittorico di Ardengo Soffici che, partito da Firenze nell’anno 1900, trascorse poi a Parigi sette anni di esperienze fondamentali per il complessivo svolgimento della sua attività. La precoce esperienza di vita a Parigi, lo inserisce fra protagonisti come Apollinaire, Picasso, Braque, Rousseau, Max Jacob, Cendrars, Medardo Rosso.
Nel rinnovato allestimento del Museo che viene presentato oggi, in occasione della Notte dei Musei, si sono aggiunte alla raccolta di base altre opere, che resteranno in comodato più o meno lungo: una visione ampliata in modo cospicuo della pittura di Soffici, permetterà di avere un riscontro sugli originali di quello che è stato lo svolgimento della sua poetica e del suo stile. I dipinti e i documenti in mostra provengono dalla collezione Vallecchi, dal Museo “Casa Rodolfo Siviero” di Firenze, dalla Fondazione Spadolini di Firenze, dalla Biblioteca Cantonale-Archivio Prezzolini di Lugano e da altre importanti collezioni.
Nell’occasione viene stampato un catalogo bilingue (italiano-inglese) con un’estesa biografia dell’artista, approfondimenti e apparati critici, curato da Luigi Cavallo con la collaborazione di Luigi Corsetti e Oretta Nicolini. Ad inaugurare la mostra sarà Laura Soffici, figlia dell’artista.
Questa iniziativa intende essere la prima tappa di un percorso espositivo che si concluderà nel 2012 – anno del cinquantesimo anniversario della costituzione del Comune di Poggio a Caiano, a cui Soffici collaborò disegnando lo stemma – con una nuova mostra dal titolo “Ardengo Soffici: l’Europa in Toscana” dove saranno presenti opere di artisti internazionali da lui frequentati, come Picasso, Apollinaire, Braque.

Una due giorni in San Domenico dedicata alla figura dell’architetto Giovanni Michelucci

Il chiostro della chiesa di San Domenico a Prato (piazza san Domenico 8) accoglierà due eventi molto interessanti e che gli appassionati di arte sacra non possono dimenticare: all’interno del ciclo “Michelucci e l’arte Sacra”, domani, lunedì 9 maggio, alle ore 18 si terrà l’inaugurazione della mostra “La chiesa della Vergine e la Via Crucis”, con foto di Duccio Bartolozzi e disegni di Flavio Bartolozzi, Quinto Martini e Jorio Vivarelli. Interverranno il vescovo di Prato monsignor Gastone Simoni, il vicario della Diocesi di Pistoia Don Paolo Palazzi, lo storico dell’arte Ugo Barlozzetti e Roberto Agnoletti, storico dell’architettura. Il giorno successivo, martedì 10 maggio, nella stessa cornice del chiostro di San Domenico avrà luogo, alle ore 21, una conferenza dal titolo “Architettura sacra a Pistoia nel Novecento”, a cura di Roberto Agnoletti.
Due giornate per riscoprire il talento dell’architetto pistoiese Giovanni Michelucci, scomparso circa vent’anni fa; un momento per apprezzare le grandi creazioni di questo talento del nostro territorio, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo. Dalla famosa chiesa visibile dall’autostrada del Sole alla chiesa della Vergine a Pistoia sono tante le opere firmate da questo straordinario artista, che ha collaborato a progetti di primo piano in Italia e che ha realizzato opere straordinarie non solo di arte sacra, ma anche di architettura civile (non possiamo non ricordare la Stazione di Santa Maria Novella a Firenze o la sistemazione della città Universitaria a Roma).
Elia Frosini

Arte di parole va ad una studentessa fiorentina che ha vinto il premio letterario riservato alle scuole

Si è tenuta questa mattina al Teatro Metastasio la premiazione della seconda edizione del Premio Letterario “Arte di Parole”. L’evento è stato organizzato dal salotto letterario di sesto Fiorentino con il patrocinio del Comune di Prato e della casa editrice Pagliai – Polistampa. Il Premio letterario, ideato dalla scrittore Gianni Conti, ha visto confrontarsi studenti delle scuole superiori di Prato e Firenze.
“L’ iniziativa – dichiara l’ideatore Gianni Conti -, è nata con l’intento di onorare la letteratura e devo ringraziare tutti coloro, a partire dai ragazzi, che ci hanno aiutato a portarla avanti con successo. Il Premio nel corso di questi dua anni ha trovato il consenso di molte persone e istituzioni e è nostra ferma intenzione portarlo fuori dalla regione e renderlo nazionale. Vogliamo attraverso questa iniziativa, donare qualcosa di visibile e chiaro ai giovani, per aiutarli ad uscire dalle tenebre in cui molto spesso si trovano coloro che non si avvicinano alla cultura”.
La vincitrice di questa seconda edizione è stata la fiorentina Sara Picchi, studentessa del Liceo Scientifico Cecchi, con il racconto “Anarchia”. Alla prima classificata è stato consegnato un premio in denaro di 1.200 euro, oltre alla pubblicazione del racconto. Ai racconti migliori sono stati consegnati premi in denaro e libri. Il racconto vincitore e gli incipit dei primi sei classificati sono stati letti dall’attore Francesco Borchi, molto applaudito dal Teatro Metastasio gremito di studenti.
“Il mio grazie più importante – ha dichiarato l’assessore alla Cultura del Comune Anna Beltrame -, va ai ragazzi. Quando ci sono così tanti giovani che partecipano ad un premio letterario, con racconti che dimostrano un enorme sensibilità e ricchezza non possiamo che gioirne e vederne gli aspetti positivi. E’ un segnale importante di speranza. Questa esperienza rimarrà con voi e vi accompagnerà anche quando sarete più disincantati. Leggete, frequentate il teatro e conservate i vostri sogni”.
La giuria era composta da Umberto Cecchi, Presidente del Teatro Metastasio e della giuria, Francesco Recami, presidente del Premio, Anna Beltrame, assessore alla cultura del Comune, Claudio Caponi, storico, Giuseppe Mascambruno, Direttore de La Nazione, Chiara Mugavero, traduttrice, Antonio Pagliai, editore, Giuseppe Panella, docente presso la Normale di Pisa e walter Scancarello, operatore culturale.
Il presidente del Teatro Metastasio Umberto Cecchi ha fatto gli onori di casa e si è dichiarato felice di ospitare in un luogo così denso di cultura, da dove nascono importanti spettacoli, un’iniziativa così meritevole. “Auspico – ha dichiarato Cecchi -, che il prossimo anno siano molti di più i ragazzi delle scuole pratesi a partecipare al Premio. In questa edizione hanno prevalso sia come numero siano come risultati i giovani fiorentini e in una città come Prato, dove la cultura principale è sempre stata quella del lavoro non vorrei che in un momento così delicato la città non riuscisse a reinventarsi anche attarverso la cultura”. I racconti selezionati saranno raccolti in una pubblicazione della casa editrice Pagliai-Polistampa.

Biennale Giovani Artisti, pubblicato il bando per selezionare chi rappresenterà Prato nelle discipline fotografia e letteratura

Pubblicato il bando dell’assessorato alla Cultura del Comune per selezionare gli artisti locali che parteciperanno all’edizione 2011 della Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo con una produzione artistica nelle discipline fotografia e letteratura (romanzo, poesia, racconto, storytelling).
Considerata la più importante vetrina mediterranea della creatività giovanile, la XV edizione della Biennale sarà caratterizzata da una nuova formula: un lungo viaggio attraverso il Mediterraneo che nel corso del 2011 coinvolgerà diverse città. Il Comune di Prato ha già partecipato con artisti locali a diverse precedenti edizioni, fra le quali le ultime di Atene 2003, Napoli  2005, Puglia 2008 e Skopje 2009.
Gli artisti selezionati dalla città di Prato per fotografia e letteratura potranno presentare la loro opera rispettivamente, a Salonicco – che ospiterà dal 7 ottobre al 6 novembre prossimo le sezioni artistiche Arti Visive, Arti Applicate e Gastronomia – e a Roma che ospiterà il 18 e il 19 novembre le sezioni di Cinema e Letteratura. Le opere verranno inoltre presentate nel catalogo collettivo della manifestazione e ci sarà l’opportunità per i giovani artisti di partecipare a workshop ed incontri con operatori del settore e curatori.
Le domande di partecipazione per la selezione dovranno pervenire a: Comune di Prato – Servizio Cultura – Via S. Caterina, 17 – 59100 Prato, entro il 3 giugno 2011 alle ore 13 (non farà fede il timbro postale). Il bando e il regolamento del concorso sono scaricabili dal Portale Giovani del Comune di Prato: www.portalegiovani.prato.it (sezione artisti e creatività). Per info tel. 0574-1835022.

Con AParte alla scoperta del genio dell’artista Lena Liv: al Pecci incontro dedicato alla sua opera dedicata alle stazioni della metro di Mosca

L’associazione Pecci arte, nell’ambito dell’iniziativa mensile AParte LINKs, questo mese ospita l’artista russo-israeliana Lena Liv, che presenterà il video Cathedrals for the Masses – Moscow Metro, girato per l’omonima mostra del 2010 presso il Tel Aviv Museum of Art. L’appuntamento è per oggi, martedì 26 aprile, alle 18.30 presso l’Auditorium del Centro Pecci.
Lena Liv, nata a Leningrado, torna in patria dopo anni passati in Israele e in Italia e continua, in questa mostra, una delle storie eroiche del suo Paese: le stazioni della metropolitana di Mosca. Con un audace e raro sguardo introspettivo, la Liv si concentra sugli spazi sotterranei delle imponenti stazioni della metropolitana di Mosca, costruite in epoca staliniana come “Palazzi per il Proletariato”.
L’artista fotografa per lo più al mattino presto, prima che i passeggeri affollino le stazioni. Solo poche figure, simili a dei profughi, sono presenti nelle opere. Sono avvolte in coperte per ripararsi dal freddo, fluttuando tra la veglia e il sonno. I loro bagagli sembrano essere diventati una parte del loro corpo. Accasciate lungo le panchine in pietra, sembrano fuggite da una lotta senza speranza. Per generazioni, la metropolitana di Mosca è stata una specie di tempio laico, decorato con sculture e mosaici che esaltavano l’ Uomo Sovietico; tutto ciò in uno Stato che vieta il rito religioso.
Le stazioni della metropolitana di Mosca sono intrise di un’atmosfera mistica e immerse in una bellezza quasi surreale. Le opere di Lena Liv cercano di cogliere il singolare rapporto tra i pendolari e lo spazio della stazione, in quanto l’artista punta ad una dimensione spirituale slegata dalla religione. I suoi lavori non alludono ad eventi specifici: sono storie collettive, con un tocco universale. Dopo la proiezione, i partecipanti potranno dialogare con l’artista.

Ai “Thè di ToscanaOggi” la scrittrice Anna Borgia ci svela tutti i segreti di Tolstoj

Sorseggiare un thè e scoprire la storia segreta di uno dei più grandi scrittori russi: Lev Tolstoj. Domani, martedì 26 aprile, torna l’appuntamento con i Thè di Toscana Oggi, l’iniziativa rivolta a tutti gli abbonati del settimanale. A parlare dell’autore di romanzi fondamentali nella storia della letteratura mondiale come «Guerra e Pace» e «Anna Karenina» sarà Anna Borgia, autrice del volume «Nel cuore di Tolstoj – Ricerca della verità nei diari intimi», volume che, attraverso i diari che lo stesso Tolstoj scrisse fin dalla prima gioventù, analizza la figura complessa, sfaccettata, in continua ricerca di una verità del grande scrittore russo scomparso cento anni fa. Il ritratto che ne fa Anna Borgia è di un uomo in cammino, pellegrino senza una stazione di partenza e di arrivo, che non sia la ricerca permanente di se stesso e la conquista difficile di un posto per sé tra gli altri. La studiosa ha così evidenziato l’attualità del pensiero di Tolstoj ripercorrendone le tappe della formazione e della crescita.
Un incontro, quindi, quello ai Thè di martedì 26 aprile, in programma alle ore 16 al ridotto del Teatro Metastasio (via Cairoli, 59), che offrirà spunti non solo a quanti hanno letto le opere di Tolstoj, ma anche in coloro che non le conoscono e avranno così la curiosità di affrontarle. Come al solito, l’ingresso è riservato agli abbonati a Toscana Oggi (accompagnati eventualmente da un familiare residente allo stesso indirizzo cui è intestato l’abbonamento) e a quanti, all’ingresso vorranno sottoscrivere un nuovo abbonamento.

Il Museo del tessuto diventa più ricco: acquistati 5 preziosi reperti del ’600 e ’700 grazie agli Amici del Museo

Da oggi il Museo del Tessuto di Prato, un’eccellenza a livello nazionale, può fregiarsi di una nuova straordinaria acquisizione: sono stati comprati, da una collezione privata, merletti che spaziano dal XVII al XVIII secolo e un tessuto “ganzo” veneziano del 1700. Con questi nuovi pezzi il Museo arricchisce la sua collezione integrando con rarissime testimonianze, peraltro arrivate fino a noi in ottime condizioni, che fanno luce su un’importante produzione dell’età moderna, ossia sulla manifattura dei merletti e dei ricami per l’abbigliamento signorile ed ecclesiastico.
Gli artefici di questo incredibile acquisto sono i soci dell’associazione “Amici del Museo del Tessuto”, che hanno donato questi reperti, costati circa 8mila euro; “Gli obiettivi di questa associazione sono arricchire le collezioni, ma anche organizzare attività di vario genere legate all’informazione sulla storia del tessile” dichiara Stefano Panconesi, presidente degli “Amici”, soddisfatto di questo grande evento, possibile solo grazie alla raccolta fondi svoltasi durante la riuscitissima cena nel cortile della Ciminiera dello scorso settembre, che ha catalizzato nelle sale quasi 600 partecipanti, con la presenza di tutte le istituzioni cittadine sia comunali che provinciali.
“Un evento che riunisce  560 persone con lo scopo di raccogliere fondi per nuovi acquisti, importanti per il nostro Museo, è un segnale importante perché sottolinea quanto questa realtà culturale – dice Andrea Cavicchi, presidente della fondazione Museo del Tessuto – sia considerata dai cittadini come una parte attiva della città, un luogo importante per la nostra Prato”.
I cinque nuovi tessuti, esposti al pubblico dal prossimo autunno, dopo i lavori di trasformazione del Museo (che avverranno quest’estate), sono esempi straordinari di bordature realizzate a fuselli e ad ago, prodotte nei maggiori centri di produzioni di merletti italiani, in particolare a Venezia, e che troveranno grande diffusione nella Francia di Luigi XVI. Oggetti rarissimi e di grande levatura, degni delle più importanti esposizioni del mondo; una donazione che arricchisce il nome del Museo del polo Campolmi e che è stata intitolata a Francesco Rossi, il preside del Buzzi scomparso prematuramente nel giugno dello scorso anno, che è stato, come dice Cavicchi, “mio vicepresidente fino al 2010 e personaggio importantissimo per questo museo”.
Un’altra scommessa vinta per il Museo del Tessuto, che nel 2010 ha potuto vantare bel 17mila  presenze effettive, in crescita rispetto all’anno precedente e nonostante la crisi, anche grazie alla grande attività di arricchimento e di organizzazione di iniziative organizzate dall’associazione degli “Amici”, che ha programmato per questa sera, alle ore 21:30, una conferenza aperta al pubblico dal titolo “Economia e società pratese durante il Risorgimento” a cura del professor Nigro, presidente dell’Istituto Internazionale di Storia Economica “F. Datini”.

Elia Frosini

Capolavori restaurati dell’arte sacra in mostra a Prato: nel week end l’ingresso alla mostra è gratuito

Al via con una tre-giorni ad ingresso gratuito la mostra “Prato, echi preziosi – Donatello, Lippi e capolavori del Sacro”, in programma al Museo dell’Opera del Duomo e al Museo di Pittura Murale di Prato. Fino a domenica 17 aprile si potrà infatti accedere gratuitamente, nell’ambito  della XIII Settimana della Cultura promossa dal Ministro per i Beni e le Attività Culturali. Gli orari di apertura: venerdì 15 aprile 9/13-14,30/18,30; sabato 16 10/13-13,30/18,30; domenica 17 10/13-15,30/18,30.
Straordinaria la vista che “Echi Preziosi” offre al visitatore, come hanno constatato le oltre duecento persone che giovedì scorso hanno partecipato alla cerimonia inaugurale, alla presenza del vescovo di Prato Gastone Simoni, del sindaco Roberto Cenni, dell’assessore alla cultura Anna Beltrame, della soprintendente di Firenze, Pistoia e Prato Alessandra Marino e del presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato Ferdinando Albini.
Organizzata da Diocesi, Comune e Fondazione Cassa di Risparmio di Prato e promossa in collaborazione con la Soprintendenza di Firenze, Pistoia e Prato, l’esposizione presenta opere di arte sacra di notevole qualità, recentemente restaurate, alcune appartenenti al patrimonio artistico pratese, altre frutto di coraggiose acquisizioni di enti e istituzioni cittadine. Oltre all’imponente polittico da Mariotto di Nardo, al prezioso Crocifisso di Filippino Lippi ed al capitello in bronzo di Donatello e Michelozzo, grande attesa per i 20 “setini” di Gregorio Pagani, pittore allievo di Santi di Tito tra i maggiori attivi a Firenze sullo scorcio del Cinquecento. Un ritorno al pubblico dopo che per secoli sono stati custoditi dalle suore di clausura del convento di San Clemente, e soprattutto dopo il recente restauro finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Prato.
“Anche in un momento di scarse risorse, Prato non rinuncia alla cultura”, sottolinea il sindaco Cenni, che del progetto aveva già gettato le basi nelle precedenti vesti di presidente della Fondazione Cariprato, finanziando l’acquisizione del polittico ed il restauro dei venti stendardi. E che come primo cittadino ha poi condotto, in prima persona, l’acquisto del Cristo Crocifisso di Filippo Nardi da parte del Comune di Prato, nel gennaio 2010, durante un’asta Christie’s a New York.
La mostra, che ricordiamo si articola in due diversi spazi, il Museo dell’Opera del Duomo e il Museo di Pittura Murale di Prato, propone inoltre opere di Filippo Lippi, Francesco Botticini, Bernardo Daddi, Girolamo Ristori, Paolo Uccello e di altri maestri del periodo.

Da Donatello a Filippino Lippi: i capolavori dell’arte sacra in mostra a Prato fino a settembre

“Prato, echi preziosi – Donatello, Lippi e capolavori del Sacro” è il titolo della mostra in programma dal 15 aprile al 15 settembre 2011 a Prato, negli spazi del Museo dell’Opera del Duomo e del Museo di Pittura Murale. Inaugurazione giovedì 14 aprile alle 17 alla presenza della Soprintendente per il Polo Museale di Firenze, Cristina Acidini, e della Soprintendente ai Beni Architettonici e Artistici delle Province di Firenze, Pistoia e Prato, Alessandra Marino. Fino a domenica 17 aprile si può accedere gratuitamente, nell’ambito della XIII Settimana della Cultura.
Promossa da Diocesi di Prato, Comune di Prato e Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, in collaborazione con la Soprintendenza di Firenze, Pistoia e Prato, l’esposizione presenta opere di arte sacra di notevole qualità, recentemente restaurate, alcune appartenenti al patrimonio artistico pratese, altre frutto di coraggiose acquisizioni di enti e istituzioni cittadine.
Nel Museo dell’Opera del Duomo, a fianco della Cattedrale, sarà presentato, dopo il capillare restauro condotto dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, il capitello in bronzo, su disegno di Donatello e Michelozzo – fuso nel 1433 da Maso di Bartolomeo e dallo stesso Michelozzo – posto alla base dell’originale pulpito esterno della Cattedrale e definito da Cristina Acidini “il più bel capitello del mondo”. Al Museo di Pittura Murale saranno esposti l’imponente polittico eseguito da Mariotto di Nardo (1424) per la Cappella Serristori in San Francesco, a Figline Valdarno, opera acquisita dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, ed il prezioso Crocifisso dipinto da Filippino Lippi (figlio pratese del celeberrimo Filippo e di Lucrezia Buti), tavola recentemente acquistata dal Comune di Prato. Completa la mostra l’importante e rarissimo complesso di venti stendardi dipinti su seta, attribuiti a Gregorio Pagani, pittore allievo di Santi di Tito tra i maggiori attivi a Firenze sullo scorcio del Cinquecento. Gli stendardi dipinti, i cosiddetti “setini”,  presentati dopo un
lungo e delicato intervento di restauro – finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Prato – e custoditi nel convento di San Clemente a Prato, furono commissionati intorno al 1595 per la chiesa benedettina di San Michele dalla famiglia pratese dei Rocchi, come apparato decorativo in occasione di particolari festività.
Con lo stesso biglietto della mostra sarà possibile visitare inoltre gli affreschi di Filippo Lippi nella cappella maggiore del Duomo, il notissimo ciclo di “Storie di santo Stefano e san Giovanni Battista” realizzato tra il 1452 e il 1465, che il Vasari definì “la più eccellente di tutte le cose sue”, ed in cui è possibile scorgere l’autoritratto dell’artista, nel personaggio di un anziano frate a fianco di Papa Pio II. La mostra sarà aperta al pubblico dal 15 aprile al 15 settembre 2011 (Museo dell’Opera del Duomo, Piazza Duomo, 49; Museo di Pittura Murale, Piazza S. Domenico, 9). Biglietto, 10 euro. Fino a domenica 17 aprile, in occasione della settimana della cultura, l’ingresso alla mostra è gratuito.

“Musica a Prato”: tre concerti in altrettante chiese e due incontri divulgativi per il Festival di Pasqua

Alberto Bologni

Con tre concerti di grande suggestione e due incontri torna “Musica a Prato”, la rassegna musicale organizzata dall’associazione Artes di Prato nell’ambito del Festival di Pasqua 2011 con il contributo della Circoscrizione centro, presieduta da Massimo Taiti.
Gli incontri, a carattere divulgativo sulla cultura musicale, apriranno quest’edizione della manifestazione. Il primo è previsto per stasera, lunedì 11 aprile, alle 21.15 nella Cappella Migliorati della chiesa di San Francesco (accesso dal chiostro) sul bellissimo Stabat mater di Pergolesi: “Alla scoperta dello Stabat Mater” è infatto il titolo dell’incontro con Don Gianni Gualtieri e Fiorenzo Gei sul significato poetico della sequenza di Iacopone da Todi e sul valore musicale del capolavoro pergolesiano. Il secondo è domani, martedì 12 aprile, alle 18 al negozio di dischi La Fenice, in via S.ta Reparata 8/b a Firenze, con la presentazione del Festival di Pasqua e dell’ultimo cd di Alberto Bologni, ”I capricci per violino solo di Niccolò Paganini. Saranno presenti, oltre a Bologni che eseguirà dal vivo alcuni estratti dal disco, il compositore Andrea Portera e il direttore d’orchestra Andrea Vitello.
Il primo dei tre concerti si terrà invece mercoledì prossimo 13 aprile nella chiesa di Santa Maria delle Carceri alle 21.15 con il noto violinista Alberto Bologni che eseguirà ”I 24 capricci per violino solo” di Niccolò Paganini. Col suo Santo Serafino del 1734, Bologni presenta in concerto la sua ultima fatica discografica, i 24 Capricci, summa dell’arte violinistica paganiniana. Venerdì 15 aprile appuntamento alla chiesa di Santa Chiara (piazza San Rocco) alle 21.15 con una serata dedicata a “A cappella, nuova coralità amatoriale pratese”: protagonisti il Coro Cantare Aude diretto da Barbara Zuccaro e il Coro giovanile Euphonios diretto da Elia Orlando.  Infine lunedì 18 aprile nella chiesa di San Francesco, sempre alle 21.15, si celebra l’inizio della Settimana Santa con una delle opere simbolo del barocco italiano, lo Stabat Mater di Pergolesi, e con la prima esecuzione assoluta di “Original Mater” per 13 archi, campane tibetane e didjerido, commissionata dall’Associazione Artes al compositore fiorentino Andrea Portera. Organizzato in collaborazione con Pratolirica, all’evento parteciperanno l’Orchestra giovanile Artes, il soprano Nemi Bertagni e il contralto Lucia Sciannimanico, diretti dal Maestro pratese Andrea Vitello.

Alberto Ongaro protagonista a Libri d’Italia: stasera alla Lazzerini presenta il suo “La maschera di Antenore”

Anche questa settimana torna il giovedì in compagnia di “Libri d’Italia”, rassegna letteraria curata da Stefano Coppini e promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Prato. Dopo l’incontro con Barbara Alberti, la sala conferenze “Riccardo Berti” della biblioteca Lazzerini di Prato ospiterà un altro grande personaggio, Alberto Ongaro, scrittore, giornalista e sceneggiatore di fumetti. Classe 1925, ha vissuto per molto tempo all’estero, soprattutto come corrispondente del quotidiano “L’Europeo”; ha collaborato con il grande disegnatore Hugo Pratt ed è stato sceneggiatore per il Corriere dei Piccoli. Oltre alla professione giornalistica, Ongaro coltiva da sempre la passione per il romanzo e il suo curriculum presenta una folta bibliografia di opere, tutte di grandissimo rispetto: in particolare, con “La partita” ha vinto nel 1986 il Premio SuperCampiello.
Dopo “Il segreto di Caspar Jacobi”, “La taverna del Doge Loredan”, “Interno argentino” e “Ponte alla solita ora”, stasera, giovedì 7 aprile, alle ore 21:30 ci presenterà la sua ultima fatica “La maschera di Antenore”, edito da Piemme. Una storia di grande spessore, che ha per protagonista un giovane pittore veneziano sconosciuto che non riesce ad affermare il suo talento e attende la grande occasione della vita. Appena la sua carriera sembra arrivare ad una svolta, la conoscenza di un critico d’arte, Francois Ronan, lo allarma e lo trascina in un gorgo di angoscia e mistero, al cui centro vi è un arcano rituale dallo sconcertante potere. Un libro dalle tinte fosche, che non solo stupisce per la pregevolezza della scrittura, ma che cattura per la trama avvincente e straordinariamente interessante. Appuntamento questa sera alla biblioteca Lazzerini per conoscere questo grande romanzo e il suo autore, che siamo sicuri  catalizzerà una folta platea nella sala conferenze. Ingresso gratuito.

Elia Frosini

Uno scrittore pratese in lizza per il Premio Strega: Edoardo Nesi candidato con il suo “Storia della mia gente”

Lo scrittore pratese Edoardo Nesi è stato candidato al premio Strega 2011 con il romanzo “Storia della mia gente”, la sua ultima fatica, edita da Bompiani. Un libro, tra l’altro, con Prato come protagonista visto che Nesi parla di come sia cambiata la città del nostro tempo, soprattutto per quanto riguarda il settore industriale.
“La candidatura mi ha fatto piacere e mi ha molto sorpreso – dichiara Nesi, che è attualmente assessore alla Cultura e allo Sviluppo economico della Provincia –. E’ un premio in cui decidono gli editori, e la loro scelta mi ha molto rallegrato”.
La crisi del distretto, la situazione sociale ed economica della nostra città e la voglia di rimettersi in gioco: questi sono in sostanza i temi che il libro solleva, con un’attenzione particolare al periodo storico che stiamo ancora vivendo. “I temi del mio libro interessano molto – continua Nesi – e credo che sia per questo che è andato piuttosto bene da un punto di vista di vendite. Spesso la vita in Italia sembra quasi un romanzo, io ho semplicemente descritto ciò che ho visto e vissuto”.
Senza dubbio quest’opera ha avuto il merito di aver aperto un dibattito sulle sorti della piccola impresa manifatturiera e probabilmente è per questo che il gruppo Rcs ha deciso di candidarla alla corsa per il più importante premio letterario del nostro paese, che lo scorso anno aveva visto la presenza della giovanissima Silvia Avallone come nome di punta della Rizzoli, casa editrice che quest’anno ha rinunciato alla partecipazione, in favore di un candidato della Bompiani (proprio il nostro Nesi).
Classe 1964, Edoardo Nesi aveva già cercato di conquistare il riconoscimento, ma era arrivato solo al secondo posto, nel 2005 con “L’età dell’oro”.

Elia Frosini

Grazie al 5 per mille l’Istituto di studi storici postali recupererà e salverà on line una preziosa rivista degli anni ’20

La biblioteca dell'Istituto

In attesa di capire come si prospetterà il futuro, l’Istituto di studi storici postali prosegue nella sua attività. Oltre ad organizzare l’ottavo Colloquio nazionale “La sicurezza nella storia postale. Cifrature, censure, lettere nascoste, scritture celate, bolli anonimi”, svoltosi il 26 febbraio con l’intervento di undici specialisti, negli ultimi mesi ha edito due libri. Nel frattempo, ha aderito alla nuova campagna per il 5 per mille. Quest’ultima, in particolare, rappresenta un piccolo sostegno alle attività. “Solamente adesso -spiega il direttore, Andrea Giuntini- l’Istituto ha ottenuto la liquidazione del 5 per mille relativo all’anno 2008. Sessanta i contribuenti che hanno voluto sostenere la nostra realtà, permettendo di farci accreditare duemila euro. Con questo importo, unito ad una consistente erogazione liberale ricevuta da un socio, nelle prossime settimane digitalizzeremo l’introvabile «Rivista delle comunicazioni», edita dal ministero tra il 1924 e il 1928. Come già abbiamo fatto con la «Rassegna delle Poste dei telegrafi e dei telefoni», risalente agli anni 1929-1943, verrà messa sul nostro sito a disposizione libera di studiosi e collezionisti”.
“Ricordo che, anche per l’attuale dichiarazione dei redditi, basta indicare nell’apposita casella (“Sostegno del volontariato, delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale, delle associazioni e fondazioni”) del modulo impiegato (Cud, 730, unico) il codice fiscale dell’Istituto, 01.877.640.480, e aggiungere la propria firma. La procedura non richiede né costi né altri oneri”.