Scelti i sei finalisti del concorso Made in Cardato Contest: saranno esposti in anteprima a Première Vision

Un capo di abbigliamento che può essere utilizzato in tre modi diversi, una seduta a metà strada tra una chaise longue ed un plaid, un tavolino ispirato alla seduta CAB di Mario Bellini. Tutto in Cardato Regenerated CO2 Neutral. Sono alcuni dei progetti arrivati fra i sei finalisti del Made in Cardato Contest, il concorso nato allo scopo di sperimentare nuove applicazioni per i tessuti a marchio Cardato Regenerated CO2 Neutral, attraverso l’apporto creativo e la freschezza di idee di giovani talenti. Il Made in Cardato Contest è nato su iniziativa della Camera di Commercio di Prato, con la collaborazione del Consorzio per la valorizzazione e tutela dei prodotti tessili cardati e con il contributo organizzativo del Museo del Tessuto.
Dal 30 aprile al 15 luglio hanno partecipato al Made in Cardato Contest ben 250 ragazzi provenienti da tutto il mondo. A selezionare i progetti finalisti – tre nella sezione Fashion e tre nella sezione Design – sono state due giurie d’eccezione, composte da esperti di entrambe i settori. Hanno scelto i progetti finalisti dell’area Fashion Claudio Orrea per Patrizia Pepe, Andrea Panconesi per Luisa via Roma e Francesco Barontini per BP Studio. La sezione dedicata al Design si è invece avvalsa del giudizio di Cecilia Chiarantini dell’Istituto Europeo di Design, di Luca Gambacorti dello Studio Lato e di Sophie De Wulf di Style Sight.com. Alla selezione dei migliori progetti ha partecipato anche il partner Class (Creatività, Lifestyle and Sustainable Synergy).
“Il Made in Cardato Contest è riuscito a miscelare due ingredienti, la fiducia nelle idee dei giovani e l’ecosostenibilità del Cardato – dice Carlo Longo, presidente della Camera di Commercio di Prato – Sono nati così sei progetti innovativi, capaci di dare nuovo slancio alla tradizione di questo prodotto tessile. Giovani e sostenibilità sono d’altronde due importanti leve per tornare ad essere competitivi”.
“I progetti emersi in occasione di Made in Cardato Contest rappresentano la conferma di una caratteristica importante del cardato: la sua grande versatilità – aggiunge Riccardo Marini, presidente del Consorzio per la valorizzazione e tutela dei prodotti tessili cardati – Una versatilità da sempre ben utilizzata per creare tanti stili diversi nell’abbigliamento e nei prodotti tessili per la casa, ma che è ben lontana dall’aver esaurito tutte le sue potenzialità.”
Adesso i 6 progetti più meritevoli del concorso debutteranno in anteprima a Premiere Vision, dove il Cardato Regenerated CO2 Neutral sarà presente con uno spazio dedicato. Al termine di questa esperienza, i sei ragazzi finalisti avranno la possibilità di venire a Prato, ospiti della Camera di Commercio, dove trasformeranno in realtà i propri progetti. Una workshop visit di 4/5 giorni, durante la quale i ragazzi entreranno in contatto con le aziende tessili aderenti al marchio Cardato Regenerated CO2 neutral e parteciperanno ad incontri finalizzati allo sviluppo dei loro prototipi e alla scelta dei materiali necessari. A dicembre, quando ormai i progetti saranno diventati prototipi, le due giurie selezioneranno i vincitori, uno per ogni sezione, che porteranno a casa un premio di 2500 euro ciascuno.

Entra nel vivo la stagione delle fiere tessili: in crescita le aziende pratesi a Milano Unica e Première Vision

Dopo le promettenti anticipazioni di Prima Moda Tessuto dello scorso luglio e appena conclusasi Munich Fabric Start, si profilano per le imprese pratesi gli appuntamenti clou del calendario fieristico autunnale del tessile: Milano Unica dal 13 al 15 settembre e Première Vision dal 20 al 22. Molto nutrite le pattuglie pratesi di partecipanti ad entrambe le fiere: complessivamente circa 120 aziende, un quarto delle quali presenti ad entrambi gli appuntamenti. A Milano Unica, in particolare, si è avuto un incremento forte delle partecipazioni pratesi, passando dalle 32 aziende dell’edizione di febbraio alle 48 attuali.
“Lo strumento fiera conserva una sua utilità e rilevanza, anche se molte cose sono cambiate rispetto ad anni fa e la promozione commerciale si è fatta più complessa ed articolata – osserva il presidente dell’Unione Industriale Pratese Riccardo Marini – In ogni caso le fiere sono ancora occasioni essenziali per un primo approccio con la potenziale clientela: difficile che a fiere terminate si riesca ad avviare nuovi contatti se non si è già rotto il ghiaccio in quei ‘salotti’ non solo commerciali che sono ormai divenuti gli stand. Presenziare ad una fiera, soprattutto se all’estero o comunque lontana, costituisce tuttavia un onere economico rilevante: il fatto che siano tante le imprese pratesi a prendervi parte significa che non è venuta meno la voglia di misurarsi con i mercati. Le aspettative sono discrete, anche se l’incertezza è tanta, per il settore e non solo. Le tipologie pratesi, in particolare il cardato e le fantasie, incontrano in questo momento il favore dei mercati: la fiera di Monaco ha mostrato una vivacità non eccelsa ma comunque abbastanza buona e l’auspicio è che Milano Unica e Première Vision confermino e rafforzino questo segnale.”

Patrizia Pepe protagonista a Milano nella notte bianca della moda organizzata da Vogue per fini benefici

Il negozio milanese di Patrizia Pepe durante la notte bianca della moda (Ac-TDF photo)

C’era anche un pezzo di Prato tra i protagonisti della Vogue fashion night out di Milano, la notte bianca dedicata alla moda che ieri sera ha coinvolto circa 650 negozi che hanno aderito all’iniziativa lanciata tre anni fa dalla celebre rivista di moda con lo scopo di raccogliere fondi da devolvere ad iniziative benefiche.
A rappresentare Prato e il nostro distretto, oltre a un discreto numero di “clienti”, andati apposta per l’occasione nel capoluogo lombardo, c’era Claudio Orrea e la moglie Patrizia Bambi che hanno fatto gli onori di casa nel nuovo negozio monomarca aperto nella centrale via Manzoni. Per l’occasione Patrizia Pepe aveva assoldato i dj Royksopp che hanno intrattenuto le centinaia di ospiti e clienti che hanno letteralmente preso d’assalto il negozio accaparrandosi le apposite magliette benefiche stampate per l’occasione. Tra loro molti personaggi noti del mondo dello showbiz, a conferma del successo che il marchio Patrizia Pepe continua a riscuotere a livello nazionale e non solo. Ancora una volta, quindi, un’azienda pratese ha dato dimostrazione di come sia possibile fare qualcosa di buono e avere successo, nonostante il pessimismo e la crisi che attanaglia il distretto.

Estra sempre più leader nella commercializzazione del gas: vinte tre gare per un valore totale di oltre 33 milioni di euro

Estra Energie, la business unit del Gruppo Estra che si occupa di commercializzazione di gas naturale ed elettricità e che ha visto i propri ricavi crescere da 335 milioni di euro nel 2009 a 350 milioni di euro (+4,5%) nel 2010, si è aggiudicata la gara indetta da Consip, società per azioni del Ministero dell’Economia e delle Finanze, per la fornitura di gas naturale alle pubbliche amministrazioni di Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo e Molise. Il valore totale dell’aggiudicazione è di 30 milioni di euro per un totale di 50.5 milioni di mc/anno di gas. A questa gara avevano partecipato anche Uno gas, Enel, Edison, Soenergy, Hera Com e Amga.
La seconda gara vinta, cui avevano partecipato Edison, Unogas, Energetic, Duferco, Asa, Simagas, riguarda CET, Consorzio Energie Toscana. La gara ha un valore di 2 milioni di euro a fronte dell’aggiudicazione di 15 lotti per 5 milioni di mc/anno di gas. Ciò si aggiunge agli oltre 1.9 milioni mc/anno per la fornitura di gas a Siena, precedentemente gestita da Toscana Energia. Sempre nel settore pubblico, Estra Energie si è aggiudicata anche la gara dell’Università di Perugia: 1.4 milioni di mc/anno di gas per 700.000 euro di valore.

I prototipi innovativi di Rethinking the Product esposti al Pecci in attesa di volare a Londra per il 100% Design

Un orto a misura di abitazione che si sviluppa in verticale, una carta da parati ecologica in Cardato Regenerated CO2 Neutral, una lampada capace di attutire l’inquinamento acustico di un ambiente, un pratico contenitore per abiti munito di “oblò”. Sono alcune delle idee tradotte in realtà dalle imprese che hanno partecipato a Rethinking the Product, che quest’anno torna con un bagaglio ricchissimo di esperienze e prototipi nel campo dell’interior e product design. Ancora una volta le imprese di settori diversi sono state stimolate a lavorare in sinergia, a cimentarsi nella realizzazione di qualcosa di nuovo, a sperimentare materiali e tecniche lavorative, a ripensare l’uso e la forma di prodotti tradizionali.
Il progetto ideato e sviluppato dalla Camera di Commercio di Prato, forte anche del riconoscimento degli European Enterprise Awards, è così giunto al debutto della sua quarta edizione. La presentazione dei 45 nuovi prototipi, frutto del lavoro creativo e della collaborazione di 37 aziende e di 9 designer, avverrà stasera martedì 6 settembre, alle 18, al Museo Pecci. Dal 22 al 25 settembre saranno esposti al 100% Design di Londra, manifestazione internazionale dedicata al design.
Quest’anno il laboratorio di innovazione, aggregazione e marketing sui mercati internazionali Rethinking the Product ha potuto contare sulla collaborazione delle Camere di Commercio di Pistoia e di Pisa, e sul contributo di Toscana Promozione.
“Ancora una volta Rethinking the Product ha stimolato le aziende a fare squadra, a lavorare in sinergia – commenta Carlo Longo, presidente della Camera di Commercio di Prato – In più, in questa edizione, è stato dato ampio spazio alle idee di giovani designer. I temi dell’aggregazione e dei giovani, d’altronde, sono fra i principali ingredienti della crescita. Rethinking the Product lancia un messaggio anche in questa direzione”.

Nasce a Prato la divisa dei ciclisti del futuro: dal Gruppo Lenzi un tessuto rivoluzionario che sarà commercializzato con l’iridato Fondriest

Il Gruppo Tessile Lenzi, tra i leader mondiali nel settore dei tessuti non convenzionali, e la FondriestBici del due volte campione del mondo Maurizio Fondriest, hanno firmato un accordo per la commercializzazione in Italia di un’innovativa linea di accessori ed abbigliamento per il ciclismo sportivo, destinata a rivoluzionare l’uniforme di ogni ciclista e a ottimizzarne le prestazioni. Si tratta di fondelli, magliette sottotuta, calzini e calze antitrombosi prodotti dall’azienda pratese con il marchio Tepso® Dynamic sfruttando una speciale fluorofibra sintetica capace di azzerare lo sfregamento fra sellino e glutei, e di creare, per di più, una formidabile barriera anti batterica permanente contro i tanti fastidi ben noti ai ciclisti: dermatiti, infiammazioni, brufolosi, vesciche, prostatiti per lui, vaginiti per lei.
Sperimentata con successo dalle atlete del Velo Club Vaiano e da vari professionisti durante il Giro d’Italia, Tour de France, Freccia Vallona e altre classiche italiane e internazionali, la linea Tepso® Dynamic sarà presentata ufficialmente da Maurizio Fondriest, patron dell’azienda di Cavarzese (Venezia), e da Roberto Fenzi, ad del Gruppo Lenzi, in occasione di Eurobike 2011. La maggior fiera europea del settore è in programma a Friedrichshafen (Germania) dal 31 agosto al 3 settembre. Il valore economico dell’accordo è stimato intorno al milione di euro.
Se il ciclismo è “l’arte di tenere il soprassella sulla medesima”, come spiegava l’indimenticato Gianni Brera alludendo alla posizione e al lavoro dei glutei, ecco dunque l’abbigliamento sportivo grazie al quale il grande popolo del ciclismo potrà tutelare al meglio la propria salute e le proprie performance. Più in dettaglio, le eccezionali prestazioni di Tepso® Dynamic sono dovute alle caratteristiche di questa particolare fluorofibra ad alta tecnologia, già testata clinicamente con straordinari risultati anche su varie malattie della pelle. Idro e oleo repellente, Tepso® Dynamic è infatti ultraliscia, compatta, densa, scivolosa e freschissima, più di ogni altra fibra. E’ inoltre batteriologicamente inerte, e ha uno speciale effetto radiatore. Riesce infatti a ridurre efficacemente il riscaldamento corporeo anche, e soprattutto, in situazioni di massimo stress psico-fisico. Questa particolarità, unita alla caratteristica di espellere l’umidità, permette al ciclista di mantenere sempre una piacevole ed efficace sensazione di asciutto, in qualsiasi condizione.

Estra continua a crescere: la società che distribuisce Gpl è al quarto posto in Italia

Estra Gpl, la società del Gruppo Estra, specializzata in distribuzione e vendita di gas Gpl in rete, anche nel 2010 conferma una grande dinamicità conquistando il 4° posto nel panorama italiano della distribuzione del Gpl in rete.1,1 milioni di metri cubi di Gpl distribuiti annualmente attraverso 88 Km di tubazioni, interamente di proprietà; oltre 4.100 clienti serviti: questi i numeri di Estragpl ufficialmente certificati dall’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas nella sua relazione annuale.
“Salutiamo con estrema soddisfazione il risultato conseguito che premia l’impegno e il dinamismo che la società sta dimostrando in questi ultimi anni” – Afferma Daniele Cortonesi, Presidente di Estra Gpl. – I dati AEEG sono riferiti al 2010 ma nell’anno in corso la nostra società ha ulteriormente accentuato la sua funzione di leadership in Toscana essendo presente in 50 Comuni toscani ed emiliani con 125 impianti, 225 depositi installati e 5500 clienti serviti. Se consideriamo che la Toscana rappresenta la seconda regione italiana in cui la distribuzione a mezzo rete, di gas diversi dal gas naturale, rappresenta il 15% dei volumi distribuiti e il 17% dei clienti serviti, si può ben capire il contesto territoriale ed operativo in cui è maturato questo risultato”. “Per il 2012 – Conclude Cortonesi – ci poniamo un ulteriore ed ambizioso obiettivo: quello di salire ancora nella graduatoria  attraverso un deciso processo di espansione territoriale ed attuando mirate politiche di acquisizione di nuova clientela”.

La Provincia scommette sul rilancio dell’agricoltura: ecco i punti cardine del piano di sviluppo rurale

Sostegni alle imprese agricole e ai giovani agricoltori, investimenti nelle imprese esistenti e misure per la ricostituzione del potenziale produttivo forestale e la diversificazione. E’ questo il nocciolo del piano di sviluppo rurale, che nel luglio scorso è stato anche approvato dal Consiglio provinciale, e che sarà valido fino al 2012. Al piano 2011 seguiranno i bandi regionali, ai quali le aziende del territorio potranno inoltrare le domande attraverso il sistema informatico di Artea, agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura.
“Il piano regionale rappresenta il principale strumento di programmazione per lo sviluppo delle aree rurali in tutta la Toscana ed è finalizzato all’accrescimento della competitività dei settori agricolo e forestale, alla valorizzazione dell’ambiente e al miglioramento della qualità della vita – spiega l’assessore all’Agricoltura Stefano Arrighini – Nel periodo 2007-2011 a Prato sono arrivate risorse per oltre 2,8 milioni di euro. E nel 2011 sono già impegnati 930 mila euro per promuovere l’ingresso di altri giovani imprenditori nel settore, finanziare gli investimenti di altre aziende agricole e per la prevenzione dei dissesti idrogeologici e la valorizzazione del patrimonio forestale”.
Fra 2009 e 2010 il piano locale ha finanziato con 360 mila euro l’insediamento di 9 aziende agricole di giovani imprenditori e ha contribuito agli investimenti di 11 altre imprese con un totale di risorse finanziarie pari a circa 700 mila euro. Per raggiungere l’obiettivo specifico del piano di sviluppo regionale di conservare e migliorare l’ambiente e il paesaggio, sono stati assegnati premi pluriennali alle aziende agricole che si sono impegnate a sostenere i sistemi di produzione agricola con un impatto limitato sull’ambiente (agricoltura biologica ed integrata) con risorse che ammontano a 860 mila euro. La Provincia ha anche concorso con 100 mila euro ai costi sostenuti dagli imprenditori agricoli e dai detentori delle aree forestali per i servizi di consulenza tecnica finalizzati a diffondere la conoscenza delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e a migliorare il rendimento globale dell’azienda.
Oltre al piano di sviluppo rurale la Provincia (sempre con la collaborazione della Regione che finanzia una quota parte) gestisce anche i servizi di sviluppo agricolo e rurale. Nel triennio 2009/2011 l’amministrazione ha finanziato 5 progetti con circa 70 mila euro;  per l’animazione dello sviluppo agricolo-rurale attraverso “Assaggia il territorio” e “Le quattro stagioni in tavola”, con giornate di promozione mirate ad avvicinare il consumatore al produttore. L’obiettivo è promuovere la tracciabilità del prodotto attraverso la conoscenza dell’azienda agricola, stimolando la frequentazione delle zone rurali.
Infine, ma non ultimo, il servizio di informazione su argomenti di interesse agricolo e rurale. Oltre alle notizie sugli adempimenti obbligatori, con i progetti “Analisi e prospettive della zootecnia pratese” e “Danni da fauna selvatica in agricoltura” sono state veicolate informazioni sulla gestione degli allevamenti, l’ottimizzazione delle razioni alimentari e l’individuazione di due aree sperimentali per il contenimento degli ungulati e due dedicate ai volatili per la verifica dei risultati.

Aiuti al distretto, Lorenzini (sindaco Montemurlo) alza la voce: “Non si pensi solo ai lanifici ma a tutta la filiera”

Il sindaco di Montemurlo Mauro Lorenzini

Il sindaco del Comune di Montemurlo, Mauro Lorenzini, interviene con forza nel dibattito suscitato in seguito all’ipotesi d’intesa raggiunta con il Governo per l’utilizzo dei 3 milioni di euro per il progetto del cardato rigenerato. “Come ho già avuto modo d’affermare al Tavolo di distretto – dice – credo che sia importante prendere questi soldi, ma è altrettanto opportuno chiarire come saranno spesi. Serviranno per la promozione del prodotto, saranno utilizzati per rafforzare la filiera tessile ed i contoterzisti, o andranno solo a vantaggio dei lanifici?” Per Lorenzini il ruolo del cardato a Prato, pur importante, non è più quello di un tempo e parallelamente ad una valorizzazione del prodotto, va prevista un’azione congiunta che promuova e sostenga le varie fasi della filiera:filature, ritorciture, rifinizioni che in questa fase di congiuntura economica sono quelle che hanno risentito maggiormente della crisi.

“È chiaro che questo risultato non ci basta – prosegue Lorenzini -. A settembre il Tavolo di distretto dovrà far sentire con la Regione e con il Governo, ancora e con più forza la propria voce, perché da questo progetto rischiano di rimaner tagliate fuori le piccole aziende che sono il cuore pulsante del distretto e più in generale della realtà italiana.” Per Lorenzini la battaglia per lo sviluppo del territorio è tutt’altro che terminata e continua “Quello ottenuto non ci può bastare. È chiaro che non può essere solo il cardato la ricetta per rilanciare il nostro distretto tessile, ci dobbiamo impegnare in un mix d’azioni che, innanzitutto non coinvolgano solo il Comune Prato, ma che vedano protagonisti anche gli altri Comuni che fanno parte del distretto e che riportino al centro il valore della ricerca a servizio dello sviluppo.” Per il primo cittadino di Montemurlo, infatti, pur con le dovute cautele, è necessario andare avanti con il Creaf e con il centro di ricerca sino-pratese, per favorire lo sviluppo tecnologico del distretto, in stretto contatto con il più grande mercato emergente mondiale, quello cinese, che può rappresentare una grande occasione di export per le nostre aziende. Infine, Lorenzini non nasconde la propria delusione per la mancata accoglienza di “Fabbriche d’energia” e ricorda come nel corso degli incontri avuti sia a Roma che a Prato con i funzionari del Governo, il progetto era stato giudicato uno dei migliori a livello nazionale in tema d’energie rinnovabili. “Il fotovoltaico per noi rappresentava e rappresenta un importante volano di sviluppo per il territorio. Nonostante questa bocciatura  (che non capisco) noi continuiamo a crederci e porteremo avanti il progetto con la Provincia, gli industriali e gli artigiani. Ce lo chiede l’ambiente e lo hanno dichiarato con forza anche gli italiani che all’ultimo referendum hanno detto un netto no al nucleare.” Per Mauro Lorenzini il ruolo della politica e delle istituzioni è quello d’immaginare come sarà distretto tra dieci anni “Dobbiamo creare prospettive di sviluppo e di lavoro per i nostri giovani, per questo vorrei che Prato ritrovasse il proprio orgoglio e quello spirito combattivo che ha sempre dimostrato d’avere nei momenti più difficili nell’interesse di un più alto bene comune, aldilà di sterili campanilismi.

Aiuti dal governo e dalla Regione, il Tavolo di distretto è pronto a lanciare la campagna d’autunno

Il vicepresidente della Provincia Ambra Giorgi

Impegno per il rilancio e un’organizzazione più incisiva del tavolo di distretto con l’obiettivo di raccogliere il massimo dall’Accordo di programma con il Governo che sarà firmato in autunno ma anche dal patto con la Regione.  La richiesta, avanzata nell’incontro di questa mattina dal presidente di Cna, Anselmo Potenza e da Andrea Belli, presidente nazionale Federtessili di Confartigianato, è stata raccolta e rilanciata dal presidente della Provincia, Lamberto Gestri.  “Raccolgo volentieri questo invito. Le partite aperte con il Governo e con la Regione impongono chiarezza e unità d’intenti. Quello di dare più forza al tavolo di distretto è tema vero che va affrontato – ha affermato il presidente – Da settembre propongo di mettere al lavoro due o tre gruppi di tecnici per  dare sistematicità e forza d’insieme ai progetti presentati. L’appello del presidente Rossi a me e al sindaco Cenni di proporre cinque progetti perché la Regione li finanzi è un’altra sfida da affrontare”.
Il confronto di stamani ha oscillato tra la necessità di concretezza per andare all’utilizzo delle risorse certe garantite dal Governo per il cardato rigenerato (3 milioni per la promozione) e la volontà di alzare il tiro nella partita con Roma per avere più chiarezza sull’entità delle risorse e magari l’impegno finanziario di altri ministeri, oltre a quello dello Sviluppo economico.
E’ toccato alla vicepresidente Ambra Giorgi, che ha seguito i primi due incontri con il Governo, illustrare alle forze economiche e sociali lo stato dell’arte. Giorgi ha ricordato che ci sono un gruppo di progetti candidati  al finanziamento ma ha sottolineato anche la scarsa disponibilità di risorse, confermata negli incontri al ministero. L’assessore allo Sviluppo economico del Comune di Prato, Roberto Caverni, ha sostenuto la necessità   di concretezza per un utilizzo rapido delle risorse disponibili ma non ha certo bocciato la proposta di chi – come il presidente e il direttore di Cna, Potenza e Mazzanti,  il sindaco di Montemurlo, Mauro Lorenzini, e di Vernio, Paolo Cecconi  – ha chiesto di rilanciare e di coinvolgere altri ministeri.  “Non ci possiamo accontentare”, ha sostenuto Lorenzini. Un invito ad “andare a vedere quello che c’è”  è venuto da Angelo Colombo della Uil che ha chiesto di “portare il dibattito anche sul livello locale”.
L’intervento di Cna è stato severo. Il direttore Fabio Mazzanti e il presidente Anselmo Potenza hanno parlato di “forte delusione dal Governo”. Hanno anche proposto di stilare  un documento che sottolineasse – come hanno fatto forze economiche e sindacati a livello nazionale – la necessità di “intervenire sulla crisi in modo diverso”. Dal canto suo il presidente dell’Unione industriale, Riccardo Marini, ha invitato a essere realisti. “Sappiamo bene che le risorse sono poche – ha affermato – utilizziamo i 3 milioni per la tracciabilità del cardato e per favorire le reti d’impresa”. Per Andrea Belli “il tavolo di distretto ha prodotto discreti risultati e ha permesso di fare tratti di strada insieme  per questo non si deve sedere ma anzi deve avere più vigore”.
E’ intervenuto anche Vinicio Biagi, responsabile in Regione del Progetto Prato. All’incontro erano presenti diversi sindaci: Marco Martini (Poggio a Caiano), Ilaria Bugegetti (Cantagallo), Paolo Cecconi (Vernio), Annalisa Marchi (Vaiano). Per i sindacati c’erano Stefano Bellandi (Cisl), Angelo Colombo (Uil), Massimiliano Brezzo (Cgil). Gli industriali erano rappresentati da Riccardo Marini e Marcello Gozzi, per Confesercenti è intervenuto Aldo Lorenzi.

In scadenza il bando Linea 4, ultimi giorni per presentare la domanda da parte dei lavoratori atipici rimasti disoccupati

Ultimi giorni per presentare la domanda per accedere ai benefici del bando Linea 4. E’ prorogata al 5 agosto infatti la scadenza del bando Linea 4, rivolto a chi ha perso il lavoro, ma non ha mai beneficiato degli ammortizzatori sociali a causa di carriere frammentarie e caratterizzate dal precariato. Possono partecipare i lavoratori subordinati, con contratto di somministrazione, d’inserimento e d’apprendistato e di collaborazione, soci lavoratori di cooperative che non percepiscono indennità di mobilità, né abbiano titolo a percepirla e che non dispongano di altro ammortizzatore sociale. Il bando si rivolge a coloro che hanno perduto il lavoro in una azienda del distretto dopo il 1 gennaio 2008.
La misura prevede una indennità di sostegno al reddito pari ad 670 euro mensili (netti) per la durata di sei mesi, vincolata alla partecipazione agli interventi di politica attiva del lavoro, cioè un percorso orientativo/formativo di minimo 120 ore, a carattere fortemente professionalizzante. Chi intende intraprendere un’attività autonoma, anche in forma societaria, potrà ottenere il pagamento anticipato del’indennità.
Per informazioni, verificare il possesso dei requisiti e prenotare un appuntamento ci si può rivolgere al Centro per l’impiego (via Galcianese, 20/f, 0574 613211, info.fil@centroimpiegoprato.it., lunedì 14,30-18, martedì, mercoledì e giovedì 9-12 e 14,30-17) e alle anagrafi del lavoro dei Comuni di Cantagallo, Carmignano, Montemurlo, Poggio a Caiano, Vaiano, Vernio. Ma solo le Anagrafi del lavoro del Comune di Prato e le sedi dei sindacati (previo appuntamento), possono raccogliere e compilare online le domande di partecipazione.

Il cardato tira la ripresina del distretto: primo semestre soddisfacente per oltre metà degli imprenditori pratesi

Una giornata all’insegna del “punto” sulla situazione del distretto ed in particolare sui temi di interesse diretto dei lanifici: un programma denso quello che si è svolto ieri all’Unione Industriale Pratese, nell’imminenza della chiusura estiva. I dati dell’indagine “rapida” sull’andamento congiunturale svolta dall’Unione sui propri associati consentono di avere il polso della situazione praticamente in tempo reale.
“Il campione comprende produttori di tessuti, filati e tessili diversi, oltre a maglifici e confezioni – spiega Vincenzo Cangioli, vicepresidente dell’Unione Industriale Pratese – I dati sono stati raccolti la scorsa settimana e confermano un quadro che appare positivo relativamente ai mesi trascorsi. Il 14,5% del campione ha risposto ‘non bene’ o ‘male’ alla domanda sulla chiusura del 1° semestre 2011, contro un 56% di valutazioni positive. I più positivi sono i dati dei produttori di filati. Per la metà del campione le cose sono andate meglio del previsto.”
“Come sezione Produttori di tessuti abbiamo preso visione di questi dati nella nostra assemblea odierna. – commenta Sandro Ciardi che della sezione è presidente – Il settore laniero, in particolare, sta vivendo un momento di vivacità, con il cardato in particolare evidenza; ma anche altre fibre stanno riscuotendo una certa attenzione dal mercato. Tuttavia non mancano le preoccupazioni sia per il contesto dell’economia internazionale, sia per problemi specifici del settore. L’andamento delle valute e i prezzi delle materie prime sono fattori che rischiano di smentire, almeno parzialmente, i segnali positivi riscontrati nel recente passato, assottigliando i margini. A questi si aggiungono i crescenti costi che gravano sulla filiera e, non ultime, le condizioni di vendita, decisamente sempre più impegnative per le richieste della nostra clientela, unitamente a richieste di dilazioni nei pagamenti. Affrontiamo il futuro con spirito positivo, quindi, ma anche consapevoli che difficoltà e incognite non mancano e che siamo ancora lontani dal raggiungimento dei livelli pre-crisi.”

Accordo tra Estra e Unione Industriale contro il caro gas: forniture a prezzi speciali per le 57 aziende del consorzio Prato Gas

A poco più di una settimana dall’allarme costi energetici per le imprese del distretto lanciato dall’Unione industriale pratese, Estra ha risposto subito con un accordo – appena siglato con il consorzio Prato Gas promosso dalla stessa Unione  e di cui fanno parte 57 aziende  -  che permetterà alle imprese locali di contenere i costi del gas metano. Dal primo ottobre 2011 le industrie pratesi avranno infatti una fornitura innovativa (50 milioni di metri cubi di gas) a prezzi studiati su misura da  Estra Energie – la società commerciale del gruppo Estra.
In sostanza Estra energie acquisterà il metano per le aziende del distretto in parte in modo tradizionale su base annuale e in parte sul mercato energetico quotidiano, ovvero il Punto di Scambio Virtuale gestito da Snam Rete Gas, sostanzialmente la Borsa del Gas italiana. Gli industriali pratesi, attraverso il Consorzio Prato Gas ed Estra, potranno così accedere al mercato all’ingrosso dell’energia, cogliendo le stesse opportunità di prezzo dei maggiori operatori energetici nazionali.
“Siglare accordi fortemente innovativi con le associazioni di categoria è il  risultato tangibile della politica strategica che Estra ha messo in atto da tempo per l’innovazione e lo sviluppo economico locale – spiega Paolo Abati direttore generale di Estra -  accordi che hanno evidenti ricadute positive sulle imprese, i cui costi energetici pesano non poco sulla loro capacità di essere competitive. Un’ulteriore conferma, questa, dei vantaggi che un’azienda dinamica e in continua crescita come Estra  può offrire alle imprese locali dando subito risposte concrete”.

Parla pratese il maxi parco fotovoltaico realizzato da Estra e Coop Cellini Prato nell’area dell’ex miniera Santa Barbara ad Arezzo

Sorgerà nell’area dell’ex miniera di Santa Barbara, su una superficie di 30 ettari (equivalenti, più o meno, a 30 campi di calcio), di cui 21 destinati ad un impianto di generazione di energia elettrica. Si tratta del parco fotovoltaico da 10 Megawatt di Cavriglia (Arezzo), voluto dal Comune e appaltato all’associazione temporanea di imprese, composta da Consorzio cooperative costruzioni, Consorzio toscano cooperative, Estra spa, che nel novembre dello scorso anno si è aggiudicata il bando di gara.
La Coop Cellini Prato è capofila dei lavori dell’impianto di generazione di energia elettrica, alimentato unicamente da fonte solare, che svilupperà una produzione annua di 12.609 Mwh e una potenza complessiva di 9.969,90 kWp. Il costo complessivo dell’operazione è di 27.480.200 euro. La centrale, gestita nei prossimi 20 anni da un raggruppamento, di cui Estra srl detiene il 40% e Coop Cellini Prato il 30%, fornirà elettricità a circa 3.300 abitazioni e servirà 11/12 mila persone, con minori emissioni di anidride carbonica nell’ordine di 7.565.730,05 kg.
«Coop Cellini – afferma il presidente Stefano Ciacci – è capofila delle imprese che realizzano l’intervento e partecipa all’investimento, completamente privato. Contiamo di completare l’installazione dei moduli, per i quali impiegheremo circa 190 km di cavo, entro la fine di ottobre, per entrare in produzione a novembre dicembre». «Un’operazione – chiosa il presidente di Estra Paolo Brandi – che per caratteristiche e dimensioni si inserisce nella programmazione regionale, e nazionale, di produzione di energia da fonti rinnovabili. L’impianto è costruito su un’area sottratta al degrado, senza utilizzare nuovo suolo agricolo, in sintonia con gli orientamenti espressi dalla Regione Toscana».

L’INTERVISTA/Giulio Lombardo (Laboratorio Brachi): “Imprenditori svegliatevi: il nostro distretto può aggredire i mercati emergenti, ma per farlo bisogna andare sul posto”

Giulio Lombardo

In Cina c’è andato per la prima volta nel 2004, per vacanza. Poi ci è subito tornato come imprenditore e ora, dopo aver superato il periodo di inserimento in un mercato difficile e complesso, può dire che la scommessa è stata vinta con la Brachi Testing Services, meglio conosciuta come Laboratorio Brachi, che dal 2008 è pienamente operativa. Al punto da tirare per la giacchetta i suoi colleghi imprenditori, con toni che – come dice lui – rasentano lo schiaffo metaforico.
Giulio Lombardo, 39 anni, responsabile commerciale dell’azienda di famiglia, guarda proprio ai suoi colleghi quando si accalora nello spiegare che, al giorno di oggi, una delle principali chiavi di volta per assicurare la ripresa del distretto sta nella internazionalizzazione. “Bisogna capire – dice – che non è più possibile sperare di poter reggere la concorrenza senza provare a capire e quindi penetrare nei nuovi grandi mercati del mondo. Il distretto di Prato deve concentrare tutti i suoi sforzi sulla produzione qualificata e, soprattutto, sull’adeguare i suoi standard di servizio. Perché è qui che ancora Prato sconta un deficit: abbiamo i prodotti migliori ma non riusciamo a garantire appieno il servizio come il mercato ci richiede. E poi basta intestardirsi sui prodotti basici da realizzare qui da noi. Quelli ormai sono appannaggio esclusivo dei paesi in via di sviluppo, come del resto è sempre stato nella storia del tessile. L’abbiamo fatto per anni contribuendo, anche con questo, a smantellare la nostra filiera che era di primissimo livello. Perché alla fine i prezzi sempre più bassi sono stati scaricati sulla struttura produttiva dei terzisti, finendo per mettere in ginocchio decine di aziende. Bisogna invece avere la forza di dire di no: tenere qui la produzione di tessuti con alto valore aggiunto e produrre nei paesi del terzo mondo quelli basici, ma in aziende controllate direttamente, senza vendere competenze”.
E qui Lombardo non teme di affrontare un paradosso: quello, cioè, che la filiera pratese sarebbe stata meglio tutelata se si fosse attuata una maggiore delocalizzazione. “E’ così – dice – e non è certo un modello inventato dal sottoscritto. Ma è quanto, ad esempio, la Germania nei suoi settori caratteristici o altri anche nel tessile fanno da tempo. Si sposta la produzione dei tessuti basici nei paesi in via di sviluppo continuando ad avere testa e gestione a Prato. In questo modo possiamo tenere bassi i prezzi, acquisire quote di mercato e fare utili che poi reinvestiamo sui prodotti di qualità, facendo sviluppare la nostra filiera verso una sempre maggiore specializzazione ed innovazione. Così otteniamo un duplice scopo: riusciamo a presidiare al tempo stesso gli alti volumi con i prodotti basici realizzati lontano da Prato e forniamo prodotti sempre più innovativi e di qualità sviluppati nel nostro distretto. Il tutto fidelizzando il cliente, che compra più volentieri da una nostra azienda che da quella di un cinese e principalmente usando le fabbriche nei paesi emergenti come testa di ponte per quei mercati, migliorando gli standard di servizio. Con ricadute, si badi bene, su tutta la filiera. Mentre fino ad ora le politiche industriali di molti hanno soltanto strozzato i terzisti, smantellando un patrimonio che tanti ci invidiavano”.
Ma alla luce di questo, il distretto di Prato è pronto a questa rivoluzione copernicana? “Purtroppo vedo ancora troppe resistenze – è la risposta di Lombardo -. Il provincialismo resta ancora un male pratese. E’ il momento di un ripensamento sul nostro modo di lavorare. E’ vero che la crisi ha colpito duro, ma esempi come quello di una piccola azienda come la nostra stanno lì a dimostrare che non bisogna essere per forza dei colossi per aggredire i mercati emergenti. Brasile, Russia, Cina e India offrono immense opportunità, ma è necessario essere presenti in maniera diretta per poterle sfruttare appieno. La Germania ha aperto molte fabbriche proprio per questa ragione. Noi in Italia siamo indietro e Prato ancora di più. Vedo ad esempio che aziende produttrici di tessuto di Como e Biella hanno gia’ iniziato ad investire in Cina, ottenendo già i primi risultati concreti. Il segreto sta nel riuscire a fare prezzi quasi cinesi con il livello qualitativo pratese; così si riuscirà anche a “tirare” in Cina le produzioni ad alto valore aggiunto fatte in Italia”.
Ed è per questo che Lombardo fa un pressing continuo sui colleghi. “Sono disponibile – dice – a mettermi al servizio di chi vuole investire in Cina. Ad esempio il cardato i cinesi non lo sanno fare e sarebbe un campo da esplorare. Però, fino ad ora, non ho trovato nessuno con la voglia e il coraggio necessario a valutare questo progetto. Manca la curiosità di vedere il mondo, che non è quello che si vede tra gli stand delle fiere. Sono mercati diversi e difficili. Che vanno conosciuti, affrontati con tanta umilta’e con la pazienza di ritorni che non sono rapidi come si pensa. E alla fine l’investimento più importante non è tanto quello in soldi, quanto quello in tempo, il tempo necessario a rendersi conto che la’ c’e’ una parte consistente del nostro futuro di imprenditori”.

Claudio Vannacci

Caverni soddisfatto dopo l’incontro con il governo: “Passi avanti per il finanziamento del progetto sul cardato rigenerato”

All’indomani dell’incontro tenuto a Roma presso il ministero dello Sviluppo Economico fra Comune, Provincia, Regione e ministero, si respira un’aria di cauta soddisfazione in Comune. L’assessore Roberto Caverni, presente all’incontro, spiega i motivi che lo inducono all’ottimismo: “Si è trattato di un ulteriore passo in avanti verso l’accordo di programma con il quale saranno finanziati i progetti di rilancio per il nostro distretto – dice -. Abbiamo individuato gli obiettivi sui quali far convogliare le risorse destinate a Prato alla luce del riconoscimento dello Stato di crisi. Si è parlato anche della possibilità concreta di ottenere finanziamenti per quanto concerne il cardato rigenerato, progetto che abbraccia tutta la filiera tessile pratese, come più volte sottolineato dal sindaco Roberto Cenni anche durante la campagna elettorale. Esprimo pertanto la soddisfazione dell’amministrazione e confido che entro il mese di ottobre possa essere definitivamente siglato l’accordo. E’ necessario infine proseguire nel definire tutta un’altra serie di progetti che possono andare a completamento dell’intera operazione”.

Finanziamenti dal governo, nuovo incontro a Roma ma ancora non ci sono certezze. Giorgi: “Tra settembre e ottobre la firma dell’accordo”

Ancora un incontro interlocutorio tra ministero dello Sviluppo economico, Regione, Provincia, Comune di Prato e Camera di commercio per la definizione dell’accordo di programma che dovrà contenere progetti e risorse legati al riconoscimento dello stato di crisi.
Oggi la vicepresidente della Provincia Ambra Giorgi, al  ministero del sviluppo economico, ha incontrato il direttore generale Andrea Bianchi, il dirigente della direzione impresa e internalizzazione, Andrea Maria Felici, i rappresentanti di Invitalia, e Ludovica Isgrò dell’ufficio made in Italy e internalizzazione. Prato era rappresentata dall’assessore comunale allo sviluppo economico, Roberto Caverni e dal presidente della Camera di commercio Carlo Longo.  Con Giorgi c’erano la dirigente provinciale allo Sviluppo economico, Sonia Soldani, e Simone Cappelli, del settore formazione e lavoro.
“E’ stato confermato l’impegno ad andare alla sottoscrizione dell’accordo di programma tra settembre e ottobre – sottolinea Giorgi – ancora però c’è molta incertezza sull’entità delle risorse disponibili. La Finanziaria, tra l’altro, ha prodotto ulteriori tagli alle risorse ministeriali”.  Al ministero è stata definita una scheda progetti con tre interventi: allungamento della filiera e internalizzazione verso il Marocco, la Tunisia e l’Algeria (progetto presentato dal Comune di Prato); autoimprenditoria giovanile e ricambio generazionale delle imprese (progetto condiviso al Tavolo di distretto dalla Provincia), finanziabile con le risorse della Legge 185, e progetto per il cardato rigenerato (presentato dalla Camera di commercio) per cui potrebbe esserci una disponibilità di tre milioni di euro. “Su questa scheda è necessario un confronto e la condivisione. Per questo nei prossimo giorni ci sarà una convocazione del tavolo di distretto”, annuncia Giorgi.
Il “Progetto giovani, per lo sviluppo dell’occupazione e dell’autoimprenditoria” che la Provincia ha condiviso  con gli attori  tavolo di distretto ha due linee d’azione: sostenere la nascita di nuove imprese dando priorità a quello costituite da giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni, e attivare iniziative di sostegno all’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, favorendo il passaggio dal tempo determinato a quello indeterminato.

Torna la fiducia tra gli imprenditori pratesi: l’indagine congiunturale conferma il cambio di clima sia per gli industriali sia per gli artigiani

Un’iniezione di fiducia per il distretto. L’indagine congiunturale sull’andamento produttivo del primo semestre 2011 – realizzata dalla Camera di Commercio di Prato e dall’Unione Industriale, in collaborazione con Cna e Confartigianto, intervistando circa 500 imprenditori dei settori tessile, abbigliamento e meccanotessile – parla di un clima di opinione positivo, tanto che il saldo della percentuale di imprenditori “ottimisti” e “pessimisti” per la prima volta dal 2001 si riporta in campo positivo (+27%). Rispetto agli umori dell’anno scorso, in particolare, la metà degli imprenditori afferma che le prospettive sono migliorate.
Un dato positivo che si inserisce in un contesto ancora difficile. Gli stessi imprenditori suggeriscono cautela nel giudicare il recupero come strutturale. Le migliori performance dei primi mesi del 2011 vanno lette anche alla luce della necessità di ricostituire le scorte nel corso del 2010 e alla sovrapposta tendenza all’anticipo degli ordini, dovuta a sua volta all’impennata del costo delle materie prime iniziato ad agosto 2010.
“La situazione, benché rasserenata dopo un lungo periodo di recessione, presenta ancora contorni incerti – spiega Carlo Longo, presidente della Camera di Commercio di Prato – Gli ordini sono ripresi, ma i margini di profitto sono ancora bassi. Mentre l’aumento del prezzo delle materie prime è chiaramente di origine speculativa”.
La situazione occupazionale si conserva invece sostanzialmente stabile rispetto al 2010, con qualche timido segno positivo nel primo semestre 2011. “Il mercato del lavoro è contraddistinto da una certa rigidità, in fase di ridimensionamento, certo, ma anche in fase di crescita – afferma Vincenzo Cangioli, vice presidente di Unione industriali pratesi – E’ comunque importante tornare a reinvestire in termini di risorse umane”.
Si sono registrati finalmente segnali positivi per il conto terzi, anche se permangono diffuse condizioni di sofferenza e precarietà. Infatti, se da un lato le aspettative per il 2011 riflettono un significativo miglioramento del grado di fiducia per il 40% degli imprenditori conto terzi, la chiusura del secondo semestre 2010 mantiene la tendenza negativa alla bassa redditività.
“Ci rincuora l’inversione di tendenza, intravedere finalmente segnali positivi per le lavorazioni conto terzi – commenta Roberto Fabbri, presidente provinciale Cna Federmoda – Preoccupa tuttavia la scarsa redditività. Solo il 3,8% degli intervistati rispetto a questo aspetto ha espresso un giudizio positivo”. “Ci auguriamo che grazie a questa nuovo impulso di fiducia, si possa tornare a reinvestire – commenta Moreno Vignolini, vice presidente Confartigianato – E rafforzare in questo modo l’immagine di Prato come distretto produttivo orientato alla qualità”.

Soddisfazione tra gli imprenditori pratesi al termine di Prima Moda Tessuto e di Pitti Filati

Il test di prova è stato superato. Il successo delle collezioni portate in scena a “Prima Moda Tessuto” dai 38 marchi più prestigiosi del tessile ha dimostrato la volontà di guardare oltre la crisi, cogliendo i segnali sia pur deboli di ripresa.
Parlano da soli i risultati raggiunti dall’edizione numero cinque che ha registrato oltre 2.500 presenze: il bilancio della manifestazione promossa e organizzata dal consorzio Pratotrade è di una buona affluenza di visitatori e compratori provenienti, oltreché dall’Italia, anche da Germania, Francia, Gran Bretagna, Spagna e Nord Europa. E questa tornata di fiera ha visto anche il ritorno di clienti dagli Stati Uniti.  «La miglior risposta che potevamo ottenere – osserva il presidente di Pratotrade Alessandro Benelli – è l’interesse crescente dei compratori che cercano un prodotto moda sempre più ricercato e personalizzato, a fronte di un’offerta cinese che sui prodotti tessili mostra un progressivo appiattimento»
Positivo anche il bilancio tracciato dal Consorzio promozione filati dopo la partecipazione a Pitti. “Troppo trionfalismo sarebbe fuori luogo, però certamente questa edizione di Pitti ha portato molte soddisfazioni al Consorzio Promozione Filati e alle aziende che ne fanno parte”: commenta così la fiera del presidente del Consorzio, Francesco Lucchesi. Non sono mancati i visitatori, infatti, negli stand delle imprese aderenti a CPF-Consorzio Promozione Filati.* Al di là dei risultati commerciali dei singoli operatori, si registra un ottimo successo anche delle due iniziative condotte dal Consorzio, cioè la seconda edizione del progetto Feel the Yarn e il varo del nuovo portale web www.feeltheyarn.it.

Asm assume tre impiegati a tempo indeterminato, on line la lista degli ammessi allo scritto del 21 luglio

E’ disponibile sul sito di Asm, l’elenco dei candidati ammessi alla prova scritta per la selezione di tre posti di referente territoriale nell’ambito del servizio di gestione dei rifiuti. L’elenco è visibile nell’area “selezione” a cui si accede dalla home page cliccando in alto a sinistra la voce “bandi”.
Dodici gli ammessi, 49 gli esclusi per assenza dei requisiti richiesti, mancanza di firma sul curriculum vitae e per la presentazione fuori tempo della domanda. Per gli ammessi c’è la riserva della verifica dei requisiti. La prova scritta è in programma per il 21 luglio, dalle 15, presso la sede di Asm, in via Paronese 104 a Prato. Tutti dovranno presentarsi con un documento di identità corredato da foto, pena l’esclusione dalla prova. L’esito sarà pubblicato sul sito di Asm entro il 25 luglio. I colloqui cominceranno il 28 luglio. L’inquadramento contrattuale delle tre persone che saranno assunte è a tempo indeterminato, livello 4° categoria B del contratto collettivo nazionale di lavoro dei Servizi ambientali. Il ruolo del referente territoriale è di partecipare alle attività di contatto clienti, promozione servizi e redazione offerte per la gestione dei rifiuti, dello sportello aziendale clienti/utenti, verifiche sulle posizioni e pagamento della Tariffa di igiene ambientale.

Conto alla rovescia per Prima Moda Tessuto: in occasione di Pitti Filati le novità del tessile in mostra alla Fortezza

Preziosi inserti di tessuto che “seminano” moda e crescono in un giardino di tendenze, anticipando mood e tonalità che indosseremo nell’inverno 2012-2013. Fuor di metafora, l’immagine scelta per l’area tendenze è quella che darà il benvenuto ai visitatori di Prima Moda Tessuto, il salone promosso e organizzato da Pratotrade – il Consorzio dei produttori tessili pratesi – in collaborazione e sinergia con Pitti Immagine Filati. Appuntamento nella cornice della Fortezza da Basso dal 5 al 7 luglio per assaggiare le collezioni di tessuti autunno/inverno 2012-13. E sono “gli ibridi” il tema d’ispirazione che la trend forecaster Li Edelkoort ha proposto alle aziende socie e ai partecipanti di Prima per le collezioni dell’autunno/inverno 2012-13.
«Prima – afferma il presidente di Pratotrade, Alessandro Benelli – si rivolge ai clienti che fanno ricerca e moda e trovano la tempistica di luglio particolarmente azzeccata, in modo da ottenere un buon margine di anticipo sulle fiere di settore in calendario a settembre».
Tutto è pronto dunque per accogliere una rosa di 40 marchi nell’area Cavedio al piano inferiore del Padiglione Centrale: come sempre nutrita la pattuglia di aziende pratesi, bandiera di eccellenza del nostro distretto, e di aziende di altri distretti tessili del Nord Italia, con incursioni anche nel panorama internazionale vista la presenza ormai collaudata di espositori provenienti dal Giappone e dalla Germania.
Quella che farà capolino tra gli stand di Prima sarà la stagione delle lane e del revival del cardato, dunque propizia per i produttori pratesi. Sullo sfondo, una congiuntura economica ancora problematica e una ripresa che ancora non decolla.  «Questo 2011 – osserva Benelli – sta procedendo per il nostro settore tra alti e bassi. E’ andata meglio per chi lavora sulle collezioni invernali, ma l’euforia dei primi mesi si è affievolita. E su fronte dei mercati, a livello estero per i nostri articoli sta crescendo la Cina mentre è in ripresa il mercato italiano».
Quello che soffia tra i produttori di tessuto pratesi, alla vigilia del debutto delle collezioni, è comunque un vento di cauto ottimismo.  «E’ importante in questo momento rimanere a presidiare i mercati: un punto di forza che gioca a nostro favore è l’interesse che riscuotono sempre le nostre produzioni. Lo sforzo di investimento delle aziende partecipanti a Prima – conclude Benelli – va in questa direzione, nella convinzione che per il settore tessile possa esserci ancora un futuro”.
Proprio in vista del futuro Pratotrade si riorganizza, razionalizza la propria gestione operativa e torna alla origini, rinsaldando il legame con l’Unione Industriale Pratese nel cui ambito fu costituito il Consorzio nell’ormai lontano 1979. Prossimamente infatti sarà la stessa associazione confindustriale del distretto di Prato a fornire a Pratotrade il supporto tecnico necessario alla realizzazione dei programmi del consorzio.

Ancora segnali positivi dal mercato del lavoro ma prevale la precarietà e la situazione resta difficile per gli under 25

La Provincia pubblica il report sul mercato del lavoro pratese che riguarda i primi 3 mesi del 2011 e che analizza il movimento di assunzioni e cessazioni, confermando il saldo positivo già registrato per tutto il 2010. Complessivamente gli avviamenti al lavoro risultano fra gennaio e marzo 2011 superare le cessazioni di 2.233 unità, cioè il 19% dei movimenti di assunzione. Un segnale positivo dunque, soprattutto al confronto con i numeri dello stesso periodo 2010, gli avviamenti infatti crescono del 25%.
Il report, elaborato dall’Osservatorio provinciale e dal servizio Lavoro della Provincia, è stato presentato ieri pomeriggio a nel salone delle feste di palazzo Vestri. Il report prende in esame i flussi (cioè il movimento dei contratti) mettendo a confronto i primi tre mesi del 2011 e del 2010 e consentendo una visione aggiornata del mercato del lavoro.
“Il trend mantiene la scia positiva dell’ultimo anno, anche se la sensazione è che il distretto si trovi ancora alle prese con gli effetti della crisi – commenta la vice presidente della Provincia Ambra Giorgi – E’ necessario lavorare per creare un nesso più stretto fra sviluppo e mercato del lavoro e affrontare, tutti insieme, il problema urgente della disoccupazione giovanile”.
Ancora una volta le assunzioni sono caratterizzate da una netta prevalenza di contratti a tempo determinato in senso ampio. I contratti a tempo indeterminato rappresentano solo il 34.7% del totale, in calo rispetto al trimestre precedente e al medesimo trimestre del 2010 (quando erano il 36,3%), dati che mettono in evidenza un calo strutturale oramai permanente nel sistema delle assunzioni. Oltretutto il dato medio è ‘inquinato’ dalla presenza dell’abbigliamento, che assume 1.315 unità a tempo indeterminato (l’84% dei contratti del settore, ma in calo rispetto allo stesso trimestre del 2010.)
Nel primo trimestre del 2011 i dati relativi alla composizione, tra donne e uomini, dei contratti di lavoro sono in sostanziale pareggio e migliori rispetto allo stesso periodo del 2010. Tuttavia restano le differenze nel tipo di contratto attivato, con un vantaggio del tempo indeterminato a favore degli uomini. Il miglioramento però non è equamente distribuito per età: i giovani under 25 vedono infatti un peggioramento con il 15% di assunzioni in meno rispetto al 2010. Insomma le cose vanno meglio per le età sopra i 25 anni, che all’inizio del 2011 hanno trovato più lavoro (soprattutto fra i 29 e i 39 anni).

Conti ok per Estra: il bilancio 2010 si chiude con un utile netto di 10,4 milioni di euro. Abati confermato direttore generale

Ammontano ad oltre 439 milioni di euro i ricavi netti realizzati nel 2010 dal Gruppo Estra. Sul totale dei ricavi, 430 milioni si riferiscono in particolare alla commercializzazione del gas naturale e dell’energia elettrica: durante l’esercizio 2010, infatti,  il Gruppo ha venduto oltre 836 milioni di mc di gas naturale e circa 1,1 milioni di MW/h di energia elettrica.
Il margine operativo lordo si attesta a 37,76 milioni che rappresenta l’8,59% del valore dei ricavi del Gruppo, mentre, in virtù dei significativi ammortamenti, accantonamenti e svalutazioni di competenza di esercizio, il risultato prima delle imposte si attesta a 24.465.107 euro. L’utile netto, al netto degli interessi di terzi, è invece pari a 10,4 milioni di euro. Il capitale investito consolidato ammonta al 31 dicembre 2010 a 275,7 milioni di euro.
Il bilancio approvato non comprende tutto il nuovo perimetro del Gruppo Estra in quanto Coingas (Arezzo) ha conferito il proprio ramo d’azienda riguardante le reti di distribuzione del gas, il 1 gennaio 2011 e quindi il bilancio dell’anno in corso vedrà un conseguente aumento dei ricavi. Sono esclusi dal bilancio approvato anche i ricavi annuali della distribuzione gas dei primi 4 mesi di distribuzione gas per Siena e Prato.
Nel corso del 2010 si è concluso il processo di aggregazione attraverso il conferimento di Consiag e Intesa dei rispettivi rami d’azienda delle reti gas e gpl, della gestione calore, dei servizi generali di struttura, delle partecipazioni connesse. A conclusione di questo processo, con l’ingresso di Coingas anche per la distribuzione del gas e con il passaggio delle quote nelle varie società partecipate che si occupano di energia rinnovabile, il Gruppo riunisce tutte le società e i rami di azienda e di partecipazioni detenute da Consiag (Prato), Coingas (Arezzo) ed Intesa (Siena) ed è presente in 210 comuni nelle province di Arezzo, Firenze, Grosseto, Perugia, Pistoia, Prato, Siena e nelle aree metropolitane di Roma, Milano e Torino.  Per quanto riguarda la controllata Estra Energie, il reddito operativo aumenta da 7,86 milioni di euro nel 2009 a 17,8 milioni nel 2010 con Ebit che passa dal 2,3% al 5%.
Contestualmente all’approvazione del bilancio consolidato l’assemblea dei soci Estra ha proceduto a nominare il nuovo Consiglio di Amministrazione: alla guida del Gruppo in qualità di presidente è stato nominato Paolo Brandi. Riconfermati rispettivamente amministratore delegato e direttore generale Alessandro Piazzi e Paolo Abati.

Dalle energie sostenibili al rilancio del tessile: alla villa Il Mulinaccio si fa il punto sull’economia della Val di Bisenzio

Traccia le coordinate per uno sviluppo della Val di Bisenzio che punti alla valorizzazione del territorio, alle energie sostenibili e al rilancio del tessile il seminario di approfondimento “Linee guida per lo sviluppo ed il lavoro in Val di Bisenzio” che apre i battenti oggi, mercoledì 29 giugno, nella Tinaia della villa del Mulinaccio a Vaiano.
Il programma della giornata alle 15, dopo i saluti del sindaco di Vaiano Annalisa Marchi, entra subito in argomento affrontando il tema del piano di manutenzione territoriale con l’intervento “Quali risorse, quali strumenti” dell’assessore all’Ambiente della Provincia Stefano Arrighini, a cui seguirà la relazione dei tecnici del gruppo di lavoro e le conclusioni di Marco Ciani, presidente della Comunità montana Val di Bisenzio. L’incontro prosegue spostando i riflettori sulla filiera energetica e in particolare sul progetto Fabbriche d’energia. Introduce lo stesso assessore provinciale Arrighini, ma i tecnici dei consorzi Fabbriche d’energia-Gabolana e Consorzio Forestale della Val di Bisenzio approfondiscono con le loro relazioni. Le conclusioni di questa sezione sono affidate al sindaco di Cantagallo Ilaria Bugetti.
Alle 16,30 il ruolo di protagonista del confronto è affidato alla filiera del tessile con “Un patto territoriale per il mantenimento dell’integrità della filiera, il progetto Pronto filiera del tessile”, che viene introdotto dal sindaco di Vaiano Annalisa Marchi con gli interventi dei rappresentanti delle aziende del territorio e delle associazioni di categoria. Segue la relazione di Simone Cappelli del servizio Lavoro e Formazione della Provincia e le conclusioni della vice presidente della Provincia Ambra Giorgi.
Si apre quindi il capitolo dedicato a lavoro, formazione e tirocini, in particolare “Come riqualificare chi ha perso il lavoro, come dare una prospettiva di occupazione ai giovani”, argomento introdotto dal sindaco di Vernio Paolo Cecconi e approfondito dalla relazione dei tecnici del gruppo di lavoro e dagli interventi dei rappresentanti dei sindacati. Anche in questo caso le conclusioni sono affidate alla vice presidente della Provincia Ambra Giorgi.
Infine, alle 18, sarà la volta di alcune comunicazioni sulle azioni del progetto relative al turismo, all’agricoltura, alla trasformazione delle carni e alla mobilità. Al termine del dibattito le conclusioni della giornata di lavoro sono affidate a Vinicio Biagi in rappresentanza della Regione Toscana.

Assemblea Industriali, dopo Brunetta e Marcegaglia anche Rossi ha dato forfait. E Marini striglia i politici: “Basta con i giochi di potere”

Riccardo Marini

Richiamo ai valori associativi e appello per una politica più attenta ai bisogni delle imprese: questi i tratti salienti delle due relazioni tenute dal presidente dell’Unione Industriale Pratese Riccardo Marini rispettivamente nella parte privata e pubblica dell’Assemblea dell’associazione, tenutasi oggi.
“Fra le difficoltà dell’economia e il basso livello della politica i problemi davvero non ci mancano – ha esordito Marini -. Ma sono convinto che riusciremo almeno in parte a superarli se sapremo salvaguardare il valore più importante dell’associazione che è quello di essere la casa di tutti. Bisogna rimanere quanto più possibile uniti e solidali gli uni con gli altri, non prestarsi né dall’interno né dall’esterno a giochi che mirano a dividerci.”
Nella parte privata (dedicata agli adempimenti istituzionali ordinari senza rinnovi di cariche, previsti per il 2012) Marini ha anche fatto il punto sull’attività dell’associazione, insistendo particolarmente sulla crescita quantitativa e qualitativa dell’erogazione di servizi alle imprese. Ha ricordato anche alcuni dei risultati conseguiti nel 2010 e in questo primo scorcio di 2011, citando l’inserimento di Prato nel progetto europeo Imagine e l’impegno per salvaguardare l’autonomia di Gida; inoltre la questione ancora aperta della contestazione del Pit per i suoi aspetti negativi per lo sviluppo del territorio e la verifica di fattibilità, per aspetti molto circoscritti, del laboratorio di ricerca tessile tosco-cinese che comunque suscita grandi perplessità. Ha menzionato poi le attività condotte dall’Unione in tema di credito e assicurazione crediti con progetti e accordi con gli operatori del settore; di formazione e orientamento e il lavoro; delle energie rinnovabili.
Terminata la parte privata, si è svolta la parte pubblica, sul tema: “Il manifatturiero è di moda. Sostenere la ripresa e rimuovere gli ostacoli”, relatori la presidente di Confindustria Toscana Antonella Mansi e il direttore del Centro Studi Confindustria Luca Paolazzi. Assenti giustificati la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, il ministro della Pubblica amministrazione e Innovazione Renato Brunetta e il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, impegnati rispettivamente al tavolo per la rappresentanza sindacale, in sedute parlamentari e di governo e in riunioni istituzionali in Regione. Queste assenze sono state definitive da Marini “segnali dell’eccezionalità del periodo che stiamo vivendo e che vede passaggi epocali che si accompagnano a interventi emergenziali”.
Marini ha tracciato poi un quadro della situazione del distretto: “Come sta oggi Prato? – si è chiesto – Bene certamente no; con meno febbre sì, ma con una prognosi ancora lunga e incerta. Proprio in questi giorni l’Area studi dell’Unione ha elaborato i dati Istat sull’export nel primo trimestre 2011: rispetto allo stesso periodo del 2010 la totalità dei settori segna +9,9%, il tessile addirittura +17,3%. Numeri che sarebbero clamorosi se non facessero seguito ai picchi ancora più clamorosi verso il basso degli ultimi tempi e se la situazione generale non destasse ancora forti inquietudini.”
Buona parte dell’intervento di Marini nella parte pubblica è stata però monopolizzata da un appello, con una spiccata connotazione critica, al mondo politico. Una scelta insolita per gli usi dell’Unione. Ma i presupposti c’erano già nel richiamo che lo stesso Marini lanciò nell’Assemblea dell’anno scorso, richiedendo un buona politica come precondizione per avere un buono e solido sviluppo economico. “Se il manifatturiero è in tendenza c’è chi invece è fuori moda: la politica, per esempio, nella sua accezione più vasta che comprende anche le amministrazioni locali e che prescinde dagli schieramenti. Coloro che ci rappresentano, che dovrebbero essere percepiti come il meglio del paese, la sua punta di diamante, non godono (nella loro generalità, s’intende, con tutte le eccezioni del caso) della stima dei cittadini. Dobbiamo tutti fare nostro questo gravissimo problema: cittadini, imprese, ma soprattutto la politica stessa che dovrebbe interrogarsi sulle proprie responsabilità con maggior coraggio e senza sbrigative autoassoluzioni.Basta con l’autoreferenzialità e con i giochi di potere, basta col farli ma anche col consentire che altri li facciano. E basta anche con l’immobilismo, con programmi ambiziosi che si riducono a nulla, con alzate d’ingegno velleitarie, con sedicenti progetti buttati lì tanto per intercettare risorse e consensi, senza costrutto e senza obiettivi concreti. Di questa maniera deteriore di amministrare la cosa pubblica abbiamo esempi anche nel nostro territorio, con l’Unione che talora è anche oggetto di tentativi di strumentalizzazione che non ci piacciono affatto.”

L’eccellenza italiana si mette in mostra a Mosca in un temporary show room organizzato dalla nostra Camera di commercio

Il gusto italiano condensato in un temporary show room a Mosca. Un’iniziativa capace di esprimere l’italian lifestyle, dedicata al design innovativo e alle aziende che operano nel campo dell’arredo casa, dei mobili da ufficio, del design, dell'oggettistica,
dell’illuminotecnica, dei tessuti per arredamento e della moda. E’ il Moscow Italian Excellence, la missione che la Camera di Commercio di Prato – in qualità di capofila di un progetto che vede la collaborazione di altre Camere di Commercio d’Italia e dell’Ambasciata italiana a Mosca – ha in serbo per la capitale russa da ottobre 2011 ad aprile 2012.
L’iniziativa ruoterà intorno ad uno show room temporaneo dedicato al design italiano innovativo, che troverà spazio al MOD Design Center di Mosca, un centro polifunzionale dedicato al design di qualità e punto di riferimento per gli operatori del settore. Un evento inaugurale di alto livello e una serie di workshop e di iniziative collaterali completaranno il quadro della missione.
Lo showroom ospiterà le produzioni di aziende del settore selezionate in base al grado di innovazione e creatività e soprattutto in base al potenziale di vendita sul mercato giudicato dallo staff del MOD.  Le aziende interessate a partecipare alle selezioni dovranno compilare ed inviare a Mondimpesa, entro il 12 luglio 2011, il modulo di adesione e una scheda con il profilo dell’azienda.

Social Business, domani a Officina Giovani una giornata dedicata al workshop organizzato dallo Yunus Centre

E’ fissato per domani, martedì 28 giugno, l’appuntamento pratese con il Social Business Day, festeggiato in tutto il mondo da chi segue le idee di Muhammad Yunus, il premio Nobel per la pace che ha condotto una battaglia globale contro la povertà usando lo strumento del microcredito.
L’appuntamento con l’iniziativa “Social Business: fare la differenza” è nella Sala Eventi di Officina Giovani, a partire dalle 9.30. L’iniziativa è organizzata dallo Yunus Social Business Centre University of Florence e consiste in un workshop i cui lavori occuperanno l’intera giornata. Il workshop è rivolto in particolare a tutti coloro vogliono saperne di più sul Social Business, su come costruirlo e come svilupparne la dinamica economica e di finanziamento servendo sempre un obiettivo sociale. Il workshop a Officina giovani è inoltre un’occasione unica per fare network con persone che, seppur con competenze diverse, hanno gli stessi interessi.

Domani l’assemblea annuale degli Industriali ma danno forfait sia Brunetta sia la Marcegaglia

Vengono meno due ospiti illustri all’Assemblea pubblica dell’Unione Industriale Pratese, dal titolo “Il manifatturiero è di moda”, prevista per domani alle ore 16, dopo la parte privata che si svolgerà alle 14.30. Né il ministro Renato Brunetta, a causa di impegni parlamentari e di governo, né la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, impegnata al tavolo per la rappresentanza sindacale, potranno infatti lasciare la capitale ed essere presenti come previsto a Prato. La presenza confindustriale sarà assicurata dall’intervento della presidente di Confindustria Toscana Antonella Mansi. Confermate le presenze del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e del direttore del Centro Studi Confindustria Luca Paolazzi.
Assenze pienamente giustificate, quelle di Marcegaglia e Brunetta, che rafforzano tuttavia le preoccupazioni dell’Unione. “Anche questo è un segno dei tempi – afferma Riccardo Marini, presidente dell’Unione Industriale Pratese, commentando queste assenze -. Tempi di evoluzioni epocali, come nel caso della rappresentanza e delle relazioni industriali che vedono impegnata la nostra presidente nazionale. Ma anche tempi di impegni emergenziali e di aggiustamenti di tiro che per troppo tempo si è cercato di negare o minimizzare: la realtà dei fatti però prima o poi presenta il conto, costringendo a correre precipitosamente ai ripari. La nostra Assemblea di domani diventa a questo punto, nell’imminenza dell’assunzione di misure importanti per l’Italia, la voce di un distretto-simbolo che ritiene di avere qualcosa da dire in merito”.

Caso Btp, giovedì le imprese fornitrici si riuniscono con Cna: “Diremo no a concordati con cifre ridicole”

Una  Cna preoccupata prepara l’assemblea con tutte le imprese fornitrici di Btp, fissata per giovedì 23 giugno  nella sede di via Zarini 350/c  a partire dalle 18.
“Siamo molto preoccupati – dice Anselmo Potenza presidente di Cna Prato –  per la sorte delle circa 200 imprese che hanno lavorato per il settore privato di Btp e per i quasi 3mila dipendenti di queste aziende. Sono piccole imprese, molte artigiane, che hanno negli anni garantito qualità delle lavorazioni, degli impianti, degli infissi e quant’altro necessario per realizzare fabbricati. Si tratta di un intero sistema regionale che entrerà in crisi e che priverà la nostra regione di qualità indispensabili al sistema delle costruzioni e dei lavori pubblici. Se a questo si aggiunge la crisi del Consorzio Etruria il danno per il sistema economico e per l’occupazione ancor di più assume numeri e dimensioni di rilievo nazionale”.
“Stiamo contattando i parlamentari  toscani – dice Fabio Mazzanti direttore generale di Cna -  per chiedere loro una azione congiunta e trasversale in Parlamento, come già fatto nell’interrogazione dell’onorevole Lulli, per pretendere  dal governo provvedimenti straordinari in difesa di un settore le cui difficoltà vanno ben oltre il crac aziendale Btp  che ha provocato una così grave situazione. Se il commissario del tribunale ha ceduto il ramo appalti pubblici separatamente dal ramo appalti privati il rischio è che, per i fornitori di quest’ultimo, resti una miseria da suddividere fra 200 imprese che i lavori li hanno fatti a proprie spese  e consegnati . Se sarà proposto alle nostre imprese un concordato dalle cifre ridicole rispetto ai crediti vantati, noi consiglieremo di non accettarlo,  chiedendo di passare alla procedura fallimentare. Nella nostra assemblea valuteremo tutto questo sulla base delle evoluzioni di questi giorni”
“Intanto – conclude Potenza -  giovedì saremo in grado di presentare, con l’aiuto di dirigenti della Regione , le modalità con cui le imprese potranno accedere al sostegno che abbiamo ottenuto dalla Regione Toscana con intervento straordinario, tramite Fidi Toscana, per sostenere il settore e consolidare, per quanto possibile, i debiti delle nostre aziende fatti per consegnare i lavori alla Btp”.

Sostegno ai disoccupati del distretto: pronto il bando Linea 4 per chi non ha mai avuto ammortizzatori sociali

Nuova misura per il sostegno ai lavoratori colpiti dalla crisi del distretto, esce la Linea 4 che si rivolge a chi ha perso il lavoro, ma non ha mai beneficiato degli ammortizzatori sociali a causa di carriere frammentarie e caratterizzate dal precariato. Per chi esaurisce la mobilità c’è ancora la Linea 3, che è aperta fino al 30 giugno e prevede una terza apertura a settembre. C’è anche un’altra novità contenuta sia nell’avviso della Linea 3 che in quello della Linea 4. Possono fare domanda, oltre a coloro che vivono nel distretto, anche quanti vivono fuori, ma hanno perduto il lavoro in una azienda del distretto. La vice presidente della Provincia Ambra Giorgi e l’assessore del Comune di Prato Filippo Bernocchi hanno presentato questa mattina a palazzo Buonamici il nuovo strumento, che viene finanziato con 3 milioni di euro, frutto ancora una volta del lavoro della ‘squadra’, composta da enti e forze economiche e sociali, che coordina l’utilizzo dei 25 milioni messi a disposizione dal Governo in forza della convenzione sottoscritta dal ministero del Lavoro con la Regione, la Provincia e il Comune di Prato.
“Occorreva dare risposta a tutte le diverse situazioni di disagio, con questo bando arriviamo a intercettare anche i disoccupati che non hanno avuto tutele – hanno spiegato Giorgi e Bernocchi – La prudenza utilizzata nel formalizzare le varie misure era necessaria, perché abbiamo risorse limitate. Considerando anche la Linea 4 abbiamo ormai speso circa 20 dei 25 milioni disponibili”.
Fino a questo momento, con l’attivazione delle prime tre linee di intervento si è riusciti a dare risposta a circa 1.550 persone che hanno perso il lavoro ed esaurito anche gli ammortizzatori sociali. Adesso si apre il capitolo di coloro che non hanno potuto beneficiare di mobilità e cassa integrazione. La prima graduatoria dei soggetti beneficiari verrà redatta tenendo conto delle domande pervenute entro il 1 agosto 2011. Compatibilmente con la disponibilità di finanziamenti per questa Linea, verrà redatta una ulteriore graduatoria tenendo conto delle domande pervenute nel periodo compreso tra il 15 settembre ed il 30 ottobre 2011 e comunque fino ad esaurimento delle risorse disponibili. Alla dotazione iniziale di 3 milioni potranno essere aggiunti altri due milioni di euro, se il numero delle domande lo richiederà. Come di consueto ulteriori informazioni possono essere richieste agli sportelli presso i quali si inoltra la domanda e al numero verde gratuito 800 978987, dal lunedì al giovedì 9-12.30, 14.30-17.30, il venerdì 9-12,30.
Vediamo anzitutto i requisiti necessari per poter inoltrare la domanda per la Linea 4. Si dovrà essere domiciliati in uno dei Comuni del distretto industriale di Prato oppure aver perso il lavoro in una delle aziende del distretto. Il bando si rivolge a chi ha perso il lavoro dopo il 1 gennaio 2008, è attualmente disoccupato e iscritto ai servizi per l’impiego delle Province competenti per domicilio. Possono partecipare i lavoratori subordinati, i lavoratori con contratto di somministrazione, d’inserimento e d’apprendistato e i contratti di collaborazione, soci lavoratori di cooperative che non percepiscano indennità di mobilità, né abbiano titolo a percepirla e che non dispongano di altro ammortizzatore sociale. Non sono contemplati tra i possibili beneficiari del provvedimento i lavoratori che abbiano avuto solo rapporti di lavoro con la pubblica amministrazione. I cittadini extracomunitari dovranno essere in possesso di regolare documento di soggiorno in corso di validità.
La misura prevede una indennità di sostegno al reddito pari ad 670 euro mensili (netti) per la durata di sei mesi. Tale indennità è vincolata alla partecipazione agli interventi di politica attiva del lavoro, cioè un percorso orientativo/formativo di minimo 120 ore, a carattere fortemente professionalizzante (comprendente anche accompagnamento al lavoro mediante l’attivazione di tirocini e stage in azienda). Chi intende intraprendere un’attività autonoma, anche in forma societaria, potrà ottenere il pagamento anticipato dell’indennità. Come per i bandi precedenti entro 30 giorni dalla chiusura dell’avviso sarà predisposta e resa pubblica la graduatoria, sulla base dell’età anagrafica, dell’indicatore Isee e della presa carico dei servizi sociali. In caso di parità di punteggio è data precedenza a chi ha il carico familiare più alto. Sarà possibile ottenere informazioni relative al bando, verificare il possesso dei requisiti e prenotare un appuntamento per l’inserimento online delle domande anche al Centro per l’impiego (via Galcianese, 20/f, 0574 613211, info.fil@centroimpiegoprato.it., lunedì 14,30-18, martedì, mercoledì e giovedì 9-12 e 14,30–17) e alle anagrafi del lavoro dei Comuni di Cantagallo, Carmignano, Montemurlo, Poggio a Caiano, Vaiano, Vernio. Ma solo le Anagrafi del lavoro del Comune di Prato e le sedi dei sindacati (previo appuntamento), possono raccogliere e compilare online le domande di partecipazione al bando.